Ergo Sum 2016, Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva

Il nome dell'azienda è legato a Montecappone, realtà eccellente della cittadina di Jesi, nata negli anni Sessanta

Siamo a Monte Roberto, venti minuti di auto da Jesi, verso l’interno. “La Mirizzi si basa su un vigneto di cinque ettari posto a trecentocinquanta metri di altitudine, riconosciuto eroico prima dal Cervim e poi da Mipaaf. La pendenza media è del 33% con punte del 42%, una condizione che rende faticoso stare in piedi”, racconta Gianluca Mirizzi, conduttore di entrambe le realtà. È stato acquistato a dicembre 2015 con l’idea di fare vini diversi da Montecappone. “Diversi in vigna e in cantina – riprende -. Mirizzi è un’azienda appena diventata bio, nel senso che subito cominciai la conversione”. Il biologico in un territorio difficile, dove la sfida è maggiore, ma quando le cose vanno bene anche i risultati sono molto importanti. “Nel 2017 non ho prodotto – riprende – perché la pendenza non ha consentito di entrare in vigna dopo piogge frequenti, non permettendo la difesa dalla peronospora. In produzione ho 1,2 ettari di una vigna di diciassette anni e che mi dà in tutto circa diecimila bottiglie, il resto è stato reimpiantato con verdicchio da una selezione massale delle vigne Montecappone, con mezzo ettaro a grenache. Sono terreni antichi, che derivano dal disfacimento degli Appennini e dal mare, sabbiosi con un po’ di argilla, rivolti a ovest, nord ovest, con esposizioni fresche. Mezzo ettaro è a nord ed è dedicato a Ergo Sum. Da venti anni con Utopia (il Verdicchio più importante di Montecappne, ndr)  studio l’evoluzione del Verdicchio con la consulenza di Lorenzo Landi, acquisendo un bagaglio che è stato tutto utilizzato per Ergo Sum, con l’intento di riuscire a occupare la fascia alta della produzione dei bianchi”. Le uve di Ergo Sum sono vendemmiata a maturazione perfetta perché si vuole conservare sia l’acidità che l’equilibrio a favore della longevità. La vinificazione è tradizionale in cemento con controllo della temperatura, senza svolgimento della malolattica. Il vino, sempre in cemento, riposa per un anno in contatto con le fecce fini. Dalla vendemmia 2020 matura in tini di cemento ovoidali perché favoriscono i moti convettivi, parzialmente inibiti dai tini classici a parallelepipedo, migliorando la fase di contatto con lieviti. Poi in bottiglia per quattro anni. “Abbiamo deciso di tenerlo cinque anni perché sappiamo che il Verdicchio importante dà il meglio dai sette ai quattordici anni; andiamo sul mercato quando sta per entrare nel periodo migliore”.

Ergo Sum 2016
Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva Docg
15% vol – € 80,00
Uve: verdicchio
Bottiglie Prodotte: 2.500

Giallo oro deciso e luminoso, accoglie intenso nei floreali di camomilla, tiglio, sambuco gardenia appena appassita giustapposti a profumi di limone d’Amalfi. Si allarga sul frutto di ananas, banana, albicocca, pesca, susina, mentre si avvertono sentori di cera d’api, pappa reale e miele d’acacia, per tornare sugli aromi di frutto della passione, dattero fresco, con note di mandorle, nocciole, noci declinate anche in pasta e gentilmente tostate, tutti percorsi da sentori minerali di selce e pietra focaia, con cenni vegetali di foglie di bosso e mirto, con nuance di maggiorana. Bocca molto importante per la dialettica tra acidità e morbidezza calorica e per una struttura notevole; un insieme che conserva grande eleganza a dispetto della potenza alcolica, trasformata in volume glicerico quel tanto che dona classe. La progressione è complessa e si allarga a nuance di albicocca secca sotto spirito e di sidro, con un finale in cui si ritrovano le note dolci insieme alla frutta secca anche in pasticceria e la mineralità sostenuta da una lunga vena salina.
Goloso l’abbinamento con il baccalà pil pil.

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