Riparte il Romantik Hotel Cappella di Colfosco in Alta Badia

Per gli amanti della montagna, in particolar modo della Val Badia è arrivato il momento di fare le valige!

In Val Badia (Alto Adige), a 1.645 metri, le Dolomiti si possono toccare con un dito e in questo suggestivo regno naturale sorge il Romantik Hotel Cappella di Colfosco (BZ), incorniciato dal Sassongher e dall’imponente Gruppo del Sella. Il 12 giugno 2021, dopo un completo restyling, l’hotel 5 stelle – che fa parte del nuovo marchio di lusso Pearls by Romantik – apre le porte per mostrare le sue bellissime novità: le camere sono state ingrandite e rinnovate con grandi vetrate che amplificano la vista sulle vette e dotate di pavimenti in legno naturale (dalla funzione antiallergica) e di grandi balconi privati oppure terrazze con vista sulle montagne o sul paesino di Colfosco e Corvara. Alcune stanze godono di una sauna privata a infrarossi con vapore vitalizzante. Tra i piani dell’hotel, ci sono nuove aree lounge panoramiche e l’area relax esterna del centro benessere è stata ampliata di oltre 1300 mq, che offre una splendida zona relax con lettini a sdraio, lago artificiale e vista idilliaca sulle vette. È stato anche realizzato un grande parcheggio interrato a più piani, con quattro stazioni di ricarica per veicoli elettrici.

Riparte il Romantik Hotel Cappella di Colfosco in Alta Badia

Il ristorante – anch’esso rinnovato con nuovi tocchi – propone ricercate ricette della cucina locale, mediterranea e internazionale, dove tradizione e innovazione si fondono per caratterizzare i piatti di sapori autentici, che nascono da un’accurata selezione di prodotti regionali e delle erbe del giardino. Cene a lume di candela, a base di carne, ma anche di pesce, degustazioni di vini (tra 400 etichette selezionate) e formaggi, menu à la carte, sono solo alcune delle irrinunciabili esperienze per il palato. Il centro benessere – collegato direttamente con la piscina esterna riscaldata, un’emozione unica per sentirsi parte del paesaggio – è il luogo dove lasciarsi andare e rigenerarsi completamente, complici la grande piscina coperta al clorozono, le cui vetrate offrono una vista privilegiata sul paesaggio dolomitico; la Sky Room panoramica dedicata al puro relax; il bagno turco; la sauna finlandese; la sauna salina e la sauna per famiglie dedicata anche ai bambini, oltre al grande spazio per il fitness. Originali e legati al territorio i trattamenti di benessere (alla stella alpina, al burro di capra, alle mele, al pino mugo, al cirmolo).

Riparte il Romantik Hotel Cappella di Colfosco in Alta Badia

L’hotel è votato all’arte e alla bellezza in ogni dettaglio: dipinti d’autore, statue e oggetti provenienti da ogni parte del pianeta sono custoditi nelle aree comuni e nella collezione d’arte moderna nella galleria privata Art Gallery Renèe. Fuori dalla porta si apre un mondo meraviglioso da scoprire con percorsi di trekking e mountain bike, sui sentieri del Parco naturale Puez – Odle o del mitico Giro del Sella, e ancora la via ferrata Tridentina del Pisciadù, e i Prati dell’Armentara che sbocciano in un tripudio di fioriture. Con il Mountain Pass Alta Badia, l’auto si dimentica in garage. Inoltre, gli amanti del green trovano un campo da golf a 9 buche vicinissimo all’hotel.

Romantik Hotels & Restaurants
Profondamente radicata nella rispettiva regione e plasmata dalla tradizione e dalla consapevolezza della qualità – questo è il senso dell’accoglienza per gli oltre 200 Romantik Hotels & Restaurants e 300 partner in 8 Paesi europei. Gli albergatori Romantik danno il benvenuto ai viaggiatori in Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Olanda, Scozia, Italia e Francia. La cooperazione nelle vendite e nel marketing presenta da 40 anni l’individualità delle diverse strutture: da quelle immerse nella campagna, ai templi del benessere, fino agli hotel di lusso. Ottima cucina, tipicità e storia accomunano gli hotel a conduzione familiare per una collezione esclusiva di alto livello riunita sotto il marchio Romantik.

Romantik Hotel Cappella
Colfosco – Strada Pecei, 17
39033 Corvara in Badia
www.romantikhotels.com

Maestrod’olio a Pietrasanta (Versilia), dall’11 al 13 giugno

Tornano le eccellenze dell'olio extravergine d'oliva in una mostra-mercato con show cooking, masterclass, degustazioni e laboratori

Maestrod'olio a Pietrasanta (Versilia), dall'11 al 13 giugno
Fausto Borella

Da venerdì 11 a domenica 13 giugno, nel Chiostro di Sant’Agostino e nella Piazza Duomo di Pietrasanta (LU) in Versilia, si svolgerà la manifestazione ideata e organizzata da Fausto Borellaper celebrarele migliori aziende di olio extravergine d’oliva e una selezione di eccellenze gastronomiche italiane. Saranno presenti 40 di Olio Extravergine di Oliva e 20 artigiani del gusto.

L’evento sarà preceduto, giovedì 10 giugno, dalla premiazione delle Corone e delle Gemme Maestrod’olio della guida Terred’Olio 2021.

Numerose le attività previste nei tre giorni della kermesse, oltre gli assaggi degli oli extravergini di oliva presentati dai produttori provenienti da 17 regioni italiana e dei prodotti alimentari artigianali di qualità. Si svolgeranno Laboratori per bambini ed anche per i più grandi che vedranno lo Chef Frédéric Jaunault (pluripremiato chef intagliatore di frutta e verdura, Meilleur Ouvrier de France e fondatore dell’Academie du Fruit et Légume) che terrà una Masterclass dal titolo “Quando le verdure diventano arte!” e con lo  Chef Bruno Laffargue (creatore di Mic Mac Macaron a Cagnes sur Mer nel 2009) che terrà una Masterclass dal titolo “I macaron senza burro? Sfida accettata”. e che guiderà genitori e figli nella realizzazione di macaron con l’olio extravergine dei produttori presenti.

Maestrod'olio a Pietrasanta (Versilia), dall'11 al 13 giugno
Gli Chef Frédéric Jaunault e Bruno Laffargue

Seguiranno una conferenza a cura della Dott.ssa Sara Farnetti, Nutrizionista del Policlinico Gemelli di Roma, dal titolo “Tutto quello che sai sul cibo è falso!” sull’importanza dell’olio extravergine nella sana alimentazione, una Masterclass dal titolo “Il pranzo della domenica” a cura dello Chef Marco Stabile (1 Stella Michelin – ristorante Ora d’Aria di Firenze) e uno show cooking dello Chef Alessandro Ferrarini (1 Stella Michelin – ristorante Franco Mare  di Marina di Pietrasanta).

Maestrod'olio a Pietrasanta (Versilia), dall'11 al 13 giugno
Dott.ssa Sara Farnetti

Sabato mattina, avrà luogo una degustazione delle Corone e Gemme Maestrod’olio 2021 e  in questa occasione sarà possibile degustare alla cieca 10 tra i migliori oli extravergine della guida Terred’Olio 2021. La degustazione sarà diretta dal Maestrod’olio Fausto Borella oltre alla partecipazione dei grandi produttori di tutta Italia, premiati in guida Terred’Olio 2021. 

