Il ristorante nel cuore di Positano, nato nell’ex boutique di famiglia
I piatti della tradizione con qualche rinterpretazione che non li stravolge. La cucina della costiera da Ohimà a Positano.
In Costiera Amalfitana tutto sembra nascere da un gesto antico attraverso il quale la materia prende forma sotto mani sapienti, si modella tra curve e tornanti, tra borghi sospesi e scorci che paiono dipinti. Ed è in questo luogo magico che nel 2018 è nato Ohimà, il ristorante nel cuore di Positano dei fratelli Luigi e Francesca Collina.

Ohimà e l’omaggio a mamma Concetta
In quelli che erano gli spazi si un negozio di moda positanese, otto anni fa nasceva Ohimà. Il nome è un omaggio a mamma Concetta, era sua la boutique che ha lasciato spazio all’estro della figlia Francesca Collina, che l’ha trasformata nel ristorante di oggi e che, pur cambiando forma, non ha mai perso la propria autenticità. In questa dimora oggi il racconto del territorio passa attraverso il cibo, la materia e il gesto. L’identità della famiglia Collina affonda le sue radici anche nel mondo della pasticceria; Luigi e Francesca sono infatti proprietari di Collina Bakery, nata dallo storico Mulino Verde. Punto di riferimento per Positano, è un luogo che custodisce la tradizione della colazione e della pasticceria locale, mantenendo vivo quel legame quotidiano con il paese, tra lievitati, caffetteria e sapori che fanno parte della memoria collettiva della Costiera. La formazione autodidatta di Luigi (classe ’86), nutrita da curiosità, confronto e da un passato nella storica pasticceria di famiglia, si riflette in piatti che guardano alla tradizione campana con rispetto e precisione, lasciando che sia l’ingrediente a parlare, senza artifici. Al suo fianco una brigata di 7 persone, parte di un team complessivo di circa 30 professionisti tra sala e cucina, tra cui il sous chef Gianluigi Esposito, classe ’90, con una formazione in ristoranti fine dining.

La rete di produttori tutti del territorio
«Amo troppo questo mestiere per non farlo con serietà», dice lo chef Luigi Collina, che qui da Ohimà propone una cucina che che rifugge compromessi e sovrastrutture, per concentrarsi sull’essenza: la ricerca della materia prima è un gesto quotidiano, artigianale. Nascono così collaborazioni con realtà come il Mini Caseificio Costanzo o Malandrino, frantoio del Cilento che firma un olio extravergine appositamente per il ristorante. E poi conserve, mieli e specialità selezionate – da Armatore a Pietropaolo, fino ai Segreti di Diano per il peperone crusco – raccontano una rete virtuosa di piccoli produttori scelti con rigore. Le verdure provengono da aziende agricole come Positano Bio e dall’orto di famiglia a Montepertuso, riportando in tavola una filiera di prossimità, intima e consapevole. A completare il racconto, la ceramica artigianale di Nicola Craba e le creazioni di Casola, che danno forma alla mise en place, trasformando ogni elemento in parte integrante dell’esperienza.

Dalla colazione del mattino fino alla cena raffinata della sera
Il ritmo della giornata si modula con naturalezza: dalla colazione, con una selezione di caffè speciali che va oltre il rituale classico, al pranzo più veloce e immediato, pensato per chi attraversa Positano di passaggio, fino all’aperitivo, dove la mixology prende forma tra grandi classici e interpretazioni contemporanee. Il ritmo si fa più raccolto la sera, quando la cena diventa un momento intimo, gourmand e curato nei dettagli, tra tavoli all’aperto dall’allure da vecchia pellicola cinematografica, e spazi interni più avvolgenti, per circa 70 coperti complessivi. Luogo prezioso del ristorante è la sala al primo piano, di fronte alla cucina a vista la quale, con la sua “conformazione a elle” che si snoda intorno ai banchi professionali e ai fuochi, rende immersiva l’esperienza della cena, consentendo di toccare con mano ogni processo, cottura e impiattamento. Si entra nel mood della brigata di cuochi, in un suggestivo spettacolo per i commensali, che osservano con coinvolgimento gesti sapienti e mille volte ripetuti con passione e precisione. A fare da filo conduttore un’accoglienza ben orchestrata da Giulia Melania Ruocco, moglie dello chef, che unisce il calore della casa alla precisione del servizio. Accompagna l’esperienza culinaria una proposta beverage costruita con la stessa attenzione. La carta dei vini privilegia il territorio, con una selezione di circa 80 etichette tra bollicine, bianchi, rosati e rossi, prevalentemente locali, affiancate da piccoli produttori italiani.

La proposta gastronomica
La cucina di Ohimà è un equilibrio tra memoria e interpretazione, ma anche il riflesso della natura stessa di Positano: una città verticale, sospesa tra mare e montagna, dove gli orti si arrampicano sulle terrazze, i limoni crescono affacciati sul blu e ogni ingrediente porta con sé due anime, quella della terra e quella del Mediterraneo. È una verticalità che ritorna nei piatti dello chef Luigi Collina, costruiti su contrasti armonici e stratificazioni leggere, tra agrumi, erbe aromatiche, pescato e prodotti dell’orto. Piatti come le Polpette napoletane al sugo o gli Ziti allo Scarpariello raccontano radici profonde, mentre creazioni come la Linguina all’acqua pazza positanese restituiscono un’icona locale con uno sguardo contemporaneo. Il Fiore di zucca fritto, leggero e dorato, resta un grande classico della Costiera, qui proposto con una farcia di ricotta di bufala e fior di latte, arricchita da alici di Cetara lavorate al coltello. Molti dei piatti in carta nascono da ricordi personali, ma si aprono a una costruzione più articolata, dove tecnica e sensibilità si incontrano. Come nel caso del Riso Carnaroli “Riserva San Massimo” al limone, provolone del Monaco, ricciola scottata e asparagi ma anche i cannelloni di coniglio all’ischitana, affondano nella memoria dei pranzi familiari e nelle suggestioni regionali, mentre lo Spaghettone alla chitarra al ragù di polpo e peperone crusco rilegge la cucina domestica. Si chiude in dolcezza con dessert che affondano le radici nella tradizione pasticcera della Costiera Amalfitana come La mia Delizia che nasce da un ricordo preciso, quello dell’iconica Delizia al Limone. Qui viene ripensata partendo da una base di cake bagnata agli agrumi e infine completata con una chantilly al limoncello e scorze di limone candite.

Anche la pizza trova il suo spazio in carta. Ispirata alla scuola di Tramonti, l’impasto è meno idratato rispetto alla napoletana classica, più strutturato e con un morso deciso, pensato per accompagnare ogni momento della giornata. Le farine selezionate e la presenza di una percentuale di tipo 2 conferiscono maggiore profondità al gusto, mentre le farciture restano ancorate alla qualità della materia prima, dal pomodoro San Marzano al fior di latte di Agerola, fino alla mozzarella di bufala e alle alici di Cetara. Tra le proposte, la Mediterranea – con tonnetto, scarola riccia e olive – racconta un equilibrio tra intensità e freschezza, pensato per muoversi con naturalezza dal pranzo all’aperitivo fino alla cena.
Ohimà Restaurant
Via Cristoforo Colombo, 17
84017 Positano (SA)
Tel. 089 811691