Ricci Curbastro, 18 e non sentirli

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La famiglia Ricci Curbastro rilancia sull’impegno agricolo, l’ultima generazione scende in campo ad affiancare la precedente di grande successo

Di Francesca Zaccarelli

Arrivare a 18 generazioni e non sentirle, pur vantando una storia familiare che inizia nel XIII secolo e un passato importante costellato da illustri antenati. Militari, diplomatici, notai, scienziati, ingegneri, ecclesiastici ma soprattutto agricoltori, che hanno segnato la storia della Franciacorta, distinguendosi per la forte impronta innovativa e la grande attenzione alla sostenibilità ambientale.

Riccardo e Gualberto Ricci Curbastro

La dinastia Ricci Curbastro diventa “maggiorenne” e guarda già al futuro scommettendo sul giovane Gualberto. È lui infatti il primo degli eredi del patrimonio di casa, che vanta due tenute vitivinicole (l’omonima azienda di Capriolo in Franciacorta e la tenuta Rontana di Brisighella in Romagna), uno straordinario Museo Agricolo e del Vino e un agriturismo a due passi dal Lago d’Iseo. A lui spetterà il ruolo di nuovo “corridore” di questa staffetta generazionale che annovera personaggi del calibro di Gregorio Ricci Curbastro, illustre matematico a cui si deve il calcolo differenziale assoluto su cui si fonda la teoria della relatività di Einstein, e di Gualberto Ricci Curbastro, tra i fondatori della Doc Franciacorta e antesignano a livello nazionale del turismo enogastronomico. Ad affiancarlo saranno il padre, Riccardo Ricci Curbastro, e presto anche i fratelli Filippo, enologo con alle spalle diverse esperienze in Toscana, Franciacorta, Romagna, Nuova Zelanda e Bordeaux, e Daniele, startupper del settore immobiliare con una forte propensione artistica, al punto da firmare alcune delle più recenti etichette aziendali.

Gualberto è stato presentato dal padre Riccardo durante la serata organizzata presso la Divinity Terrace del Pantheon Iconic Hotel mercoledì 29 maggio, un evento che è stato un omaggio a questa grande azienda, alle sue generazioni passate e a quelle future. Ed è stato anche un momento dedicato a tutti coloro che amano la Franciacorta, la sua tradizione e al sua voglia di innovazione.

Tramonto sui tetti di Roma dalla terrazza dell’hotel

In degustazione, oltre al Satèn Brut 2010 e all’Extra Brut 2014, un interessante Curtefranca Bianco Bio 2018, un Curtefranca Rosso 2013 e un Faenza Doc Vigna Col Mora 2015. Per finire, il fresco e piacevolissimo Chardonnay Passito 2011 e la soprendere acquavite di mele dell’azienda.
Immancabile, l’olio extravergine di oliva “Fortunato”, che viene prodotto sulle colline fiorentine.

Il tutto sapientemente accompagnato dalla cucina di Francesco Apreda.

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