Maestrod'olio a Pietrasanta (Versilia), dall'11 al 13 giugno
Gli Chef Marco Stabile e Alessandro Ferrarini

Sabato pomeriggio si svolgerà, presso il Giardino Grande, un talk con premiazione dal titolo: “I Grandi Ristoranti dell’Olio della Versilia e della Toscana si raccontano”. Saranno presenti Lorenzo Viani, Ristorante Da Lorenzo di Forte dei Marmi; David Vaiani e Andrea Mattei, Ristorante Bistrot di Forte dei Marmi; Famiglia Stefanini e Chef Alessandro Ferrarini, Ristorante Franco Mare di Marina di Pietrasanta; Romano Franceschini, Ristorante Romano di Viareggio; Salvatore Madonna, La Magnolia del Byron di Forte dei Marmi; Anniè Féolde, Enoteca Pinchiorri di Firenze; Andrea Zazzeri, La Pineta di Marina di Bibbona, Giuliano Pacini della Buca di Sant’Antonio di Lucca; Michele Marcucci, L’Enoteca di Pietrasanta.

Nella tre giorni ci sarà un’esposizione temporanea di opere d’arte di artisti come Giuseppe Carta (trentatré dei celebri giganti scultorei dell’artista – tra cui peperoncini, pomodori, olive e melagrane) e Andrea Roggi, autore storico delle “Corone Maestrod’olio“.

Maestrod'olio a Pietrasanta (Versilia), dall'11 al 13 giugno
I peperoncini di Giuseppe Carta esposti al Castello Svevo di Bari e Terra Madre di Andrea Roggi

Durante le giornate di venerdì e sabato ci sarà, inoltre, una degustazione di 3 etichette Champagne Encry, i Caviali di Aquavirgo e i sott’oli Scovaventi.

Domenica, quasi in chiusura della manifestazione, ci sarà uno show cooking di Giorgione.

Maestrod'olio a Pietrasanta (Versilia), dall'11 al 13 giugno
Giorgione

Novità per due concorsi: il primo, un contest fotografico “Il Pianeta Olivo: le emozioni impresse in un istante”, indetto dall’Accademia Maestrod’olio in collaborazione con il Comune di Pietrasanta, che consentirà ai partecipanti finalisti di esporre e mettere in vendita i propri scatti durante la manifestazione e il cui ricavato sarà devoluto ad un ente benefico scelto dalla Diocesi di Lucca. Gli scatti che saranno selezionati e giudicati da una prestigiosa giuria, presieduta dal maestro dei mosaici di polaroid, Maurizio Galimberti. Il secondo è una degustazione tecnica “Indovina le cultivar” che sarà riservata a giornalisti, produttori, comunicatori del settore. La degustazione sarà un divertente momento di confronto e di scoperta dedicato a tutti gli operatori del settori e tecnici che vorranno mettersi in gioco al fine di degustare alla cieca n.10 oli monocultivar di differenti realtà e regioni. L’obiettivo è quello di riconoscere le cultivar dell’olio solo grazie al proprio olfatto e gusto. Anche per quest’ultimo è prevista una premiazione.

L’evento sarà a ingresso gratuito, per tutti i curiosi magari già vacanza in Versilia, per i degustatori, gli appassionati e per i ristoratori e gli addetti ai lavori dell’ospitalità, per inserire nella propria attività, dei prodotti straordinari, e dare al consumatore un’offerta nuova e stimolante.

Per conoscere tutte le Corone e le Gemme Maestrod’Olio: https://www.maestrodolio.it/it/terredolio/

Grazie a Bio, la start up per le eccellenze bio

Ideato da tre giovani amici per contrastare gli effetti della pandemia, l’online food market è il primo in Italia che pensa "agli altri"

In un periodo in cui l’Italia continua la lotta contro gli effetti della pandemia sul piano economico, nasce Grazie a Bio” che permette di fare la spesa online con consegna a domicilio di prodotti naturali, biologici e solidali a Firenze. L’innovativa start up digitale prende vita nel cuore della Toscana, a Firenze, dall’idea di tre amici – Alessandro de Vivo, Amanda Curvello e Francesco Ciai – innamorati di un territorio famoso in tutto il mondo per la sua bellezza e per le sue eccellenze. Si tratta di un nuovo modo di fare la spesa, che offre prodotti di qualità e solidali che fanno bene a “te e agli altri, sempre”: una realtà che cerca di contrastare gli effetti collaterali della pandemia e che tiene conto delle tendenze della trasformazione digitale anche dei settori più tradizionali, come quello dei prodotti locali, biologici e provenienti dal terzo settore. Grazie a Bio è il primo e unico in Italia a sostenere le organizzazioni non-profit in modo continuativo.

Grazie a Bio, la start up per le eccellenze bio

I dati

Alcuni dati che emergono in questo periodo rilevano le problematiche che Grazie a Bio cerca di contrastare. Ad esempio, in Italia, quasi la metà delle imprese (48,5%) si trova nelle fasce più alte di rischio operativo e di incapacità di attuare strategie per contrastare la crisi. In particolare, l’agricoltura ha visto un crollo del 6% del valore dell’industria in senso stretto (fonte: “Rapporto Sulla Competitività dei Settori Produttivi” dell’ISTAT). Dati preoccupanti anche per la Toscana, che si trova, insieme ad altre 11 regioni del Paese, in una situazione che può essere considerata critica. Inoltre, il 79% delle realtà non-profit ha subìto una drastica riduzione delle proprie entrate (fonte: “Italia non-profit”).

L’idea

Proprio per andare contro queste tendenze, i tre amici hanno deciso di intraprendere una nuova avventura con “Grazie a Bio”, per sostenere i piccoli produttori di eccellenze e per creare una rete che supporti anche le non-profit della comunità. Sul sito si trovano generi alimentari, dalla frutta alla verdura, fino ad arrivare ai prodotti per la cura del corpo e per la casa, tutto rigorosamente bio.

Non mancano i consigli utili di un gruppo di esperti, i “coach di Grazie a Bio”, come una nutrizionista (Barbara Fornaciai), un personal trainer (Michele Franzone del centro fitness “Officina14”) e una food blogger (Alice del Re di “Pane Libri e Nuvole”) per continuare a creare rete nella comunità fiorentina e condividere contenuti interessanti per i clienti.

Grazie a Bio, la start up per le eccellenze bio
I fondatori di Grazie a Bio

Sostegno alle non-profit

Il 5% di tutti gli acquisti su Grazie a Bio viene devoluto alla Fondazione Claudio Ciai (www.fondazioneclaudiociai.com), che sostiene le vittime di incidenti stradali. Inoltre gli utenti possono scegliere di donare “spese solidali” per realtà del territorio a rotazione: la prima di queste è Milano 25 Onlus gestita dalla nota tassista “Zia Caterina”, la quale supporta i bambini che arrivano da tutta l’Italia per curarsi negli ospedali di Firenze.

Ma non solo. Il team di Grazie a Bio ha curato una selezione di prodotti realizzati da organizzazioni non-profit. Alcuni di questi sono i biscotti di Dynamo Camp a Pistoia, il primo Camp di Terapia Ricreativa per i bambini malati in Italia, le conserve e i sughi della Conserveria, una realtà in provincia di Arezzo che lavora con ragazzi speciali e le tovagliette di Made in Sipario, la Onlus fiorentina che, con i suoi ragazzi con disabilità intellettiva, produce oggetti di design per uso quotidiano.

Come funziona

Grazie a Bio si aggiorna costantemente in base alla stagione. Le consegne vengono effettuate a Firenze tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, in 24h dall’elaborazione dell’ordine. Oppure la spesa può essere ritirata direttamente presso il magazzino, nel quartiere delle Cure, Firenze (previo appuntamento). Tutti i nuovi clienti possono usufruire di uno sconto del 10% utilizzando il codice BENVENUTO10. Per maggiori dettagli: www.grazieabio.com.

