Pizzeria della Passeggiata, quando pizzeria fa rima con magia
A Priverno, provincia di Latina, Giammarco Ambrifi e Antonio Visintin propongono il perfetto mix tra prodotto, servizio, ambiente e progetto
A Priverno, piccolo borgo in Provincia di Latina che affaccia sui Monti Lepini, c’è una pizzeria che vi consigliamo di visitare. Pizzeria della Passeggiata ed è gestita con passione e professionalità da due giovani imprenditori figli d’arte.

Un posto in cui stare bene dall’inizio alla fine
Quali sono le caratteristiche che fanno entrare un locale nella tua personale play list di posti del cuore? Il prodotto, certamente, altrimenti parliamo del nulla. Poi il servizio, necessario tramite tra chi produce e chi consuma. Quindi l’ambiente in cui si svolge l’azione e che può risultare determinante. E infine in qualche caso, pochissimi casi, la sensazione da parte del cliente di trovarsi di fronte a un progetto che funziona, una sorta di allineamento dei pianeti che determina un’emozione diversa, un quid plus che va ben oltre il piacere di degustare qualcosa di buono in una situazione piacevole. È esattamente quello che è accaduto durante la nostra visita alla Pizzeria della Passeggiata di Priverno, una felice esperienza dal momento dell’ingresso (cosa c’è di meglio che essere accolti da un sorriso caldo e non di circostanza?) a quando abbiamo lasciato il locale, felici e soddisfatti come bambini che hanno ricevuto dei regali meravigliosi la notte di Natale.

Due giovani imprenditori mossi da passione e talento
Necessaria premessa: chi scrive aveva già avuto l’opportunità di conoscere Giammarco Ambrifi e Antonio Visentin, i due giovani alla guida di questo piccolo gioiello con sede a Priverno in provincia di Latina. Ne fummo conquistati perché, in un settore che purtroppo spesso genera “mostri”, loro brillano per genuina semplicità, per educazione, per naturale modestia. Per carità, semplicità, educazione e modestia utilizzati come topping per una pizza non producono risultati commestibili… però aiutano. Avevamo degustato le loro pizze in “territorio neutrale”, vale a dire convegni e incontri a centinaia di chilometri dal loro locale e dai loro forni. Ne eravamo rimasti favorevolmente impressionati e ci eravamo ripromessi di provare la loro pizzeria quanto prima. In realtà di tempo ne è trascorso parecchio ma, come si dice, non è il piacere dell’attesa il piacere stesso?

La pizza tonda e quella al taglio, come da tradizione di famiglia
Antonio e Giammarco non sono degli improvvisati! La pizza era incisa nel loro Dna, grazie a Nadia e Pina Scalesse – sorelle e madre dei ragazzi – che in quel di Priverno, una quarantina d’anni fa, avviano una pizzeria al taglio. I due cugini crescono come fratelli ma teglie e forni, impasti e farina non sembrano essere nel loro futuro. Studiano, si laureano, mostrano capacità in altri settori, disegnano percorsi lontani dalla terra natia. Ma il sangue non è acqua e a un certo momento decidono di affrontare una scommessa che a molti appare folle. Quella di aprire un locale insieme, a pochi passi da quello che ha visto lavorare le loro mamme fianco a fianco. Puntano le loro fiche sulla pizza tonda ma non recidono le radici e inglobano una parte, ben visibile già dall’esterno, dedicata alla pizza al taglio. Il resto degli oltre trecento metri quadrati è invece dedicato alla tonda, con oltre cento coperti ai quali si aggiungono, nei mesi estivi, quelli del dehor.

Il servizio accogliente e la carta dei vini con etichette sconosciute
Il resto è storia breve cronologicamente parlando, giacché l’apertura è datata 2022, ma la strada percorsa dai due ragazzi è già densa di soddisfazioni. Troppo bravi per passare inosservati, al punto che La Pizzeria della Passeggiata diventa subito meta di appassionati della pizza, di quella buona dove impasto, cottura e topping marciano insieme all’unisono. In più la location è bella, spaziosa e luminosa, colori tenui a non appesantire l’insieme che, al contrario, fornisce all’avventore un colpo d’occhio gradevolissimo. E poi ci sono i plus cui abbiamo accennato al principio. Innanzitutto il servizio, tra i più efficaci nei quali ci siamo imbattuti ultimamente, capace di essere avvolgente e mai soffocante. Esaustivo senza essere stucchevole. Non sappiamo se lo fanno sempre, probabilmente sì, ma tutti i ragazzi che ci hanno servito si sono subito presentati con il proprio nome, che riteniamo un modo intelligente per creare subito un contatto. Poi la carta dei vini, scelta e presentata da Alessandro, che raccoglie trenta etichette, nessuna banale ma senza quella volontà di strafare che spesso caratterizza le wine list di altre realtà. Vini godibili, spesso ingiustamente sconosciuti, ricarichi onesti, abbinamenti azzeccati. Non a caso ci basta dare un’occhiata in giro per renderci conto che sono molti i tavoli (doveroso inciso, il locale era sold out di lunedì!) dove troneggia una bella bottiglia di vino.

