Perrina, la clementina tardiva tutta italiana
Ottenuto il brevetto europeo per la clementina Perrina, la nuova clementina tardiva italiana nata dalla ricerca privata
Arriva Perrina, la clementina tardiva nata dalla ricerca privata italiana che matura da fine dicembre a tutto febbraio e allunga il calendario commerciale del settore. Debutta con circa 500 tonnellate nella campagna 2026/27, sotto la regia del Consorzio Armonia guidato da Marco Eleuteri.

Una varietà per allungare la stagione
Il calendario della clementina italiana ha un nuovo protagonista. Si chiama Perrina ed è una varietà tardiva che ha ottenuto la privativa comunitaria dal Community Plant Variety Office (CPVO), con validità fino al 31 dicembre 2056. Il riconoscimento è arrivato al termine delle verifiche ufficiali di Distinguibilità, Uniformità e Stabilità condotte dall’Unità di Esame Tecnico per l’Identificazione delle Varietà presso l’IVIA di Valencia. La Perrina è stata individuata attraverso la selezione clonale di una mutazione gemmaria spontanea osservata su una pianta di Clementine comune, poi sottoposta a un lungo percorso di sperimentazione e risanamento del materiale vegetale. Il suo tratto distintivo è la maturazione tardiva, che si colloca indicativamente tra la seconda metà di dicembre e l’intero mese di febbraio, con variazioni legate all’areale di coltivazione e ai portinnesti utilizzati. I frutti sono disponibili fino a fine febbraio, in una fase del calendario agrumicolo particolarmente interessante. L’obiettivo è creare continuità tra la clementina tradizionale e le varietà tardive di mandarino oggi presenti sul mercato. Il tema non è solo commerciale: la crescente variabilità climatica sta riducendo la finestra utile della clementina comune, e questo rende sempre più rilevante l’innovazione varietale. Una finestra di raccolta più ampia può diventare un elemento importante di programmazione e colma un passaggio delicato della stagione. “Con la clementina Perrina diamo concretezza a un’esigenza che riguarda tutta la filiera agrumicola: ampliare e qualificare il calendario commerciale della clementina italiana attraverso una proposta varietale innovativa, sviluppata nel nostro Paese”, dichiara Marco Eleuteri, amministratore delegato del Consorzio Armonia. Il Consorzio ha assunto in esclusiva la gestione della diffusione commerciale della varietà, sulla base degli accordi con il costitutore, e la considera un progetto strategico di innovazione varietale e di sviluppo della filiera.

Dalla Piana del Sele ai primi volumi
Il progetto non si ferma alla fase sperimentale ed è già entrato in produzione. Nella Piana del Sele, presso l’azienda PA.LO.MA., sono presenti circa 10.000 piante di Perrina, oggi al quinto anno di impianto. I risultati produttivi registrati negli impianti operativi confermano, secondo il Consorzio, il potenziale della varietà e permettono di avviare una crescita progressiva dei volumi. Per la campagna in corso è prevista una disponibilità di circa 500 tonnellate, un quantitativo che consente una presenza commerciale importante e soprattutto programmata. Il quinto anno di impianto non è un dettaglio secondario: indica che la varietà ha già superato le fasi iniziali di coltivazione in campo. Le 500 tonnellate attese per il 2026/27 diventano così un banco di prova per verificare, insieme alla distribuzione, l’accoglienza del prodotto da parte dei consumatori. La diffusione si inserisce in una filiera organizzata: la moltiplicazione del materiale vegetale e la produzione delle piantine sono affidate in esclusiva ai Vivai Milone di Lamezia Terme. Sono inoltre allo studio ulteriori impianti, per accompagnare la crescita del prodotto made in Italy anche in prospettiva internazionale come sottolinea Marco Eleuteri “Perrina punta a inserirsi in questa evoluzione con una varietà italiana in grado di estendere il periodo di disponibilità del prodotto e di offrire nuove opportunità di programmazione alla produzione e alla distribuzione”. Un obiettivo che coinvolge tutti gli anelli della catena, dai produttori ai vivaisti, fino alla distribuzione e al consumatore finale.

Ricerca e filiera: il modello Perrina
Uno degli aspetti più interessanti del progetto è la collaborazione tra soggetti diversi. La varietà nasce dalla ricerca privata dell’agronomo Francesco Perri, mentre il CREA-OFA di Acireale ha curato la fase di risanamento del materiale vegetale. La privativa comunitaria diventa così il simbolo di un modello fondato sull’incontro tra ricerca privata, ricerca pubblica, vivaistica, produzione e organizzazione commerciale. “La tutela comunitaria della varietà è un passaggio fondamentale perché consente di costruire un progetto di filiera nel quale l’innovazione possa essere adeguatamente valorizzata e tutelata”, sottolinea Perri. L’obiettivo, ricorda il costitutore, era portare sul mercato una clementina italiana tardiva capace di rispondere alle nuove esigenze produttive e commerciali, mantenendo al centro la qualità del frutto e la valorizzazione del territorio. Per la grande distribuzione, la proposta offre la possibilità di affiancare all’offerta tradizionale una nuova referenza italiana, con una precisa identità varietale e un calendario esteso, all’interno di un percorso controllato e programmabile. In un periodo in cui continuità dell’offerta, distintività e capacità di pianificare i volumi pesano sempre di più nel rapporto con la distribuzione moderna, la garanzia di origine italiana rappresenta un valore anche per il consumatore. La tutela comunitaria offre inoltre al progetto una base solida su cui costruire “l’innovazione varietale ha valore quando riesce a diventare innovazione di filiera”, aggiunge Eleuteri, convinto che Perrina debba essere presentata non come una semplice novità, ma come un progetto italiano che unisce ricerca, produzione, organizzazione commerciale e valorizzazione del prodotto.