Zurigo: enogastronomia, cultura e natura si incontrano in una città affascinante

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Una meta da gustare anche per pochi giorni, sufficienti per conoscere le tante sfaccettature della città dell’alta finanza.

Veduta di Zurigo – Foto di Stefano Cellai

 

Quando pensiamo a Zurigo ce la immaginiamo sempre come la città delle banche, della finanza e degli orologi di marca. Ma Zurigo è molto più di questo, perché prima di tutto è una città bellissima, profondamente colta e anche vivace e divertente. La città che vi vogliamo raccontare è proprio la Zurigo da bere, da mangiare e da godere, quella stessa che vivono ogni giorno i suoi abitanti e i suoi quarantacinquemila studenti universitari che animano tavolini di caffè, ristoranti e locali notturni. Una Zurigo tutt’altro che chiusa in sé stessa: al contrario, aperta verso l’esterno, con tanta vita che si svolge all’aperto durante la bella stagione. Basta salire sul campanile della Grossmünster Kirche per rendersi conto di quanto gli spazi aperti facciano parte integrante della storia architettonica della città. “I giardini di Zurigo” vengono infatti chiamate le tante e belle terrazze che si aprono sui tetti e tra i palazzi del centro storico. Poi ci sono i cortili, alcuni dei quali oggi appartengono a ristoranti che offrono l’occasione di pranzare o cenare
in piccole oasi verdi nel cuore della città, come il Neumarkt nell’omonima piazza. Oppure si può salire a prendere un aperitivo al bar del grande magazzino Grieder nella Bahnhofstrasse, con la splendida terrazza che si affaccia proprio sul cuore pulsante dello shopping di lusso e delle banche. È facile così rendersi conto che questa città offre moltissimo a chi abbia voglia di osservarla con occhi attenti e di andare a cercarla nei tanti locali del centro, oppure lungo le rive del lago o perfino nei quartieri periferici un tempo dominati dalle industrie e oggi magnificamente recuperati.

Si parte

Il segreto della bellezza di Zurigo sta nel fatto che il centro storico è rimasto praticamente immutato dall’ultimo importante riassetto urbanistico avvenuto tra il1830 e il 1850 circa, quando vennero abbattute le mura e colmati alcuni canali per far posto alle grandi strade come la Bahnhof, che oggi rappresenta la via dello shopping per eccellenza, con tutte le grandi marche internazionali della moda. Per visitare la città e apprezzarne le molteplici occasioni gastronomiche può bastare anche un fine settimana lungo, da giovedì a domenica. Conviene recarsi a Zurigo in aereo, visti i tanti collegamenti che la Swiss ha con gli aeroporti italiani (www.swiss.com), oppure con il treno. È da evitare la macchina perché i parcheggi sono scarsi e carissimi, e la
città è perfettamente servita dai mezzi pubblici. Allora la prima cosa da fare una volta arrivati sarà quella di recarsi all’Ufficio del Turismo (ne esiste uno alla stazione centrale e uno in aeroporto) e acquistare la Zürich Card, che con circa 35 euro dà diritto, per settantadue ore, a viaggiare su treni, tram e traghetti dell’area cittadina, compresi quelli per l’aeroporto e la cabinovia per la montagna di Zurigo. Con la card inoltre si entra gratis nei musei, si ha uno sconto del 10% in una serie di negozi convenzionati e infine viene offerto un dessert gratuito in alcuni locali a patto che si ordini un piatto principale.
La Card insomma è indispensabile e conveniente, ed è una sorta di passepartout della città (per ulteriori informazioni
consultare www.zuerichcard.ch e www.zurigoturismo.com).

