Michel Rolland, l’enologo volante, è partito per l’ultimo viaggio
Con la scomparsa di Michel Rolland il mondo del vino perde uno dei consulenti più celebri che ha contribuito a ridefinirne le dinamiche
Originario di Pomerol, nel territorio di Bordeaux, Rolland ha costruito nel corso di oltre quarant’anni una rete globale di collaborazioni che ha pochi precedenti nel settore. La sua influenza si è estesa ben oltre i confini francesi, coinvolgendo alcune delle più importanti realtà produttive in Europa, nelle Americhe e in altri continenti emergenti del vino.
Il suo contributo è stato determinante nel passaggio verso uno stile più internazionale, capace di dialogare con i mercati globali. Attraverso scelte enologiche precise – dalla gestione della maturazione delle uve all’uso calibrato del legno – Rolland ha promosso vini più concentrati, rotondi e accessibili, contribuendo a orientare gusti e tendenze su scala mondiale.
Questa visione ha avuto un impatto diretto anche sul piano economico: molte aziende che si sono affidate alla sua consulenza hanno rafforzato la propria presenza nei mercati internazionali, intercettando nuove fasce di consumatori e aumentando la competitività dei propri prodotti.
Figura centrale e al tempo stesso discussa, Rolland ha incarnato la trasformazione dell’enologo in consulente globale, capace di influenzare non solo il prodotto finale ma anche le strategie aziendali. Il suo metodo ha aperto la strada a una nuova generazione di professionisti, rendendo l’enologia una disciplina sempre più interconnessa con marketing, distribuzione e posizionamento internazionale.
La sua eredità resta visibile in molti dei vini oggi presenti sul mercato, così come nell’approccio produttivo di numerose cantine. Con la sua morte, si chiude un capitolo fondamentale per il vino contemporaneo, segnato da una figura che ha contribuito a cambiarne il linguaggio e le prospettive.
Nella foto di apertura tre etichette italiane che ha recentemente contribuito a realizzare: dall’alto Biserno, Montefalco Sagrantino 50 anni (Arnaldo Caprai) e Lodovico.