Pio Cesare, continuità nell’eleganza

Presentazione dell’annata 2018 dei Barbaresco e Barolo aziendali; viaggio alla scoperta della filosofia vitivinicola della famiglia Boffa Pio

Barbaresco Pio e Barolo Pio sono figli di diverse vigne, dell’assemblaggio delle uve vendemmiate in siti diversi e avviate poi al processo di vinificazione. La storia, la tradizione hanno trasmesso questa tecnica che consente di costruire ogni anno un puzzle che sia rappresentativo della denominazione e dell’annata, gestendo le sue tessere nel modo migliore.
Abbiamo incontrato Federica Boffa Pio (nella foto di apertura) a Roma, lo scorso 5 maggio; subito prima della pandemia, a febbraio 2020, lo stesso incontro, presieduto da Pio Boffa, papà di Federica, quarta generazione alla guida dell’azienda, icona del territorio, venuto a mancare poi nel 2021. Il concetto del vino mosaico era stato affrontato anche in quell’occasione, quando la giovanissima Federica veniva presentata, manifestando già decisa la sua attitudine a presentare e rappresentare il vino di famiglia. Nel 2021 Federica diventa la quinta generazione a prendere il timone dell’azienda, certamente molto in anticipo rispetto a quanto potesse immaginare. Incontrandola di nuovo, dopo due anni che hanno significato un mondo di esperienza, senza esitazione ci sentiamo di affermare che Federica è i suoi vini, seppur giovanissima personifica perfettamente la finezza poliedrica delle due grandi espressioni aziendali.
Oltre ai due grandi classici che portano il cognome del fondatore, anche l’azienda Pio Cesare nel tempo ha sposato la ricerca di particolari espressioni del territorio e così nasce nel 1985 il Barolo Ornato, dall’omonima vigna a Serralunga d’Alba, nel 1990 il Barbaresco Il Bricco, dalle parti più alte della vigna Bricco di Treiso, nel 1996 la Barbera d’Alba Superiore Fides, da singola vigna che nel 2017 ritroviamo nella menzione in etichetta “Vigna Mosconi”, a Monforte d’Alba, nel 2015 il Barolo Mosconi, dallo stesso vigneto di dieci ettari che ospita anche la barbera. E poi ci sono le diverse gamme di vini tradizionali per un totale di diciannove referenze e quattrocentoventimila bottiglie circa.
L’incontro ha avuto come inizio uno degli ultimi nati, il Rosy 2021, un rosato da nebbiolo in prevalenza con piccole quantità di syrah, dedicato a nonna Rosy, custode di mille storie sul Barolo e sul Barbaresco e non solo. Poi la Barbera Vigna Mosconi 2019, seguita dal tandem Barbaresco Pio 2018 e Barbaresco Il Bricco 2018; altro tandem con il Barolo Pio 2018 e Barolo Mosconi 2018, per arrivare al Barolo Ornato 2012. La chiusura è stata affidata al Barolo Chinato.

Venendo all’annata 2018, ha goduto di un inverno freddo e nevoso, seguita da una primavera con buone precipitazioni, da un’estate calda senza eccessi, con un autunno soleggiato e dalle escursioni termiche decise. “La 2018 è una vendemmia di grande qualità – spiega Federica Boffa -: una delle annate più vicine al concetto di tradizione e classicità del Barolo degli ultimi decenni. Alla natura non si poteva davvero chiedere di più”, conclude Federica.
Una degustazione importante di cui riportiamo i nostri appunti.

langhe rosy pio cesare

Langhe Rosé Rosy Doc 2021
Da nebbiolo con un piccolo contributo di syrah, è figlio di una vendemmia leggermente anticipata di uve provenienti dalla vigna Il Bricco. I grappoli sono pressati delicatamente interi e il mosto è posto a fermentare in acciaio inox per terminare il processo in barrique di terzo passaggio, dove resta sui lieviti per due mesi. È molto fresco nel rivelare fiore e frutto, sfumati da note vegetali, da sentori di buccia di pesca e da toni di salgemma. Molto dinamico l’assaggio che colpisce per la decisa e piacevole salinità.

Barbera d'alba vigna mosconi fides

Barbera d’Alba Superiore Vigna Mosconi Fides Doc 2019
Vinificato in acciaio con macerazione di trenta giorni, matura in botti di rovere francese e per una piccola parte in barrique. Manifesta subito il suo carattere deciso, dal colore al naso polposo di frutti scuri, sfumato di intriganti nuance di inchiostro e da netta speziatura (pepe e liquirizia su tutte). Bocca succosa, avvolgente, dal tannino finissimo, ricca di frutto, che arriva anche all’arancia rossa, fuso con la potente speziatura.