Aperitivo al Rimini Bar

Mangiare a Zurigo significa spaziare tra tante tradizioni gastronomiche, a partire da quella locale, naturalmente. Per essere sicuri di non sbagliare, conviene andare al ristorante Terroir, un locale che serve esclusivamente prodotti nazionali. Nel menu, accanto a ogni piatto, troverete la provenienza di tutti gli ingredienti che lo compongono, dalla carne alle verdure. La cucina è quella tipica delle case, con qualche tocco personale dello chef, che ha voluto dare ai piatti della tradizione un profilo un po’ più moderno. Il ristorante ha una bella terrazza estiva e anche un negozio di vendita di specialità svizzere, oltre che a qualche piatto pronto (www.terroir.ch). Il Terroir si affaccia sulla Heimplatz, dove si trova l’ingresso della Kunsthaus, uno dei principali musei cittadini che vanta una notevole collezione di quadri e opere scultoree dei più importanti artisti moderni. A fianco dell’ingresso è situata una delle versioni de La porta dell’inferno di Rodin, opera incompiuta alla quale il grande scultore lavorò tutta la vita. La scultura in bronzo si ispira all’inferno dantesco ed è un’opera imponente, con centottantasei personaggi tra i quali è possibile riconoscere Paolo e Francesca, il conte Ugolino e lo stesso Dante raffigurato come “il pensatore”. La porta dell’inferno accoglie i visitatori della Kunsthaus dal 1949, mentre all’interno del museo una stanza ospita altre importanti opere di Rodin. Ma sono i dipinti il grande tesoro del museo zurighese, a partire dalla fantastica collezione di impressionisti e post impressionisti come Monet, Manet, Cezanne e Van Gogh, del quale il museo possiede anche il famoso autoritratto con l’orecchio tagliato. E poi opere di Picasso, Matisse, Chagall, Modigliani, Klee, Mondrian e tanti altri grandi artisti che hanno contrassegnato l’arte del secolo scorso (www.kunsthaus.ch). Nella cucina zurighese tradizionale, come in generale in quella svizzera, la carne ha un posto importantissimo, come è naturale visti i tanti allevamenti di qualità che si trovano nel paese elvetico. La razza bovina Simmenthal è tra le più note, ed è nata nei pressi di Berna addirittura nel quinto secolo dall’incrocio tra animali autoctoni e altri di provenienza scandinava. Oltre la Simmenthal le razze bovine più presenti sono la Bruna Svizzera e la Frisona. La produzione di latte è notevole, come pure quella di formaggio che vedremo tra poco, ma a queste si affianca quella della carne, assai ricercata dai ristoranti per l’elevata qualità e il giusto apporto di proteine e grassi. Avendo a disposizione una carne così buona e a chilometro zero, uno dei piatti più frequenti nei ristoranti zurighesi è la tartare, la classica porzione di carne cruda macinata aromatizzata da un condimento che prevede vari componenti: rosso d’uovo, salsa Worcester, Tabasco, senape e altro ancora. La miglior tartare di Zurigo è senza dubbio quella servita al Weinschenke Hirschen, il locale collegato all’Hotel Hirschen, un tre stelle ambientato in un palazzo del 1599 con una posizione fantastica nella zona pedonale del centro storico (www.hirschenzuerich. ch). Ambientato in quelle che erano le scuderie del palazzo, oggi l’Hirschen è divenuto la meta ideale per uno spuntino a base di carne secca dei Grigioni, di salumi locali e della Buureschüblig, una salsiccia rustica particolarmente delicata. Ma la regina del luogo è la tartare, con la sua salsa ricca di sfumature e per la quale si può richiedere un diverso grado di piccante a seconda che lo si preferisca leggero, medio o forte. Alla tartare e agli altri spuntini offerti dalla Weinschenke Hirschen sarà bene abbinare uno dei vini offerti dalla carta, che spazia da quelli zurighesi a quelli svizzeri ed esteri. Ed eccoci dunque ai vini di Zurigo, o meglio del lago di Zurigo. Le due sponde del bellissimo lago che dà vita al fiume Limmat che attraversa il cuore della città non sono soltanto luogo di stabilimenti balneari, di porticcioli turistici e di tante, tantissime, splendide ville, ma ospitano anche bei vigneti coltivati a uve bianche e rosse. Soprattutto la riva orientale del lago – detta anche costa d’oro per le tante bellissime case che vi si trovano – offre ottima esposizione ai vigneti, che qui vi sono concentrati. L’uva più tipica della zona è il räuschling, un vitigno a bacca bianca che dà vita a vini freschi, con una buona acidità e profumi molto fini, che si accompagnano naturalmente ai piatti a pesce di lago molto popolari nei ristoranti cittadini. Ci sono poi vitigni più noti come il riesling e il sylvaner, mentre tra i rossi predomina il pinot noir, che in questo particolare microclima caratterizzato in autunno dal foehn si è ambientato molto bene. Gran parte dei vigneti sono situati attorno al bel villaggio di Stäfa, sulla riva orientale del lago Limmattal, e per ammirarli vale la pena concedersi un viaggio in battello. Girare in battello su e giù per il lago di Zurigo in realtà è un’esperienza da non perdere, perché è un modo veloce e rilassante di raggiungere alcune località turistiche che danno pienamente il senso della cura con cui le amministrazioni e gli stessi abitanti mantengono le strade, i palazzi e le rive del lago, la cui acqua limpida invita inevitabilmente ai bagni e ai tuffi. Vale una passeggiata il villaggio di Rapperswil, con lo splendido maniero che domina la cittadina medievale con le sue stradine lastricate e i tanti bei palazzi. Rapperswil è una meta perfetta anche per le famiglie con bambini, che qui trovano modo di divertirsi allo zoo e al Museo del Circo. È a Rapperswil infatti che nel lontano 1919 nacque il circo nazionale svizzero, e nel museo sono esposti costumi e manifesti, mentre i filmati mostrano alcuni dei momenti salienti dell’arte circense. Una fantastica visione panoramica del lago si gode dalla terrazza del ristorante Halbinsel, nel villaggio di Au, che si trova sulla riva opposta qualche chilometro più a nord rispetto a Rapperswil, in direzione di Zurigo. Questo è senza dubbio uno dei migliori locali per assaggiare le varie specialità preparate con i pesci di lago (www.halbinselau.ch).

