L’altra faccia della Costa Smeralda al Ritual Club. Il regno di granito
Incastonato come una pietra preziosa, nel granito della Gallura, il Ritual è tra i locali più esclusivi dell'isola.
Sul suo profilo Instagram, nelle poche righe concesse alla bio, si definisce Regina del suo castello, ma anche mamma e figlia della notte. A volte la sintesi è un dono pazzesco, serve ad arrivare fino all’essenza delle persone e spesso anche dei luoghi. Come nel caso di Francesca Fiore e del suo Ritual incastonato nel granito della Gallura, costruito nel 1970 da suo papà – l’eclettico architetto Andres Fiore. Abbiamo visitato questo luogo esclusivo di Baja Sardinia, scoprendone la fantastica proposta gastronomica ed ovviamente la versione by night.

Francesca Fiore. Figlia della notte e di un padre eclettico e sognatore
Capelli raccolti, sorriso accogliente e la pelle abbronzata dal primo sole di giugno. Francesca Fiore è la regina del suo castello, una regina con la corona ma senza scettro; non ordina, non comanda, non impone. Dirige una squadra di oltre 100 persone e lo fa con la consapevolezza di una grande verità: senza l’intuizione di suo padre tutto questo non ci sarebbe stato, ma senza la sua caparbietà ed un pizzico d’incoscienza unita alla forza di un team coeso e competente, il Ritual non sarebbe il posto unico che oggi. “Quando a mio padre proposero di acquistare questa collina con annesse le grotte di granito – racconta Francesca – la prese a scatola chiusa, non venne neanche a vedere di cosa si trattasse. Ad acquisto concluso, da Parma si trasferì per un periodo qui a Baja Sardinia – continua Francesca – dormì nelle grotte ed entrò in contatto con questo luogo magico fino a trasformarlo ed inaugurarlo il 6 agosto del 1970”. Trovare una parola per definire il Ritual è un compito arduo ed anche rischioso, del resto chi si prenderebbe la briga di definire come ristorante o discoteca un’opera così certosina di architettura immersiva simbolo di equilibrio tra paesaggio e intervento umano? A chi verrebbe mai in mente di accomodarsi negli spazi del Ritual “solo” per mangiare o ballare o bere un drink senza volgere lo sguardo verso l’orizzonte e capire di essere in uno dei luoghi più belli del mondo? È anche per questo che il Ritual è un luogo esclusivo, perchè rende eccezionale e fuori da ogni schema certe esperienze che altrove sarebbero solamente belle. Qua invece diventano indimenticabili.

Andres & Jaqueline. Storia vita, amore e musica senza tempo
Non si può raccontare la storia del Ritual Club senza parlare di Jacqueline Jobling, mamma di Francesca ma ancor prima, compagna di vita di Andres Fiore. Nasce in Inghilterra e nel 1966 appena ventenne, arriva in Sardegna per la prima volta, con un gruppo di amici e la voglia di trascorrere l’estate. L’incoscienza dei vent’anni e la voglia di un’estate spensierata, presto però si scontrano con la dura realtà: serve un lavoro e soldi per campare. Ma Jaqueline non si perde d’animo e trova il suo primo impiego sull’isola, dove inizia a mettere i dischi all’interno di un locale. Mette soprattutto musica pop americano/inglese, il genere più amato dai frequentatori di quella parte di Sardegna che da lì a breve si sarebbe trasformata in quella che oggi conosciamo come la Costa Smeralda. Comunque l’estate finisce e torna a Londra con un progetto: aprire un ristorante a Porto Rafael di cui comunque non se ne farà nulla perchè la sua socia in affari si rileva inaffidabile. L’estate successiva ritorna in Sardegna ed una sera, in una festa a Castelcervo, Jacqueline incontra un architetto originario di Parma con un passato avventuroso in Sud America, tra la ricerca di pietre preziose.