Pio Cesare, continuità nell’eleganza

Barbaresco Pio Docg 2018
La vinificazione si svolge in acciaio con macerazione di trenta giorni. Il vino poi matura in botti di rovere francese e di Slavonia per tenta mesi, una piccola parte in barrique. Gentile nel colore e nel naso, ricorda marasca, peonia, rosa appassita in bel contrasto con note scure di liquirizia, pepe e grafite che si allargano poi a noce moscata e chiodi di garofano. Bocca molto fine nella dialettica tra succosità e tannino sottile e deciso, caratterizzata dalla stessa alternanza di chiaroscuri del naso. E si ribeve.

barbaresco il bricco pio cesare

Barbaresco Il Bricco Docg 2018
È figlio di tre microzone poste nelle parti più alte dei vigneti di Cascina Il Bricco, a Treiso. La vinificazione è la stessa del fratello Pio. Accoglie scuro al naso, con la grafite in primo piano che si fonde con le spezie via via più articolate e chiare fino a palesare nettamente frutto e fiore in un insieme fuso e complesso. La bocca è sontuosa, di bella struttura e polpa, progressiva e dinamica, dal tannino copioso, sottile e integrato, articolata e fine. Eccellente.

barolo pio cesare

Barolo Pio Docg 2018
Il Barolo “mosaico” aziendale è frutto della stessa vinificazione del Barbaresco: trenta gironi di macerazione in acciaio e poi legni grandi di rovere francese e di Slavonia, più un saldo di barrique, per trenta mesi. Articolato tra pepe, peonia, grafite, liquirizia, marasca, mirto in bacca e foglia, presenta netti timbri speziati e balsamici. Bocca dinamica, atletica, energica, dal tannino vellutato per un insieme lungo e progressivo nella dialettica tra frutto e toni scuri.

barolo mosconi pio cesare

Barolo Mosconi Docg 2018
Le uve vengono dal vigneto Mosconi di Monteforte d’Alba e si tratta del più recente cru nato in azienda dall’ultimo vigneto acquisito. Dopo la macerazione di trenta giorni il vino matura per trenta mesi in rovere grande. Una piccola parte matura per i primi dodici mesi in barrique. Subito incisivo al naso, è etereo, fuso, nel porgere il frutto, dalla visciola alla marasca, all’arancia rossa, sfumato da tanta menta e da un’articolata speziatura. La bocca è integrata, forte e gentile, dinamica, croccante, incisiva nel frutto che incontra i toni scuri e le spezie, conservando croccantezza e persistenza.

barolo ornatopio cesare

Barolo Ornato Docg 2012
Il primo cru nato in azienda nel 1985 proviene da una selezione di uve dall’omonima vigna ad anfiteatro posta a Serralunga d’Alba. La vinificazione è quella che l’azienda adotta per tutti i grandi rossi, ovvero trenta giorni di macerazione in acciaio e poi maturazione in rovere grande per trenta mesi con una piccola parte in barrique. Ovviamente si tratta di una vecchia annata. Versato nel calice è subito intenso, incisivo, coinvolgente nel porgere il frutto con menta ed eucalipto: marasca, prugna, mirto, giuggiola, si rivelano sulla scia eterea per un insieme veramente fascinoso. Bocca bilanciata, succosa, integrata, suadente, nonostante un tannino netto e ancora appena aggressivo che trova il contrappunto nella struttura importante. Finale ricco di frutto, liquirizia e grafite.

barolo chinato pio cesare

Barolo Chinato
È un’antica tradizione di famiglia, messa da parte negli anni Cinquanta e ripresa nel 2016. La ricetta è un segreto familiare custodito da nonna Rosy che si dice custodisca anche vecchissime bottiglie. China calissaia e china succirubra sono poste a macerare per ventuno giorni in alcol e una piccola quantità di Barolo. Viene poi aggiunta una miscela di spezie, erbe officinali, erbe aromatiche, scorze di diverse arance… L’estratto aromatico è poi miscelato con la giusta dose di Barolo e l’insieme matura in acciaio per almeno quattro mesi e poi oltre due mesi nella bottiglia, dove campeggia l’etichetta storica. Vino senza tempo che affascina appena si avvicina il naso con la sua fusione di spezie e frutto, con dolcezze di confetti, strudel alla cannella, marasca sotto spirito, vaniglia, cacao, ginepro, chiodi di garofano, percorso da sensuali note di erbe officinali. La bocca è suadente, invitante, bilanciata, coerente, lunga e progressiva.