Straordinaria verticale di Belle Epoque Perrier Jouët dal 2008 sino al 1982

Belle Epoque è uno Champagne iconico per la maison Perrier-Jouët. La cuvée originale nel 1902 è stata decorata in smalto, su bottiglie magnum, con il leggendario arabesco di anemoni giapponesi creato da Emile Gallé, pioniere dell’Art Noveau

di Giovanna Moldenhauer

Straordinaria verticale di Belle Epoque Perrier Jouët dal 2008 sino al 1982

È prodotta soltanto quando la successione delle stagioni, nella fase produttiva dei vigneti, è ideale e lo chef de cave della maison, Hervé Deschamps, giudica l’annata eccellente. L’accattivante cuvée Belle Epoque riflette sia l’arte dell’assemblaggio che la straordinaria qualità dei vigneti della maison Perrier-Jouët. L’azienda è famosa per i suoi vigneti di chardonnay, ma possiede anche delle parcelle eccezionali di pinot noir. Infatti Belle Epoque è assemblata con questi due vitigni e una percentuale inferiore di pinot meunier di Dizy, dove gli impianti esposti a sud danno in genere frutto e rotondità e perfezionano l’equilibrio tra i due vitigni principali. Le uve pinot noir provengono dal nord della Montagne de Reims e portano struttura, la delicatezza e la finezza sono figlie dello chardonnay che proveniente invece dai celebri grands cru di Cramant e Avize.

Straordinaria verticale di Belle Epoque Perrier Jouët dal 2008 sino al 1982 Hervé Deschamps durante la degustazione

Hervé Deschamps, chef de cave da trentasei anni, ha proposto sei annate, tutte in magnum, guidandoci in uno straordinario viaggio nel tempo.

L’esordio è stato con il 2008 dove con il 50% di chardonnay vi era il 45% di pinot nero e il restante di pinot meunier. Nel calice il vino si presentava con una tonalità dorata dai riflessi verdolini, aveva un naso dapprima floreale di biancospino, poi pesca e pera, seguiti da agrumi canditi e a chiudere una nota di brioche. Il sorso dinamico, fresco, potente e di bella lunghezza.

Il successivo 2007, con le stesse percentuali di uva del 2008, aveva un colore oro pallido, un perlage fine e persistente. La degustazione olfattiva si è fatta qui particolare. Dapprima le note floreali che spaziavano dal caprifoglio alla magnolia, poi gli agrumi dal bergamotto all’arancia, seguiti dalla pesca e dalla pera, con una netta percezione di gesso. La bocca era molto fresca, complessa, elegante e armonica, dalla lunga chiusura dotata di una netta sensazione di frutta bianca, mandorla, biscotto e anice stellato.

A seguire il 2004, sempre con le stesse percentuali del 2008, aveva un colore paglierino con riflessi dorati. All’esordio abbiamo percepito una nota di miele, poi floreali di biancospino, di trifoglio, quindi i canditi, dalla pera allo zenzero, poi gli agrumi – pompelmo su tutti – e ananas, con a chiudere un tocco di burro e brioche. La bocca generosa, cremosa aveva in primo piano una sensazione di frutta bianca, di dolcezza, bilanciata dalla freschezza e sapidità. Un finale corposo di buona lunghezza.

Straordinaria verticale di Belle Epoque Perrier Jouët dal 2008 sino al 1982 Il servizio del 2007

La terna successiva ci ha portato tra gli anni ‘90 e gli ‘80. Il primo assaggiato è stato il 1999 dalla tonalità giallo chiaro e riflessi verdi, ottenuto dalle stesse percentuali dei vini precedenti. Il naso apriva con una nota di miele di acacia, poi di fiori bianchi, seguiti da percezioni di pera Williams matura e a chiudere di burro. L’attacco gustativa presentava una tendenza di mandorla, nougat e torrone che s’integrava con la freschezza, l’eleganza, l’armonia e una lunga persistenza.

Il nostro viaggio è poi arrivato al 1996, primo anno del riscaldamento climatico. Esordiva con una tonalità simile al precedente e perlage sottilissimo. Accoglieva al naso con il frutto bianco di pesca e poi una nota di limone in marmellata e candito, seguito nuance di torrefazione e da una mineralità ben presente. Il sorso era indubbiamente fresco, caratterizzato da una nota amaricante ben fusa e integrata nella scia fruttata. Il finale lunghissimo riportava nota citrina e minerale.

Ma quello che è stato magico è stato il 1982, Champagne realizzato dal precedente chef de cave e dove lo chardonnay partecipava con il 49% e il pinot nero con il 46%, il saldo pinot meunier. La tonalità dorata era accompagnata da riflessi ambrati e da una bollicina finissima, persistente. Il naso molto particolare faceva pregustare un sorso unico. Dapprima i fiori secchi, seguiti da canditi e da pera cotta, miele, poi cannella e caramello al latte, sentori di tarte tatin, di torrone e noce, a seguire burro e ancora tabacco biondo, cuoio e toni tostati di cacao.

Straordinaria verticale di Belle Epoque Perrier Jouët dal 2008 sino al 1982 Il servizio del millesimo 1999

Ma quello che ha emozionato, come accennavamo prima, è stato l’assaggio di eccezionale freschezza, integrità ed energia nel lungo retrolfatto dove ritornavano i riconoscimenti scoperti al naso. Di questo Champagne Hervé Deschamps ha gestito i sei anni della maturazione sui lieviti, essendo arrivato in cantina nel mese di febbraio del 1983.

Una verticale veramente unica per un esperienza speciale, indimenticabile, emozionante.