Sella & Mosca e i suoi primi 120 anni

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La storia di Sella & Mosca inizia con una battuta di caccia di due piemontesi: l’ingegnere Erminio Sella (nipote di Quintino Sella, celebre politico e ministro delle finanze) e dall’avvocato Edgardo Mosca. Entrambi rapiti dalla bellezza selvaggia della pianura di Alghero, nel 1899 decisero di bonificare quel territorio e di impiantare in un unico appezzamento il più grande vigneto d’Europa. Nasce così la storia di Sella & Mosca che sta celebrando il suoi “primi” 120 anni e che dal 2016 fa parte del gruppo Terra Moretti Vino, la holding già proprietaria di Bellavista e Contadi Castaldi in Franciacorta e Petra in Toscana. “Quando siamo arrivati a Sella & Mosca, Francesca ed io – afferma Vittorio Moretti – siamo rimasti così colpiti da quel vigneto a corpo unico da non poter resistere. Il nostro obiettivo è proprio rafforzare la vigna, fare tornare la cantina a essere quello che è sempre stata nel suo Dna.”

IL VIAGGIO NELLA GRANDE TRADIZIONE ENOGASTRONOMICA SARDA
I festeggiamenti dei 120 lustri ci hanno portato in Sardegna per conoscere più da vicino la grande storia di questa azienda vinicola ma anche per ammirare la sterminata bellezza della Sardegna, terra ricca e generosa anche e soprattutto dal punto di vista enogastronomico.
La prima tappa ovviamente è stata in cantina, dove siamo andati a scoprire cosa sta fermentando nei tini e soprattutto quali sono i progetti messi in campo da Vittorio Moretti, instancabile patron di Terra Moretti. Ma per capire un calice fino in fondo, è necessario conoscere la gente che lo porta in tavola, gli abbinamenti con i piatti tipici di quella terra.


E in un viaggio in cui vino e cibo si incastrano indissolubilmente, quale miglior Cicerone se non un chef? Parliamo di Luigi Pomata, uno dei protagonisti della contemporanea espressione gastronomica dell’isola, un professionista che non ha mai rinnegato origini e tradizioni, traendo da questi capisaldi linfa per le sue creazioni originali e innovative. Con lo chef Pomata abbiamo fatto una full immersion nella Sardegna più autentica, visitando il mercato di Alghero dove ci siamo inebriati di colori e profumi; e che bello vedere l’artigianato puro quello delle mani che lavorano come quelle armoniose della signora Gianfranca Dettori, che davanti a noi ha creato i filindeu, i fili di Dio una pasta sottilissima, intrecciata mille volte fino a tessere una trama fittissima. E le minuziose decorazioni dei dolci tipici sardi che sembrano dei ricami tanto sono perfette.

Il viaggio continua fino al Sa Mandra un agriturismo nella campagna di Alghero dove abbiamo osservato – ammutoliti e rapiti – le donne preparare i malloreddus, i casari intenti alla lavorazione del formaggio e dove abbiamo degustato il casu marsu il tipico formaggio con i vermi. In questa fattoria, si percepisce esattamente la vita contadina sarda dei tempi passati, sono infatti presenti delle attrezzature antiche in uso fino a pochi anni fa. Ed è qui a Sa Mandra, che abbiamo avuto l’onore di vivere una esperienza unica nel suo genere, l’apertura di un tonno di Carloforte conservato in olio extravergine di oliva invecchiato ben 25 anni. L’onore di aprire questo scrigno di bontà l’ha avuto lo chef Pomata che ce l’ha servito assoluto. Abbiamo assaggiato due parti del tonno, la ventresca e la guancia. Un sapore che azzera completamente l’idea che abbiamo di tonno, anche del più buono mai mangiato prima. Non esistono paragoni e forse neanche le parole per descrivere la consistenza e il sapore di questa prelibatezza fatta di carni morbide, di sapori delicati.

LA FESTA PER I 120 ANNI DI SELLA & MOSCA

Vittorio Moretti durante la festa nella Tenuta

Ma parliamo dei festeggiamenti, che Sella & Mosca ha voluto organizzare in grande stile coinvolgendo tutta la squadra di quasi 200 dipendenti. Una bellissima cena nella Tenuta che si è aperta con una delle novità più intriganti: il Torbato Brut prodotto sia con metodo charmat che con il metodo classico, un vitigno storicamente prodotto da Sella & Mosca ma che acquisisce una nuova vita tra le sapienti mani gli esperti di bollicine della famiglia Moretti. Le uve vengono lavorate e spumantizzate ad Alghero ed assumono una maggiore personalità stilistica ed il vino è diventato più vibrante, fresco e di verticale bevibilità. Uva rara e preziosa, riscoperta e valorizzata dopo anni di grande lavoro, cresce su terreni ricchi di calcare provenienti da sedimentazioni marine millenarie. E’ stata poi la volta del Dimonios, Cannonau DOC, un vino forte e deciso che racconta la storia della tradizione sarda, enfatizzando i valori principali come la generosità della gente e il senso di appartenenza. Bella la dedica alla Brigata Sassari presente sull’etichetta, dove sono recitati alcuni versi dello storico inno con il permesso speciale del Ministero dell’Interno.

