San Baylon a Palazzo Ripetta. Cucina regionale a 5 stelle
La Capitale si arricchisce di un nuovo indirizzo, simbolo di storia ed eleganza. Un palazzo nel cuore di Roma con un bel ristorante interno.
Cosa succede in città? Succede che aprono posti nuovi, belli anzi bellissimi. Posti polifunzionali, aperti a qualunque tipo di pubblico e a qualunque tipo di esperienza. Ecco descritti in poche parole Palazzo Ripetta e il suo ristorante San Baylon, nuovo indirizzo del centro di Roma; il nome del Palazzo anticipa ovviamente che siamo nella centralissima via che si snoda da Via del Corso, esattamente al civico 231.
Palazzo Ripetta è un hotel a 5 stelle, una residenza storica con un passato glorioso e un futuro che lo sarà altrettanto. L’intero edificio è di proprietà di un imprenditore illuminato ed al passo con i tempi, il dott. Giacomo Crisci – amministratore del Gruppo Ginobbi proprietario del complesso – che da subito ha avuto le idee chiarissime. Far diventare Palazzo Ripetta simbolo di hôtellerie di lusso dove design contemporaneo, arte ed eccellenza enogastronomica dialogano in forme inedite con la storia della città e dello straordinario edificio del XVII secolo, rimasto negli annali capitolini per aver ospitato uno dei più importanti e longevi conservatori per «zitelle» di Roma: il Conservatorio della Divina Provvidenza e di San Pasquale Baylon.

L’hotel offre accoglienza agli ospiti che potranno scegliere tra 78 tra camere e raffinate suite il cui arredamento è stato meticolosamente curato da dagli studi Fausta Gaetani Design e M.O.I. Architetti. Sempre Palazzo Ripetta mette al centro della sua offerta un importante progetto di ristorazione «all-day dining» – ideato dall’Agenzia Laurenzi Consulting di Dario Laurenzi in collaborazione con lo studio di architettura di Roberto Liorni – in cui convivono e si intrecciano le proposte dei tre importanti spazi riservati al Food & Beverage: l’elegante ristorante SAN BAYLON, il delizioso chiosco all’aperto ribattezzato PIAZZETTA RIPETTA e il sofisticato BAYLON COCKTAIL BAR. Tre insegne aperte non solo agli ospiti dell’albergo ma soprattutto a Roma e ai romani, che Giacomo Crisci ha voluto affidare a una squadra di giovani fuoriclasse della gastronomia e della mixology, coordinata con stile e precisione dalla Director of F&B Operations Alessia Meli, selezionatrice inoltre di una ricercata cantina in equilibrio tra etichette blasonate, rarità enologiche e piccole produzioni rintracciate non solo nei terroir italiani ed europei ma anche nei continenti più lontani.
Dunque un unico Palazzo, che però offre diverse “destinazioni d’uso”, distaccandosi peraltro dal concetto che spesso abbiamo delle grandi dimore di lusso dell’hotellerie italiana. Le percepiamo inarrivabili, spesso inaccessibili, quasi respingenti verso il grande pubblico. Bene, vi diciamo senza timore di smentita che a Palazzo Ripetta si rimodulano i concetti di accoglienza applicati al “lusso”, che è certamente espresso dalla cura dei dettagli, dalla bella accoglienza ma che però non ha quell’allure di “chiusura” che spesso è insito in questo concetto. Qua il lusso diventa un’esperienza che ci avvolge comunque, a prescindere se siamo tra i fortunati ospiti di una delle 79 stanze, o se ci accomodiamo al bancone bar per un calice o in piazzetta Ripetta per un light lunch veloce.

E parlando di offerta gastronomica, con piacere ci concentriamo sulla proposta di quello che a nostro avviso è il fiore all’occhiello di Palazzo Ripetta. Parliamo del ristorante San Bylon, la cucina è diretta da Marco Ciccotteli, uno chef che ha costruito la sua formazione tra ristoranti stellati e grandi cucine di luxury hotel. Lo chef Ciccottelli però, quasi come un mantra, si è imposto di non dimenticare le sue origini, di ricordare a se stesso che le sue radici – e non solo quelle “gastronomiche” – potevano essere declinate meravigliosamente, diventando il dorso e la struttura portante della proposta gastronomica del ristorante interno di un hotel 5 stelle della Capitale. L’abbiamo tirata forse un po’ troppo per le lunghe, ma queste premesse sulle origini di Ciccottelli erano necessarie per dirvi che il menu del San Bylon porta l’Abruzzo a Roma. Trasferisce, l’anima popolare del centro Italia con le sue ricette ricche di gusto e di sostanza, nel cuore pulsante di una citta cosmopolita e che, finalmente, è tornata ad essere meta del turismo internazionale.

Lo chef quindi rende omaggio alla sua regione includendo nel menu dei piatti simbolo della tradizione gastronomica abruzzese come l’eccellente chitarra fatta in casa con l’apposito strumento, condita con gamberi gobbetti, pistilli di zafferano e pomodori infornati; e ancora seguendo l’onda lunga delle ricette della tradizione, immancabile tra gli antipasti cacio e ova e delle golose costine di agnello tra i secondi.

Ma attenzione, la bella mano dello chef Ciccotteli, si esprime senza indugi lungo tutto il menu a prescindere dalla provenienza del piatto. Come per esempio il vitello tonnato, il classico dei classici che vediamo in molte delle migliori tavole italiane, spesso un poco bistrattato e fin troppo rivisitato; qua invece si riappropria della sua vera composizione quindi carne e salsa, che (bonus) viene anche portata a parte in un bricchetto, qualora durante la degustazione se ne voglia ancora aggiungere dell’altra. Completano il piatto delle verdure in agrodolce maison, veramente gustose. E ancora tra i piatti che siamo certi diventeranno signature del San Bylon, c’è una buonissima tartare di manzo insieme a delle golosissime fettuccine al ragu bianco. Bella anche l’attenzione dedicata a chi gradisce la cucina vegetariana con il cavolfiore arrosto servito con crema di patate.

La carta dei dolci è affidata ad una collaborazione che non desta dubbi e perplessità circa l’eccellente riuscita, infatti i dessert sono a cura di Le Levain, celebre pasticceria di Trastevere. Vi consigliamo di armarvi di sana golosità e di scegliere il Mont Blanc, apoteosi di panna ed elegante dolcezza. Non di meno la Pavlova, che se esteticamente risulta un poco meno aggraziata del dolce precedente, ma al palato è un’esplosione di sapori ben equilibrati tra loro. La carta dei vini, come detto sopra, si compone di etichette che raccontano tutto il nostro Paese ma anche di altre referenze anche internazionali. Il tutto servito da personale gentile, professionale e sorridente a cui perdoniamo qualche piccola sbavatura frutto certamente della concitazione dei primi giorni (il ristorante, come pure tutto il Palazzo ha aperto al pubblico lo scorso 5 dicembre).
Chiudiamo dandovi un’informazione che a nostro avviso, può essere sempre utile in fase di scelta del ristorante a cui riservare il tavolo. Parliamo del prezzo, al San Bylon per un pasto di 3 portate si spendono circa 65 euro a persona, vini esclusi.
San Bylon a Palazzo Ripetta
Via di Ripetta, 231
00186 Roma
www.palazzoripetta.com