Napoli. Parte la riqualificazione dell’ex mercato di Sant’Anna

Lo storico mercato dei quartieri Spagnoli a Napoli, presto sarà completamente rinnovato trasformandosi in un bellissimo luogo di ritrovo

“La ristrutturazione dell’ex mercato di Sant’Anna punta prima di tutto a restituire alla città
un’architettura importante, creando spazi per la collettività. Sono certo che la ricaduta sociale di
questo progetto avrà un’eco territorio, oltre i confini dei Quartieri. In città spazi come questo non
mancano, mi piacerebbe che il riuso funzionale di quest’area facesse da traino, da esempio, per chi,
come me non vede solo muri e pilastri, ma splendidi esempi di rilancio per la collettività.” Queste le parole dell’imprenditore Luca Iannuzzi, che ha da sempre a cuore la sua Napoli.

Napoli. Parte la riqualificazione dell’ex mercato di Sant’Anna

Prima del mercato già due riqualificazioni importanti

L’imprenditore napoletano non si è mai arreso al degrado, anche in luoghi in cui sembrava non ci fosse più nulla da fare. Appassionato di storia e di antropologia, Iannuzzi ha un obiettivo che persegue da anni: riportare in auge quel senso di napoletanità dotta, borghese, appassionata d’arte, di buon cibo, di musica, di teatro. Convinto che questi siano gli strumenti migliori per portare luce in quartieri da tempo in ombra, Iannuzzi non è nuovo a questo genere di recuperi. Già nella Galleria Principe di Napoli, si è fatto artefice della grande rinascita di ScottoJonno, un cafè chantant dei primi del Novecento
che attraverso un attento restauro conservativo ha mantenuto lo stesso charme dell’epoca, ed oggi
ospita spazi di ritrovo, un cocktail bar, e Sùstanza il ristorante gastronomico al primo piano. Due insegne che, tra i tanti punti di forza, hanno pure quello di poter contare sulla proposta gastronomica pensata da uno dei più bravi chef italiani: Marco Ambrosino.

Napoli. Parte la riqualificazione dell’ex mercato di Sant’Anna

Il progetto

Iannuzzi si è aggiudicato l’appalto per la riqualificazione e la gestione dell’area mercatale di Sant’Anna di Palazzo, grazie alla presentazione di un progetto che trasformerà l’ex mercato in un vero e proprio spazio di ritrovo, ospiterà aree destinate al tradizionale street food napoletano, un cocktail bar, delle botteghe di artigianato tradizionale e una scuola di teatro che sarà l’anima di tutto il mercato. Il complesso si trova a pochi passi da via Toledo, nella porzione di isolato compresa tra vico Tiratoio a ovest, via Sergente Maggiore a sud e vico Maddalenella degli Spagnoli a nord, ed è composto da due corpi di fabbrica: il primo è lo spazio più identitario, una moderna agorà coperta,mentre il secondo volume è un involucro che diventerà il contenitore ideale per tante eccellenze napoletane.  La riqualificazione prevede che l’ingresso al mercato avvenga attraverso un grande scalone da cui il visitatore potrà accedere a tutta la struttura. Scendendo di mezzo livello si raggiungerà la piazza, il cuore pulsante dell’intervento, dove ci saranno gli spazi destinati alla somministrazione di street food napoletano e dei drink, tavolini e sedute, a dar corpo ad un nuovo luogo d’incontro cittadino. Salendo lo scalone si avrà invece accesso al lounge bar che domina la corte gastronomica e all’edificio adiacente, dove ci saranno le botteghe di artigianato locale, con i loro colori, profumi, suoni e con quel fascino partenopeo che inebrierà il visitatore.

Napoli. Parte la riqualificazione dell’ex mercato di Sant’Anna

Ma anche scuola di teatro e spettacolo live immersivi

All’interno del mercato prenderà posto anche una scuola di teatro che usufruirà gratuitamente degli
spazi e offrirà corsi non a pagamento ai ragazzi e alle ragazze del quartiere. All’ora di pranzo e di
cena, i teatranti raggiungeranno il ballatoio che circonda e sovrasta la piazza gastronomica e
metteranno in atto improvvisazioni e brevi spettacoli per i presenti. L’idea di fondo è quella del teatro a sorpresa dell’artista Eugenio Tibaldi, che ha voluto rispolverare la figura del panaro, ossia colui che nei vicoli della città crea una connessione tra la strada e gli abitanti ai piani alti. Ridare vita a un edificio, secondo Tibaldi, non vuol dire solo ristrutturalo, ma anche riempirlo di movimento, di voci, di emozioni, compensando il vuoto del volume verticale con voci, musica e stupore. All’esterno, su vico Tiratoio, troveranno posto altri tavoli e sedute, ricalcando lo spirito intrinseco del mercato, che per natura vuole accogliere, incuriosire, coinvolgere e tenere vivo il rapporto tra ciò che sta dentro e il resto della città.