“Siamo orgogliosi di lanciare Grazie a Bio, la spesa che fa bene a tutti: fa bene a chi la consuma perché è naturale, biologica e del territorio – ha detto Francesco Ciai, co-fondatore e presidente della Fondazione Claudio Ciai –. E poi fa bene alla comunità perché sostiene varie realtà non-profit e devolve una percentuale in beneficenza ad ogni singolo acquisto”.

Grazie a Bio, la start up per le eccellenze bio

“Una realtà innovativa che nasce a Firenze nel segno della sostenibilità – ha detto l’assessore del Comune di Firenze all’Ambiente, agricoltura urbana e innovazione Cecilia Del Re -, mettendo insieme attenzione al territorio, trasformazione digitale anche dei settori più tradizionali. Un altro passo nella direzione di un modello di sviluppo sostenibile per l’ambiente agricolo che sia la tempo stesso innovativo per i contesti urbani e sociali. Il ruolo dell’agricoltura come fattore di cura dell’ambiente sta diventando sempre più centrale non solo in ambito rurale, ma anche nelle città: l’agricoltura pensata in chiave ecologica assume quindi una particolare rilevanza sulla salute dei cittadini e sulla tutela del territorio, rappresentando un presidio nel contrasto all’erosione e all’inquinamento del suolo, tanto più necessario per il post pandemia”.

“Un progetto innovativo che punta sulla qualità dando contemporaneamente sostegno ai piccoli produttori di eccellenze – ha detto l’assessore del Comune di Firenze alle attività produttive Federico Gianassi –. Grazie a questa iniziativa non solo si acquistano on line prodotti biologici del nostro territorio, aiutando la ripartenza delle aziende locali, ma si può avere la spesa a casa in maniera comoda e facile”.

“Sostenere le realtà non-profit del territorio con modalità innovative come quella del progetto Grazie a Bio è sicuramente un modo creativo e affascinante che mette insieme innovazione, sostenibilità e solidarietà – ha detto il vicepresidente commissione sanità, welfare, casa, sport del consiglio regionale toscano Andrea Vannucci –. Grazie a Bio si associa a una platea di realtà importanti che ogni giorno sono impegnate nelle attività di sostegno per i più fragili, il tutto con grande passione e dedizione, Fondazione Claudio Ciai, Zia Caterina, Dynamo Camp, Made in Sipario e tutte le altre coinvolte in Grazie Bio ci rendono orgogliosi di avere una Regione veramente attenta alle necessità di tutte e tutti”.

www.grazieabio.com

Visionary Chef. Il nuovo progetto di Feudi di San Gregorio

Un progetto pluriennale che ha lo scopo di creare una rete di chef visionari, che portino il loro punto di vista in giro per l’Italia.

Il prossimo 15 giugno parte il progetto Visionary Chef di Feudi di San Gregorio, l’azienda vitivinicola leader del Sud Italia, che da poche settimane ha rafforzato il proprio impegno verso un modello di business sostenibile, diventando Società Benefit. 

Visionary Chef. Il nuovo progetto di Feudi di San Gregorio


La prima tappa di Visionary Chef coinvolgerà la città di Roma, per poi approdare ad ottobre a Napoli e a fine anno a Milano. Un progetto pluriennale che ha l’obiettivo di creare una rete di chef visionari, che portino il loro punto di vista – innovativo, sostenibile, di valorizzazione del territorio e delle materie prime – in giro per l’Italia, ispirando ospiti e stampa. Essere visionari è normalmente qualcosa di orientato esclusivamente al futuro, a luoghi lontani o a tempi che magari non riusciremo a toccare con mano.
Per Feudi di San Gregorio, guardare al futuro con lungimiranza e visione, è possibile solo se prima ci si guarda indietro, si riscoprono le tradizioni e il territorio, poi se ci si guarda dentro, per capire che impatto si vuole avere e poi se ci si guarda intorno, facendo rete con tutti quelli che si incontrano sul proprio cammino.
Al centro del percorso di sostenibilità intrapreso dall’azienda, c’è proprio il principio di interdipendenza: nessun risultato tangibile può essere ottenuto senza creare una comunità che condivida gli stessi valori.

Visionary Chef nasce così, con l’obiettivo di dare visibilità e sostegno a giovani Chef che hanno deciso – coraggiosamente – di intraprendere questo lavoro in maniera innovativa nel nostro Paese e dare loro visibilità, proponendo di cucinare a 4 mani con chef di ristoranti riconosciuti nelle principali città italiane.

Visionary Chef. Il nuovo progetto di Feudi di San Gregorio

I primi Visionary Chef selezionati sono Sara Scarsella e Matteo Compagnucci (chef e proprietari del Ristorante Sintesi) che, invece di proseguire nel loro percorso lavorativo internazionale, con visione e con coraggio hanno aperto la propria attività ad Ariccia, cittadina tra le più note dei Castelli Romani e terra natìa di Sara e Carla Scarsella (sommelier e terza socia del progetto Sintesi).
Nel loro menu Sara e Matteo propongono piatti contemporanei in cui “sintetizzano” viaggi, esperienze e tecniche. Vegetali lavorati con metodi di conservazione nord europea, frollatura e stagionatura del pesce, produzioni di kombucha proposti anche come pairing nei menu degustazione, sono questi alcuni degli elementi che caratterizzano la loro cucina. L’obiettivo è quello di ritornare all’essenziale unendo nel piatto ingredienti diversi per natura e provenienza, nel rispetto dell’ambiente circostante, portando avanti il principio dello “spreco zero”, valorizzando le materie prime selezionate secondo stagione e mettendo in rete piccoli ed eccellenti produttori locali.

Visionary Chef. Il nuovo progetto di Feudi di San Gregorio


È a loro che Feudi di San Gregorio ha proposto di partecipare alla prima edizione ideando un menu a 6 mani con il noto chef Luciano Monosilio presso il suo ristorante Luciano – Cucina Italiana, nel centro di Roma. Luciano Monosilio è uno dei rari esempi di giovani chef appartenenti alla “vecchia” generazione, professionista pragmatico e meticoloso e allo stesso tempo creativo e visionario, doti grazie alle quali ha ottenuto giovanissimo la stella Michelin. Dopo una carriera ben avviata nel fine dining, sceglie di fare un’importante deviazione nella cucina contemporanea per dare nuova linfa vitale a un tesoro prezioso, la tradizione regionale italiana. Il suo ristorante con pastificio urbano, Luciano – Cucina Italiana, interpreta la cucina con una proposta comprensibile che ha l’obiettivo di colmare il gap tra cucina gastronomica, di cui recupera le tecniche, e cucina popolare, di cui codifica le ricette eliminandone i difetti. Cuore pulsante del suo ristorante è l’affezionata carbonara, ricetta che ha contribuito alla sua popolarità. Un impegno a favore dell’inclusione e della democratizzazione che è stato allargato fuori dalla cucina con il progetto di riqualificazione di piazza del Teatro di Pompeo, di cui ha finanziato i lavori, per restituire decoro urbano al bellissimo spazio sede del ristorante tra piazza Navona e Campo de’ Fiori e pedonalizzare l’area da anni vittima di bancarelle abusive e parcheggi selvaggi.

Il risultato di questa unione è una serata speciale aperta al pubblico: un incontro di cucine ed un menu a sei mani con alcuni dei piatti più rappresentativi di entrambe le realtà, per una cena ispirazionale, durante la quale anche gli ospiti sono chiamati a ispirare e ispirarsi, scambiandosi idee e punti vista.  A fare da filo condutture della serata sarà la selezione dei vini più rappresentativi della cantina Feudi di San Gregorio, che da trent’anni valorizza i vitigni autoctoni della tradizione campana come il Greco, il Fiano e l’Aglianico, applicando ricerca e studio a un territorio, l’Irpinia, vocato alla coltivazione di viti di altissima qualità.

