Sicilia Doc, un treno in corsa verso traguardi importanti

Nata a fine 2011, vale l’86% della produzione Dop siciliana che segna un trend entusiasmante dell'export. Nero d’Avola e Grillo protagonisti

La denominazione di origine controllata Sicilia è una indicazione geografica ancora giovane, ma che palesa una progettualità come pochi territori italiani sono riusciti a mettere in campo. I numeri sono stupefacenti: nel 2021 su quasi un milione e mezzo di ettolitri a denominazione di origine prodotti in Sicilia, la Doc regionale a sfiorato l’86% del totale (1,261 milioni di ettolitri)! (dati Federdoc).

Sicilia Doc, un treno in corsa verso traguardi importanti

Nella tabella riportiamo i dati di produzione di dieci anni, dal 2013 al 2022, numeri che stupiscono e che evidenziano i due vitigni leader tra le tante uve tradizionali presenti sul suolo siciliano, molte in corso di riscoperta e sviluppo.

annoProduzione totaleNero d’AvolaGrillo
201316.775.4722.446.0191.658.488
201421.155.0474.637.7671.858.779
201524.168.3655.588.5522.050.294
201626.719.9227.039.5382.354.849
201729.456.6838.012.9913.393.286
201880.511.94140.272.11915.250.309
201995.640.63451.324.627 17.315.010 
202090.594.31049.471.172 16.707.274 
202196.407.385 50.003.881 21.126.895 
202286.547.652  43.244.622 20.058.504
Numero bottiglie Sicilia Doc prodotte – dati Consorzio di tutela  vini Sicilia Doc

Le uve grillo sono storicamente alla base del Marsala, vino che a dispetto di un’identità forte e unica non riesce oggi ad attirare i consumatori, pagando sicuramente ancora a caro prezzo i tanti errori del passato, quando è stato svilito in tutti i modi. Al contrario, il bianco che oggi i produttori siciliani propongono con le uve grillo è un prodotto che incontra i favori del consumatore italiano e straniero per la sua diversità e il suo carattere. Il Nero d’Avola ha una storia diversa. Il vitigno nero d’Avola ha sempre dato vino rosso, sicuramente in passato gran parte della produzione era destinata a vini da taglio che prendevano la strada del Nord. Oggi si è capito che il vitigno si comporta in maniera opposta alle uve internazionali, poiché rispetta e risente fortissimo della zona di produzione, esprimendosi bene sia in vini agili e gioiosi, di pronta beva, fino a prodotti complessi e da invecchiamento. La sua flessibilità è la sua forza. La superficie vitata regionale a nero d’Avola nel 2021 superava i quindicimila ettari (dato Irvo), oltre il 15% del totale della viticoltura regionale, per un potenziale produttivo superiore ai cento milioni di bottiglie, dato ragguardevole in ottica di export.

Sicilia Doc 2022

Il progetto Sicilia Doc ha anche portato alla codifica di due codice doganali per identificare i vini bianchi e rossi siciliani a Dop esportati in contenitori inferiori a 2 litri, ovvero in bottiglia. Il primo anno in cui Istat ha iniziato ha rilevare i dati di esportazioni verso tutti i Paesi del mondo è stato il 2017 e i dati consolidati su sei anni, fino al 2022, e la nostra previsione a fine 2023, rivelano un settore estremamente vivace che sta portando in giro per il mondo il nome della Sicilia del vino.

201720222023
milioni €milioni di bott.milioni €milioni di bott.milioni €milioni di bott.
bianchi11,885,5038,9613,4740,4813,21
rossi20,699,7677,6028,7076,0626,93
Totale32,5615,26116,5642,17116,5440,14
Export vini siciliani a Dop in contenitori inferiori a 2 litri (nostra elaborazione di dati Istat)

La tabella sbalordisce. Sapendo che oltre l’85% del vino Dop (Doc e Docg) siciliano risponde alla Doc Sicilia, il cui consorzio si prodiga a investire in comunicazione nel mondo per sostenere il proprio vino, i numeri riguardano essenzialmente proprio Sicilia Doc. Le cifre del 2023 sono frutto di una nostra elaborazione su dati Istat: partendo dal consolidato a settembre 2023, già disponibile, abbiamo assunto per l’ultimo trimestre un incremento percentuale pari alla media dei quattro anni precedenti. E allora, la crescita su sei anni, dal 2017 al 2023 è superiore al 350% in valore e 263% in quantità, con un evidente incremento del valore medio della bottiglia esportata, che passa da 2,13 euro a oltre 2,90 euro. Paragonando i dati 2023 con il 2022, nonostante la congiuntura, il sistema tiene in valore, insistendo nella crescita del prezzo medio della bottiglia alla dogana. Aggiungiamo un dato: attualmente l’Europa (Gran Bretagna inclusa) vale circa il 65% delle esportazioni ovvero i margini di crescita negli altri mercati sono veramente molto ampi. Certo, i primi tre mesi del 2024 probabilmente saranno duri a causa della situazione economica mondiale che riduce la spesa dei cittadini, ma ormai il treno della Sicilia Doc è in corsa e continuerà a crescere, riuscendo a occupare nel mondo una posizione sempre più adeguata alla propria qualità, alla propria storia, alla propria eredità.

Crediti fotografici: foto di apertura Kelsey Knight su Unsplash, le altre Consorzio di tutela vino Sicilia Doc