Aquila Reale 2015 di Cesarini Sforza, nuova annata
Territorio, tempo e maestria generano Aquila Reale Trento Riserva di Cesarini Sforza, vino longevo, sintesi di potenza e finezza
Le uve chardonnay, solo chardonnay, provengono da Maso Sette Fontane (nella foto di apertura), cru vocato alle porte della Valle di Cembra; a cinquecento metri di altitudine su suolo detritico con presenza di scheletro, leggermente calcareo, non molto profondo, franco sabbioso, ben drenato, gli impianti a pergola semplice trentina sono gestiti in conduzione biologica. Qui, tra i profumi delle Dolomiti di Brenta e le brezze dell’Ora del Garda, lo chardonnay sviluppa un equilibrio che si traduce in eleganza innata e personalità decisa. Aquila Reale Riserva viene prodotta esclusivamente nelle vendemmie in cui le uve esprimono condizioni di sanità e maturazione impeccabili, secondo una filosofia produttiva che fa della selezione più rigorosa il suo stile.

Aquila Reale, la vinificazione
Le sue uve, raccolte manualmente in piccoli contenitori tra fine agosto e la prima decade di settembre, vengono delicatamente pressate intere in un torchio verticale Marmonier e solamente la metà del mosto viene selezionata per la Riserva. La fermentazione avviene prevalentemente in acciaio e in parte in carati di rovere a cui segue un affinamento di almeno sette mesi a contatto con le proprie fecce fini. In tarda primavera si realizza la cuvée in attesa del tiraggio che avviene non prima del mese di giugno, a cui seguono poi almeno novanta mesi di affinamento. Alla sboccatura segue una sosta di altri sei mesi prima dell’uscita sul mercato.

“Il 2015 è stato un anno generoso e mediamente caldo e asciutto, a differenza del 2014 freddo e piovoso. Il particolare andamento stagionale, senza eventi meteorologici rilevanti, ha determinato un leggero anticipo della raccolta e le uve perfettamente sane hanno permesso di ottenere mosti con un buon equilibrio, ideali per una base spumante di grande finezza”, commenta Andrea Buccella, responsabile produzione di Cesarini Sforza.
La degustazione

Nel calice esordisce con un colore giallo paglierino, dai riflessi dorati che rispecchia la tenuta nel tempo di questa annata. Al naso la dolcezza degli aromi ricorda la frutta candita, seguita dalle note di piccola pasticceria, con un finale lievemente agrumato. L’ottima struttura è supportata da una piacevole acidità, una grande finezza ed eleganza, oltre a persistenza.