Durante l’evento verranno, infatti, accompagnate ai piatti alcune etichette della linea Selezioni, dall’iconica bottiglia originariamente schizzata dal celebre designer Massimo Vignelli, che sono la migliore rappresentazione dei vitigni simbolo dell’azienda:

  • Cutizzi, un greco di tufo da vitigni selezionati nel cuore della DOCG
  • Visione, l’inconfondibile rosato a base aglianico, che dà il nome all’intero progetto

Ma anche etichette rappresentative del territorio e simbolo della cantina quali:

  • il Taurasi, l’espressione più tipica dell’aglianico
  • il Campanaro, un blend unico di Fiano e Greco

Non mancherà lo spumante DUBL Esse, l’espressione più particolare dei vitigni della tradizione irpina, un inaspettato Metodo classico dosaggio zero a base greco.

Info e prenotazioni:

Luciano – Cucina Italiana
Cena degustazione 90€ (abbinamento vini incluso)
Piazza del Teatro di Pompeo, 18
00186 Roma 
Tel. 06. 51531465
info@lucianocucinaitaliana.com

Dolia a Gaeta. Il ritorno alle origini di Apreda

Grandi materie prime, attenzione per le eccellenze locali e una carta dei vini fuori dagli schemi. Questi i plus del nuovo ristorante

Per quanto un albero possa diventare alto le sue foglie, cadendo, ritorneranno sempre alle radici”. Questo antico proverbio cinese potrebbe sintetizzare la storia di Dolia, il nuovo ristorante che ha appena aperto i battenti in una delle più belle piazze di Gaeta, splendida perla della costa laziale. Perché è proprio il tema del ritorno a casa, tanto caro ai poeti da Omero in poi, una delle note che caratterizzano questo locale dai cui tavoli dello splendido dehors si intravede l’azzurro del mare.

Dolia a Gaeta. Il ritorno alle origini di Apreda

Per alcuni dei principali protagonisti di questa avventura, infatti, si può parlare di un vero e proprio ritorno alle origini. A partire da Francesco Apreda, che per Dolia riveste il ruolo di consulente impegnato su tutti i fronti, che ha mosso i suoi primi passi professionali nell’Istituto Alberghiero della vicinissima Formia e che da queste parti si è formato. Da qui ha preso il via la sua carriera che lo ha portato in giro per il mondo, ottenendo prestigiosi riconoscimenti ed entrando nel gotha degli chef stellati. Tuttora Francesco può vantare una stella conquistata con Idylio, il ristorante del The Iconic Pantheon Hotel di Roma. “Ma il sogno rimaneva sempre quello di creare qualcosa qui, in questi posti che ho sempre avuto nel cuore – spiega con entusiasmo ApredaE così, quando è partito il progetto Dolia, ho pensato che non solo rappresentava in qualche modo la chiusura ideale di un cerchio ma che questa esperienza volevo coinvolgere dei grandi professionisti che, come me, vedessero in questo meraviglioso tratto di costa la loro vera casa e l’origine del loro percorso”.

Dolia a Gaeta. Il ritorno alle origini di Apreda

Nasce così il team di Dolia. Con Michele Emilio Corrado nel ruolo di chef. Giovanissimo, ma con una grande esperienza internazionale tra Londra, Barcellona e Tokyo, i primi passi li muove qui, tra Formia e Gaeta. Stesso discorso per Paolo Terranova, maître che ha operato alla corte di chef del calibro di Alain Ducasse e Gordon Ramsey, ma sempre partendo da questo territorio incantato. Uno scrigno di colori, profumi e sapori che ha conquistato anche i giovani proprietari di Dolia: Elena Di Palma, Benedetto Leone e Rocco Toti, già impegnati nel settore con Fra i Monti, autentico gioiello della produzione vitivinicola laziale, e il Santo Bevitore di Cassino, punto di riferimento per i winelover non solo della zona. “Le eccellenze del territorio rappresentano certamente uno dei punti di forza di Dolia – sottolinea Elena Di Palma – ma non l’unico. Abbiamo voluto “costruire” un locale che ci rappresentasse, capace di essere elegante e informale al tempo stesso. Con una squadra piena di talento e di passione. E con l’obiettivo di raccontare la nostra filosofia sia per quanto riguarda il menu che per quello che concerne la proposta vini”.

In effetti la carta dei vini di Dolia gioca un ruolo importante. Frutto dell’esperienza maturata negli anni dai proprietari, raccoglie etichette scelte con grande cura e competenza. Si spazia tra i principali terroir della Francia, Champagne in testa, a quelli della nostra Penisola, con un occhio di riguardo per il Lazio. C’è inoltre un’intera sezione dedicata a una serie di proposte fuori dagli schemi, di “Vini veri, autentici, senza compromessi”, come recita il suo incipit. 

Dolia a Gaeta. Il ritorno alle origini di Apreda

Un nutrito numero di label da abbinare ai piatti di un menu che è frutto del lavoro di squadra di Apreda e Corrado, legati da stima professionale, hanno lavorato per tre anni fianco a fianco, e da una profonda amicizia. Una carta che ovviamente vira sul mare, con il pescato del golfo, dalle alici alle sarde, dal sarago ai crostacei di Ponza, fino alle vongole di Terracina, la marmora e il nasello. Ma nella quale sono presenti golose incursioni tra i prodotti di terra della zona. Come ad esempio le olive di Gaeta, declinate in quattro varianti per dei gustosi aperitivi. O il Pomodoro Spagnoletta di Gaeta, succoso simbolo del sud pontino e utilizzato in un risotto che vede impiegate anche le cozze, altro prodotto tipico della zona. E ancora la Lattuga Signorinella di Formia, il Sedano Bianco di Sperlonga, lo zafferano di Gaeta, conosciuto come lo zafferano del mare, i Kiwi di Latina, deliziosi componenti di una fresca macedonia che accompagna un goloso babà al cacao e latte di mandorla. Ma il territorio è ben presente anche nei particolari: gli elementi della mise en place, così come i complementi di arredo, sono stati tutti realizzati da artigiani del luogo.

Dolia a Gaeta. Il ritorno alle origini di Apreda

A partire dal menu degustazione che, con l’intrigante titolo di “Viaggi e Miraggi di un Ritorno a Gaeta”, spazia da un delizioso Carpaccio di Ricciola, Sesamo Piccante e Basilico a un Sarago Fumè in Guazzetto di Mare, Sedano Bianco e Semi di Cipolla, passando per Gobbetti Marinati, Mozzarella di Bufala 38° e Friggitelli e ancora Tagliolini Arsi alle Sarde, Scarola e Peperone Crusco, per finire con una Pesca, Vino e Vaniglia. Un dolce che gioca tra gola e leggerezza, frutto dell’estro di Mariko Sato, moglie di Michele Emilio, laureata in scultura presso l’Università di Tokyo. E in effetti i suoi dessert sono delle piccole, deliziose sculture che completano e arricchiscono un menu in grado di soddisfare tutti i gusti e palati. Compresi quelli di coloro che a un pranzo o a una cena completi, preferiscono un aperitivo.

 Anche in questo caso Dolia propone una cocktail list di assoluto livello, curata da Paolo Terranova e che flirta abilmente con i grandi classici della mixology senza dimenticare alcuni “signature” come il “Golfo Martini” (Grey Goose Vodka, Vermouth Extra Dry e Profumi di Olive di Gaeta). Da bere da soli o abbinandoli a curatissime proposte food come Tartare di Nasello, Lattuga e Semi di Papavero o Finger di Triglia n’dorata e fritta.

Insomma come dice il nome che richiama il dolium, l’antico recipiente in terracotta capace di contenere fino a 2000 litri di vino, Dolia si propone come un grande contenitore dove forma e sostanza si fondono per rendere indimenticabile l’esperienza degli ospiti.