Il legame di Sella & Mosca con la terra sarda è profondo ed in esso si fondono diversi piani non ultimo quello artistico, frutto della sinergia con Antonio Marras, stilista di Alghero ideatore delle etichette dei 4 vini della linea “Sella&Mosca + Antonio Marras”. Marras ha tratto ispirazione dalla notte magica di San Giovanni (23-24 giugno) quando due marinai, un pugile, un eccentrico e un uomo ingiustamente accusato di essere un bandito si incontrano ad Alghero e saltando il fuoco diventano compari. I quattro vini portano il nome dei personaggi raccontati da Marras: Oscarì, il Metodo Classico da uve torbato; Ambat il Vermentino di Sardegna; Catore l’Alghero Torbato e Mustazzo il Cannonau di Sardegna. Ne nasce una storia di amicizia, di legami autentici, di valori e di territorio.

La cena ad 8 mani è stata preparata da Christian Andreini, “Al Refettorio” – Alghero, Stefano Deidda, “Dal Corsaro” – Cagliari, Luigi Pomata, “Luigi Pomata” – Cagliari, Oliver Piras “Aga” – San Vito di Cadore che hanno collaborato ad un menù nel totale rispetto della tradizione e che ha coinvolto molti produttori locali. La voglia di condividere e di festeggiare con tutti i dipendenti si sposa bene con le affermazioni Francesca Moretti – “credo ci sia una responsabilità sociale nel promuovere e nel raccontare il territorio. Poi è un circolo virtuoso e ne beneficiamo anche tutti noi”, un’azienda di queste dimensioni assume un’importanza vitale per tutta la comunità. Accanto all’impegno enologico, c’è ben altro come il progetto di recupero dell’intera tenuta con un museo, la ristrutturazione della chiesetta dedicata alla Madonna dell’Uva e alle cantine storiche. Chi visita l’affascinante tenuta rivive in prima persona l’atmosfera dell’inizio del secolo, in un continuo caleidoscopio di profumi, odori e aromi che esprimono il carattere di questa terra assolata e forte e tanto contribuiscono alla personalità inconfondibile dei suoi vini.

LA TENUTA, I VINI E IL GRUPPO TERRA MORETTI

Baciata dal sole e abbracciata dai venti, la proprietà si estende per 650 ettari, in una piana soleggiata e accarezzata dal vento di maestrale, immersa in un incredibile parco botanico circondato da oltre 550 ettari di vigneto. Un luogo che non può̀ essere confuso con nessun altro, puntellato da oleandri, pini marittimi, palme ed eucalipti. A queste terre si aggiungono i piccoli appezzamenti della Gallura, nella parte nord orientale dell’isola (15 ettari) e di Giba, nel Sulcis, sulla costa sud occidentale, tra Capo Teulada e la catena montuosa dell’Iglesiente (6 ettari). Il terroir è diverso per ogni sito e caratterizzato da elementi ambientali unici: un suolo ricco di umori minerali e avaro d’acqua, dove l’aria è tersa e il clima caldo quanto ventoso. Pur nella loro unità geologica, le tenute presentano una grande varietà di terreni: argillosi, sabbiosi, calcarei, vulcanici. In ogni microarea, i vari vitigni danno risposte diverse, consentendo un’eccezionale pluralità di caratteristiche. Abbiamo degustato con una verticale il vino di punta dell’azienda, il Marchese di Villamarina, nato nel 1989, Cabernet Sauvignon in purezza che da subito ha vinto tutti gli scetticismi di chi pensava che la Sardegna dovesse limitarsi all’interpretazione delle varietà autoctone più note. Abbiamo iniziato con l’anno di nascita per poi proseguire con il 1993, 1999, 2004, 2009 e 2014 entrata in vendita quest’anno. Il vino si è espresso in un’evoluzione molto interessante che ha mantenuto nel tempo un’eleganza particolare, si parte dalle annate più recenti con sentori molto fruttati fino ad arrivare a quelle più lontane dove prevalgono i terziari senza nessuna ossidazione. Ciò che da sempre contraddistingue il Gruppo Terra Moretti è la cura e la valorizzazione del territorio, per dare ai suoi ospiti un’esperienza il più possibile completa e stimolante. In quest’ottica l’azienda inaugura l’Agriturismo Villamarina progetto curato da Valentina Moretti che afferma «Investire, partendo da ciò che offre la terra, per dare radici al futuro», crede fermamente nelle idee che restituiscono valore alla terra e alla cultura a cui appartengono. Tutto questo rende l’esperienza della visita alla Cantina Sella & Mosca unica e completa con un forte respiro internazionale per modernità di concezione e progettualità.

Di Cristiana Curri

www.sellaemosca.com
www.terramoretti.it

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