Sparkle Bere Spumante 2011

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Celebriamo il mondo delle bollicine italiane per la nona volta. Rendiamo onore a quella che è sempre stata considerata la cenerentola delle realtà vitivinicole italiane perché il successo del vino spumante secco è storia recente, mentre quello dolce, l’Asti, ha sempre avuto tantissimi wine lover nel mondo, registrando negli ultimi anni la ragguardevole cifra di 60milioni di bottiglie esportate in 12 mesi.

Ma non vogliamo parlare di mercati e di export di spumante in modo generico perché se andiamo a scoprire il valore medio delle bottiglie di spumante esportate nel 2009 è inferiore a 2 euro (Istat riporta per il 2009 un esportazione di oltre 338 milioni di euro per quasi 155 milioni di chilogrammi) mentre sfogliando la guida ci si accorge che il prezzo di vendita dei vini che selezioniamo non ha nulla in comune con il grosso delle esportazioni.

Questo per dire che dietro l’esport di etichette straordinarie nel vero senso della parola c’è una grandemassa di prodotto commercializzato all’estero che è di taglio industriale, una parte ben fatto,ma non possiamo parlare di eccellenza. E questo argomento nel caso dei vini fermi è certamente estremizzato verso il basso.

La nostra mission è quella di raccontare la qualità e ci sentiamo di dire che la parola “celebrare” è realmente appropriata. Siamo veramente felici di essere riusciti quest’anno, ad attribuire ben 39 cinque sfere selezionate tra le 84 etichette che hanno partecipato alla finale, ovvero ben 10 premiati in più e un incremento di 24 finalisti rispetto alla guida 2010. La gioia è generata dalla consapevolezza di non esserci rammolliti e di essere vero riflesso di un mondo che sta continuando a fare passi da gigante. La guida infatti cresce anche numericamente, di ben 23 unità, attestandosi a 744 etichette selezionate.

Leader nei numeri è la Lombardia con 287 vini, seguito dal Veneto con 259. Il primato si riflette anche a livello di denominazione e infatti la Franciacorta segna il record di 228 vini, mentre Conegliano Valdobbiadene registra il proprio primato di sempre a quota 199. Riguardo le 5 sfere – i dettagli sono nelle pagine seguenti – si conferma leader la Franciacorta e quest’anno crescono decisamente il Trento, con il proprio record a 9 allori e Conegliano Valdobbiadene che raggiunge quota 8 per la prima volta.

Nella denominazione lombarda non ci sono novità tra i premiati, sono tutte aziende già nel nostro palmares come potete verificare nella nostra bacheca, con Bellavista anche quest’anno a due allori insieme a Uberti che, per la prima volta, si aggiudica il riconoscimento di “vino dell’emozione”, riuscendo a mettere in sintonia l’intero panel con il Comarì del Salem 2005, il vino che più di altri è riuscito a scuotere i sensi di tutti i degustatori.

I trentini, agguerriti quanto mai prima d’ora, portano altre due aziende nel club delle 5 sfere, Balter e Cesarini Sforza, trainate anche quest’anno dal doppio primato di Ferrari. Novità anche da Conegliano Valdobbiadene che festeggia la prima annata a Docg grazie a una messe di allori, con tre aziende a segno per la prima volta, Le Colture, Sorelle Bronca e Valdo, mentre Adami porta due vini a 5 sfere. In Alto Adige premiamo per la prima volta Arunda, in Piemonte Gancia, in Lombardia Guido Berlucchi e Fratelli Giorgi, realtà iperconsolidate, da sempre ai piani alti.

Due belle sorprese giungono dal Centro Italia, dove La Palazzola-Grilli porta le 5 sfere in Umbria e Marramiero in Abruzzo; non manca il Sud con le “solite” straordinarie prestazioni di d’Araprì in Puglia e Tasca d’Almerita in Sicilia.

Abbiamo effettuato assaggi da inizio giugno a fine ottobre e siamo certi del livello altissimo dei 39 campioni di Sparkle Bere spumante 2011, tanto da aver organizzato una strepitosa cena per proporli ai nostri colleghi giornalisti e assaggiatori al fine di condividere non solo la bontà intrinseca dei vini, ma il piacere sublime dell’abbinamento goloso, quel matrimonio d’amore motivo principale per produrre e consumare un grande vino spumante.

BOTTO ADDIO!

Uno degli aspetti della qualità delle bollicine italiane è la loro straordinaria bevibilità, intesa come piacevolezza data da un vino bilanciato, senza spigoli; questo, modello dettato solo dalle esigenze del palato e da criteri di gusto generali, ha trovato terreno fertile in Italia dove non c’erano, nell’arte spumantistica, vere e proprie tradizioni culturali che conservavanomodelli del passato, non più attuali, in nome di una tipicità che non sempre vuol dire qualità.

Un esempio per essere più chiari: se un grande vino rosso tempo addietro si produceva con un bagaglio tannico potente e astringente perché era considerato cibo o perché veniva abbinato a una cucina particolarmente grassa, questo non obbliga a continuare a farlo contro ogni canone del gusto anche se può condizionare molto chi produce. Inoltre, la posizione geografica del Paese comporta una maturità più compiuta di un grappolo alla vendemmia, rispetto a un altro raccolto in Francia o in Germania, anche se in Italia si gioca ovviamente su un certo anticipo di raccolta per conservare alti i livelli di acidità.

Insomma, nelle migliori bollicine d’Italia il parametro “piacevolezza”, quello che noi cerchiamo dal primo giorno, è sempre più facilmente riscontrabile. La conseguenza di tutta questa digressione è la grande capacità di abbinamento a tavola dei vini italiani, non amiamo infatti la definizione “tutto pasto”, troppo generica e anche fuorviante, tanto per un vino con le bollicine quanto per un bianco o un rosso fermi.

Il vino spumante italiano è da sposare col cibo, come ci impegniamo a raccontare sotto a ogni degustazione. A ciascuno il suo e… botto addio! È una provocazione, perché la gioia di stappare un vino spumante non si può e non si deve cancellare, però non riusciamo ad accettare l’estremizzazione di chi ne fa esclusivo uso per il brindisi. E allora, “botto addio” diventa il pay off della nostra guida, l’unica che celebra veramente lo straordinario mondo delle bollicine italiane.

NOVITÀ IN GUIDA

Ancora piccoli cambiamenti dettati da richieste dirette dei lettori o da nostre esigenze di comunicazione. Sparkle Bere spumante è nata come guida di territorio e afferma questa sua filosofia con forza; le Denominazioni di origine restano la principale chiave di accesso ma abbiamo deciso di abbandonare la sottoelencazione per tipologia zuccherina (raccoglievamo tutti i Brut in ordine alfabetico aziendale, poi gli Extra Brut, …) troppo tecnica, di difficile accesso per i lettori meno esperti.

D’altro canto, raggruppare i vini per azienda consente al lettore di capire a colpo d’occhio quale sia il valore d’insieme della stessa in quella denominazione. Ovviamente, altri vini di quella azienda prodotti per altre denominazioni o senza Doc si troveranno in un’altra zona della guida.

 

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