Torna EGO Food Fest! A Taranto dal 17 al 20 aprile

Quattro giorni pieni di appuntamenti e di bontà da scoprire e gustare. Torna in Puglia uno degli eventi più attesi dell'anno!

Dal 17 al 20 aprile 2026, Taranto ospita l’ottava edizione di EGO Food Fest. In concomitanza con i Giochi del Mediterraneo, la città si trasforma in un polo d’eccellenza per la cultura enogastronomica pugliese e jonica, promuovendo il territorio attraverso il cibo.

Cucina Etica e Sostenibile ma anche studio e bio diversità

Il tema di quest’anno è “La cucina del futuro: stare bene a tavola, stare bene con il Pianeta”. Figure di spicco come lo chef Enrico Bartolini e la presidente di Slow Food Barbara Nappini apriranno i lavori, sottolineando la necessità di un sistema alimentare equo e rispettoso della “Madre Terra”. La novità principale è la firma del Patto di EGO, un decalogo programmatico sottoscritto da grandi chef e pizzaioli. Non si tratta di una semplice dichiarazione di intenti, ma di un vero codice etico che vincola i professionisti a una ristorazione responsabile verso le comunità e l’ambiente. E inoltre, presso il Relais Histò, il festival offre oltre 25 masterclass tecniche. Gli chef “ambassador” esploreranno il territorio jonico, dalle sponde del Mar Piccolo ai produttori locali, per studiare materie prime da trasformare in sessioni formative per esperti e appassionati. Insomma, un’ottava edizione ricca di novità e di importanti iniziative questa di Ego Food Festival un evento nato dall’intraprendenza – e dalla lungimiranza – di Monica Caradoona, la giornalista tarantina oggi noto volto del piccolo schermo da sempre impegnata nella divulgazione della cultura enogastronomica.

Gli appuntamenti tra pizza, cozze e cene incredibili

Il weekend sarà dedicato alla pizza nell’Arena di Villa Peripato, con la partecipazione di 70 maestri pizzaioli. L’evento unirà degustazioni e musica dal vivo, culminando nella Pizza Competition del 20 aprile, giudicata da autorevoli firme del giornalismo di settore. Venerdì 17 aprile sarà il turno della cozza tarantina, oggi Presidio Slow Food: 16 ristoranti locali dedicheranno menu speciali a questo prodotto iconico, valorizzandone le proprietà organolettiche e il legame profondo con l’identità della città.
L’evento si concluderà con la Dinner Incredible, una cena di gala che vedrà chef stellati internazionali collaborare per creare piatti che fondono le loro culture con i prodotti pugliesi; un esempio di “diplomazia gastronomica” per posizionare Taranto sullo scenario mondiale.

I numeri di un successo

Con 15.000 partecipanti previsti e il supporto delle istituzioni (Comune, Provincia e Camera di Commercio), il festival punta a una narrazione nuova del territorio. “EGO Festival non è soltanto un appuntamento di alto profilo per la nostra comunità, ma rappresenta una vera e propria finestra sul futuro della Terra Ionica. Ospitare a Taranto una manifestazione di tale caratura internazionale significa confermare il nostro territorio come un laboratorio di innovazione, sostenibilità e cultura gastronomica” afferma Gianfranco Palmisano, Presidente della Provincia di Taranto.

Arrigoni, storia di vite e di amore sui dirupi delle Cinque Terre

La radice di Arrigoni affonda nel 1913 e si è sviluppata nelle Cinque Terre e i Colli di Luni in Liguria, a San Gimignano in Toscana

Un’azienda familiare con tante sfaccettature e un tratto comune, l’amore e il rispetto per i luoghi. Abbiamo visitato alcune vigne delle Cinque Terre, con le relative piccole cantine, visto l’obbligo, ormai anacronistico, della vinificazione in zona per la Doc. E poi il centro di produzione di La Spezia, dedicato ai vini dei Colli di Luni e agli Igt. Strutture e terreni che sono tutti insieme identificati dal marchio Rosadimaggio, riportato sulle etichette con Arrigoni, per distinguerli dai vini Pietraserena, ovvero quelli toscani di San Gimignano.

Andrea e Sara

Generazioni in vigna

Ha superato i cento anni e agli albori il capostipite Gervasio, originario di Altopascio (Lucca) riusciva ad acquistare e vendere il vino dei contadini delle Cinque Terre, frutto di un lavoro immane, a mano e in zone impervie, che sostanzialmente oggi non è cambiato. Negli anni Sessanta, grazie ad alcuni mediatori, acquista Pietraserena nel comune di San Gimignano, luogo a cui poi si dedica il figlio Bruno, che lascia a Riccardo, suo figlio, la gestione dell’attività in Liguria. Qui Riccardo porta a compimento il processo iniziato da Bruno di acquisire i vigneti per gestire completamente la filiera: quelle terre in corso di abbandono, perché l’industria seduceva i contadini, vengono man mano acquistate e lo stesso accade nei Colli di Luni. Oggi sono diciotto gli ettari di proprietà in Liguria e sessantacinque in Toscana, a San Gimignano, per una superficie totale vitata di 58 ettari e circa 350.000 bottiglie. Arrivando in azienda si incontrano due generazioni all’opera: Andrea, unico figlio maschio di Riccardo e della moglie Milena, si occupa della tenuta di Pietraserena e delle vigne anche di Rosadimaggio. Sua sorella Sara è concentrata sulla produzione di tutti i vini liguri. Mamma Milena gestisce l’amministrazione e papà Riccardo, dopo essersi occupato quotidianamente di vigna e vino, continua con minore impegno ed è focalizzato sulle nuove idee, cosa che in verità ha sempre fatto, portando l’azienda ai traguardi di oggi. E poi ci sono tre figlie (Beatrice, Caterina e Sabrina) che hanno altre attività ma che danno sempre un contribuito, con Caterina in procinto di incrementare il suo sostegno a mamma Milena (nella foto di apertura, al centro Riccardo e Milena con i cinque figli e i nipoti).

Terrazze vitate a Tramonti

Cinque Terre: eroica bellezza verticale

Per avere una percezione dei vigneti in questa area ci si deve andare. Sono terrazzamenti di origini millenarie, realizzati con muretti a secco che necessitano manutenzione continua. Alcuni sono più riparati perché all’interno di insenature; tutti posti su pendii ripidi, questa la morfologia del territorio. Quelli di Arrigoni sono spettacolari perché si trovano lungo la costa a strapiombo, da pochi metri a decine di metri di altezza sulla superficie del mare. La visita richiede in dei casi di camminare lungo sentieri impervi, in altri di salire utilizzando un trenino monorotaia, tanta è la pendenza, per poi proseguire a piedi. Anche per chi lavora questi giardini tra mare e cielo l’accesso è lo stesso, ma la fatica centuplicata. Per i visitatori le suggestioni che si provano sono difficilmente descrivibili (tanti poeti amanti del vino ci hanno provato); vi assicuriamo che nei calici si ritrova il respiro del mare e del vento di quei fazzoletti di terra strappati continuamente alla roccia.

Vendemmia

I vini, gli assaggi

Una gamma ampia, considerando i diversi siti, di cui vi parleremo ampiamente in uno dei prossimi numeri della nostra rivista cartacea. Qui intanto, proviamo a trasmettervi le sensazioni che suscitano i vini targati Cinque Terre, sono vini carichi di suggestioni come i luoghi che li generano. Ne raccontiamo due, ma l’overture spetta allo Sciacchetrà, il principe delle Cinque Terre. Poche centinaia di bottiglie per annata, figlie di un appassimento naturale e di una lentissima vinificazione in piccole botti di legno per un calice denso di frutto fresco e disidratato, dal fico, all’albicocca, al dattero, all’arancia, con una traccia salmastra intrigante e tanti aromi di macchia assolata. Bocca avvolgente, golosa e prepotente, per una degustazione che vorresti non terminasse mai.