DOLIA
Piazza Conca 22
04024 Gaeta (LT)
Tel: 077 165129 – 388 3779214
Orari: dal martedì alla domenica 12.30-15.00/19.30-23.00
Giorno di chiusura: lunedì
www.doliagaeta.it

Associazione Strada dell’Olio Extravergine di Oliva DOP “Umbria”

Intensa attività dell'Associazione, dall'Ulivo della Rinascita alle “Passeggiate & buon gusto. Tra borghi, ulivi e fattorie”

L’Associazione, nonostante la pandemia, è sempre stata in fermento e ha studiato concrete e interessanti attività in attesa della completa ripresa economica e turistica della Regioe.

Già a marzo, esattamente domenica 21, in occasione dell’arrivo della primavera e della “Giornata internazionale della Poesia”, è stato piantato un ulivo nei borghi di Assisi, Bevagna, Campello sul Clitunno, Castiglione del Lago, Città della Pieve, Massa Martana, Spoleto, Spello, Todi e Trevi come primo passo  per la costruzione dell’Itinerario Oleoturistico tra Borghi, Poesia e Ulivi lungo la Strada dell’Olio Extravergine di Oliva DOP Umbria. Gli ulivi sono stati piantati in luoghi con un valore simbolico, all’interno dei percorsi in ogni borgo, in modo da far percepire anche ai futuri visitatori l’indissolubile legame del territorio a questa coltura che prevale nel paesaggio umbro.

Associazione Strada dell’Olio Extravergine di Oliva DOP “Umbria”
Paesaggio olivato intorno al Castello di Campello sul Clitunno

La messa a dimora degli ulivi è stata accompagnata dadiverse azioni creativee accanto ad ogni pianta è stata apposta una targa ricordo che riporta un poema selezionato dall’artista di origini umbreCostanza Ferrini, e che accompagnerà la crescita dell’ulivo.

Questa iniziativa è stata immediatamente accolta con favore dalle amministrazioni comunali che, in base al territorio di appartenenza, hanno piantato ulivi di varietà autoctonechedifferenziano la DOP Umbria nelle 5 sottozone di coltivazione in cui è suddivisa la regione, e precisamente ad Assisi è stato piantato un ulivo di cultivar Moraiolo, a Bevagna di cultivar Frantoio, a Campello sul Clitunno di varietà Moraiolo, a Castiglione del Lago di cultivar Dolce Agogia, a Città della Pieve di cultivar Frantoio, a Massa Martana di varietà Leccino, come anche a Spoleto, Spello, Todi e Trevi.

Questa circostanza di piantare un ulivo, ha un forte significato simbolico legato alla rinascita post pandemia ed è un simbolo per ribadire il legame che il territorio umbro ha con questa pianta. In definitiva questa festa è stata proposta dalla Strada dell’Olio Extravergine di Oliva DOP Umbria, proprio per ribadire che l’Umbria è certamente terra vocata per eccellenza all’oleoturismo.

Associazione Strada dell’Olio Extravergine di Oliva DOP “Umbria”
Ulivi della Rinascita – Targhe con Poemi

Successivamente, ad aprile, sono entrati a far parte dell’Associazione l’azienda Passo della Palomba di Todi, il Frantoio Ranchino di Orvieto e il Frantoio Suatoni di Amelia.

L’azienda Passo della Palomba, composta da un complesso di casali tipici umbri, immersi tra 15 ettari di ulivi terrazzati e 4 ettari di vigne è gestita da Alessandro e Claudia Gilotti che qui vivono ed hanno iniziato la loro seconda vita e la loro seconda professione: fare Vino e Olio evo di altissima qualità e offrire ricettività turistica rurale.

Associazione Strada dell’Olio Extravergine di Oliva DOP “Umbria”

Il Frantoio Ranchino ubicato a 450 mt s.l.m., a cavallo tra i comuni di Orvieto e Porano è un’azienda familiare, che coltiva circa 9000 ulivi, che crescono su terreni vulcanici, una rarità per l’Umbria. Proprio il terreno conferisce all’olio EVO. del Frantoio Ranchino una particolare sapidità che lo rende unico e riconoscibile. Eugenio, il proprietario, un giovane e meticoloso agronomo, ha scelto di togliere dalla sua proprietà la vigna per impiantare ulivi. Eugenio Ranchino ha scelto di coltivare in maniera tradizionale guardando alla sostenibilità ambientale, paesaggistica ed economica, facendo anche innovazione e nei nuovi impianti ha collocato cultivar diverse da quelle normalmente presenti nell’areale orvietano, varietà antiche o meno diffuse, come la Gentile di Anghiari, la Borgiona, l’Itrana e il Leccio del Corno.

Associazione Strada dell’Olio Extravergine di Oliva DOP “Umbria”

Il Frantoio Suatoni di Amelia produce un olio extravergine di oliva di alta qualità, da diverse varietà di olive (Frantoio, Pendolino, Leccino, Moraiolo e Rajo, una cultivar molto antica che caratterizza l’areale amerino). Le olive dei 6000 ulivi, coltivati a partire dal 1996 in agricoltura biologica, vengono ancora raccolte rigorosamente a mano e frante con un moderno sistema a ciclo continuo. Il Frantoio, fondato da Franco Suatoni nel 1949 è attualmente seguito dal figlio Francesco, che si occupa di agronomia e produzione, e da Giuditta, interprete prestata all’agricoltura, che segue il mercato estero, vendendo olio, esperienze e territorio. Vicino al Frantoio c’è un Agriturismo dove oltre al soggiorno, vengono proposte esperienze alla scoperta del mondo e della tradizione olearia: visite al frantoio, passeggiate negli uliveti secolari, guide all’assaggio e attività ludico didattiche a tema olio anche per i più piccoli.

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Successivamente è stata data vita a un programma di esperienze tra natura, cultura ed enogastronomia in Umbria, denominata “Passeggiate & buon gusto. Tra borghi, ulivi e fattorie”. Questo è il nuovo format di esperienze tra natura, cultura ed enogastronomia in Umbria, nato dalla collaborazione tra la Strada dell’olio EVO DOP Umbria e due associazioni umbre che si occupano di escursioni a piedi, “L’Olivo e la Ginestra” e “I Tuoi cammini”. Il progetto è volto ad evidenziare l’indissolubile connubio tra la valorizzazione dell’Olio extravergine di oliva e del paesaggio da cui proviene, gli oliveti umbri, simbolo identitario della cultura umbra. Nei sabati di maggio, giugno e luglio, sarà possibile  partecipare alle passeggiate guidate dalle guide dell’Associazione I Tuoi Cammini e l’Olivo e la Ginestra che porteranno i visitatori alla scoperta dei borghi umbri ad alta vocazione olivicola, tra gli ulivi e nelle aziende agricole e frantoi associati alla Strada dell’olio EVO DOP Umbria, luoghi in cui poter fare degustazioni di olio EVO in abbinamento agli altri prodotti di eccellenza locali ed esperienze dirette nei luoghi di produzione.

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Todi

Il programma ha preso il via sabato 22 maggio con una passeggiata nei pressi di Todi, la città più vivibile al mondo, in cui il centro urbano e la campagna convivono in maniera perfetta. È proprio nelle campagne che si affacciano sulla città di Todi, in località Cecanibbi, che è partita una passeggiata condotta da una guida escursionistica dell’Associazione “I Tuoi Cammini” di Assisi, con partenza dall’Azienda Agricola Passo della Palomba dove si è tenuta la visita dell’azienda, la degustazione di oli EVO e un aperitivo al tramonto.

