Tenuta Viglione

In Profili diVini, Vino by editorLeave a Comment

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Azienda storica la Tenuta Viglione, affonda le sue radici nel lontano 1937, in una vocata zona collinare ai piedi della Murgia barese

Siamo nei territori comunali di Gioia del Colle e Santeramo in Colle, ai confini con la provincia di Taranto. Giovanni, attualmente alla guida dell’azienda, è la terza generazione della famiglia Zullo; con lui è cominciato un nuovo progetto, che partendo dalla ristrutturazione dell’antica masseria Viglione e attraverso l’ammodernamento sia dei vigneti, tutti di proprietà dell’azienda, che delle tecnologie in cantina, ha portato, ottanta anni dopo l’inizio dell’attività, alla situazione odierna: un’azienda con le radici affondate nella tradizione e decisamente al passo coi tempi. Tenuta Viglione produce oggi circa un milione di bottiglie in oltre dici referenze, quasi tutte da vitigni autoctoni. Nella nostra visita ci siamo concentrati sulla degustazione del Primitivo Dop versione base e del Primitivo Dop Riserva, un vitigno di lunga tradizione a Gioia del Colle sin dalla fine del 1700, grazie a un sacerdote, Francesco Indellicati, che selezionò un’uva dalla maturazione precoce che chiamò appunto primitivo. (A. P.)

Primitivo Puglia Igt 2018
13% vol

Una versione base tipica e riconoscibile che privilegia la beva. Vinificazione tutta in acciaio, non svolge la fermentazione malolattica. Veste il calice di un colore rubino con riflessi granati e accoglie al naso con le note fruttate di marasca, ciliegia, prugna, ribes e lampone, che si fondono con toni floreali di rosa e viola, accompagnati poi da sfumature speziate dolci. In bocca il vino è fresco e abbastanza morbido, di tessitura agile, con un tannino non ancora del tutto integrato. Il retrolfatto è abbastanza coerente con la via diretta anche se meno ampio, ripropone un frutto più fresco e chiude con la presenza tannica che tende a diventare protagonista.

 

Marpione 2015
Primitivo Riserva Gioia del Colle Dop
14,5% vol

Un Primitivo che si offre goloso al naso e appagante in bocca. Dopo la fermentazione in acciaio, matura per due anni in botti grandi di rovere e per quattro mesi in barrique di secondo e terzo passaggio; non svolge la fermentazione malolattica. Vino dal colore rubino con decise sfumature granate, offre una bella espressione olfattiva ricca di frutto croccante che ricorda prugna, amarena, mirtillo, mora e arancia sanguinella. Poi vira su toni vegetali di macchia mediterranea e si addolcisce con note di cioccolato e spezie (cannella e chiodi di garofano). Bocca morbida, bilanciata, di buona struttura, che integra piacevolmente la componente tannica e supporta quella alcolica. Il retrolfatto ripropone il frutto in versione più dolce, accompagnato dalle spezie. Buona la persistenza.

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