Pipato 2024
Cinque Terre Doc
Uve: bosco 60%, albarola 20%, vermentino 20%
14,7% vol

I vigneti hanno circa trenta anni e come da tradizione portano le tre varietà miscelate, con una produzione che può raggiugere il chilo e mezzo per pianta. Siamo a strapiombo sul mare in un luogo che suscita forti emozioni, vigna Corniolo. Qui lo abbiamo assaggiato, in una giornata molto ventosa; il clima ha sottolineato l’energia profonda di un vino decisamente mediterraneo che dissimula immediatezza.
Infatti si racconta subito di frutto, porgendo anche golosi tratti esotici, ben miscelato alle erbe di macchia con respiri balsamici (lentisco e mentuccia in evidenza). Forte è la presenza minerale chiara, densa di salgemma e scisto. Bocca multidimensionale per una tensione succosa che avvolge la lingua e un palato sollecitato in modo avvolgente, con un substrato salino che alimenta il gusto. Esplode la dialettica frutto-salina nella bocca, che reclama un nuovo sorso. All’inizio del suo cammino. La vendemmia è unica e non potrebbe essere altrimenti, viste le difficoltà reali nell’effettuarla; l’albarola è la prima a maturare, segue il vermentino e infine il bosco. Ci si focalizza su una maturazione piena del vermentino con il bosco a creare il sostegno acido e l’albarola la tridimensionalità gustativa. È vinificato in acciaio in uvaggio e resta sulle fecce fini per cinque-sei mesi, prima del travaso finale e l’imbottigliamento. Non svolge la malolattica. Abbiamo assaggiato anche la prima annata, la torrida 2017, incontrando un vino affascinante, sontuoso e potente, palese riflesso di un’annata realmente violenta per i vigneti terrazzati delle Cinque Terre.

Percaso 2023
Liguria di Levante Igt
Uve: bosco 60%, albarola 20%, vermentino 20%
15% vol

Nel 2021 un vigneto era rimasto indietro in vendemmia ed era in fase di surmaturazione. La lucida decisione di vinificarlo senza mai pensare di miscelarne il vino con altre etichette ha consentito di ottenere un risultato estremo, per un tipologia non comune nel territorio, ma neanche altrove in Italia. Un vino semidolce, con un residuo zuccherino di circa trentasei grammi per litro che suggerisce abbinamenti con formaggi decisi, a partire dagli erborinati piccanti, giocando sul contrasto, ma anche pietanze a base di fegato, dai nostrani paté di fegatini di pollo ai foie gras di oca o anatra, a del fegato alla veneziana. Qui i caratteri sono più spinti nel frutto articolato, che non si siede grazie a una presenza multiforme di agrumi in polpa e scorza, sfumata da soffi di macchia mediterranea decisi, con note mellite, di zafferano e tanto salgemma. Bocca potente, avvolgente e salata, ben dotata in freschezza per una beva importante.

Rizzoli Emanuelli, 5 generazioni di Maestri Conservieri

Dalla Torino ottocentesca lungo la via del sale fino a Parma, la più antica azienda di conserve ittiche in Italia celebra 120 anni di storia

Rizzoli Emanuelli nasce da una storia familiare che attraversa il tempo e che oggi celebra 120 anni di tradizione, costruita generazione dopo generazione e custodita con la stessa passione e cura di sempre.

La storia di Rizzoli Emanuelli prende forma lungo un percorso fatto di esperienza, valori tramandati e capacità di evolvere. Non si tratta solo di tradizione, ma della capacità di mantenerla viva e attuale, reinterpretandola ogni giorno per rispondere ai bisogni del presente. In questo equilibrio tra passato, presente e visione del futuro, Rizzoli Emanuelli riconosce l’origine di ciò che rende l’azienda davvero diversa: un ingrediente unico, autentico e impossibile da imitare, l’Antica Regola Rizzoli. Tutto ebbe inizio nella Torino dell’Ottocento, città di mercati e scambi, dove nel 1871 Luigi ed Emilio Zefirino Rizzoli iniziarono a trasformare semplici ingredienti in qualcosa di più: in un sapere destinato a diventare una storia di imprenditoria nazionale. Lungo l’antica via del sale che collegava Genova al Piemonte, i fratelli fondarono con il cavalier Romeo Tosi – la Tosi & Rizzoli.

Nel 1892 la famiglia si trasferì a Parma: Luigi seguiva la produzione mentre Emilio Zefirino  viaggiava per l’Italia raccontando i prodotti dell’azienda. Ed è proprio durante uno di questi viaggi che incontrò Antonietta Emanuelli, con la quale nacquero una nuova famiglia e una nuova impresa: la Rizzoli Emanuelli & C. Nel 1906 nacquero le Alici in Salsa Piccante, prodotto simbolo del brand e frutto di una ricetta segreta tramandata oralmente al primogenito della famiglia: spezie e verdure venivano selezionate con cura, lavorate secondo gesti artigianali e lasciate maturare in botti di rovere un tempo destinate al Marsala. Ancora oggi, molti degli stessi fornitori che rifornivano la famiglia nel 1906 continuano a fornire gli ingredienti della Salsa, un legame basato su fiducia, rispetto e qualità, valori a cui Rizzoli Emanuelli dà da sempre la massima importanza.

Una filosofia racchiusa anche nel motto inciso sulla latta dorata, ancora oggi iconica: “Ante Lucrum Nomen”, la qualità sopra ogni cosa. Nel 1907 venne registrato il marchio con l’immagine dei tre gnomi, simbolo di buon auspicio, salute e longevità, mentre nel 1913 l’azienda brevettò la prima lattina a strappo. Il brevetto del 1913 per la scatola di Alici con apertura a strappo (la celebre “chiavetta”) non è solo una curiosità tecnica, è l’atto di nascita del consumo moderno nel settore ittico conserviero. Questo brevetto rappresenta il passaggio della Rizzoli da “laboratorio di salagione e filettatura” a industria alimentare moderna. Lo stesso Esercito Italiano sceglierà durante la Prima guerra mondiale i prodotti Rizzoli per rifornire le truppe al fronte, grazie a questa apertura facilitata, ora le scatole di latta sigillate non richiedevano coltelli o pesanti apriscatole a leva per essere aperte.

Tra gli anni Venti e Cinquanta l’azienda consolidò la propria crescita: lo stabilimento Liberty di Parma divenne simbolo di modernità e artigianalità, le campagne pubblicitarie raccontarono ai pubblici prodotti considerati appetitosi e inimitabili, e tra passaggi generazionali, fiere internazionali e premi, il marchio continuò a evolversi senza perdere le proprie radici. Con il nuovo millennio l’azienda ha innovato ancora, introducendo il tonno in vetro e le Alici monodose, puntando su gusto autentico e servizio al consumatore. Oggi la Rizzoli Emanuelli è guidata dalla quinta generazione della famiglia, in un equilibrio perfetto tra tradizione e sguardo al futuro. Al vertice siede Massimo Rizzoli, Presidente e Amministratore Delegato, nonché custode della storica ricetta segreta delle Alici in Salsa Piccante.

Francesco Rizzoli

L’azienda respira un’aria corale: Massimo è affiancato dai figli Francesco Rizzoli, Direttore Commerciale, e Anna Rizzoli, volto social e comunicativo del brand. Tuttavia, la forza del marchio risiede nella partecipazione attiva di cugini e nipoti, che ricoprono ruoli chiave in azienda garantendo così un modello di gestione diffusa all’interno della famiglia che non è solo un passaggio generazionale, ma una testimonianza di coesione che garantisce l’evoluzione del marchio nel tempo senza mai perderne l’anima. L’azienda ha saputo preservare la propria identità fatta di artigianalità, cura e passione, trasformandola in un moderno modello di eccellenza. Il marchio“Tradizione consapevole dal 1906” garantisce qualità e sostenibilità attraverso pesca responsabile, tracciabilità della filiera e attenzione al prodotto. Nello stabilimento di Parma, tecniche tradizionali, come la macinatura delle spezie e la maturazione della salsa in botti di rovere, convivono ancora oggi con innovazioni come le Alici del Mar Cantabrico Banco Frigo a ridotto contenuto di sale.

