L’intervista – Il Salento, storia di un territorio di successo

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Il Salento, storia di un territorio di successo

Siamo in Salento, la punta della Puglia, una regione che in questa  appendice si rivela in tutta la sua meravigliosa complessità. E’ una penisola bagnata da due mari, scaldata dal sole e agitata dal vento, che negli ultimi dieci anni è protagonista di un successo senza paragoni

Fonte: Wikipedia

Seppure la Puglia è da sempre una tra le mete preferite dove trascorrere le vacanze e che da anni occupa il podio nella top ten delle migliori luoghi turistici italiani e non solo, negli ultimi dieci anni il Salento sta vivendo un momento magico. Le acque cristalline delle marine sulla costa Adriatica di Melendugno, Santa Cesarea Terme, Otranto  e quelle ioniche di Gallipoli e Porto Cesareo, ma anche il fascino della Grecia Salentina,  il bellissimo barocco leccese e i ritmi della taranta, richiamano i turisti da ogni parte del mondo.
Di questo successo, tutt’altro che inaspettato, ne parliamo con Pierangelo Argentieri presidente della Federalberghi di Brindisi e vicepresidente regionale della stessa categoria.


La riscoperta e la valorizzazione della ricchezza interna
Dicevamo, un successo per nulla inatteso quello che sta caratterizzando il Salento nell’ultima decade.
Il presidente Argentieri sottolinea con piacere il grande processo che ha preceduto la rinascita di questo territorio, avvenuto attraverso una attenta attività di comunicazione e promozione che ha raccontato il Salento nella sua interezza fatta di un ampio patrimonio in cui le ricchezze architettoniche si intrecciano a quelle paesaggistiche e ovviamente a tutto il paniere agroalimentare salentino.
Un processo di valorizzazione che è iniziato proprio sul territorio. “Siamo partiti dall’inizio – spiega il presidente Argentieri – vale a dire che la prima grande operazione di sensibilizzazione l’abbiamo avviata qua, tra la nostra gente, perché a volte ci si può dimenticare e non riuscire a dare il giusto valore a tutto il bello che si ha a disposizione. Nessuna crescita sarebbe stata immaginabile se i primi a crederci non fossero stati i salentini stessi e con essi ovviamente, le proprietà delle tante e eccellenti strutture ricettive (masserie, resort, hotel, ristoranti). Tutti abbiamo preso coscienza del nostro grande potenziale ed è da qui che siamo ripartiti.”

Photo credit: Helmut Berta

La capacità di fare rete
“Le istituzioni da una parte e i privati dall’altra, si sono uniti per un bene comune, il potenziamento del turismo appunto, che continua ad essere il vero grande motore di questa porzione di Puglia come pure di tutta la regione– spiega Argentieri. –Sono state potenziate le infrastrutture, i collegamenti autostradali ovviamente ma  soprattutto quelli aeroportuali sullo scalo di Brindisi e anche di Bari. Del resto, la risposta estera è stata incisiva sin dall’inizio e non potevamo farci trovare impreparati, ed in questo le istituzioni sono state attente e operative.”
Importante è stato anche il contributo da parte dei privati, che hanno lavorato per proporre delle offerte turistiche ampie e diversificate. “Il Salento è sì una terra di mare, ma ha anche un entroterra che per troppo tempo è stato inesplorato” ci spiega Argentieri.
Pensiamo alla Grecia Salentina, dove in alcuni comuni è ancora d’uso il griko un linguaggio ellenico. Ovviamente Lecce, nota anche come la Signora del Barocco grazie alle tantissime ricchezze architettoniche tipiche di questo stile, primo tra tutti il Duomo con i suoi esterni bianchi e candidi in pietra leccese, che illuminano la piazza centrale della città. E ancora Otranto, con il suo Castello Aragonese una volta fortezza della città oggi suo simbolo. Ma anche Mesagne, la più importante città messapica situata nell’alto Salento, che custodisce nel suo centro storico il bellissimo Castello Normanno Svevo.

Photo credit: Carlos Solito

Il progetto Mice Experience e la destagionalizzazione del turismo
Pierangelo Argentieri, torna con piacere sulla sinergia tra privati raccontandoci del progetto Mice Experience  (www.miceexperience.events). “Non esiste competizione. La domanda è tanta e tale che le diverse strutture ricettive hanno capito che per far fronte alla richiesta era necessaria una coesione“ ribadisce Argentieri.
Ed è su questo principio che è nata Mice Experience, una rete d’imprese che unisce 8 strutture, che hanno come caratteristica principale quella di offrire una accoglienza altamente professionale. Sono strutture per lo più ubicate nella Valle d’Itria e nell’alto Salento, che offrono sia una proposta classica di vacanza estiva ma anche tutta quella offerta relativa al mondo del wedding e degli eventi.
Due categorie –  in special modo quella dei matrimoni -sviluppatosi recentemente,  che permettono alle diverse masserie e resort di continuare l’attività per l’intero anno e che quindi contribuiscono enormemente a destagionalizzare il turismo. In questo dobbiamo dire, che un ruolo fondamentale l’ha avuto il turismo estero – quello appartenente alla categoria luxury, in special modo – che continua a scegliere la terra salentina per trascorrere le vacanze, ma anche per organizzare matrimoni e avviare importanti attività di business.

Mare e molto altro
La voglia di ricevere dodici mesi l’anno, ha quindi decentrato l’attenzione dalla sola proposta di mare, spostandola verso il resto. Ed è anche per questo che negli ultimi anni c’è stata l’esplosione delle masserie, delle quali il Salento è ricchissimo. Pur non essendo vicinissima al mare, la masseria permette di vivere una vacanza diversa (sia d’estate che d’inverno) offrendo al turista la possibilità di godere con facilità del patrimonio artistico e culturale perché gli spostamenti verso l’entroterra sono organizzati direttamente dalla masseria, ma anche di entrare in contatto diretto con la natura fatta di riserve incontaminate ma anche di orti e agricoltura biodinamica.
“In Salento è certamente bello venirci d’estate, ma è una terra che accoglie e rapisce anche nelle altre stagioni – racconta Argentieri – La nostra ricchezza, è a disposizione dei turisti, sempre. Penso ad esempio al nostro grande patrimonio alimentare fatto di ortaggi, come il pomodoro fiaschetto, ma anche la patata zzuccarina (una patata dolce a pasta gialla, arrostita alla brace oppure pelata e fritta, cosparsa di zucchero, ndr), la ricotta forte, il cacioricotta, ma anche il nostro olio extravergine di oliva e la grande produzione vinicola”.
E poi la taranta, il ballo popolare attorno a quale è stato organizzato uno dei più grandi eventi musicali, La Notte della Taranta di Melpignano giunta quest’anno alla sua ventesima edizione e la tradizione delle luminarie, i suggestivi giochi di luce che caratterizzano le feste patronali di tutta la zona.
Dunque, il Salento racchiude in se un elenco di meraviglie da scoprire tutto l’anno e visitarlo solo d’estate è come scoprirlo a metà.

 

Di Valentina Venturato

 

 

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