Vini di Croazia, la terra del buon vino

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Che sorpresa i vini di Croazia. Così vicini e ancora poco conosciuti, hanno convinto esperti e appassionati alla degustazione romana organizzata dall’Ambasciata della Repubblica di Croazia e Fondazione Italiana Sommelier

Il vino sa toccare l’anima, è un grande comunicatore dal linguaggio universale. Quanto più si entra nel suo mondo tante più cose si conoscono e riconoscono, in un percorso sensoriale e culturale in continua evoluzione, compresa la sua forte impronta sentimentale, romantica. Per conoscitori e appassionati non è un mistero, il vino ha bisogno di cuore, il cuore di chi lo fa e di chi lo beve, il cui incontro, anche nella fugace occasione di un assaggio, lascia socchiudere mondi più intimi e soggettivi in un linguaggio che unisce, empatizza, affratella, produttori e fruitori, nasce così l’atto di conoscenza tanto vicino all’amicizia e anche all’amore.

Ines Sprem con produttori Clai e Trapan[1]

E’ si è sentito questo cuore nella fierezza e nell’entusiasmo dei produttori croati, il 6 ottobre, alla degustazione dei migliori vini di Croazia, organizzata da Fondazione Italiana Sommelier e l’Ambasciata della Repubblica di Croazia, all’Hotel Rome Cavalieri. Produttori fieri e desiderosi di presentare il risultato della propria fatica, del proprio investimento materiale e morale, ognuno sembra portare con sé negli occhi e nei racconti la natura dei territori di provenienza, profumi, vento, sole, rocce, mare, zolle, della bellissima e diversificata Terra Croata. In ognuno di loro si legge la speranza di nuovi approdi, nuovi riconoscimenti, si percepisce autentica fierezza, pur sapendo che il confronto non è – e non sarà – sempre facile. Si stanno affacciando da poco ad un mondo diverso, con altra maturità produttiva e commerciale, difficile il rapporto con  consacrate eccellenze enologiche, ma già da qualche tempo i vini di Croazia, che nelle loro spiccate diversità territoriali rappresentano un interessante mosaico enoico, stanno riscuotendo l’attenzione dei consumatori e degli intenditori, grazie all’innovativo, coraggioso, percorso tecnologico e di comunicazione  già avviato per continuare una millenaria tradizione che rende omaggio ad una terra ispirata e ispiratrice, ricordiamo che i primi vigneti vennero impiantati sulle isole Lesina (Hvar), Curzola (Korcula) e Lissa (Vis) dal VII secolo a.C., mentre nell’entroterra, dall’imperatore Probus nell’area di Srijem nel 232 d.C. “Negli ultimi anni si è investito molto nel miglioramento della qualità della produzione del vino. Il mercato italiano è molto esigente ma alcuni vini autoctoni delle nostre regioni hanno tutte le caratteristiche per essere apprezzati anche da un pubblico di intenditori ” – commenta con la stessa fierezza e il suo speciale entusiasmo, Ines Šprem, addetta culturale dell’Ambasciata della Repubblica di Croazia in Italia, che si è tanto impegnata per questo evento. Speriamo che presto ne seguano altri….in fondo lo sapevano già gli antichi Greci, che chiamarono Kalavojna, la valle vicino Pola, in Istria…La valle del vino buono…