Massimo Rizzoli in azienda

In questo 120° Anniversario ad ispirare e celebrare il percorso di Rizzoli è soprattutto uno sguardo rivolto alla memoria. La nostalgia diventa una bussola per il presenteun ponte capace di creare connessioni tra il passato e il futuro. Attraverso il buon cibo si costruisce infatti un linguaggio universale che unisce le persone, intreccia ricordi e storie personali e trasforma le memorie in un punto di partenza per esplorare il domani con autenticità. In occasione dei 120 anni, sarà proprio questa bussola a guidare “Quel RIZ in più”, portandolo sulle tavole degli italiani. Il primo passo di questo percorso prenderà il via il 30 marzo con la campagna “120 anni, Quel RIZ in più”, un racconto che celebra la memoria dei gesti, la gioia della condivisione e il tempo come vero ingrediente della qualità. Il Brand Ambassador Chef Francesco Aquila entrerà “in punta di piedi” nelle storie di famiglia, esplorando i segreti tramandati di generazione in generazione e aggiungendo il suo tocco creativo. La campagna si svilupperà in seguito con altri tre hero content (reel da 60”) distribuiti nell’anno, ognuno autoconclusivo, ma parte di un racconto più ampio, dove la ricetta diventa mezzo narrativo per emozionare e raccontare il saper-fare del marchioIl primo episodio partirà proprio da dove il “saper fare” di Rizzoli è nato ed è custodito – a Parma – e avrà come co-protagonista Anna Rizzoli.

Massimo e Anna Rizzoli

Il motto della campagna, che racchiude la storia, la tradizione e l’unicità del brand è: “Quello che impari in famiglia, resta per sempre. Da 120 anni quel RIZ in più.”.  Questo è il cuore della storia e della filosofia del marchio: un’eredità di passione, cura e autenticità che ha vissuto ieri e continua a vivere oggi e domani. “Celebriamo questi 120 anni con l’emozione di chi conosce il valore profondo di ogni singolo giorno passato. Per Rizzoli Emanuelli, questo Anniversario non è un punto di arrivo, ma un omaggio al tempo prezioso dedicato a perfezionare la nostra arte. È una celebrazione delle persone che, con la loro dedizione quotidiana, hanno reso possibile questo percorso. È la celebrazione di un sapere antico custodito nel cuore della nostra famiglia, dove la passione per il mare si fonde con l’artigianalità dei gesti e la qualità della materia prima. Abbiamo saputo trasformare la nostra storia in un ponte solido tra passato e futuro, racchiudendo in ogni nostro prodotto quell’anima vera ed eccellente che, da cinque generazioni, ci rende una delle storie più autentiche d’Italia.”  Conclude  Massimo Rizzoli, AD di Rizzoli Emanuelli e quarta generazione della famiglia Rizzoli

Querciabella presenta tre Chianti Classico Gran Selezione 2021

Tre unità geografiche, stessa annata, Querciabella presenta il risultato di quattordici anni di lavoro tesi a cercare l’espressione dei luoghi

Quanto più si riduce il consumo di vino quotidiano, quello che in passato adornava le tavole di tutte le famiglie, tanto più cresce l’approccio edonistico al vino. Un processo che si è avviato in Italia negli anni Ottanta e che ancora non è finito. Sua conseguenza è la crescita circoscritta ma sempre più diffusa del bere edonistico culturale, quello in cui il vino è percepito come espressione forte di territorio, identitaria. E la percezione può essere più o meno forte. Quella che suscitano i vini di Querciabella è decisamente intensa.

Vigneti a Ruffoli

Le identità di Querciabella

Lo abbiamo percepito nettamente in occasione della presentazione dei Chianti Classico Gran Selezione da singola Uga (Unità geografica aggiuntiva). Sono le aree che condividono una certa espressione enologica, identificata da molto tempo, grazie alla limitata variabilità delle condizioni pedoclimatiche. La Docg Chianti Classico è stata suddivisa in undici Uga (qui la cartina) nel 2021. Un processo che è sicuramente partito da lontano ed è evidentemente figlio dei produttori stessi, associati nel Consorzio Vino Chianti Classico che ha gestito l’iter di definizione e modifica del disciplinare di produzione. Che il futuro del vino passasse per la ricerca della identità più profonda di una piccola area in Querciabella era chiaro già nel 2007, quando l’azienda inizia il percorso di osservazione e ricerca, per arrivare a microvinificazioni e degustazioni al fine di identificare i luoghi e il loro linguaggio. Nasce una piccola produzione di vini da singola origine (le Uga ancora non esistono) che Querciabella custodisce e utilizza come metro di ricerca e affinamento, anno dopo anno, fino ad arrivare alla produzione di tre vini 2021, tutti Gran Selezione da singola Uga. Abbiamo avuto la possibilità di assaggiare un 2010, tre 2011 e tre 2016 da singola origine, prima dei 2021, avvicinandoci man mano ai caratteri di tre luoghi, evidentemente influenzati dall’annata. Sono vini prodotti in poche migliaia di bottiglie per annata e che l’azienda ha deciso di vendere su richiesta, mettendoli a diposizione di tutti per l’acquisto nel proprio shop aziendale. Insomma, bisogna affrettarsi per poterli assaggiare.

Vigneti terrazzati a Lamole

Greve, Radda, Gialle

I vigneti di Greve sono principalmente in località Ruffoli, intorno la sede aziendale, su terreni di arenaria, poveri e poco profondi, posti in una zona alta di Greve, che sfiora i cinquecento metri. A Radda l’altitudine è grossomodo la stessa anche se quest’area meridionale del Chianti Classico è rinomata per un clima appena più fresco. I suoli sono diversi, da una parte rocciosi e sciolti, dall’altra si presenta l’argilla sotto forma di galestro (roccia scistosa argillosa che da un lato favorisce il drenaggio per il suo essere a scaglie, dall’altro assorbe acqua, restituendola lentamente). E poi Gaiole, tra quattrocento e cinquecento metri di altitudine, dove l’alberese docet e il clima continentale favorisce una maturazione lenta
Di Greve abbiamo assaggiato l’annata 2010, trovandola in ottimo stato di forma, seducente, integrata, complessa, invitante la beva. Una grande espressione di un’annata equilibrata. Poi un trittico dell’annata 2011 e qui le differenze sono marcate, specialmente nella declinazione tannica e nella potenza: vigoroso e profondo Greve, teso e potente Radda, succoso, strutturato ed elegante Gaiole. Tutti caratterizzati da tannini incisivi, figli di un’annata calda e anticipata.Ancora tre vini targati 2016, figli di un’annata lenta, regolare, caratterizzata da un inizio autunno secco e con grandi escursioni termiche. I tre vini sono tutti dotati di un’acidità leggermente più marcata per una componente fruttata nitida e leggibile. I tre caratteri si sono confermati con una tensione verso l’alto, vista una presenza tannica importante, polimerizzata e ben integrata. Un livello elevatissimo e qui si sceglie secondo i propri gusti: Radda ci ha emozionato.

L’annata 2021, tre Chianti Gran Selezione

A Greve e Radda si aggiunge l’espressione di Lamole e non di Gaiole. Infatti nel 2020 l’azienda inizia a gestire i vigneti di Casole (nella Uga di Lamole), una delle aree più alte della denominazione. Si preferisce scegliere proprio questi vigneti per la terza Gran Selezione per l’unicità estrema di espressione, visto che sono terrazze poggiate su sabbie a seicento metri di altitudine. In etichetta questo vino non porta ancora il riferimento alla Uga, ma una sigla SA-LA (sta per Sangiovese e Lamole); l’Uga sarà presente nell’annata successiva. Venendo al clima dell’annata 2021, è stato piuttosto mite in inverno con un germogliamento precoce e una successiva riduzione di resa per delle gelate sparse in aprile. Poi regolare con qualche pioggia primaverile e un’estate calda e asciutta. Una pioggia di fine agosto ha rallentato l’accumulo zuccherino favorendo la maturazione dei polifenoli. Qui i tre vini presentano differenze marcate a partire da Lamole che gioca su freschezza e leggiadria per una dote floreale particolarmente spiccata che lo rende decisamente aggraziato ed elegante, seguita da una bocca molto succosa e bevibile, caratterizzata da un’acidità potente e ben espressa. E poi Greve, ricordiamo proviene dai vigneti alti di Ruffoli, che porta il frutto in evidenza , sfumato da respiri speziati e scuri, con una bocca bilanciata, strutturata e molto dinamica. Il vino di Radda si conferma quello più energico e strutturato, giocato sui chiaroscuri, ancora vibrante. Vini molto interessanti, all’inizio del loro cammino, già molto godibili, in grado di dare di più a chi avrà la pazienza di aspettare.