La Grossmünster Kirche, il mercato di Zurigo est

Tornando in città, dal primo ponte sul Limmat dirigendosi verso sinistra si raggiunge facilmente il Baur au Lac, che non può essere descritto se non come l’albergo di Zurigo per eccellenza. Nato nel 1844, con la sua lunga e prestigiosa storia e la sua splendida tradizione di ospitalità, il Baur au Lac continua a essere l’hotel preferito dalle star e dai vip di tutto il mondo, che qui trovano non soltanto un luogo magico con uno splendido parco sul lago, ma anche un senso della privacy tutto svizzero, con la conseguente assoluta sicurezza di non essere importunati. Sia detto per inciso, Tina Turner e tanti altre star hanno casa a Zurigo o sul lago proprio perché in questa città possono muoversi liberamente, o quasi. Tornando al Baur au Lac, è chiaro che siamo in un luogo prestigioso e che continua a essere di proprietà della famiglia fondatrice, i Kracht, e forse proprio per questo l’albergo non assomiglia in alcun modo agli altri luxury hotel che troviamo in altre parti del mondo. Basta varcare la soglia per essere avvolti da un’atmosfera di tranquilla agiatezza che probabilmente piacque tanto alla principessa Sissi, una delle tante teste coronate ospitate dal Baur au Lac. L’hotel ha tre ristoranti, di cui il Pavillon è in assoluto il più elegante, con piatti raffinatissimi e dagli accostamenti prelibati. C’è poi la Terrasse, dove d’estate è molto in voga il barbecue, e infine il Rive Gauche, più informale e con prezzi ovviamente più bassi. Ma l’albergo offre anche occasioni di festa, come quando l’ultimo mercoledì di novembre viene acceso l’albero di Natale, che ha ben trentottomila luci, contro le poco più di trentaduemila del Rockefeller Center (www.bauraulac.ch).
Non lontano si apre la cattedrale di Zurigo, la gotica Fraumünster kirche, adornata dalle splendide vetrate realizzate negli anni Settanta da Marc Chagall. Le vetrate, che raffigurano i momenti più salienti della vita di Cristo, sono articolate in cinque parti più un magnifico rosone.

