Abbazia di Novacella 2 nuovi vini in anteprima

A Vinitaly il lancio di un Sylvaner e un Pinot Nero da vigneti singoli e un Riesling di impotazione tedesca. Ecco la preview dei primi due

Un luminossissimo e fresco martedì 28 marzo 2023 ci accoglie in Valle Isarco all’Abbazia di Novacella, realtà composita che ha dimostrato da venti anni di avere nel Dna la finezza e la longevità dei vini. Composita perché le vigne circondano, arrampicandosi sui crinali, il complesso monumentale dell’Abbazia dove gli studi e la ricerca nel strascendente e nell’immanente sono l’attività quotidiana in un contesto storico-artistico che non si può non visitare.

Noi ci siamo dedicati subito al vino, assaggiando uno spumante metodo classico da uve sylvaner, quelle più tradizionali della zona, prodotto in qualche migliaio di bottiglie, tutte consumate nell’area, il Perlae Extra Brut. Vino molto interessante, giovane di sboccatura al nostro assaggio, fresco e minerale al naso, avvenente di frutto salino al cremoso palato.
Abbiamo poi focalizzato sul progetto vigne, nato nel 2018. Sono stati selezionati due piccoli vigneti di proprietà, uno di sylvaner a fianco dell’Abbazia, l’altro di pinot nero nel maso Marklohf a Cornaiano, quindi a sud di Bolzano. “I due vini che provengono da singole vigne, posizionate a Novacella e Cornaiano, sono due veri e propri cru in grado di donare caratteristiche uniche allle uve sylvaner e al pinot nero – spiega Werner Waldboth, direttore vendite di Abbazia di Novacella -. Piccole quantità che abbiamo selezionato dopo un attento studio sia in vigna che in cantina”. I vini potranno essere assaggiati in questi giorni al Vinitaly, dove in anteprima ci sarano i campioni di vasca di un nuovo Riesling, commercializzato nella linea Insolitus, di ispirazione tedesca nell’interpretazione ovvero basso grado alcolico e leggero residuo zuccherino.

La degustazione

stiftsgarten abbazia di novacella

Stiftsgarten 2019
Alto Adige Valle Isarco Sylvaner Doc
12,5% vol
Nel nome del vino l’origine specifica delle uve. La parola in tedesco significa giardino dell’Abbazia e il piccolo vigneto, proprio a fianco della struttura, è stato selezionato per questo progetto. Giace su un terreno ricco di sedimenti glaciali ed è dotato di viti di età superiore a cinquanta anni. Siamo a poco più di seicento e la vigna ha raggiunto un tale equilibrio che naturalmente fornisce rese basse e uve magnifiche che fermentano e maturano per due anni, il 70% in barrique usate e il 30% acciaio, dopo aver svolto la malolattica. Una volta in bottiglia il vino si è affinato per diciotto mesi. Solo mille le bottiglie di un vino che emoziona e lo farà a lungo in modo crescente.
Di un bel giallo brillante con lampi dorati, ha naso raffinato, originale e avvolgente nella suadente nota mellita che porge un bouquet fiorito, subito raggiunto da aromi di agrumi, lime in evidenza, con pesca, cedro, pera, albicocca, marmellata di limone e frutto della passione, questo sempre più evidente. L’insieme è percorso da respiri di talco su cui si innestano toni di caramella mou, con fragranze di frolle e intriganti timbri di rosamrino. Bocca piena e allungata sulla vena sapida, dinamica per la bella freschezza succosa, caratterizzata da uno svilupo salino anche tattile su cui danza lungo il frutto agrumato, con cenni di frutto della passione, che si fonde con salgemma e con convolgenti note di miele di zagara.

vigna oberhof abbazia di novacella

Vigna Oberhof 2019
Alto Adige Riserva Pinot Nero Doc
13,5% vol
Siamo a Cornaiano, frazione di Appiano, poco a sud di Bolzano, nella tenuta Marklhof di Cornaiano, posta su un terreno di depositi ghiaiosi-morenici a circa quattrocentocinquanta metri di altitudine. Dopo la fermentazione alcolica in acciaio e quella malolattica in barrique, il vino ha maturato sempre nelle piccole botti per due anni. Una volta imbottigliato si è affinato diciotto mesi per proporsi sul mercato in soli millecinquecento esemplari.
Il calice, di un bel colore rubino con vaghi riflessi granati, si propone subito fine nella dialettica tra viola e ribes nero, con mora e visciola che rapidamente si aggiungono, tutti sfumati da eleganti sentori minerali chiari di calcare. Ecco toni di crostate alle confetture rosse e nere, vaniglia, nuance di gianduia che si giustappongono a tocchi vitali di arancia e chinotto, che si allugano in felice contrasto con liquirizia e ardesia. Elegante e fresco appena in bocca, poi il tannino si fa sentire, finissimo e allungato ma ancora giovane e appena asciugante. Netta e amalgamata la fruttosità che anticipa la bella dialettica di chiaroscuri già incontrata al naso, qui condotta da toni fioriti che incontrano grafite e liquirizia, con finale balsamico.

Non possiamo non menzionare che la degustazione sia andata avanti a tavola, dove sia stati lusingati da due vecchie affascianti annate. Prima L’Alto Adige Sylbaner Praepositus Doc 2007, che si è manifestato ampio e fuso, elegante e suadente, ricco di frutto e miele, con un acuto di cedro fresco e in sciroppo molto fine, dotato di bocca vitale, ancora dinamica e ritmata nella sua verve salina.
Siamo poi passati all’Alto Adige Riserva Pinot Nero Praepositus Doc 1999, in magnum. Il frutto incontra raffinati e coinvlgenti toni umami, con ardeisa, salgemma e tante spezie; avvolgente e succoso, ha grande fruttosità minerale in bocca, dove è vitale, salino, dinamico e invitante.

Già conoscevamo le capacità evolutive dei vini di Abbazia di Novacella, ma un ripasso per rinfrescare la memoria non guasta quando non si è più trentenni…