La vacanza inizia in volo con Vueling!

Il menù di bordo per la bella stagione si arricchisce di proposte spagnole, 
con opzioni vegane e quelle dedicate agli amici a quattro zampe

Vueling, parte del gruppo IAG, presenta il nuovo menù estivo di bordo, che comprende diverse proposte per far “assaporare” Barcellona e la Spagna già in volo. Non mancano poi opzioni vegetariane, vegane, gluten free e perfino pet-friendly, a conferma dell’impegno della compagnia nel rendere l’esperienza di viaggio sempre più inclusiva e attenta alle esigenze di tutti i clienti.

Caffè, birra e jamon!

Tra le principali novità, spicca l’arrivo del caffè GoodNews, brand nato a Barcellona dall’idea di trasformare un’edicola del quartiere Eixample in una caffetteria che oggi porta le sue “good vibes” anche a 10.000 metri di quota. E per accompagnare il caffè, la selezione di prodotti da forno varia in base alla città di partenza: croissant al burro per i voli dalla Spagna; pain au chocolat per un tocco parigino; carrot cake per i clienti da Londra; e, infine, cacao roll per chi arriva dalla capitale olandese.  Sempre nel segno dei sapori catalani, sui voli di Vueling arriva anche l’iconica birra Estrella Damm, da gustare insieme al tipico salume locale fuet. In più, i clienti troveranno panini farciti con i prodotti Enrique Tomás (marchio leader nella produzione di jamón Iberico), oppure una gustosa tortilla di patate, senza dimenticare la sfiziosa e ricca Tapas Box: oltre a vari salumi spagnoli, tra cui il jamón, il chorizo e il salchichó, comprende anche crema di formaggio e grissini, per portare con sé il gusto iberico, in volo o una volta atterrati.

Opzioni vegetariane, vegane, gluten green

In linea con l’impegno di migliorare l’esperienza di tutti i clienti, entra a far parte del menù anche il Matcha Latte di Oatly, bevanda vegetale pronta da bere a base di matcha biologico, avena e un delicato tocco di vaniglia. Debutta inoltre la nuova versione dell’hamburger vegetale firmato Heüra,preparatocon cheddar 100% plant-based di Violife, sottaceti, ketchup e senape, che si aggiunge alle altre proposte vegane e vegetariane già disponibili a bordo. Tra queste figurano: l’hummus di ceci; l’insalata di quinoa con pomodori secchi, verdure arrosto e olio extravergine di oliva, ricetta firmata dallo chef spagnolo 12 stelle Michelin Martín Berasategui; e la barretta Berry Blend di Creative Nature, snack 100% vegano e privo di tutti i 14 allergeni più comuni. Non mancano infine opzioni per i clienti celiaci, come i biscotti gluten-free.

Bevande a bordo: Vueling in the Clouds

E per un brindisi ad alta quota, oltre all’arrivo della birra Estrella Damm, resta nel menù anche “Vueling in the Clouds”, il primo signature cocktail della compagnia creato nel 2025. Servito con una soffice nuvola a base di zucchero filato, il drink è un vero e proprio viaggio sensoriale tra distillati e liquori provenienti da alcune delle principali destinazioni europee di Vueling: dalla freschezza del limoncello italiano ai sentori dolci del francese liqueur de sureau (a base di fiori di sambuco), dai tocchi più secchi del gin inglese agli orgogliosi rimandi alla sua città natale, Barcellona, dati dal Cava (vino spumante dal tipico colore dorato) e dalla Ratafià (liquore prodotto dalla macerazione in acquavite di frutta, erbe e spezie), “Vueling in the Clouds” è un mix di sapori ideato per rendere l’esperienza di volo ancora più memorabile.

Novità per gli amici a quattro zampe

Tra le compagnie europee più pet-friendly, Vueling è attenta anche alle esigenze dei clienti che volano con i propri animali domestici: è stata infatti pioniera in questo ambito, introducendo già dal 2023 snack per cani nel menù di bordo. Per l’estate 2026, arricchisce l’offerta con YowUp: uno yogurt naturale per cani (ma adatto anche ai gatti), con prebiotici che favoriscono la digestione e contribuiscono al benessere del sistema immunitario.

ViniVeri a Cerea dal 10 al 12 aprile

Tre giorni di artigiani del vino, eventi ed esperienze: le cene con tre giovani chef, la mostra fotografica tantissimo ancora!

C’è ancora chi sceglie di aspettare. Aspettare che la vigna faccia il suo corso. Che la fermentazione trovi il suo ritmo. Che il vino dica chi è, da dove viene, di che stagione porta il segno. In un’epoca che premia la velocità e la standardizzazione, i vignaioli del Consorzio ViniVeri continuano a percorrere il “saper fare” artigiano, rispettando l’identità del territorio d’origine e i tempi della natura. E da oltre vent’anni, ogni primavera, portano il risultato di quella pazienza a Cerea.

Ventuno edizioni di vino con radici

Dal 10 al 12 aprile 2026 l’Area Exp di Cerea (VR) torna a essere il cuore pulsante del vino artigianale italiano ed europeo. ViniVeri festeggia la sua XXI edizione con oltre cento produttori selezionati, provenienti dalle regioni italiane e dai principali terroir d’Europa: Francia, Spagna, Slovenia, Austria; una comunità di vignaioli accomunati non da un’etichetta, ma dall’adesione a una Regola che è insieme produttiva ed etica. Nata nel 2004, ViniVeri è stata una delle prime manifestazioni italiane a mettere al centro il concetto di naturalità e rispetto del territorio — quando queste parole erano ancora fuori dal vocabolario mainstream del vino. Oggi quella scelta pionieristica è diventata riferimento culturale: un evento che non è solo fiera, ma incontro tra persone, territori, storie e idee.

Un’esperienza, non solo una fiera

ViniVeri 2026 è un’occasione di immersione: tre giorni in cui il pubblico — appassionati, sommelier, ristoratori, giornalisti, ma anche semplici curiosi — può dialogare direttamente con i produttori, capire le scelte dietro ogni etichetta, scoprire vitigni dimenticati e l’essenza vera dei territori. Tre giorni di degustazioni guidate, cene di giovani chef con abbinamento dei vini artigianali, momenti di approfondimento, presentazione di libri, mostra fotografica, spazi di confronto tra vignaioli: l’edizione 2026 rafforza la vocazione del Consorzio a essere un progetto culturale prima ancora che produttivo. Confermando Cerea quale punto di riferimento in Italia per la cultura del vino artigianale e sostenibile.  Con uno sguardo particolare ai giovani: anche per questa edizione viene confermata la speciale riduzione Under 25=25€, l’ingresso a ViniVeri per tutti i maggiorenni, fino ai 25 anni, con biglietto dedicato e scontato. Una scelta che vuole favorire la partecipazione delle nuove generazioni, incoraggiandole a conoscere da vicino un modello produttivo fondato su responsabilità, sostenibilità e passione condivisa. “Il vino è uno specchio del luogo da cui viene: il nostro compito è non appannarlo. ViniVeri nasce da questo impegno — dalla cura in vigna, dalla mano dell’artigiano, dalla consapevolezza che fare vino secondo natura significa prendersi cura di un patrimonio collettivo. Con la ventunesima edizione guardiamo al futuro sapendo che il nostro ruolo va oltre il calice: siamo parte di un dialogo necessario tra produttori, territorio e comunità, perché le sfide che abbiamo davanti — dal clima alla tutela dei suoli, dall’innovazione all’educazione del consumatore — si affrontano solo insieme.” Lo dichiara il presidente del Consorzio ViniVeri, Paolo Vodopivec.

