Vivere Diodoros – Nutrire i territori

Dalla Valle dei Templi per degustare e scoprire la biodiversità della Sicilia

In un pomeriggio d’autunno la natura rallenta ed è segnata dal passaggio stagionale che culmina con la raccolta delle olive, all’improvviso squilla il telefono. È Fabio Gulotta, perno del progetto Diodoros, collaboratore esterno del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, “Vi va di tornare ad Agrigento? Abbiamo delle novità da presentarvi!”. Così abbiamo rinnovato il nostro viaggio per Agrigento con la voglia di scoprire quali “novità” fossero presenti in occasione della seconda tappa del progetto VIVERE DIODOROS – NUTRIRE I TERRITORI che si è ritagliata nei due giorni del 28 e 29 novembre, un momento clou dell’Agrigento Capitale della Cultura 2025, preceduta da quella tenutasi a fine agosto e che ha visto una sempre crescente riconnessione tra l’eredità agricola rurale ricuperata nella città antica, tra gli abitanti e i visitatori.

Dalla Valle dei Templi per degustare e scoprire la biodiversità della Sicilia

Ritorno a Casa Diodoros nel cuore verde della Valle dei Templi

Alcuni di voi hanno già conosciuto nel nostro precedente servizio (vedi le pag. 38/39 del numero 197 della rivista Cucina&Vini) Casa Diodoros (Casa Barbadoro), un rustico riqualificato che si trova a soli 150 metri dal Tempio della Concordia, che nasce nel 2005 come marchio collettivo registrato, regolato da un disciplinare rigoroso. È il baricentro di questo progetto per vivere la biodiversità agricola come parte integrante della Valle dei Templi e diffondere il suo patrimonio sensoriale e culturale attraverso degustazioni, molteplici attività enogastronomiche e commercializzazione dei prodotti Diodoros, coinvolgendo inoltre, l’intera comunità locale e all’intera Sicilia al fine di estendere le progettualità e i benefici a più territori possibili.

Dalla Valle dei Templi per degustare e scoprire la biodiversità della Sicilia

Un progetto virtuoso e unico nel suo genere

Da allora il progetto è cresciuto. “Bosco di mandorli e d’ulivi”, in quella espressione Luigi Pirandello ha catalizzato il paesaggio rurale agrigentino nel suo romanzo “I vecchi e i giovani” che ha subito negli ultimi decenni, come molte altre città e periferie, vari fenomeni di degrado quali, l’inarrestabile pressione antropica, la senilizzazione della popolazione, l’abusivismo edilizio o l’intensivarsi di sistemi agricoli più redditizi. Restituire all’assetto colturale e culturale l’equilibrio tra natura, uomo ed innovazione, ingegnosità apportata in ogni epoca, ha avuto anni e anni di meticolosi studi e lavori, affiancati da un gruppo transdisciplinare di professionisti ed esperti edanche con l’aiuto degli anziani contadini che per ultimi avevano lavorato su quei terreni agricoli una volta floridi. Questo modello di integrazione delle risorse naturali ed umane è simbolico nel suo genere, poiché il progetto è promosso da un parco archeologico,riconosciuto dall’UNESCO dal 1997, e partecipato dai più rilevanti e leali artigiani del gusto di alto profilo qualitativo che hanno sposato lo spirito e la filosofia del progetto a titolo di concessionario e che oggi contano 12 aziende con oltre 40 prodotti.

Dirigendoci verso Casa Diodoros, punto di ritrovo per l’incontro VIVERE DIODOROS – NUTRIRE I TERRITORI, Fabio ci accompagna lungo l’agrobiodiversità ritrovata e tutelata nel Parco. Con il Tempio di Giunone alle nostre spalle si intravede in lontananza un appezzamento che fu chiamato “il vigneto” che è stato da molti anni allo stato di abbandono. Oggi il suo versante ricoperto dalle vigne con varietà autoctone allevate ad alberello risplende. Il nostro sguardo scorre poi sul lieve declivio verso il mare, rivestito da ulivi, mandorli, fichi d’india, orti ed agrumeti che stuzzicano il nostro desiderio di assaporarli, tutti riportati alla luce dopo un quarto di secolo di assidui lavori di ricupero e di manutenzione.

