Le città nuove wine destination – Roma Caput Vini

Questo l’oggetto della tavola rotonda, a cura del Consorzio Tutela Vini Roma Doc, dedicata al futuro dell’enoturismo in città che parte dalla Capitale

Si è appena concluso l’incontro universitario “Le città nuove wine destination – Roma Caput Vini” che ha unito studenti, docenti, comunicatori, rappresentanti istituzionali e professionisti di settore in un’occasione di dialogo sul tema dell’enoturismo nelle grandi città. L’appuntamento, presso l’Aula Moscati dell’Università di Roma Tor Vergata, ha proseguito il percorso di formazione e valorizzazione della cultura del vino capitolino rivolto ai giovani, già da tempo intrapreso dal Consorzio di Tutela Vini Roma Doc.

L’iniziativa ha coinvolto gli studenti dell’Ateneo, futuri player del territorio, in una riflessione sulle prospettive di ampliamento dell’enoturismo e sulle potenzialità del territorio capitolino come modello di wine destination. Questi i topic dell’incontro volto a indagare sull’indissolubile legame tra il vino e Roma, espresso dai nomi delle vie, delle piazze e dei quartieri romani, nonché dai vigneti urbani e, parallelamente, sull’attrattività turistica che rende Roma una delle destinazioni più visitate al mondo. Due facce complementari che fanno della Capitale lo starting point dell’enoturismo in città, attraverso i vini Roma Doc come link tra rurale e urbano e veicolo di scoperta del territorio capitolino, in una chiave diversa quanto affascinante.

Al centro della tavola rotonda l’intervento del professor Ernesto Di Renzo sul legame storico tra il vino e l’Urbe e sul fenomeno dei vigneti urbani, attrattiva sempre più d’interesse a livello internazionale, testimone anche la nascita dell’Urban Vineyards Association, il circuito che riunisce grandi città come New York, Parigi, Milano e Venezia con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio rurale dei vigneti metropolitani sotto il profilo culturale e turistico.

tor vergata

    “Il binomio vino-città – afferma Ernesto Di Renzo – è un potenziale strumento di differenziazione del turismo nella Capitale, che integra i vigneti urbani ai paesaggi vitivinicoli dell’hinterland, le realtà produttive, ristorative e ricettive a tutte le risorse del patrimonio storico-culturale che Roma ha da offrire. Un’opportunità che altre grandi città nel mondo stanno già sfruttando e che Roma non può lasciarsi scappare perché ha tutte le carte in regola per essere considerata una città enoturistica. Per questo motivo abbiamo voluto creare un momento d’incontro per riflettere su un nuovo modo di fare turismo all’insegna dell’originalità e della memorabilità dell’esperienza, al fine di rendere la Capitale una meta desiderabile ma soprattutto godibile al momento del soggiorno”.

    “In questa occasione abbiamo rinnovato il rapporto con l’Università di Tor Vergata – sottolinea Tullio Galassini, presidente Consorzio Roma Doc un palco per noi molto stimolante per riflettere sul futuro del vino e del turismo a Roma insieme agli studenti dell’Ateneo che, già nei precedenti appuntamenti, hanno dimostrato un forte interesse nel conoscere il proprio territorio attraverso i vini Roma Doc. Crediamo molto nelle potenzialità della nostra città, non solo per la sua vocazione enologica ma anche enoturistica e ogni giorno ci impegniamo per valorizzare al meglio questo mix vincente”.

    Nel corso dell’incontro, moderato da Stefano Carboni, docente del corso Sociologia dei Comportamenti e dei Consumi Alimentari, sono intervenuti Claudio Di Giovannantonio, Dirigente Arsial – Regione Lazio; Fabio Bonanno, referente food policy dell’assessorato all’agricoltura Roma Capitale e Tullio Galassini, presidente Consorzio Tutela Vini Roma Doc, alcuni dei più importanti attori del territorio sensibili a queste tematiche che hanno dato il proprio contributo creando un vero e proprio scambio di idee con la numerosa platea in sala.

    roma doc

    “Il vino è una risorsa molto importante – afferma Fabio Bonanno, referente della food policy – per differenziare l’esperienza di soggiorno a Roma, spesso troppo breve e approssimativa. Inoltre, secondo recenti studi, l’enoturismo è una delle tipologie di fare turismo più ricercate, per questo motivo crediamo che il futuro della Capitale risieda nella valorizzazione dei vigneti urbani e più in generale di tutte le aree verdi che costituiscono i due terzi della Capitale, un percorso che portiamo avanti grazie al Consorzio Roma Doc”. “Nel Lazio sta crescendo sempre più il desiderio di puntare sull’enogastronomia come volano di scoperta del territorio – sottolinea Claudio Di Giovannantonio, dirigente Arsial – Regione Lazio , osservando l’ampliamento delle aree agricole, la nascita di agriturismi, oleifici e nuove cantine, con un’attenzione sempre più rivolta a una produzione di qualità. Un’aria di cambiamento che presuppone un piano di lavoro organizzato e condiviso con tutti gli attori del territorio, per trovare un effettivo sviluppo”.