Le cene di Viniveri 2026

Venerdì e sabato, a conclusione della manifestazione, il Ristorante interno di ViniVeri avrà l’onore di ospitare le cene firmate da tre giovani ma già affermati chef, i cui piatti accompagneranno una selezione delle migliori bottiglie di questa edizione.

Venerdì 10 aprile: Juri Chiotti di Reis Cibo Libero di Montagna (CN)
40 anni, ha lavorato per dieci anni in ristoranti blasonati prima di scegliere una strada con meno fronzoli e soprattutto più a contatto con la terra. Nel 2017 da vita a Reis Cibo Libero di Montagna, prima a Frassino poi dal 2021 in borgata Chiot Martin, in provincia di Cuneo. Siamo a 1000 m. in Valle Varaita, con un ettaro di orto e piante da frutto, 10 ettari di bosco, un allevamento di capre, pecore, conigli e galline: proprio da qui lo chef porterà gli ingredienti per la cena, lavorandoli pochissimo o attraverso tecniche vecchie e nuove per lasciare il pieno protagonismo che merita alla natura. Cibo vero per vini veri!

Sabato 11 aprile: Sara Nicolosi e Cinzia de Lauri di AlTatto (MI)
AlTatto è un’esperienza di alta cucina vegetariana e vegana. Propone un percorso gastronomico che nasce dal rispetto per la terra, per il lavoro artigianale e manuale, per le stagioni e per i prodotti del territorio. Sara Nicolosi e Cinzia de Lauri fondano AlTatto a Milano nel 2015 con la volontà di creare un’attività di catering che avesse una proposta innovativa di alta cucina vegetariana e vegana. Da questa esperienza, nel 2019 nasce il Bistrot, con l’intento di sperimentazione culinaria micro stagionale in grado di rivolgersi a un pubblico più ampio di quello del catering. Anni di approfondimento, di tecniche culinarie e accoglienza hanno portato a diversi riconoscimenti, tra cui il Premio “Custodi del Pianeta” agli “Award del Gusto” nel 2024 e il premio “Miglior Chef Donna 2025” per Identità Golose.

Gianni Pillon

La mostra fotografica

ViniVeri ospita per tre giorni, per la prima volta in Italia, la mostra del fotografo Gianni Pillon “Visages des Vignes. Grande appassionato di vino, Pillon propone una ricca e sorprendente raccolta di ritratti di vignaioli in “chambre photographique”, dalla quale è stata selezionata la serie di 40 foto esposte: i ritratti della mostra sono in prevalenza di produttori italiani, molti dei quali partecipano alla fiera che ha luogo a Cerea, insieme ad altri selezionati anche per il loro valore artistico. Venerdì 10 aprile, alle ore 18.30, incontro-presentazione nella sala Convegni dell’Area Exp di Cerea dove sarà lo stesso Gianni Pillon – fotografo autodidatta, classe 1964, che vive e lavora in Francia, in Borgogna, e già affermato fotografo di musica jazz – a raccontare il suo lavoro con i vignaioli e a presentare foto inedite scelte dal suo ampio archivio digitale.

L’incontro e la degustazione


Si inizia alle ore 15 con la degustazione-evento della verticale dedicata al raro e iconico Barolo di Giovanni Canonica. Amato da un altro grande produttore di Barolo, Giuseppe Rinaldi, che del suo vino diceva: “quello di Gianni è il Barolo che vorrei essere capace di fare“, i vini di Canonica in degustazione saranno esclusivamente in formato Magnum delle annate 2015, 2017, 2018, 2019, 2020 e 2021. La degustazione sarà guidata da Giorgio Rinaldi, consigliere nazionale e membro di Giunta A.I.S. e Chevaliers du Tastevin. Seguirà, dalle ore 18.30, la presentazione da parte della sommelier ed enologa Marzia Pinotti – che da anni intervista vignaioli, cammina tra le vigne e indaga sulla natura profonda dei vitigni – del suo libro “Lungo i sentieri del Nebbiolo”edito da Le Piccole Pagine. Il libro è il resoconto di un viaggio compiuto tra il 2015 e il 2019 attraverso venti denominazioni disseminate tra le Langhe e la Valcamonica in cui Marzia Pinotti segue le tracce del Nebbiolo partendo dalle fonti storiche, dalla geologia dei territori e dagli studi genetici in corso, e ne ripercorre la storia attraverso le memorie e le testimonianze di produttori, vignaioli e interpreti del più nobile dei vitigni. Un itinerario di quasi mille chilometri, che dai fasti del Barolo risale verso le rarefatte atmosfere dei Nebbioli di montagna, raccontato con una scrittura lirica e incisiva in un libro che è insieme romanzo di viaggio, indagine storica e lucida riflessione sul rapido cambiamento del clima e del paesaggio. 

L’Enoteca

Come ogni anno, insieme ai banchi vino, non mancheranno gli spazi per l’assaggio e la vendita di produzioni artigianali agroalimentari. Apprezzata e attesissima da appassionati e wine lovers, anche quest’anno non mancherà all’interno dell’AreaExp l’Enoteca ViniVeri: la vetrina-bottega dove sarà possibile acquistare molte delle selezionate etichette dei tanti vignaioli presenti a ViniVeri a prezzo di cantina. Anche per questa edizione tale prezzo verrà maggiorato di 1€ per ogni bottiglia acquistata: un contributo che il Consorzio devolverà in beneficenza.

Per maggiori informazioni su prenotazioni cene ed eventi: http://www.viniveri.net

Ingresso: €40
Biglietto ridotto Under 25: €25
In prevendita: €35  https://www.ciaotickets.com

ViniVeri 2026 – Vini secondo Natura
Dal 10 al 12 aprile 2026 – Dalle ore 10 alle ore 18
Area Exp – via Libertà, 57
Cerea (VR)

Dall’iconica panatura al fashion design: la nuova sfida di KFC

Il colosso del pollo fritto del Colonnello, punta sullo streetwear e l'iconica croccantezza diventa una texture di design


KFC Brasile, in collaborazione con l’agenzia Lola TBWA, ha lanciato un’innovativa campagna che fonde il mondo del fast food con quello del lifestyle, trasformando la celebre panatura del pollo fritto in un vero e proprio elemento estetico. L’iniziativa, presentata durante la prestigiosa São Paulo Design Week, vede il prodotto gastronomico evolversi in un asset di branding visivo: la croccantezza del pollo non è più solo una caratteristica organolettica, ma diventa una texture di design destinata a personalizzare capi d’abbigliamento e accessori, trasformando il consumo alimentare in un’esperienza creativa e di tendenza.

L’artigianalità del “Fried Chicken” su misura

Il progetto offre ai clienti la possibilità di trasformare i propri abiti — come jeans, giacche o borse — in pezzi unici ispirati all’estetica del brand. Portando i propri capi in uno store dedicato a São Bernardo do Campo dopo l’acquisto di un bucket, ha inizio un processo di lavorazione sartoriale curato dall’Atelier by Amanda Lenzi. Attraverso l’uso di materiali specifici come lo sherpa e tecniche di cucitura manuale, viene ricreata la superficie irregolare e tattile tipica del pollo fritto, garantendo un effetto finale che richiama immediatamente l’identità del marchio attraverso un linguaggio artigianale e ricercato.

Oltre il merchandising

Questa operazione segna il passaggio definitivo di KFC da semplice catena di ristorazione a player della cultura pop e dello streetwear. Non si tratta di semplice merchandising, ma di una strategia di marketing che punta sull’identità e sull’ironia: indossare la “texture” del pollo fritto diventa un modo per partecipare a un linguaggio culturale condiviso. Dimostrando come un insight semplice possa trasformarsi in una leva strategica, KFC riesce a generare conversazione e memorabilità, espandendo il proprio impatto ben oltre i confini della cucina per entrare direttamente nel guardaroba dei propri fan.

Vacanze di primavera sul Lago di Garda

Un ristorante fine dining, guidato dallo Chef Maurizio Bufi. E poi cucina del territorio e mixology in primo piano con i cocktail d’autore

Grand Hotel Fasano, storico cinque stelle lusso a Gardone Riviera, oggi la destinazione lifestyle da scoprire sul Lago di Garda, ha da poco riaperto le sue porte: lo scorso venerdì 27 marzo ha dato il via ad una nuova grande stagione!