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Azienda Agricola Passo della Palomba

Il successivo sabato 29 maggio, è stata proposta una passeggiata nei pressi del borgo di Giano dell’Umbria (PG) che è iniziata e terminata presso l’Agricola Locci, passando dall’antica Abazia di San Felice salendo poi fino ai primi contrafforti dei monti Martani e quindi visitare il borgo medioevale di Giano dell’Umbria. Lorenzo Locci una degustazione degli oli extravergine d’oliva, primo fra tutti quello prodotto con la preziosa cultivar locale San Felice, abbinati con prodotti del territorio e per finire un aperitivo al tramonto.

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Giano dell’Umbria (PG)

L’Agricola Locci si è distinta, alla XXIX edizione del Premio nazionale Ercole Olivario, attraverso il riconoscimento a Lorenzo, della Menzione di merito “Giovane Imprenditore”, diventando il giovane ambasciatore dell’Olio di qualità dell’Umbria.

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Agricola Locci

Per sabato 5 giugno, è prevista una passeggiata a Monte del Lago, nei pressi del borgo di Magione (PG). Dal centro del piccolo borgo, si salirà gradualmente verso Montecolognola, splendido paese posizionato sulla cima di un colle che domina la sponda settentrionale del Lago Trasimeno. Quindi, si scenderà sino a raggiungere un sentiero che costeggia la riva del accompagnati da splendidi panorami sul Trasimeno e le sue isole, oliveti, ginestre, cisti (le così dette “rose di maggio”) rosa e bianchi, nel pieno della fioritura.

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Lago Trasimeno

Al termine della camminata, si farà ritorno a Monte del Lago, dove si sarà ospitati da Luca Palombaro nella sua “Fattoria Palombaro” che, da quasi un secolo, produce con passione olio extravergine di oliva, che verrà degustato insieme a formaggi, salumi e del buon vino e che si concluderà con il classico aperitivo al tramonto.

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Olivo secolare nella Fattoria Luca Palombaro

Questo il calendario delle prossime uscite previste:

Giugno 2021

Sabato 12 giugno – Torgiano – Az. Agr. La Montagnola

Sabato 19 giugno – Trevi – Az. Agr. I Mandorli

Sabato 26 giugno – Campello sul Clitunno – Az. Agr. Marfuga

Luglio 2021

Sabato 3 luglio – Foligno – Frantoio Tega

Sabato 10 luglio – Perugia – Frantoio Batta

Sabato 17 luglio – Bettona – Azienda Agraria Mannelli Giulio

Per il programma aggiornato e ulteriori informazioni: www.stradaoliodopumbria.it

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Tenuta del Buonamico, Vino, Jazz e Lifestyle

L’azienda di Montecarlo di Lucca celebra le sue nuove etichette con un'esperienza di abbinamento vino - musica

Il vino, bevanda inebriante per eccellenza che stimola tutti i sensi e accresce le nostre sensazioni. Vista, olfatto, gusto e tatto sono direttamente coinvolti ogni volta che osserviamo, annusiamo e portiamo alla bocca il nostro calice. E se vi dicessimo che anche l’udito può essere chiamato in causa durante una degustazione?
La straordinaria esperienza di abbinamento musica e vino è stata proposta da Tenuta del Buonamico durante un evento online – Calici & Jazz – per celebrare i dieci anni degli spumanti della linea Particolare, resi ancora più speciali da un restilyng delle etichette. Nella stessa occasione sono state anche presentate le nuove annate di Vasario e Certatoia, prodotti cari all’azienda perché fortemente legati alla sua storia.
Una degustazione sinestetica, basata su un approccio scientifico, che unisce il metodo Piccinardi e le ricerche dei neuroscienziati Adrian North e Charles Spence. Il tutto creato per descrivere con emozioni e con un linguaggio inusuale la realtà di Tenuta del Buonamico e i suoi vini così territoriali, intensi e allo stesso tempo eleganti.
Come per l’abbinamento cibo-vino, anche quello musicale di fonda sulla concordanza o la contrapposizione e il risultato non è un semplice esercizio di stile. Pare infatti che il giusto accompagnamento sonoro rafforzi le percezioni e porti alla scoperta di aromi altrimenti poco percettibili e gusti imprevedibili, amplificando inoltre le impressioni tattili di morbidezza, acidità, tanniticà e calore e la persistenza gusto-olfattiva.

tenuta del buonamico ristorante
Vita del ritorante del resort

I brani ascoltati per descrivere e amplificare le caratteristiche dei vini di Tenuta del Buonamico sono stati selezionati dal soundsommelier Paolo Scarpellini. E così il Particolare Brut è stato degustato sulle note di Sunday di Frank Sinatra mentre il Particolare Brut Rosé è stato accompagnato da Begin The Beguine di Ella Fitzgerald. A seguire, Five Spot After Dark di Curtis Fuller ha interpretatato il Vasario 2018 e il Cercatoja 2016 ha concluso l’esperienza sulla sinfonia di Gassman Blues di Piero Umiliani.
Durante l’ascolto e l’assaggio le bottiglie sono state commentate dal soundsommelier e descritte tramite il ritmo e le sonorità dei brani, creando un momento multisensiorale capace di far scoprire i vini sotto profili inediti. Eugenio Fontana, titolare dell’azienda, ha poi raccontato aneddoti e peculiarità legati alla cantina e ai suoi prodotti. Il tutto ha aiutato ad apprezzare maggiormente non solo la degustazione, ma anche le nuove etichette della linea di spumanti Particolare. La nuova veste è stata disegnata da Simonetta Doni, wine designer dell’omonimo studio Doni di Firenze. Le tonalità dell’oro e lo sbalzo del decoro incorniciano il nome della gamma e preludono alla raffinatezza e alla briosità che questi vini esprimono, ma anche all’atmosfera di eleganza e benessere che intendono evocare quando si degustano. Ecco che ritroviamo la stessa logica multisensoriale e sinestetica, grazie a una rappresentazione visiva delle principali qualità organolettiche di questi spumanti, unitamente a un invito ad apprezzare la bellezza che ci circonda e che un buon bicchiere di spumante esalta ulteriormente.
Tenuta del Buonamico ha dimostrato di essere una straordinaria ambasciatrice del suo territorio e di saper reinterpretarsi e guardare a nuovi modi di comunicare il vino. Da quel lontano 2010, anno di produzione del primo spumante rosé da sangiovese e shyraz, la qualità è rimasta immutata. Il loro metodo Martinotti lungo viene realizzato in vinificatori orizzontali e a temperatura controllata per migliorare la presa di spuma, e ogni fase della spumantizzazione avviene nella loro cantina, con la possibilità di controllare e migliorare la produzione anno dopo anno. I suoi 45 ettari producono 300.000 bottiglie di bianchi, rossi, rosati e spumanti unici, fedele espressione del loro territorio.
Quella che è cambiata la consapevolezza e lo sguardo verso il futuro. La tradizione vitivinicola della zona è stata reinterpretata in un modo inedito dall’azienda, che negli anni ha anche inaugurato un Wine Resort per poter offrire a ogni visitatore una totale esperienza di benessere, immersi nella natura senza rinunciare al relax, al lifestyle e alla buona cucina grazie al ristorante Syrah.

