Trento capitale delle bollicine

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È un fine settimana da favola quello che ci ha regalato questa città e gli allestimenti prenatalizi con i vari mercatini gli fanno da cornice ideale per suggellare l’aria di festa che la circonda. Tutto qui ci parla di vino, milioni di bollicine che salgono su per i calici pronti ad essere degustati dalle centinaia di Sommelier AIS e winelover giunti qui da ogni dove. La manifestazione, organizzata dall’Istituto Trento DOC e dal Consorzio di tutela dei Vini del Trentino, giunta alla sua dodicesima edizione, si è svolta all’interno del Muse*, uno straordinario museo delle Scienze dalle moderne e suggestive architetture che ha saputo creare un meraviglioso contrasto tra la severità degli argomenti scientifici e la pacata allegria prodotta dalla moltitudine di degustatori, offrendo, a tutta la manifestazione, un  notevole valore aggiunto.

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Sono 45 le aziende partecipanti, tutte aderenti all’Istituto Trento DOC, con 113 etichette in degustazione. Le abbiamo assaggiate e abbiamo riscontrato una media di notevole livello con l’indice rivolto verso l’alto e con diversi picchi di grande pregio. Abbiamo avuto anche la fortuna di assaggiare alcune piccole aziende che difficilmente riescono a valicare i confini regionali (e che forse non gli interessa nemmeno più di tanto avendo basse produzioni), le abbiamo trovate di straordinaria bellezza. Ci hanno colpito tra tutte la San Michel e la Giorgio Zeni con prodotti freschi dalla bevibilità straordinaria: che stiano indicando un nuovo tracciato dalla più immediata fruibilità e minore pomposità? Staremo a vedere.

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Oltre alla kermesse della Trento DOC si è tenuto negli stessi giorni il 50° congresso dell’AIS con relativo concorso che ha designato Maurizio Filippi vincitore del Concorso Miglior Sommelier d’Italia per l’anno 2016. A lui il premio Trentodoc, a conferma del grande rapporto di collaborazione tra le due istituzioni. A Trento l’Associazione Italiana Sommelier si è presenta in ottima salute, con un numero di iscritti in continua crescita, conferma il rinnovato interesse del pubblico, sempre più giovane. Forte di una valenza didattica di alto profilo, l’Associazione ha incrementato nell’ultimo triennio i propri corsi di formazione del 39%, con un aumento dei partecipanti del 46%, con una maggior crescita nella fascia degli under 30.

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Mantenendo ritmi da catena di montaggio riusciamo a regalarci una visita alla CAVIT dove incontriamo il vero volto produttivo di questo comparto. Un colosso da milioni di bottiglie che riunisce a se ben 4500 viticoltori associati, circa il 60% della produzione trentina, raccolti in 10 Cantine Sociali disseminate tra la Vallagarina, Aldeno, Rovereto, Trento fino a tutta la Valle dell’alto Garda, il Campo Rotaliano e la Valle dell’Adige, controllando l’intera produzione sin dalla pianta, prima, durante e dopo la vendemmia.

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Il rapporto quali/quantitativo è molto alto dagli spumanti base alle eccellenze. La nostra degustazione inizia con il Trento DOC Rosé Brut ALTEMASI che già dal colore mette in mostra la sua grande finezza, con beva croccante e leggiadra, segue il Trento DOC Pas Dosé ALTEMASI, vino di struttura ed eleganza che gi regala attimi superbi prima di salire lassù nell’Olimpo con il Trento DOC ALTEMASI Riserva GRAAL nelle annate 2009 e 2004 con sboccatura 2011 (servita questa in bottiglia Magnum). Questi due ultimi in particolare ci hanno fatto vivere vibranti emozioni, entrambi per la straordinaria eleganza espressa, di potente e radiosa freschezza con intrigante note balsamiche di anice in evidenza il 2009 e di grande raffinatezza il 2004 che ci ha sorpreso per le sue grandi doti di longevità.

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Grande successo la cena “Amici del Trentodoc”, che ha concluso la giornata di assaggi di “Bollicine di Montagna” al Muse di Trento, suggellando il sodalizio tra Ais e Trentodoc. Nei luminosi e affascinanti spazi del Muse, oltre duecento ospiti hanno potuto apprezzare i “Piatti di Montagna” proposti da cinque chef della Val di Fassa in abbinamento a Trentodoc. Eccoli in dettaglio:

  • Matias Trottner, della “Baita di Checco” di Vigo di Fassa – Carne Salada, lampone, cappuccio bianco e mousse di ginepro;
  • Moreno Valentini dell’“Hotel Astoria” di Canazei – Gnocchi di Polenta su fonduta di Trentingrana, gocce di aglio orsino e granella si Speck;
  • Alessandro Iori, dell’”Hotel alla Rosa” di Canazei – Salmerino in crosta di crescione, Macedonia di rape e crema di yogurt;
  • Nicola Vian di “El Filò” di Pozza di Fassa – Spalla di vitello cotta nel Trentodoc con mele e porcini scottati.
  • Stefano Ghetta (una stella Michelin) di “El Chimpl” di Canazei – Uovo Morbido, biete, patate e tartufo del Baldo e Frittelle e crema di zabajone.

Accurati anche organizzazione e servizio di sala, a cura dei ragazzi della Fondazione Mach.

Questo è solo uno spaccato di quello che il Trentino del vino riesce ad offrirci, una regione che ha i numeri per assurgere a leader della produzione vitivinicola spumantistica di alta qualità. Noi c’eravamo e possiamo sicuramente avallare questo pronostico.

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di Luciano Nebbia

 

* Il Muse: Museo delle Scienze che dal 16 luglio 2016 al 26 giugno 2017 ospita la grande mostra Estizioni, un racconto che parte da lontano – tra dodo, dinosauri e mammut – per arrivare al giorno d’oggi e alle prospettive sul futuro del pianeta.

Si trova in Corso del Lavoro e della Scienza,3 – 38122 Trento

Tel. +39 0461 270311

www.muse.it

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enrico pozza

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Trento capitale delle bollicine
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Un fine settimana da favola ci ha regalato Trento e gli allestimenti prenatalizi con i vari mercatini gli fanno da cornice ideale per suggellare l'aria di festa che la circonda. Tutto qui parla di vino, milioni di bollicine che salgono su per i calici pronti ad essere degustati dalle centinaia di Sommelier AIS e winelover giunti qui da ogni dove. La manifestazione, organizzata dall'Istituto Trento DOC e dal Consorzio di tutela dei Vini del Trentino, alla dodicesima edizione, si è svolta all'interno del Muse*, uno straordinario museo delle Scienze.
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