L’hotel scrigno di memorie

Il Grand Hotel Fasano è sinonimo di benessere e di eccellenza, in ogni salone o ogni camera e suite, richiama il fascino della sua storia di ex residenza di caccia degli Asburgo; è testimone silenzioso di epoche, personaggi e destini intrecciati. Passeggiando tra i suoi saloni, si percepisce ancora l’eco del passato: il Grand Hotel Fasano non è soltanto un luogo di ospitalità, ma un vero e proprio scrigno di memorie, che custodisce e rinnova, stagione dopo stagione, la magia senza tempo del Lago di Garda. Originariamente costruita come residenza di caccia della famiglia imperiale austriaca, la proprietà si è trasformata in un elegante resort, di proprietà della famiglia Mayr, che lo gestisce in prima persona.

 

Grande e curata proposta food

Il Grand Hotel Fasano pone al centro dell’attenzione degli ospiti un’offerta gastronomica variegata, con i suoi tre ristoranti: Il ristorante una stella Michelin Il Fagiano*, l’Osteria Il Pescatore e il ristorante La Magnolia.  Fiore all’occhiello del Grand Hotel Fasano è il suo ristorante Il Fagiano, una stella Michelin dal 2024: lo Chef Maurizio Bufi crea una cucina mediterranea moderna, che combina le radici italiane con la precisione contemporanea, con focus sulla cucina vegetale. I suoi piatti sono caratterizzati da sapori chiari, leggerezza ed eleganza sobria, in cui l’ingrediente parla da sé. La sua cucina si basa sulla stagionalità, sulla sostenibilità e sull’attenta selezione dei migliori prodotti italiani, con una tecnica che enfatizza la purezza del sapore, senza oscurarlo. Gli amanti della cucina possono provare l’Osteria Il Pescatore e il ristorante La Magnolia, entrambi guidati dallo Chef Valerio Dallamano, appena arrivato per la stagione 2026. Nell’ampio parco del Grand Hotel Fasano, all’ombra di due magnolie secolari, il ristorante La Magnolia si propone come un bistrot contemporaneo, in cui sono valorizzate le eccellenze locali e italiane.  La terrazza dell’Osteria Il Pescatore è un luogo unico, in cui aromi e specialità della cucina bresciana e mediterranea sono proposte in chiave internazionale, al chiaro di luna, tra le dolci melodie delle acque del lago.

Mixology vista lago

Il Grand Hotel Fasano è sinonimo di eccellenza anche nella mixology. Il Rama’s Lounge Bar è il salotto dedicato alla miscelazione di qualità: un luogo in cui i protagonisti sono i cocktail d’autore.  Il lounge bar è chiamato così in onore dei primi dieci anni di attività del bar manager Rama Redzepi al Grand Hotel Fasano. La nuova Drink List 2026 “The Seven Wonders of Lake Garda” è un omaggio a una terra unica, una destinazione sospesa tra storia e bellezza. Ogni cocktail cattura l’anima di un luogo iconico: l’eleganza di Salò, l’atmosfera dorata di Limone del Garda, i profumi sprigionati dai venti di Riva del Garda, trasformando i paesaggi in un’emozione sensoriale: Tramonto Tassoni – Meraviglia di Salò; Luce di Limone – Meraviglia di Limone; Oro di Riva – Meraviglia di Riva del Garda; Terre di Malcesine – Meraviglia di Malcesine; Il Rosso di Bardolino – Meraviglia di Bardolino; La Perla del Garda – Meraviglia di Sirmione; il Rosa di Moniga – Meraviglia del Lago di Garda.  La Terrazza con vista lago offre, dal mattino fino a sera inoltrata, un menu molto vario, che include assaggi dalla cucina, bevande calde e fredde, vini e cocktails.

Benessere è la parola chiave dell’Aqva Spa The Wellness Centre, tempio di riferimento della bellezza e della purificazione. Il design raffinato della SPA e la proposta dei trattamenti, studiata in collaborazione con la maison parigina Sothys, sono i due ingredienti di successo di un luogo in cui si cui respirare un profumo pensato per l’hotel, a base di note fiorite lacustri.

Grand Hotel Fasano
Via Zanardelli, 190
25083 Gardone Riviera (BS)
www.ghf.it

Pasqua 2026 tra colombe, uova e dolcezze!

Pastiere, colombe di tutti i gusto e ovviamente le golosissime uova di cioccolato. Una Pasqua super golosa!

La Pasqua è forse tra le ricorrenze più golose in assoluto. Tra colombe, uova e pastiere ce n’è veramente per tutti! Ecco una carrellata di bontà da trovare un po’ ovunque – tra botteghe e gdo – anche nel rush finale di questi ultimi giorni!

La Colomba impreziosita dalla Grappa

La Colomba Artigianale OF Bonollo è realizzata artigianalmente con ingredienti italiani freschi e di qualità come canditi e mandorle. La pasta, soffice e morbida, è lievitata naturalmente ed è impreziosita dalla Grappa OF Amarone Barrique che ne esalta la fragranza della farcitura trasformando la Colomba Of Bonollo in un’esperienza sensoriale irresistibile per i palati più golosi ed esigenti. Prezzo consigliato al pubblico: 39 euro circa – formato da 1kg

L’uovo firmato Fratelli Sicilia

L’uovo di cioccolato extra- fondente 72%, ripieno con cremino ai frutti rossi e pralinato con frutti rossi! L’azienda Fratelli Sicilia firma un uovo di cioccolato extra – fondente 72% che racconta l’incontro tra profondità aromatica e la delicatezza fruttata dei frutti rossi. Il guscio, realizzato con cacao selezionato al 72%, sprigiona note intense e persistenti, bilanciate da una naturale rotondità aromatica. La scelta di una percentuale importante di cacao non è solo una dichiarazione di stile, ma una precisa identità gustativa: un extra – fondente le cui note sono morbide, intense con un equilibrio nel mix note dolci, amare e acide.

Il Pan di Pace® di Antica Pasticceria Muzzi

La forma si ispira alla foglia di ulivo, da sempre uno dei simboli più antichi e riconosciuti di pace e trasforma il dolce in un vero e proprio messaggio visivo, oltre che gustativo. è questa la novità per la Pasqua 2026 firmata Antica Pasticceria Muzzi, si chiama Pan di Pace® ed è realizzato con ingredienti essenziali, come farina, lievito madre, uova fresche di galline allevate a terra e, al posto del burro, olio extravergine di oliva “Verde Umbro®”, estratto da olive cresciute sulle verdi colline dell’Umbria. La lievitazione naturale gli regala una consistenza morbida e ariosa, mentre l’impasto, senza alcuna farcitura o canditi, trattiene il sapore avvolgente e fruttato dell’extra-vergine d’oliva; all’esterno, una glassa croccante alle mandorle, arricchita da mandorle a filetti e granella di zucchero, ne esalta il carattere e l’identità distintiva. Pan di Pace®, disponibile nel formato da 650 grammi e confezionato in un’elegante scatola regalo, è in vendita nelle pasticcerie, enogastronomie e nei negozi di oggettistica religiosa, nonché nei pressi delle principali mete del turismo religioso. Il prezzo consigliato al pubblico è di € 17,80.

Tradizionale e super golosa! È la Pasqua di Antoniazzi

La Colomba Classica di Antoniazzi viene realizzata grazie a una lenta lievitazione di 48 ore e una selezione di materie prime d’eccellenza come scorzette di arancia candite al naturale e cubetti di pasta di mandorle. A completare il lievitato una glassatura alle mandorle. Disponibile nei formati da 100 gr, 500 gr, 1 kg, 1,5 kg, 2 kg e 3 kg.   Ma Antoniazzi per la Pasqua di quest’anno presenta anche delle nuove proposte super golose come la Colomba Pistacchio Dubai: prodotta con lievito naturale, arricchita con pasta al pistacchio e cioccolato al latte. La Colomba alla Gianduia:arricchita alla gianduia, ricoperta con glassatura con cioccolato al latte e nocciole.  E ancora quella con Albicocca e Noci Pecan e la Colomba Artistica,  una colomba tradizionale ricoperta di cioccolato artistico e glassa allo zucchero. 