Abbiamo quindi deciso di ricreare a distanza di qualche settimana la stessa esperienza di abbinamento dei vini di Tenuta del Buonamico e musica, per rievocare la piacevolezza di quel momento e immaginarsi tra le colline lucchesi che abbracciano la Tenuta. Il risultato è stato piacevole e sorprendente, come durante l’evento Calici & Jazz, a riconferma della qualità dei vini e della validità di questo nuovo approccio degustativo.

tenuta del buonamico particolare brut

Particolare Brut + Sunday di Frank Sinatra
Il brio e la vivacità di questo swing rappresentano in modo fedele la natura di questo spumante. Le trombe gioiose dell’incipit raccontano bene il colore e il perlage vivaci nel calice. La voce di Frank Sinatra riprende in modo fedele le sfumature floreali di tiglio e biancospino, mentre la sinfonia si tinge di suoni più caldi che si legano alle sensazioni di melone, pesca, nespola, arancia e mandorle e nocciole anche tostate. Ravvivano il tutto le erbe aromatiche e i ricordi minerali di gesso e sale. La stessa vivace armonia si ritrova al palato, con un’acidità e una cremosità che riprendono voce e fiati. Torna la frutta succosa, percorsa da una scia sapida e da un finale fresco e con ricordi di frutta secca, in perfetta sintonia con le note conclusive di Sunday.

tenuta del buonamico particolare rosé brut

Particolare Brut Rosé + Begin the Beguine di Ella Fitzgerald
Una voce femminile per rappresentare la raffinatezza e la classe di questo spumante, forse la più bella e immortale del jazz. La forza interpretativa di Ella Fitzgerald descrive bene la classe e la persistenza di questa cuvée di sangiovese e shyraz, che al naso si esprime con suadenti fiori di rosa e peonia, per poi aprirsi a un frutto dolce di amarena, arancia rossa, lampone, fragole e mirtillo. Sul finale, le trombe esaltano note di macchia mediterranea e arenaria. Al palato, gli archi della canzone accompagnano il perlage vellutato, mentre gli acuti si sposano alla freschezza e alla bella persistenza fruttata dello spumante, verso un finale teso e ancora cremoso.

tenuta del buonamico vasario

Vasario 2018 + Spot After Dark di Curtis Fuller
Sonorità blues e soul interpretano alla perfezione questo pinot bianco in purezza, vino simbolo di Tenuta del Buonamico e della passione per questo vitigno dell’azienda. Melodico e orecchiabile, questo pezzo rende bene l’idea della personalità del vino, con il suo color giallo chiaro brillante con riflessi dorati, il naso ricco di fiori di tarassaco, ginestra e artemisia, poi gli agrumi freschi, l’albicocca, la pesca, l’ananas e una nota di miele di acacia. Il ritmo della batteria esalta le sfumature di spezie chiare, con il pepe bianco, lo zenzero fresco e lo zafferano. Il sorso è fresco, vibrante, di bella struttura e con ricordi di frutta fresca e un finale lungo, morbido e piacevolmente sapido, come il sax e le trombe del pezzo.

tenuta del buonamico cercatoja

Cercatoja 2016 + Gassman Blues di Piero Umiliani
Sonorità da cinema italiano di fine anni Cinquanta, eleganza e profondità, ritmo e struttura. L’abbinamento con il Cercatoja non poteva essere che con questo brano. L’intro a suon di gong e xilofono introduce il color rosso rubino con riflessi granati del vino, per poi lasciare che il sax racconti le bacche scure di mirtillo, cassis e mirto fino a ricordi di fave di cacao tostate, caffè, praline di mandorle e arance candite ricoperte di cioccolato. Rosa rossa e ciclamino, sfumature di ginepro e cipresso e un finale di minerale scuro e sottobosco che emergono man mano che il ritmo sale. Al palato, il tannino è vellutato, ben integrato in una nella struttura solida e in una morbidezza impreziosita da un frutto rosso. Sul finale, tensione e persistenza si uniscono e lasciano in bocca nuance balsamiche e di arancia rossa.

Apre ad Agosto in Toscana il quarto resort del gruppo Mira

Continua a crescere l'offerta del gruppo MIRA Hotels & Resorts con una nuova destinazione nel cuore della Maremma in Toscana

È il golfo di Follonica ad accogliere la quarta stella del firmamento MIRA: quest’estate, in agosto, inaugura il Mira Riva Toscana Golf Resort & SPA; nuovo resort in cui la modernità si fonde armoniosamente con il territorio per offrire un’esperienza unica agli ospiti. Nel cuore della Maremma Toscana, offre campo da golf 18 buche, ampia spa con piscine e palestra, bar e ristorante con terrazza. Il tutto affacciato sull’incantevole arcipelago toscano.

Apre ad Agosto in Toscana il quarto resort del gruppo Mira

Incastonato fra il blu del Golfo di Follonica e le verdi colline toscane, il nuovo bioresort del gruppo MIRA è un paradiso per gli amanti del golf, del wellness e della dolce vita. Sorge a 400 metri dal “golfo del sole”, così chiamato per il clima favorevole per la maggior parte dell’anno, ed è circondato dalla tipica vegetazione di olivi, pini marittimi e querce da sughero. Da qui la vista può spaziare sull’intero arcipelago toscano, dall’Elba a Montecristo, fino ad intravedere la Corsica nelle giornate più limpide. Travertino toscano, tufo e ferro sono i materiali utilizzati per una struttura dallo stile moderno ma ben integrata con il territorio, nel rispetto dell’ambiente, in accordo con un valore proprio del gruppo MIRA, la sostenibilità. Il resort è infatti alimentato da pannelli fotovoltaici, dispone di un depuratore per l’utilizzo delle acque reflue a fini irrigui e il campo da golf è chemical free. Qui i cani sono i benvenuti, così come nelle camere dedicate con giardino privato.

Apre ad Agosto in Toscana il quarto resort del gruppo Mira

La vacanza al Mira Riva Toscana Golf Resort & SPA è un’immersione rigenerante nella natura: tutte le 52 nuove e confortevoli camere hanno vista mare o campo da golf. Delimitato ad est dalle colline toscane, il campo par 72 Championship progettato da Giulio Cavalsani – progettista anche dei golf club Punta Ala e Milano – vede il mare da ben 12 buche. Il percorso di 6475 mt comprende campo pratica con putting green e due pitching green, ricovero golf cart e proshop dedicato. Notevole anche l’offerta wellness: l’ampia spa progettata da Starpool offre sauna, bagno di vapore, percorso Kneipp, docce emozionali, cascata di ghiaccio, lettino Zero Body Starpool e area relax. Inoltre, palestra attrezzata e due piscine esterne, natatoria e ludica con cascata, idromassaggio e vasca per i più piccoli. Qui si può vivere l’autentica vacanza bioattiva, caratteristica di tutti i resort del gruppo MIRA Hotels & Resorts, che mirano a realizzare il benessere della persona attraverso la valorizzazione del luogo ed esperienze uniche. Il gruppo vuole infatti esaltare la territorialità e allo stesso tempo lo spirito italiano con proposte locali e corporate, come l’aperitivo Mira all’italiana offerto in tutte le strutture del gruppo.

La struttura comprende anche bar e ristorante con terrazza sul campo da golf, per gustare prelibatezze culinarie o un buon aperitivo nella rilassante atmosfera green, che rispecchia la filosofia della cucina, incentrata sulla tipicità e regionalità dei prodotti. La fornita cantina vini è la location ideale per degustazioni e cene private. Il Mira Riva Toscana Golf Resort & SPA è indicato anche per meeting di lavoro e viaggi incentive, anche grazie alla meeting room multimediale con capienza di 70 posti.

www.mirahotels.com

Officina del Riso apre il suo secondo locale ai Navigli

In una delle zone più belle di Milano apre al pubblico il nuovo locale specializzato in risotti e aperitivi fuori dagli schemi

Durante il tanto atteso momento di riapertura delle realtà ristorative, lo specialista del risotto Officina del Riso apre il suo secondo locale in Alzaia Naviglio Grande, 62 nel cuore della mondanità milanese, accogliendo in una rilassata ed elegante atmosfera che accompagna gli ospiti in un pranzo ricco di gusto e leggerezza, in un happy hour non convenzionale, o una cena dalla firma inconfondibile. 

