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Marramiero day, tra storia e futuro

In In evidenza by Fabio De RaffaeleLeave a Comment

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dante marramiero

Marramiero, un giorno tra la storia e il futuro della cantina

Marramiero è una famiglia dall’ospitalità squisita ma, questa volta è riuscita a superare se stessa. La visita programmata in cantina è iniziata con la comodità di un pulmino che ci ha accompagnato fino a Rosciano (Pe), luogo dove ha sede l’azienda e si trovano i vigneti. Da qualche anno a questa parte la cantina ha subito diversi mutamenti, oltre a quelli che riguardano i terreni vitati, ampliati e rinnovati, il più evidente è senza dubbio il colpo d’occhio nella barricaia, dove il numero delle piccole botti è notevolmente aumentato e, come dichiara Enrico Marramiero: ‟Stiamo già progettando un ampliamento degli spazi dedicati ai vini che affinano in legno, nello stesso tempo anche nuove tecnologie che ci consentano una gestione delle barrique più rapida e con minor dispendio di risorse umane, ma naturalmente che non intacchi la nostra filosofia di produzione e il nostro standard qualitativo”. Qualità che siamo passati a testare sul campo, anzi per meglio dire sulla tavola, complice la magistrale opera della brigata di Marcello Spadone, chef stellato del ristorante ‟La Bandiera” di Civitella Casanova (Pe). L’alternanza della storia e del futuro inizia con un Brut delle prime annate prodotte e sboccato nel 2002, ancora in grado di raccontare freschezze capaci di solleticare il palato e aromi terziari che affascinano l’olfatto. Il racconto del passato prosegue con un ‟Punta di Colle” del 1996, uno chardonnay ancora vivace e appagante, poi un salto nel 1994 con una stupefacente prima vendemmia di trebbiano: quello di ‟Altare”, ancora in ottima forma e perfetto per dei tortelli di vitello su crema di broccoli e tartufo nero pregiato, un gran piatto di Marcello servito dopo tre antipasti che hanno piacevolmente sorpreso i commensali per equilibrio e gusto. Non abbiamo il tempo di riprenderci dalle emozioni che siamo catapultati nel futuro: chardonnay e trebbiano 2014, campioni in affinamento fruibili sin da ora per equilibrio e piacevolezza – ancora una volta ci sorprende la forma del trebbiano – caratteristica imprescindibile per lo stile Marramiero. È la volta dei rossi in macerazione: eleganti e potenti allo stesso tempo, tra questi ci potrebbe essere il futuro ‟Dante Marramiero”, rosso top di gamma della cantina che è venduto dopo dieci anni dalla vendemmia. Un nuovo tuffo nel passato con ‟Inferi” 1993, un motepulciano ancora scattante dopo ventidue anni dalla sua vendemmia, la prima. Siamo al clou dell’incontro, è arrivato il momento della star: il ‟Dante Marramiero”. Si parte con l’annata ‟recente”, quella in commercio, il 2005, austero e suadente allo stesso tempo, con l’aspettativa di una lunga vita davanti a sé e la dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, l’abbiamo con un grande 2001, capace di affascinare per classe ed equilibrio, appagante sia al naso sia al palato, un fuoriclasse. La ‟storia” finisce con l’anno 1999, comprensibilmente restio a concedersi al naso dopo tanti anni di bottiglia, ma imponente in bocca; non abbiamo il coraggio di chiedere di portar via il ‟campione” per continuare l’attesa a casa, ma siamo certi ci sarebbe stato concesso!

Fabio De Raffaele

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