Oro Rosso Blanc de Noirs, Cembra Cantina di Montagna

È il nuovo Trentodoc da uve pinot nero di Cembra Cantina di Montagna, figlio di ripidi pendii, scavati nel porfido, in altitudine

Tra le vette del Trentino e i settecento chilometri di muretti a secco, il porfido della Val di Cembra plasma un Blanc de Noir capace di sfidare l’altitudine e le nuove insidie del cambiamento climatico.

Oro Rosso Blanc de Noirs, Cembra Cantina di Montagna

Quel vino che estrae l’anima della montagna

Singolare come i vini buoni non riescano a non manifestare i luoghi di origine. Il Blanc de Noir di Cembra Cantina di montagna è uno di questi. Il luogo è particolare e diverso anche rispetto a tutte le altre aree viticole del Trentino grazie al suolo di porfido, l’oro rosso della Val di Cembra, famoso nella storia per aver adornato ville sin dal medioevo, molto caratterizzante i vini in termini di salinità ed eleganza. Siamo in altitudine, con la cantina posta a settecento metri e vigneti che salgono fino a oltre novecento, non lontano dalle piste da sci della Val di Fiemme. Un’area in cui la viticoltura è stata sempre l’unica possibilità lavorativa, oltre l’estrazione del porfido, ma in un contesto estremamente sfidante in cui le vigne esistono grazie a una teoria di muretti a secco lunga ben settecento chilometri che crea un paesaggio unico. Immaginate che a quelle altitudini fino al secolo scorso le uve arrivavano a fatica a maturazione, salvo nelle annate più belle e meno piovose. Oggi, invece, il cambiamento climatico sta favorendo la viticoltura in termini termici, non certo nelle manifestazioni piovose che ovunque sono sempre più energiche.

Oro Rosso Blanc de Noirs, Cembra Cantina di Montagna
Vendemmia in Val di Cembra con le bigonce

L’azienda, agli anni ’50 ad oggi

È una cantina cooperativa nata nel 1952 al fine di consentire una produzione vinicola che potesse competere sul mercato del vino, cosa che i singoli vignaioli non riuscivano a fare per dei costi di produzione oggettivamente più alti che in aree meno pendenti e più confortevoli. Una realtà che non ha mai smesso di crescere e che ha avuto una forte spinta fondendosi con La-Vis a inizio anni duemila e ancor di più a fine anni dieci quando Cavit ha acquisito La-Vis. Oggi infatti conta trecento soci per circa trecento ettari e una metodica produttiva che porta a vinificare le uve di ciascuna parcella separatamente per effettuare i blend successivamente. E poi il vino commercializzato con il marchio Cembra Cantina di Montagna è solo una parte di quello prodotto, il resto è conferito sia a La-Vis che a Cavit. L’azienda è quindi una specie di gioiello, curato dalle mani sapienti dell’enologo Stefano Rossi, e dalla sua granitica consapevolezza che il vino si realizzi principalmente in vigna.

Oro Rosso Blanc de Noirs, Cembra Cantina di Montagna
Stefano Rossi

Blanc de Noirs, pinot nero dal cuore vulcanico

“In Val di Cembra il problema di avere uve mature adeguatamente acide per fare spumante non è un problema – spiega Stefano Rossi -. Anzi, oggi arriviamo ad avere un frutto a piena maturazione ricco di acidità. Tanto che con questa prima annata abbiamo aspettato a spumantizzare la massa del vino base, conservandola in acciaio sulle fecce fini per molti mesi per raggiungere l’equilibrio che volevamo”. Aggiungiamo che la vendemmia si è svolta tra fine agosto e inizio settembre, consentendo alle uve di godere, durante la fase finale della maturazione, della decisa escursione termica notte-giorno, molto marcata a fine stagione in altitudine. Infatti i vigneti di pinot nero utilizzati sono posti a una quota compresa tra seicento e settecento metri. Venendo al blend finale posto a rifermentare in bottiglia, la gran parte è figlia del millesimo, impreziosita da vini di riserva sempre da pinot nero vinificato in bianco, per incrementare la larghezza del sorso e la complessità degli aromi. Il periodo di maturazione in bottiglia è durato quarantotto mesi e poi il Trentodoc è stato sboccato e riportato a livello con lo stesso vino con un dosaggio di soli quattro grammi di zucchero per litro di vino. La sboccatura a fine 2025, soltanto tre mesi prima del nostro assaggio.

La degustazione

Oro Rosso Blanc de Noirs, Cembra Cantina di Montagna

Oro Rosso Blanc de Noirs 2019
Trento Riserva Doc
12% vol

Nel calice dichiara subito il colore delle uve di provenienza con quel suo giallo oro antico con vaghi riflessi buccia di cipolla, palesando un vino che non è mai stato spogliato di quanto la vinificazione delicata in bianco abbia estratto. Il frutto è il carattere che colpisce, articolato nelle note di agrumi che arrivano al chinotto, nei toni di marasca, ribes nero, fragolina, bacche di mirto. Sono percorsi da respiri fragranti di pane croccante e da un soffio minerale di salgemma che rivela anche nuance più scure di ardesia. Non mancano delicate percezioni di erbe di macchia montana. Scaldandosi la fruttosità diventa più golosa. In bocca è molto dinamico, di energica succosità in bel dialogo con la salinità, con una presenza tannica leggerissima che crea un invitante e gentile grip, integrata da una sollecitazione sia larga che ben distesa sul palato. Il frutto esplode nel cavo orale, con nette mineralità di salgemma e vaghe percezioni affumicate. All’inizio del suo cammino che si annuncia molto lungo.
Noi lo riassaggeremo per la nostra guida Sparkle 2027 in estate.