Si parte con i fritti che celebrano il territorio
E quale migliore inizio che ritrovarsi nel calice un Roulot Fournier Champagne Blanc de Meunier Brut Nature. La dimostrazione che si possono trovare ottimi Champagne senza per questo dover accendere un mutuo. All’amico francese è spettato il compito di accompagnarci nella selezione di antipasti che già da soli valgono il viaggio. Frittatina di pasta, con ragù di capra: golosità allo stato puro. Crocchetta gialla: patata gialla dell’azienda Antonio Ruggiero di Sabaudia (Lt), Parmigiano Reggiano Dop, prosciutto cotto, provola affumicata e fior di latte dell’azienda campana Sorì, pepe nero e prezzemolo: un colpo di fulmine. Supplì classico: risotto al pomodoro, basilico, fior di latte Sorì, Parmigiano Reggiano Dop, un grande classico interpretato senza avvertire la talvolta insopportabile tentazione di dover stravolgere le regole. Falia (specialità di Priverno a lievitazione naturale, a metà tra una pizza e una focaccia), farcita con carpaccio di Black Angus (allevato e macellato dall’azienda De Angelis di Sonnino), mozzarella di bufala (dell’azienda Nonna Pitta di Amaseno, Fr), basilico e olio extravergine di olive biologico del Frantoio Orsini di Priverno (monocultivar itrana): questa la ricorderemo per parecchio tempo.

Le pizze!
E quindi è arrivato il momento tanto atteso delle pizze. Partenza col botto grazie alla Bufala: pomodoro San Marzano Dop, mozzarella di bufala Nonna Pitta di Amaseno, (Fr), basilico e extravergine biologico del Frantoio Orsini. Perfetta, dall’impasto al topping, con ogni elemento che suona alla perfezione. Il tutto accompagnato dal Trebbiano d’Abruzzo Di-Vèrto di Torre dei Beati 2022: praticamente un tuffo in un campo di grano con nuance di camomilla che evolvono in pesca matura e con un finale leggermente affumicato. Un vino che ci sentiamo di consigliare, con un rapporto qualità-prezzo commovente. Ma questa è una caratteristica che accompagna tutti i vini della carta: si beve alla grande spendendo il giusto, onore ad Alessandro e alla sua filosofia. La seconda e la terza pizza ci sono state consigliate caldamente da Perla, la deliziosa ragazza che ci ha accolto. Ci ha messo un tale entusiasmo che ci siano adeguati… E abbiamo fatto bene. È stato un uno-due perfetto. Carota al quadrato: Fior di latte Sorì, crema di carota, carota bruciata, sciroppo d’acero, cream fresh, lardo di Patanegra, erba cipollina, olio extravergine biologico del Frantoio Orsini. Una pizza ad alto rischio cui Antonio e Giammarco hanno regalato un equilibrio vitruviano. E quindi Floreale: fior di latte e burrata Sorì, prosciutto cotto, carpaccio di fiori di zucca, polvere di olive, pachino confit, basilico, olio extravergine biologico Orsini, la fantasia al potere ma senza concedersi divagazioni surreali (nella foto di apertura). L’abbinamento? Suggestivo ed efficace: Devillard Le Renard Chardonnay Bourgogne 2023, un bianco cui il passaggio in botte non ha tolto nulla, anzi. Ricco, quasi opulento ma con mela e agrumi a regalargli una sferzata, senza la concessione di residui zuccherini, totalmente assenti, e con un finale tanto lungo quanto piacevole.

Tra le pizze, spazio all’innovazione
A questo punto è necessaria una precisazione, per tranquillizzare lettori e parenti. Ognuna delle pizze delle quali abbiamo parlato è stata divisa in quattro. Il che ci ha permesso di proseguire con altri due assaggi che hanno reso la serata ancora più gradevole. Hummus e cicoria: provola affumicata a lenta maturazione Sorì, crema di ceci, cicoria saltata, pomodoro secco, mostarda di fichi, olio extravergine biologico Orsini. Complesso e semplice al tempo stesso, un ossimoro goloso che rientra di diritto tra le cose più ghiotte degustate in questo 2025. E che ha lasciato il posto alla pizza grazie alla quale abbiamo conosciuto i due cugini di Priverno e con la quale ci hanno immediatamente conquistato: Illusione di Margherita, fior di latte e stracciatella Sorì, salsa di kiwi stufata, basilico e olio extravergine biologico. Potrebbe sembrare un esercizio di stile quello di sostituire i pomodori con il kiwi, che da queste parti è una risorsa: in realtà tutto ha una logica, non ci sono forzature così come è nello stile della premiata ditta Albrisi-Visentin. Molto buona e altrettanto sorprendente, aggettivi che potremmo spendere anche per il vino che ha accompagnato queste due corse, vale a dire l’Emotiq 2022, un Riesling renano della cantina Riccardi-Reale. La perfetta dimostrazione che il Lazio, per quelle che sono le sue caratteristiche, può davvero regalare gioielli a prescindere dal vitigno utilizzato.

Uscire con la voglia di tornare presto!
L’ultimo calice, per citare Erich Bohl, è un amico ritrovato. Il vecchio e talvolta dimenticato Barolo Chinato, in questo caso nell’interpretazione dell’azienda G.D. Vajra; a lui è spettato con il pre dessert, un gelato al latticello di bufala con crumble di falia al burro nocciola e la Falia dolce, ricotta dolce con latte misto vaccino e bufala, cannella, cioccolato artigianale fondente al 70%. Ma il nostro cuore era già bello dolce perché questi ragazzi te lo prendono in ostaggio quando arrivi e te lo restituiscono all’uscita, intriso di buoni sentimenti. E quindi, non lo si fa praticamente mai, vorremmo chiudere facendo i complimenti a tutta la squadra: Antonio e Giammarco, Alessandro e Perla, Marta e Claudia. Sono una vera famiglia (in tutti i sensi!) capace di far sentire i clienti a casa propria: con in più il non trascurabile elemento di trovare nei piatti e nei calici prodotti di altissimo livello.
Pizzeria della Passeggiata
Via Giacomo Matteotti 101
Priverno LT
Tel. 0773 902865