Dalla Valle dei Templi per degustare e scoprire la biodiversità della Sicilia

Novità del progetto Diodoros per il 2026

“Vedete lì c’è un rustico ristrutturato in mezzo agli alberi lussureggianti? – lo indica Fabio con entusiasmo – Stiamo preparando in quell’immobile di fine ottocento un nuovo progetto davvero esclusivo – un weekend con uno chef – che sarà dedicato al soggiorno culinario immersivo, accompagnato da uno chef stellato, nella cultura del cibo, nella biodiversità della Valle e nella cucina siciliana quella autentica”. “Partirà anche un’Accademia per la formazione del personale di sala condotta da docenti di alto calibro, – continua Fabio – sia per andare incontro alle esigenze delle strutture ricettive di rilievo nel nostro territorio sia perché possiamo coltivare la professionalità di un mestiere che necessita una profonda conoscenza non solo sulla tecnica del servizio, ma anche sui nostri prodotti e sulla cultura culinaria del territorio dove si opera. E ancora, sarà realizzato un altro progetto “Roots”, che accoglierà 10 studenti da diversi paesi che seguiranno una formazione culturale sulla cucina e sulla vita Siciliana.

Ad appagare la nostra curiosità e i nostri sensi presso Casa Diodoros sono lo chef stellato Nino Ferreri del LIMU Restaurant di Bagheria, che ha presentato alcune pietanze preparate con materie prime di stagione provenienti dall’orto e dai campi del Parco nonché dal vicino mare, e la pastry chef Federica Ferrugia, con la sua proposta di pasticceria moderna che interpreta una massima espressione della biodiversità della Valle e della Sicilia. Le preparazioni di quest’ultima sono raccontate e degustate anche durante la Colazione Diodoros, che si svolge da giugno a settembre, un format ideato e realizzato da quest’anno che ha raggiunto subito il “sold out”. Scopriamo quindi, un’altra novità: nel centro storico di Agrigento sarà a breve inaugurato un punto vendita con il marchio Diodoros sotto la regia di Federica Ferrugia che proporrà le prelibatezze dolciarie elaborate dalle sue mani sapienti, utilizzando i prodotti del Parco che spaziano tra mandorle, pistacchi, fichi d’india, agrumi, miele, spezie, erbe aromatiche, farina, vino e olio extravergine d’oliva. Casa Diodoros, costruita e ristrutturata, impiegando materiali locali, sprigiona la memoria dei saperi ed è arredata con i tesori del paesaggio agricolo ed archeologico che sembrano raccontarci la loro storia, la loro avventura e il rapporto con chi li ha ritrovati e riportati alla vita.

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L’esperienza Diodoros – Eccellenze enogastronomiche certificate a sostegno del turismo

Il nostro entusiasmo per conoscere i segreti del successo eccezionale di questo progetto ci ha portato ad assistere al convegno L’esperienza Diodoros: esempio virtuoso di agricoltura sostenibile con declinazione enoturistica. L’agroalimentare di qualità certificato a sostegno del turismo, tenutasi alla sala Zeus del Palacongressi di Agrigento, nell’ambito dell’iniziativa -VIVERE DIODOROS – NUTRIRE I TERRITORI che rientra nei 44 progetti del dossier di candidatura di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, organizzata dalla società Zarabbazzara per la Fondazione Agrigento 2025 in collaborazione con il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi. Si è alzato il sipario con la proclamazione di Maria Teresa Cucinotta, ex Prefetto di Palermo, quale presidente della Fondazione Agrigento 2025che afferma: …con “Vivere Diodoros – Nutrire i Territori” celebriamo il valore del lavoro, della terra e della cultura come elementi indissolubili dell’identità agrigentina. Nel percorso di Agrigento 2025 Capitale Italiana della Cultura, eventi come questo rappresentano la nostra visione di futuro: una comunità che cresce attraverso la bellezza, la conoscenza. Alla quale si sono succeduti i saluti istituzionali del sindaco Francesco Miccichè, dell’assessore al Turismo Carmelo Cantone e del prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo.