Zurigo night and day
Siamo così sulla riva sinistra del Limmat, dove si svolge buona parte della vita preserale e notturna di Zurigo. Un aperitivo al
Rimini Bar è d’obbligo, godendosi il tramonto sul fiume, e anche un momento d’ozio sulla bella Weinplatz, la piazza dove fino all’Ottocento si svolgeva il mercato del vino. Vi si vendevano vini provenienti da tutta la Svizzera e anche dalla vicina Francia, fino a quando la potente corporazione dei vignaioli zurighesi non impose una sorta di monopolio estromettendo
quasi del tutto le produzioni non locali. Oggi la Weinplatz è uno dei tanti luoghi d’incontro degli zurighesi, che si affollano intorno alla bella fontana di ferro forgiato che ricorda la vendemmia. Proseguendo si incontra uno dei tanti luoghi
panoramici di Zurigo, il Lindenhof, una terrazza che domina il fiume e tutto il centro storico cittadino, e dove è anche possibile assistere a partite di scacchi giocate tra studenti e pensionati. Stiamo per tornare alla Bahnhofstrasse, ma prima conviene fare una fermata in corrispondenza del bel ponte Rathaus per visitare lo Schweizer Heimatwerk, un negozio di accessori e articoli da regalo rigorosamente made in Switzerland. Fondata nel 1930, la casa è diventata un punto di riferimento assoluto per gli oggetti di artigianato svizzero di alta qualità. Vi si trova di tutto, dall’oggettistica per la casa ai giocattoli, dall’abbigliamento agli accessori (www.heimatwerk.ch). Come abbiamo detto, la Bahnhofstrasse è quasi interamente dedicata alle grandi firme internazionali,
quindi a uno shopping non certo originale, ma non si può dire di aver visitato Zurigo senza aver messo piede alla Confiserie Café Sprüngli, che proprio quest’anno ha compiuto i centosettantacinque anni di vita. Cioccolatini, praline e macarons (i classici dolcetti a base di meringa) sono solo una parte della vasta e golosissima offerta di Sprüngli, che produce giornalmente anche magnifiche torte e una vasta scelta di salati. Insomma, una “colazione da Sprüngli” fa molto zurighese, e il palato ne esce assai soddisfatto (www.confiserie-spruengli.ch). Nelle immediate vicinanze della Bahnhofstrasse
si trovano i così detti alberghi business, che contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non sono freddi hotel d’affari, ma luoghi ricchi di comfort. Sono centralissimi, ben serviti dai mezzi pubblici e hanno comode stanze con servizi efficienti. Insomma, per chi ama le comodità, un hotel come il Glockenhof rappresenta una meta ideale per la vacanza a Zurigo (www.glockenhof.ch). E visto che siamo in zona, se proprio vi venisse la voglia di tuffarvi, almeno per qualche ora, nell’atmosfera della Zurigo della finanza, allora conviene concedersi un pranzo al Carlton, il ristorante dei banchieri per eccellenza, visto che è proprietà di Ubs, l’Unione delle Banche Svizzere. Atmosfera anni Settanta, ambiente e clientela raffinata
(da non perdere il sabato a pranzo quando arrivano le signore della Zurigo bene con gli inevitabili gioielli e cagnolini), servizio perfetto e ovviamente, grandi cibi nel piatto. Sarà anche forse un po’ fané, ma insomma bisogna pur smettere ogni tanto di fare i turisti “alternativi” e pagare il pegno a questa città che resta comunque uno dei punti di riferimento per il mondo della finanza. E poi il Carlton vanta una delle migliori cantine della città, con vini da tutto il mondo, e con una selezione di vini italiani da far invidia a tanti nostri ristoranti (www.carlton.ch).