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Bel successo, dunque, per l’evento “Croazia: incontro con il vicino sconosciuto” che ad un pubblico vivace e interessato di circa 400 persone ha presentato ricchezze e diversità della Terra Croata, storia e tradizioni vitivinicole, attraverso un banco d’assaggio, con aziende croate selezionate e un seminario dedicato ai migliori vini, moderato da Paolo Lauciani, docente F.I.S, affiancato dal sommelier croato con esperienza internazionale, Željko Bročiloviċ Carlos, e con Željko Suhadolnik, caporedattore della storica rivista croata “Il mondo nel bicchiere”, blogger e conoscitore di storie sui vini di Croazia e curiosità sui produttori. L’insostituibile sommelier Alessandro Scorsone, alla presenza dell’Ambasciatore Croato Damir Grubiša e del Presidente della Fondazione Italiana Sommelier Franco M. Ricci, con diverse personalità dell’enogastronomia internazionale tra cui Anna Accalai, consigliere del Baillage d’Italie de La Chaîne des Rôtisseurs ha brindato all’evento stappando uno degli spumanti più importanti della Croazia. Si tratta dello spumante prodotto sulle colline vicino Zagabria (Plesivica) da Tomac, viticoltore “radicale” che produce i propri spumanti sans année in stile “vintage”, utilizzando ancora le anfore.

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Aziende presenti al grande banco di assaggio: Bolfan, Bodren, Cattunar, Clai – Rizman d.o.o.- Grgic-Vina, Kozlović-Consorzio “Isola di Hvar“, Caric – Plenkovic – PZ Svirce, Tomic , Vujnovic- Consorzio Mali plavac – Poljoprivredna zadruga i vinarija Dingac –  Terrarota d.o.o. – Opg Petar Matkovic- Consorzio Grasevina: Ilocki podrumi – Krauthaker – Podrum Krešic – Vina Belje- Galić – PP Orahovica- Adžić- Vina Markota; – Stina vina- Stjepan Đurinski- Suha Punta- Šipun- Tomac- Trapan- Vinarija Vinoplod

Etichette degustate al seminario: Riesling “Bolfan“ 2012, Vinarija Vinski Vrh –Graševina 2012, Belje –Graševina „Mitrovac“ 2013, Krauthaker -Malvasia Istriana 2013, Kozlović- Malvasia Istriana Uroboros 2012, Trapan – Pošip 2013, Rizman – Malvasia Istriana Sv. Jakov 2012, Giorgio Clai – Gran Teran 2009, Coronica – Plavac Mali Majstor 2011, Stina Vino – Babić Suha Punta 2010, Leo Gracin – Moscato Ruža 2012, Cattunar

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 “La viticoltura croata – spiegano gli organizzatori nella presentazione dell’evento – è caratterizzata dalla presenza di numerosi vitigni autoctoni, uno dei quali, il Crljenak Kaštelanski, che ha ottenuto grande fortuna altrove con i “sinonimi” (si tratta in realtà di cloni diversi) di Primitivo e Zinfandel. La regione più rinomata è la Dalmazia, per la molteplicità dei suoli e delle caratteristiche dei vitigni, il più noto dei quali è oggi il Plavac Mali, varietà anch’essa parente del Primitivo, che sulla penisola di Peljesac dà vini potenti, fruttati e di notevole tenore alcolico, in via di affermazione anche sui mercati internazionali. Ottimo anche il Babic, coltivato specialmente attorno a Primosten, le cui uve danno vini meno colorati rispetto al Plavac Mali, ma più eleganti. Tra i vitigni a bacca bianca, i più conosciuti sono invece il Pošip, la Marastina (della famiglia delle Malvasie) e il Debit (il Pagadebit Italiano). Nell’Istria, è ovviamente diffusa la Malvasia Istriana, mentre all’interno, nella Slavonia, si coltivano principalmente le varietà tipiche di Austria e Ungheria

Interessante anche lo spazio dedicato all’olio d’oliva istriano, presentato da Loredana Mussiza, presidente dell’Associazione delle Donne dell’olio d’Istria, argomento sul quale ci ripromettiamo di tornare con le nostre degustazioni.

Di Rossella Gargiulo

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Vini di Croazia
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Gustosa e appassionante sorpresa i vini di Croazia. Così vicini e ancora poco conosciuti, hanno convinto esperti e appassionati alla recente degustazione a Roma organizzata dall’Ambasciata della Repubblica di Croazia e la Fondazione Italiana Sommelier -Bibenda
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