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Recuperare 2600 anni della bellezza del suo paesaggio agricolo

Prosegue con Roberto Sciarratta, direttore del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, che ha illustrato il processo del progetto Diodoros dalla sua genesi, alle sue evoluzioni nell’arco di oltre due decenni e ai traguardi ottenuti con alcuni riconoscimenti emblematici tra cui il Premio Nazionale del Paesaggio nel 2017 con il progetto Agri Gentium: landscape regeneration, aggiudicandosi la selezione italiana per il Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa, conferito dal Ministero dei Beni Culturali e il recente inserimento del paesaggio agrario della Valle dei Templi nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico, riconosciuto dal Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. “La Valle dei Templi è non solo 2,600 anni della bellezza dei suoi monumenti, ma è anche 2,600 anni della bellezza del suo Paesaggio. –  Sciarratta racconta – Abbiamo dovuto studiare per capire la professionalità necessaria e il sistema di rete di esperti capaci di gestire e rivoluzionare una nuova conversione del territorio ripreso dall’esproprio, che era nato e deputato all’agricoltura per quei terreni agricoli disseminati sui 1,400 ettari all’interno del Parco. Aggiunge Sciarratta: Una delle attività che mi sta a cuore è quella volta all’inclusione sociale che si svolge assieme a un concessionario principe e storico Val Paradiso negli uliveti del nostro Parco. Ciò significa che quell’iniziativa porta la possibilità di avere un mestiere dignitoso per il recupero dell’agricoltura e la manutenzione del paesaggio…” 

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Gl’interventi

Ad animare il palcoscenico attraverso  interventi e dibattiti sono stati: Roberta Milano, consulente e docente universitaria, esperta in marketing turistico, che ha contribuito con la sua ricerca relativa al ruolo dei consorzi di tutela nello sviluppo economico e turistico dei territori; Giovanni Perri ed Erica Croce, consulenti in turismo e destination management, tour operator Taste Scenario, che hanno presentato il libro “Il Buonpaese”, evidenziando il ruolo del cibo come leva per la scelta turistica e l’importanza della connessione tra comunità locale e luoghi di carattere turistico; Gabriele Ancona, vicedirettore di Italia a Tavola, che ha spiegato come il cibo di qualità funge da veicolo virtuoso per la crescita dell’offerta turistica; Elsa Mazzolini, direttrice di La Madia Travelfood, e Maria Chiara Zucchi che hanno affrontato il tema del passaggio dalla carta stampata al digitale e del ruolo dei social nella promozione del cibo di qualità. Il convegno è stato coordinato da Fabio Gulotta e moderato da Danilo Poggio, giornalista di Avvenire, con la partecipazione di Radio Deejay e varie testate enogastronomiche.

Nel pomeriggio il Palacongressi si è trasformato in uno spazio dedicato agli incontri B2B tra operatori turistici e oltre trenta realtà del settore di ospitalità, enogastronomia, enoturismo, NCC e servizi turistici locali. L’evento è stato nel contempo impreziosito da due appuntamenti letterari: “La più bella dei mortali. Nelle terre di Agrigento e della sua mitica costa” del giornalista Luca Bergamin (Ediciclo Editore), con un coinvolgente intervento di Pierfilippo Spoto di Val di Kam di Sant’Angelo Muxuaro e Federica Salvo e “La Sicilia dei sapori segreti” di Giusi Battaglia. A dare vita ad una serie di degustazioni diffuse nel centro storico di Agrigento sono stati numerosi consorzi di eccellenze enogastronomiche aderiti a questa rassegna: il consorzio di tutela Gorgonzola Dop, il consorzio Pecorino Dop, il consorzio di Tutela del Formaggio Piacentinu Ennese Dop, il Consorzio Uva Italia Igp di Canicattì e il consorzio di tutela della Pesca di Leonforte IGP. 

Abbiamo incontrato e rivisto, ancora una volta, persone che difendono la bellezza e l’identità del lugo di appartenenza con coraggio, lealtà e consapevolezza per aggregarsi e cambiare la rotta delle cose affinché questa testimonianza venga tramandata e arricchita.