Alfa Forni. Dalla Ciociaria a New York

La pandemia ha stravolto gli equilibri, non ultimi quelli economici. Ma c'è chi ha fatto di necessità virtù, come questa azienda del frusinate

Ci sono eventi che posso letteralmente sgretolare alcune certezze, generando un vero e proprio tsunami. Il mondo della piccola e media industria deve necessariamente rispondere ai cambiamenti inaspettati, evitando di farsi trovare impreparato. Questa introduzione, forse un poco sibillina, trova una maggiore chiarificazione in poche parole: domanda – offerta – pandemia. Tre parole che collegate tra loro disegnano i contorni, in chiave imprenditoriale, dell’anno che abbiamo appena vissuto perché se è vero che questo virus ha falciato molte attività è anche vero che chi è riuscito a monitorare i cambiamenti che ha determinato, ha avuto l’opportunità, in certi casi, di trarre un enorme vantaggio di cui difficilmente avrebbe goduto se tutto questo non fosse accaduto. Insomma, condizioni particolarmente ostative hanno rappresentato una grande opportunità per cambiare, evolvere e crescere.

Alfa Forni

E parlando di aziende che non si sono fermate davanti al grande ostacolo, ma che invece ne hanno approfittato per progredire, siamo particolarmente contenti, in questo numero dedicato alle eccellenze del Lazio, di parlarvi di Alfa Forni che abbiamo avuto il piacere di avere con noi in occasione di Bererosa2021. Una piccola realtà che nasce e opera dal 1971 ad Anagni, borgo medievale in provincia di Frosinone, in alta Ciociaria, che è stato teatro di importanti successioni papali (non a caso all’ingresso della cittadina è ben specificato che è la città dei papi) e anche di certi “schiaffi” importanti come quello, neanche troppo simbolico, che ricevette papa Bonifacio VIII nel 1303…

Tornando ai giorni nostri, questa terra fin troppo sonnacchiosa ci regala belle storie da raccontare, in questo caso sono anche buone perché parlano di forni a gas e a legna da esterno, e di tutte le leccornie che si possono cucinare utilizzandoli al meglio. Alfa Forni si è sempre indirizzata principalmente al mercato professionale, ma anche a quello domestico, costruendo e vendendo forni a doppia alimentazione destinati per lo più ad attività ristorative quindi ristoranti, pizzerie o track food. Poi arriva questo maledetto virus, il comparto della ristorazione è pressoché bloccato, ma su google iniziano a schizzare ricerche del tipo “pizza come al ristorante”, “pizza croccante”, “forni adatti per la pizza”, che presto sono diventati un topic trend. E contestualmente, ricorderemo tutti la corsa per accaparrarsi il panetto di lievito e la farina che per un certo periodo erano diventati introvabili. Insomma in questo vortice hanno fisiologicamente trovato spazio i forni. “Durante tutto il periodo di lockdown abbiamo registrato un aumento di oltre il 70% delle vendite – spiega Sara Lauro, amministratore delegato di Alfa Forni – e la vera sorpresa è che le stesse performance le abbiamo avute anche all’estero, specie negli Usa, dove il forno da esterno si sta imponendo come alternativa ai classici barbecue, affermando ulteriormente la via ma[1]de in Italy al buon cibo. Dopo il boom della prima fase del lockdown, quando il lievito e la farina sono stati presi d’assalto sugli scaffali dei supermercati, sono decuplicate le visite al nostro sito web. L’articolo più letto sul nostro blog, dall’America all’Europa è stato come fare la pizza croccante a casa. Un’ondata di interesse che pensavamo fosse temporanea e invece ne è seguita una scia di richieste di forni per la casa, da ogni parte del mondo. Da maggio 2020, – continua Sara Lauro – la richiesta non si è mai abbassata, ha continuato a crescere. Risultato +70% di vendite per un totale fatturato di 10 milioni nel 2020 e un’aspettativa di arrivare a quota 18 milioni di euro quest’anno”.

La pandemia ha stravolto gli equilibri, non ultimi quelli economici. Ma c'è chi ha fatto di necessità virtù, come questa azienda del frusinate



Riguardo le caratteristiche vincenti di questi forni ve ne segnaliamo innanzitutto tre. La prima è che sono sì esclusivamente da esterno, ma sono stati pensati e adattati anche per essere sistemati in spazi non grandissimi come il terrazzo di un appartamento o nel giardino. Altro aspetto molto interessante è che anche nella versione a gas, i forni Alfa Forni riescono a raggiungere la temperatura dei canonici 500 °C necessari per cuocere la pizza. E infine, altro aspetto per nulla trascurabile, questi forni si montano facilmente e sul profilo Facebook dell’azienda c’è un video esplicativo del montaggio in cui, in pochi passaggi, il forno è pronto per essere utilizzato. Poi ovviamente ci sono una serie di peculiarità tecniche che rendono i prodotti Alfa Forni assolutamente competitivi, come per esempio essere tra i pochi apparecchi di cottura che non richiedono lavori di muratura per l’installazione. La tecnologia Compact Flame permette di poter disporre di un forno per pizza con una vera fiamma anche in spazi limitati. Grazie alla tecnologia Forninox che combina le proprietà dell’acciaio inossidabile Aisi 304 con quelle dei mattoni refrattari, questi forni sono leggeri, facilmente manovrabili e raggiungono la temperatura di esercizio in appena trenta minuti. A legna, a gas o a doppia alimentazione, questi forni garantiscono i risultati di cottura. Minimo comun denominatore dei modelli di Alfa Forni è l’esperienza nella lavorazione dell’acciaio inox. La performance di questo sistema forno deriva infatti dal brevetto della camera di combustione che contiene un innovativo sistema di “giro fumi”; un vortice di calore che permette di raggiungere temperature altissime, assicurando cottura omogenea e allo stesso tempo abbattimento drastico dei consumi di combustibile, sia nei modelli a legna che in quelli a gas.

Dunque la ricerca costante e il continuo controllo della domanda hanno fatto sì che Alfa Forni, come dicevamo all’inizio, non si presentasse impreparata davanti a questa grande richiesta dell’homemade. “Se non avessimo continuato a investire in innovazione, non avremmo potuto sfruttare la leva del nuovo interesse verso il forno da pizza”, conclude Sara Lauro.