Era Andrea Fiore, le parla di un club che sta per aprire poco distante, a Baja Sardinia; il tempo passa e arriviamo a marzo del 1970 quando Jaqueline lo contatta perchè voleva tornare in Sardegna l’estate successiva ma con la certezza di un impiego. S’incontrano ad Arzachena e Andres la porta a Baja Sardinia per farle vedere quello scrigno di granito che da lì a qualche mese sarebbe diventato il Ritual Club. Ma c’era molto ancora da fare – la strada per arrivarci, l’acqua, la luce, qualsiasi infrastruttura – Jaqueline resta e decide di aiutarlo. I primi anni il contesto è difficile, selvaggio. La corrente elettrica salta spesso. Il ghiaccio non si può produrre sul posto: bisogna andare a Porto Cervo, quattordici chilometri di distanza, dove una macchina lo vende a blocchi. Si carica sull’auto e si porta al Ritual legato sul tetto. Comunque il 6 agosto del 1970 si parte, Jacqueline si occupa della musica. Poi diventa il braccio destro di Andrea e compagna di una vita. Dal loro amore nasce Francesca, che cresce tra le rocce e gli ospiti celebri, dorme nel locale mentre la musica suona e i genitori lavorano.

56 anni di Ritual
La stagione è partita a fine maggio, il 29 esattamente ma Francesca Fiore ci racconta che anche se il ritual è aperto solo 3 mesi l’anno, lei e una parte della sua squadra comunque sono impegnati tutto l’anno. “Il granito è una roccia viva, e questo luogo ha bisogno di una grande manutenzione soprattutto nei mesi in cui siamo chiusi”. La storia di Francesca è di quelle che vanno ascoltate, e poi sì raccontate ed eccoci allora a dirvi che questa donna oggi poco più che quanrantenne nell’arco di una manciata di anni, ha fatto quello che la maggior parte delle persone mettono a segno nel triplo del tempo. A diciannove nasce il suo primo figlio, tre anni dopo viene a mancare suo padre e a 22 anni si trova a dover gestire completamente il Ritual. “Onestamente non avevo alternative, dovevo lavorare e l’unica cosa da fare era prendere in mano questo luogo che mio padre amava definire il suo primogenito”. E non stentiamo a crederci, in questi spazi si sente prepotentemente la forza della natura, quella del granito certamente ma anche del mare e della vegetazione forte e rigogliosa della Gallura. Andres Fiore in questo contesto autentico e potente, ha agito con la delicatezza chirurgica di un architetto che non stravolge i luoghi cambiandone l’essenza: ed è forse per questo che il Ritual a distanza di 56 anni dalla sua nascita resta nuovo e sempre contemporaneo. Ci racconta Francesca, mentre saliamo e scendiamo visitando le tante anime del locale, ed una delle ultime novità è rappresentata da Le Terrazze uno spazio sospeso tra cielo, terra e mare dove fermarsi per un aperitivo o una cena. Ma il consiglio da seguire senza remore è di arrivare qui un poco prima del tramonto, accomodarsi ad uno dei tanti tavoli e godersi lo spettacolo.

La cucina de Le Terrazze del Ritual: curata, internazionale, comfort
L’abbiamo detto, il Ritual è un luogo esclusivo e lo è anche la proposta gastronomica curata da Alessandro Cabona, resident chef di origini liguri che ha saputo dare forma ad una carta in cui riescono a dialogare perfettamente la grande cucina di mare e la necessità di rispondere ad una clientela internazionale che è fisiologicamente eterogenea anche in fatto di gusti. Attenzione però, perchè nulla viene “sacrificato” nel nome del cliente, in questo infatti lo chef Cabona è riuscito a tirar fuori dei piatti dall’anima internazionale senza dubbio, nei quali però anche noi “local” intercettiamo quelle sfumature comfort che tanto ci piacciono. Come nel caso del Gazpacho di pomodoro gambero e burrata, ma anche della calamarata servita come fosse una zuppa di pesce e ancora la battuta di carne piemontese ed un grandissimo crudo di ricciola, jalapeño, mango, asparagi. Si chiude in dolcezza con una girandola di dessert in cui, diversamente che nel resto del menu, non si fanno adattamenti di alcun genere affidandosi unicamente alla golosità con un tiramisù da letteratura ed il parfait di arachidi ed albicocche.

Il servizio, professionale e di gran rigore che però non risulta mai ingessato, è diretto magistralmente da Tiziano Rossi, Direttore del ristorante Le Terrazze Ritual e da Marco Pisellini Food & Beverage del Ritual e ancora, a completare il dream team di Francesca Fiore c’è anche Marco Poltronieri General Manager del Ritual Club. E poi due new entry a cui Francesca tiene particolarmente, Samuele e Matilda i suoi due figli. Perchè al Ritual, tempio della musica senza tempo, è già pronta la terza generazione!
Ritual Club
Le Terrazze Ritual – Ristorante
SP59
07021 Baja Sardinia OT
Tel 0789 177 6677
www.ritual.it