Limito, il grande vigneto con labirinto di Carpineti
La famiglia Carpineti ha realizzato sui monti Lepini un grande impianto in quota, dotato di uno stupefacente megavigneto labirinto
Arriviamo in un paradiso viticolo a cinquecento metri di altitudine dopo un percorso sterrato di oltre quattro chilometri, all’interno del Parco dell’Antoniana, quattrocentocinquanta ettari di area agricola di sperimentazione, di salvaguardia di olivi secolari e boschi, di allevamento bovino brado. Siamo non lontani da Latina. È il luogo dove probabilmente c’era la villa di Marco Antonio, dove agricoltura, viticoltura (qui si trovano le radici del mitico vitigno cecubo, l’abbuoto), pastorizia e allevamento si tramandano da migliaia di anni; dove sono passati i pellegrini per secoli, visto che la francigena passa proprio a fianco del Limito.

Vigneto a labirinto. Perdersi per ritrovarsi
La storia crea sicuramente suggestioni, ma anche non conoscendola, la visita emoziona perché il percorso tra i boschi non annuncia lo spettacolo dell’arrivo, quando la valle si allarga in un altopiano con due fianchi inclinati, quello con l’esposizione più adatta e tutto vitato, con le zone di massima pendenza a rittochino e nell’area piana il labirinto, per un totale di tre ettari di vigna. “È il vigneto a labirinto più grande del mondo e, come nostra filosofia, lo abbiamo realizzato con i tre vitigni tradizionali del territorio, bellone, nero buono e abbuoto”, ci racconta Paolo Carpineti. È stata sua l’idea di realizzare il labirinto, un vigneto inclusivo, diverso da uno classico che si percorre per linee, con un ingresso e un’uscita che consentono la visita in un’unica direzione. Alla suggestione del luogo, sospeso tra monti, cielo e boschi, si aggiunge quella del labirinto a simboleggiare un percorso interiore: “Perdersi per ritrovarsi – afferma Paolo -. Questa è l’azione che mi auguro ogni visitatore possa svolgere all’interno del labirinto. Un vagare con la mente, un avanzare con passi decisi ma increduli, per lasciarsi trasportare dai suoni del contesto e dal proprio istinto primordiale. Ci rendiamo sempre più conto del bisogno umano di stare nella natura, mangiare cibi sani e farsi avvolgere dalla bellezza. Nel parco dell’Antoniana oltre a tutto questo c’è anche buon vino!”.

Alla vigna artistica, progettata dallo studio di architettura del paesaggio Fernando Bernardi, si aggiunge un altro elemento d’arte costituito da un particolare punto di visione al centro della valle, su un dosso, dove campeggia la mega altalena Otium, ideata dall’artista corese Alessio Pistilli.
Il vigneto è visitabile e, cosa molto interessante, è destinato a produrre delle etichette dedicate, quando la famiglia Carpineti riterrà che le viti avranno la giusta maturità. Come abitudine in casa Carpineti, il campo è gestito in regime biologico, aggiungendo anche dei dettami della biodinamica. Ci aspettiamo dei vini ricchi personalità e identità, quando un luogo è così speciale i vini ne sublimano l’espressione. Non vediamo l’ora che i tempi siano maturi per assaggiarli e non dovrebbe mancare molto!