Uova di Pasqua Gianduia di Caffarel

Le Uova di Pasqua Gianduia firmate Caffarel reinterpretano l’iconica ricetta Gianduia 1865 in una versione dal guscio extra spesso, pensata per offrire un’esperienza intensa e vellutata a ogni assaggio. A impreziosire la collezione, una nuova grafica d’autore firmata da Riccardo Guasco, artista profondamente legato all’immaginario e alle tradizioni piemontesi. Guasco racconta il legame tra il cioccolato e le feste popolari, in particolare il Carnevale e la Pasqua, rievocando ricordi d’infanzia, profumi e atmosfere tipiche della regione. Protagonista dell’illustrazione è Gianduja, la storica maschera nata a Torino e simbolicamente connessa al mondo del cioccolato e delle nocciole. Avvolto in una spirale di riccioli di cioccolato e gianduiotti, Gianduja diventa il centro di una composizione che intreccia passato e presente, celebrando l’essenza delle festività piemontesi tra cacao, nocciole e memoria condivisa.

Le uova colorate firmate Motta!

Motta insieme allo Chef Bruno Barbieri hanno puntato tutto sui colori con le nuovissime uova a colori Motta! C’è l’Uovo Verde al pistacchio e caramello, l’Uovo Rosso dalle note fruttate di lampone e arancia, e l’Uovo Oro dove il protagonista è il caramello. Tutti nel formato da 220 g sono in vendita a 15,90€

La Pastiera di Mignon – Eccellenze Napoletane

Che Pasqua sarebbe senza pastiera? Bene, se amate questo dolce napoletano ma volete gustarlo senza lo stress della preparazione, ci ha pensato Mignon – Eccellenze napoletane nei suoi punti vendita di Milano, Torino Porta Nuova e Roma Termini, realizzando una pastiera autentica napoletana fedele alla ricetta tradizionale. Tutto inizia dai chicchi di grano, messi a bagno e poi cotti lentamente con latte, zucchero, scorza di limone e vaniglia fino a ottenere una crema morbida e profumata. Il composto riposa per permettere agli aromi di amalgamarsi perfettamente. A questo si aggiunge un ripieno ricco e fragrante, preparato con ricotta freschissima dei Monti Lattari, uova di galline allevate a terra, canditi realizzati artigianalmente nel laboratorio di famiglia e la preziosa essenza di neroli, distillata dai fiori di arancio amaro, che regala alla pastiera il suo profumo inconfondibile. Il tutto viene racchiuso in una frolla friabile e profumata, decorata con le tradizionali strisce intrecciate. La Pastiera Mignon è disponibile nel formato da 600 grammi al costo di € 26.

Le uova KitKat in collaborazione con Sony

Per la gioia dei più piccoli, o anche dei grandi amanti del cioccolato KitKat ed anche della PlayStation, anche quest’anno KitKat rinnova per il terzo anno la collaborazione con Sony Interactive Entertainment Italia e lancia la nuova KitKat PlayStation® Trophy Hunt . Sono due le uova disponibili, l’Uovo Classico al Cioccolato al Latte con inclusioni di wafer e l’Uovo al Cioccolato al Latte al Gusto Caramello con pezzetti di wafer. All’interno delle uova, oltre all’iconico KitKat Bunny e a una settimana di prova gratuita di PlayStation® Plus Premium, si nascondono esclusivi trofei PlayStation® (Bronzo, Argento, Oro e il rarissimo Platino), ciascuno collegato a premi dedicati fino alla possibilità di vincere una console PlayStation®5 .

PREMIO ROMAEVO 2026

33° Edizione del concorso per le migliori espressioni del Lazio dell’olio sui binari di alta qualità

Dopo i giorni di piogge primaverili il cielo di Roma irradia il Tempio di Vibia Sabina e Adriano della Camera di Commercio di Roma, così al suo interno si è alzato il sipario, lo scorso sabato 28 marzo 2026, per celebrare la cerimonia di premiazione dei vincitori del “Premio Roma Evo”. Il Concorso, giunto alla sua XXXIII edizione, ha visto partecipare 40 aziende, per un totale di 44 etichette con la seguente adesione territoriale: Frosinone 4, Latina 15, Rieti 4, Roma 11, Viterbo 10.

Nonostante una campagna olearia 2025-2026 segnata da una serie di avversità climatiche e socioeconomiche sempre più ostili ed imprevedibili che hanno portato ad un calo produttivo di oltre il 40%, il comparto olivicolo-oleario della Regione Lazio – con alle sue spalle trasmissioni ed evoluzioni colturali, culturali e tecnologiche nell’arco di millenni e che vanta oggi una IGP e 4 DOP, alcune delle quali sono state tra le prime ad ottenere questo riconoscimento da parte della Comunità Europea – ha riconfermato il suo cammino virtuoso sui binari di alta qualità che simboleggiano l’identità di ciascuno degli areali olivicoli e di ogni impresa agricola-olivicola.

Infatti, tra i vincitori del concorso regionale, che ha storicamente la connotazione di preselezione per il Premio nazionale, ben 16 le etichette del Lazio hanno ottenuto le chiavi d’approdo alla selezione finale dell’Ercole Olivario. L’esito di quest’ultimo sarà proclamato durante le fasi di premiazione del concorso nazionale Ercole Olivario 2026 – XXXIV edizione, che si terrà il 21 e 22 aprile a Perugia.

33° Edizione del concorso per le migliori espressioni del Lazio dell’olio sui binari di alta qualità

La cerimonia e gli interventi

La Cerimonia di premiazione del concorso Roma Evo, contrassegnata da un’armoniosa transizione generazionale e da una resilienza emblematica espressa dalle imprese di calibro nazionale ed internazionale nello scenario dell’olio extravergine d’oliva d’eccellenza, è stata preceduta dai lavori introdotti e moderati da Pietro Abate, Segretario Generale della Camera di Commercio di Roma, che ha sottolineato l’importanza del Concorso regionale – giunto alla sua trentatreesima edizione – che si conferma come un alto momento di valorizzazione delle produzioni olivicole regionali. Strategico il ruolo del Concorso anche in un’annata difficile come quella attuale, condizionata dalla prolungata siccità e piogge primaverili che hanno danneggiato la fioritura, limitando le produzioni, ma non la qualità. Il Lazio continua, ancora oggi, ad attestarsi su circa la metà della produzione storica.

Dopo la presentazione è intervenuto Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma,confermando che “L’olivicoltura nel Lazio ricopre, da sempre, un ruolo strategico nel panorama agroalimentare e la sua importanza, che coinvolge tutte le province della regione, è ben spiegata anche dai numeri: 82.105 ettari di superficie olivetata, 41.790 aziende olivicole e 306 frantoi attivi. Non solo. Il riconoscimento di una quinta denominazione, l’Olio di Roma IGP, è un’ulteriore testimonianza della dinamicità e della qualità produttiva delle nostre imprese. Una qualità che viene riconosciuta anche al di fuori dei confini regionali”.

Molto importante è anche la presenza degli oli extravergine del Lazio sui mercati internazionali, dichiara Micaela Pallini, Presidente di Sviluppo e Territorio – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma, come testimoniato dai recenti riconoscimenti conseguiti a livello internazionale. È importante accompagnare le imprese sui mercati esteri affinché rafforzino la propria posizione grazie al supporto offerto dalla Camera di Commercio di Roma attraverso la propria Azienda Speciale Sviluppo e Territorio e la forte collaborazione con la Regione Lazio e l’Arsial per la partecipazione alle Fiere internazionali.

È necessario puntare decisamente sulla qualità dei prodotti – afferma David Granieri, componente di Giunta della Camera di Commercio di Roma per il settore Agricoltura – perché il mercato internazionale è pronto per un Made in Italy distintivo e di identità. Per questa ragione dobbiamo usare bene i marchi di qualità europei e dare al consumatore la certezza della migliore qualità di quello che compra”.

