VINÒFORUM, 21 MOMENTI PER RACCONTARE UN SUCCESSO

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UN FORMAT CHE PIACE A CURIOSI ED ESPERTI

Si è conclusa domenica 19 giugno la 13esima edizione di Vinòforum e, anche in qualità di mediapartner, noi di Cucina&Vini ci siamo concessi qualche giorno per raccogliere le idee e fare il punto della situazione.

La sensazione, confermata dai numeri, è stata quella di un grande successo non solo per quanto riguarda le presenze ma anche e soprattutto per il gradimento mostrato dagli oltre 40mila visitatori che hanno affollato gli spazi di Lungotevere Maresciallo Diaz.

E allora, un po’ per gioco e un po’ perché ci è sembrato il modo migliore per raccontare l’iniziativa, ecco Vinòforum raccontato in 21 punti, uno per ognuna delle lettere dell’alfabeto.

A come ABBINAMENTI: tanti, ben programmati, con vino e cibo strettamente collegati in una liaison che ha convinto tutti.

B come BARZA: tanti chef presenti, tante belle storie. Ma i fortunati che hanno potuto assistere alla performance di Joe Barza difficilmente dimenticheranno i piatti e l’umanità di questo grande personaggio, con un passato ruvido nel suo Libano e una serenità nello sguardo che crea subito empatia.

C come COMUNICAZIONE: bello vedere per una volta una manifestazione anche dalle principali reti televisive nazionali. Per chi fa il nostro lavoro un bel segnale.

D come DEGUSTAZIONI: migliaia di calici degustati, migliaia di vini spiegati, raccontati, vissuti. Una bella emozione.

E come ESPOSITORI: la vera anima della manifestazione. Tanti, competenti, sempre con il sorriso sulle labbra. Un bello spot per l’universo enogastronomico italiano.

F come FACTORY: la Factory di Vinòforum è stato uno dei centri nevralgici della manifestazione. Un’idea intelligente che, ne siamo certi, molti copieranno.

G come GUSTO: spazio del gusto? Oh yes, qui di gusto ce ne era tanto e ognuno ha fatto la sua parte per proporlo al meglio.

H come HEINZ: siamo onesti, Beck era il più atteso. E non ha deluso. Grandi piatti ma soprattutto una gran voglia di mettersi a nudo, di mostrare il suo lato meno conosciuto. Un video indimenticabile, tanti sorrisi e applausi.

I come INTERNAZIONALITÀ: è stato il vero up grade di questa edizione. Tacciata spesso di provincialismo, Roma ha risposto con un Vinòforum che ha visto alternarsi alcuni dei più grandi talenti della cucina mondiale. Un melting pot di lingue, razze e culture che ha convinto tutti.

L come LOUNGE: in particolare quella allestita dal Gruppo Capecchi. Comfort e stile, Champagne e grandi prodotti… un mix da replicare.

M come MODERATORI: bravi gli chef, straordinari gli artisti della pizza. Ma un plauso va anche a chi ha moderato le performance, tanti bravi giornalisti che hanno preso il pubblico per mano e lo hanno condotto attraverso i piatti e le storie di chi cucinava.

N come NEOFITI: perché è stato bello vedere tanti giovani avvicinarsi al vino per la prima volta e scoprire la differenza tra bere e degustare.

O come ORGANIZZATORI: non era facile gestire una macchina complessa come Vinòforum XIII. Emiliano De Venuti e il suo team ci sono riusciti alla perfezione sia in fase di preparazione che di realizzazione. Tanto di cappello e un “continuate così!”.

P come PUBBLICO: numeroso come non mai. Eppure corretto, educato, curioso, eterogeneo. Una cosa che ha scaldato il cuore. Dovrebbe essere sempre così.

QUATTRO MANI: bella l’idea di unire grandi maestri della pizza con celebrati chef. Il risultato? Sold out e applausi.

R come ROMA: che ha risposto con un entusiasmo e uno stile che, purtroppo, non sempre appartengono alla Capitale.

S come SHOW COOKING: tanti, tutti bellissimi. Al punto che sarebbe ingiusto citare qualcuno dei protagonisti, lasciando fuori gli altri. Rimane la bella sensazione di una manifestazione che ha portato l’alta cucina in piazza ma senza svilirla. Anzi, esaltandola.

T come TEMPORARY RESTAURANT: altra formula vincente. I punti dedicati alla ristorazione di livello a un prezzo che una volta sarebbe stato definito “politico” ha funzionato alla grande.

U come UNIVERSITARI: altro tassello vincente in questo puzzle. L’idea di spiegare il vino ai ragazzi di Tor Vergata merita attenzione. Un buon punto di inizio, da sviluppare.

V come VINO: alla fine è stata davvero la festa del vino. Declinato in tutte le sue sfumature, protagonista con garbo ed eleganza. Vinòforum è la sua casa e lui rimane un ospite impareggiabile.

Z come ZERO: ricordate gli “zeru tituli” del celebre Mou? Questa volta parliamo di “zeru critiche” per una manifestazione che ha convinto tutti e che rimane una delle poche in grado di coniugare qualità a quantità.

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Fabio De Raffaele

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