Officina del Riso apre il suo secondo locale ai Navigli

Un secondo locale, dopo il successo e dell’Officina del Riso in via Marghera aperto nel 2018 che durante la pandemia ha rafforzato il suo servizio di delivery e take away, per deliziare i palati degli affezionati e dei neofiti grazie alla fruibilità dello straordinario cereale sempre più studiato e rivisitato tra le sue diverse preparazioni.
Specialista indiscusso nella preparazione del risotto e nell’offerta di piatti totalmente gluten-free, Officina del Riso non smette mai di stupire e deliziare i suoi ospiti grazie alla ricercatezza degli ingredienti, come la scelta del Carnaroli del Chicco del Mulino come riso, inseparabile partner lombardo di lunga data ed alla competenza della cucina che porta sempre in tavola un gusto senza eguali. Il successo dei risotti best seller Zafferano di Geordie (zafferano toscano in pistilli e ragù di cervo) e il Meraviglioso (salsa di pomodoro San Marzano, burrata e polvere di pesto) confermano la scelta di abbinamenti sempre inaspettati che conquistano alla prima forchettata.

Non solo risotto. Un nuovo luogo dove poter degustare l’eccellenza di fine dining e drink serviti dal creatore del Sushi in versione mediterranea, che incarna la fusione tra Italia e Giappone, regalando agli ospiti un vero viaggio gastronomico – che in periodo in cui i travel ban sono all’ordine del giorno, non gusta mai – direttamente dal proprio tavolo vista naviglio.
Un sushi quindi non a base di pesce, ma composto da gunkan e onigiri accostati alle eccellenze italiane dei migliori affettati, un aperitivo non convenzionale e ricercato nella preparazione e nel gusto. Palline di riso Yume avvolte da guanciale croccante e completate con crema di pecorino romano e tuorlo al pepe, oppure yume con lardo di patanegra e miele con top di cipolla caramellata di tropea, sono tra i più apprezzati dell’happy hour, insieme ad altre varianti vegane e vegetariane.

L’Officina del Riso Navigli
Alzaia Naviglio Grande, 62
20121 Milano
www.officinedelriso.com

Nel weekend del 29 e 30 maggio torna Cantine Aperte

In 14 regioni d’Italia al via l’evento cult del Movimento Turismo del Vino che fa il bis il 19 e 20 giugno. Prenotate le vostre visite!

Enoturismo di prossimità, sicurezza, sostenibilità e voglia di divertirsi all’aria aperta toccando con mano il lavoro in vigna ed in cantina attraverso il racconto dei produttori. C’è tutto questo e non solo nell’edizione 2021, la n.29, di Cantine Aperte, evento cult del Movimento Turismo del Vino che sabato 29 e domenica 30 maggio, ma anche il 19 e 20 giugno, alza il sipario in 14 regioni d’Italia (Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Piemonte, Lombardia, Sardegna, Toscana, Trentino Alto Adige, Veneto, Puglia e Sicilia), aprendo le porte di oltre 280 cantine agli enoappassionati di ogni età.

Neofiti, curiosi, giovani e famiglie con bambini, infatti, avranno l’opportunità di vivere esperienze enoturistiche uniche e di qualità in presenza (prenotazione obbligatoria), nel pieno rispetto delle normative anti-covid e soprattutto nel segno della convivialità, della cultura del vino e dell’accoglienza, tratti distintivi di tutti gli appuntamenti targati Movimento Turismo del Vino.

cantine aperte 2021

Si scaldano i motori dunque di Cantine Aperte 2021, al via sabato 29 e domenica 30 maggio in 14 regioni italiane:

  1. In Abruzzo, nelle 22 cantine aderenti sarà necessario acquistare il kit della manifestazione che darà diritto a calice, sacchetta (se necessaria) e almeno 3 degustazioni dei vini aziendali con un contributo di 5€ (info su:  www.movimentoturismovinoabruzzo.it).
  1. In Calabria 11 cantine permetteranno agli appassionati di conoscere da vicino i siti produttivi e le bottiglie che più rappresentano il mondo vitivinicolo regionale e gli areali di riferimento (info su: https://www.mtvcalabria.it/). 
  1. In Campania, 12 cantine propongono pic nic in vigna, suggestive visite al tramonto, wine trekking sulle pendici del Vesuvio, pranzi didattici e degustazioni (per info https://www.facebook.com/mtvcampaniafelix/ ).
  1. In Emilia-Romagna, 27 cantine aderenti aprono le porte agli enoturisti (info su: www.facebook.com/MTVEmiliaRomagna). 
  1. In Friuli Venezia Giulia, nelle 46 cantine aderenti si va dalle degustazioni abbinate agli speciali Piatti Cantine Aperte alle visite in cantina, fino alle cene e ai pranzi con il Vignaiolo. Sabato 29 maggio spazio anche dimostrazioni di alta cucina in compagnia di alcuni prestigiosi chef regionali, nell’ambito della partnership con WeFood, un festival dedicato alla scoperta e conoscenza delle “Fabbriche del Gusto” organizzato in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna (info su: www.cantineaperte.info).
  1. Nel Lazio, 4 cantine accoglieranno gli enoturisti come veri amici, guidati tra botti e gallerie, per degustare vini abbinati ai prodotti tipici dell’agricoltura locale – come pane, salumi, formaggi, dolci ed altre golosità – nell’Angolo dei Sapori (info su: www.mtvlazio.it).
  1. In Piemonte per scegliere un itinerario di visita fra le 20 cantine aderenti dislocate nelle diverse zone vitivinicole della regione basterà consultare la mappa su www.mtvpiemonte.it/wp/piemonte-cantine-2021/. Per info e programmi: https://drive.google.com/file/d/1e4SjT42N5ClNYjOmV3o55sJTzOiMl7yY/view.
  1. In Sardegna, 4 cantine da Nord a Sud dell’isola organizzano appuntamenti imperdibili (info su: www.instagram.com/mtv_sardegna/). 
  1. In Toscana, 45 cantine festeggiano Dante in vigna, in occasione dell’anniversario della scomparsa del Sommo Poeta. Si va dal “wine walk tra le vigne” a degustazioni che portano dall’Empireo all’Inferno. Poi pranzi al sacco nel bosco e in vigna, letture della Divina Commedia tra i filari, installazioni d’arte dal vivo. Ancora pedalate tra i filari o fine settimana all’insegna del relax nei wine resort e negli agriturismi (info su www.mtvtoscana.com).  
  1. In Trentino Alto Adige, 18 cantine sono pronte ad accogliere i wine lover per accompagnarli alla scoperta delle peculiarità enologiche del territorio regionale (info su: www.mtvtrentinoaltoadige.it).
  1. In Veneto, 32 cantine propongono numerose attività, come visite, apericene e agrimerende (info su: http://mtvveneto.it/it/news.html).
  1. In Lombardia, le 31 cantine aprono i cancelli dei vigneti all’insegna del “sorridi, degusta e visita”! Passeggiate, picnic, spiedo e grigliate, ma anche racconti di vigna e bella musica. Da non perdere la passeggiata nei vigneti “al calar del sole” con degustazione itinerante (info su https://www.mtvlombardia.it/ )
  1. In Puglia 8 Escursioni tra vigneti, bottaie e impianti produttivi, degustazioni di vini in compagnia dei vignaioli, eventi culturali, sono gli ingredienti del ricco programma regionale (info su  https://mtvpuglia.it/index.php/it/area-media-2/news-dal-consorzio-top-menu/322-in-evidenza/3071-cantine-aperte-2021-anche-in-puglia )
  1. In Sicilia 5 note Cantine propongono Passeggiate tra i filari, pic nic e il racconto del viticoltore per apprezzare ancora di più il meraviglioso mondo del vino in sicurezza. www.facebook.com/MtvSicilia/