Sono intervenuti alla cerimonia di premiazione il Senatore Giorgio Salvitti, Consigliere del Ministro all’Agricoltura, alla Sovranità alimentare e alle Foreste – Francesco Lollobrigida, i rappresentanti delle Associazioni di categoria di settore (CIA, Coldiretti, Confagricoltura) e il giornalista enogastronomico Antonio Paolini che ha fornito un interessante contributo sulle leve della comunicazione vincente per impostare strategie commerciali di successo, dove la valenza territoriale gioca un ruolo di primo piano.

A concludere la Cerimonia è stato Giancarlo Righini, Assessore regionale al Bilancio, programmazione economica, Agricoltura e sovranità alimentare, caccia e pesca, Parchi e Foreste. Nel corso del suo intervento, dopo essersi complimentato con le aziende premiate, ha tenuto a sottolineare come il Lazio vanta una lunghissima tradizione nell’olivicoltura che merita di essere conosciuta e promossa. È grazie ad eventi come questi che si riesce nell’intento. “Ringrazio dunque la Camera di Commercio di Roma per l’invito a questa interessante manifestazione ribadendo la priorità nel sostenere tutte quelle iniziative volte a tutelare e promuovere la distintività dei prodotti agroalimentari di elevata qualità”. 

Tra gli ospiti ha preso parte alla premiazione la conduttrice e attrice Anna Falchi.

La Camera di Commercio di Roma, con il supporto tecnico delle Aziende Speciali Sviluppo e Territorio e Agro Camera, conferma il proprio impegno a supporto del prodotto locale in occasione di diverse iniziative anche successivamente al Concorso con un’attenzione particolare al mercato nazionale e internazionale.

33° Edizione del concorso per le migliori espressioni del Lazio dell’olio sui binari di alta qualità

I premiati della XXXIII edizione

EXTRA VERGINE

Fruttato leggero

1° Cl. – Eredi di Ceccarelli Roberto – Fara in Sabina (RI) – Lorelè

2° Cl. – Az. Agr. Numenore – Montelibretti (RM) – Valle Selva

Fruttato Medio

1° Cl. – Gregorio De Gregoris – Sonnino (LT) – Punto G “Oliamocibene” (Ercole Olivario)

2° Cl. – Frantoio Cioccolini SrL – Vignanello (VT) – Essenziale (Ercole Olivario)

Menzione Speciale

Az. Agr. Cosmo di Russo – Gaeta (LT) – Verdemare (Ercole Olivario)

Fruttato Intenso

1° Cl. – Americo Quattrociocchi – Alatri (FR) – Q “Olivastro” (Ercole Olivario)

2° Cl. – Az. Agr. Alfredo Cetrone – Sonnino (LT) – Cetrone in (Ercole Olivario)

Menzione Speciale

La Riserva Bio Az. Agr. Daario Papacchini – Tuscania (VT) – Rivellino

Tenute dei Giudici dal 1953 – Sonnino (LT) Olio Extra Vergine di Oliva (Ercole Olivario)

SABINA DOP

Fruttato Leggero

1° Cl. – Az. Agr. Marcoaldi Roberta – Montelibretti (RM) – Olio Marcoaldi Sabina DOP (Ercole Olivario)

2° Cl.- Az. Agr. Silvi Sabina Sapori – Palombara Sabina (RM) – Sabina DOP Etichetta Nera (Ercole Olivario)

Menzione Speciale

Az. Agr. F.lli Rosati Ermanno e Francesco – Fara in sabina (RI) – Colle dei Frati

Fruttato Medio

1° Cl. – Soc. Agr. Colle Difesa – Palombara Sabina (RM) – Colle Difesa Sabina DOP (Ercole Olivario)

2à Cl. DueNoveSei Az. Agr. Biologica – Moricone (RM) – DueNoveSei Sabina DOP

CANINO DOP

Fruttato Leggero

1° Cl. – Mazzi Mirella – Ischia di Castro (VT) – Oleum Aeternum

2° Cl. – Oleificio Sociale Cooperativa di Canino SCA – Canino (VT) – DOP Canino (Ercole Olivario)

Fruttato Medio

1° Cl. – Az. Agr. Etruscan Kantharos di Gelsomini Flavia – Canino (VT) – Olio Extravergine di Oliva DOP Canino

2° Cl. – Frantoio Gentili SrL – Farnese (VT) – DOP Canino Gentili

Fruttato Intenso

1° Cl. Olivicola di Canino Soc. Agr. Cooperativa a rl – Canino (VT) – DOP Canino (Ercole Olivario)

TUSCIA DOP

Fruttato Leggero

1° Cl. Oleificio Battaglini SrL – Bolsena (VT) – DOP Tuscia Battaglini

Fruttato Medio

1° Cl. Soc. Agr. Sciuga ss – Montefiascone (VT) – Il Molino Tuscia DOP

COLLINE PONTINE DOP

Fruttato Leggero

1° Cl. – Az. Agr. Casino Re di Coletta Filomena – Sonnino (LT) – DOP Colline Pontine

Fruttato Intenso

1° Cl. – Az. Agr. Biologica Paola Orsini – Priverno (LT) – Evo DOP Colline Pontine (Ercole Olivario)

2° Cl. – Az. Agr. Alfredo Cetrone – Sonnino (LT) – Cetrone DOP Colline Ponine (Ercole Olivario)

OLIO DI ROMA IGP

Fruttato Intenso

1° Cl. – Americo Quattrociocchi – Alatri (FR) – Olio di Roma IGP (Ercole Olivario)

PREMI SPECIALI

Migliore Olio Biologico

Az. Agr. Biologica Paola Orsini – Priverno (LT) – Evo DOP Colline Pontine

Migliore Olio Monovarietale

Americo Quattrociocchi – Alatri (FR) – Q “Olivastro”

Migliore Olio ad alto tenore di polifenoli e tocofenoli

Az. Agr. Biologica Paola Orsini – Priverno (LT) – Riserva Paola Orsini

Migliore Confezione “Premio Tonino Zelinotti”

Diamante Verde di Antonio Tombolillo – Latina – Donna Lelia

Premio “Grandi Mercati”

Az. Agr. Biologica Paola Orsini – Priverno (LT) – Evo DOP Colline Pontine

Premio “Giovane Imprenditore”

Az. Agr. Etruscan Kantharos di Gelsomini Flavia – Canino (VT)

Premio “Impresa Femminile”

Az. Agr. Etruscan Kantharos di Gelsomini Flavia – Canino (VT)

Premio della Critica

Americo Quattrociocchi – Alatri (FR) – Q “Olivastro”

Premio Olio e Turismo

Frantoio Oleario Colli Verolani SaS – Veroli (FR)

Premio Carta degli Oli

Tripe SrL – L’Osteria della Trippa – Roma

Infine, la Goccia d’Ercole 2026 Premium list selezione Lazio:

– Antolio Società Agricola – Palombara Sabina (RM) – con l’Olio Extravergine di Oliva “Letizia”

– DueNoveSei di Marco Prosseda – Moricone (RM) – con l’Olio Duenovesei Sabina Dop

– Gregorio De Gregoris – Sonnino (LT) – con l’Olio Extravergine di Oliva “Punto G Oliamoci bene”

– Eredi di Ceccarelli Roberto – Fara in Sabina (RI) –  con l’Olio Extravergine di Oliva “Lorelè Ottanio”

– Diamante Verde di Anotnio Tombolillo – Latina – con l’Olio Extravergine di Oliva Monovarietale Itrana “Donna Lelia”

33° Edizione del concorso per le migliori espressioni del Lazio dell’olio sui binari di alta qualità

Per informazioni:

Ufficio Stampa Camera di Commercio di Roma

tel. 06 6781178 – ufficiostampa@innovacamera.it

Segreteria Tecnica – Sviluppo e Territorio Azienda Speciale della CCIAA di Roma

tel. 06 69797165 – sviluppo@sviluppoeterritorio.camcom.it

Agro Camera Azienda Speciale della CCIAA di Roma

tel. 06 69792401 – posta@agrocamera.com