La ex zona industriale
Possiamo adesso tornare a fare gli alternativi e tuffarci nel famoso quartiere est, quello che fino a due decenni fa era la zona industriale della città, tutta fatta di ciminiere, fabbriche, magazzini e palazzi popolari. Una volta chiuse le fabbriche, che si sono spostate fuori città, il Comune di Zurigo si è chiesto cosa fare dei tanti edifici dismessi e spesso in condizioni precarie. L’idea, brillante a dir la verità, è stata quella di ricostruire in buona parte a scopo abitativo, con grandi edifici contrassegnati dal verde, da piazze condominiali e da negozi, teatri e ristoranti in modo da non farne un quartiere dormitorio. Questa parte della città, tutt’altro che a buon mercato, è diventata meta di
giovani coppie che vi trovano spazi importanti per i giochi dei bambini, ma la notte diventa il regno dei giovani, che hanno a propria disposizione locali di tutti i tipi, dai pub alle pizzerie, dai ristoranti alle discoteche. Ci sono poi esempi di recupero assai curiosi, come il bellissimo mercato creato nel 2010 sotto gli archi del viadotto Wipkingen, dove non soltanto si può fare la spesa ma anche fermarsi a mangiare. Vi si trovano cibi biologici ed esotici, e si può spaziare dai formaggi inglesi al miele ungherese. Un’esperienza simpatica da fare è poi andare a cena a Les Halles, dove all’interno di un ex garage Peugeot sono stati allestiti un pub, un ristorante la cui specialità sono le cozze con patatine fritte e un piccolo market (www.les-halles.ch).
Prima di tornare in centro, bisogna concedersi un’altra passeggiata fuori dal comune, quella che conduce al vigneto di
Zurigo, immerso in città eppure ricco di tutte le suggestioni che ogni vigna possiede, e con gli stessi silenzi che potremmo
trovare in quelle lungo il lago. Il vigneto si trova nel quartiere di Enge, lungo la Bürgli Strasse, e offre anche un’altra interessante panoramica di questa parte della città, prima municipio a sé stante e poi inglobata in Zurigo. È un quartiere periferico con una forte presenza ebraica, ed è contrassegnato anche da alcuni notevoli esempi di arte liberty. Ma è tempo di tornare, stavolta sulla riva destra del Limmat, perché ci sono
ancora alcuni ristoranti da scoprire, a partire dall’Hirschberg lungo la Seilergraben. Siamo praticamente di fronte all’Università, in un locale che con gli studenti ha un legame particolare. I proprietari sono infatti un gruppo di studenti
di una confraternita (qui questa tradizione esiste ancora) che condividono la passione della scherma. Il giovedì sera per esempio una parte del locale è riservata agli studenti, che si incontrano a bere birra. Il ristorante è gestito da uno chef nato in Svizzera da genitori italiani, Ivan Pezzotta, che insieme alla moglie  Catherine ha dato vita a una cucina di chiara ascendenza italiana, che va a mescolarsi in maniera assai gradevole con quelle della Spagna e della Francia del Sud. Naturalmente Ivan ha dovuto adattare i piatti ai gusti locali, e la pasta e il riso vengono per esempio serviti in abbinamento
ai piatti di carne e di pesce. Il suo riso nero Venere insieme allo spezzatino è comunque da non perdere, e la cantina offre anche la possibilità di bere al bicchiere vini locali ed esteri (www.restaurant-hirschberg.ch). Il nostro tour enogastronomico di Zurigo termina un po’ dove è iniziato: tra le
stradine del centro storico che all’inizio abbiamo ammirato dall’alto del campanile della Grossmünster Kirche. Cuore
pulsante di Zurigo, questa parte della città è bellissima, e offre novità ogni qual volta vi si rimetta piede. Impossibile
non ammirare i bovindi della Augustinergasse, una particolare forma di veranda dalla quale in passato le signore amavano sostare per osservare il passeggio, a riprova che la discrezione
svizzera è una scoperta dei tempi moderni. In questa zona si trovano molti negozi di alimentari, dove è possibile
acquistare specialità. Prima di tutte il formaggio, che viene prodotto sulle colline e montagne che dominano
la città. Ottimi per esempio i formaggi del caseificio cooperativo Chäsi Girenbad, prodotti con latte di mucca. Questi
formaggi sono ricchi di profumi e di sapori, grazie all’allevamento all’aperto d’estate e in stalla con fieno locale d’inverno. Deliziosa la Raclette come pure il Bachtelstein, che prende il nome da quello delle colline intorno, un formaggio a pasta semimorbida prodotto con il solo latte del mattino non scremato e stagionato due mesi e mezzo. I formaggi di Chäsi Girenbad sono venduti nel grande magazzino Globus, nel mercato che si tiene al mercoledì presso la Stazione Centrale e all’interno dei negozi della catena Marinello, che si trovano un po’ dovunque in città (www.chaesi-girenbad.ch).
Per concludere il nostro giro goloso a Zurigo consigliamo un pranzo o una cena nel ristorante più antico e più piccolo della città: la Wystude Isebähnli, ossia la Cantina Il Trenino. Fondato nel 1712, il ristorante è stretto e lungo, esattamente come le vecchie carrozze dei treni. La cucina è mediterranea,
e il luogo è veramente curioso. Da non perdere il biglietto da visita, che è fatto esattamente come i vecchi biglietti ferroviari. Sono pazzi questi zurighesi!

di Patrizia Cantini

 

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