Assuli, sole, luce e Mediterraneo nel calice
La famiglia Caruso è proprietaria di 120 ettari in Sicilia occidentale condotti in biologico in cinque aree poste nell’entroterra
La dichiarazione di intenti dell’azienda Assuli è proprio nel suo nome che vuol dire “al sole”, ovvero assecondare quel calore e quella luce che possono ritrovarsi amplificati nei vini. Cinque aree di produzione poste nell’entroterra nella fascia da Trapani a Mazara del Vallo, tra i cento e i seicento metri di altitudine, dedicati principalmente a cultivar tradizionali siciliane a cui si unisce il syrah. E poi un vigneto sperimentale di tremila metri quadrati dove vengono coltivate quattordici varietà reliquia siciliane, studiate in collaborazione con l’Istituto regionale della vie e del vino di Marsala. Insomma la volontà di difendere il patrimonio di biodiversità siciliano con la consapevolezza che sia il futuro della vitivinicoltura isolana. Per interpretare al meglio le uve di cinque territori con diverse condizioni pedoclimatiche i Caruso hanno scelto di coinvolgere Lorenzo Landi, enologo di fama mondiale.
La storia dell’azienda vitivinicola nasce in seno a un’altra attività in cui i Caruso eccellono da oltre settant’anni: quella dell’estrazione del marmo, nata appunto in Sicilia dalla scoperta di un particolare prodotto figlio del monte Cofano, il promontorio posto poco a nord di Trapani che insieme al monte Erice fa da sentinella naturale alla città.
Dal marmo al vino il passo è in verità breve, come dimostrano tradizioni simili presenti nella zona del Gargano, ad Apricena. A metà anni Novanta la famiglia Caruso trova naturale fondare l’azienda nei terreni di proprietà e oggi con un importante superficie vitata si propone con una gamma di vini articolata i cui nomi si rifanno all’epopea dell’Orlando Furioso, il cui epilogo si svolge in Sicilia a Lampedusa.
Oggi a condurre l’azienda la terza generazione dei Caruso, Nicoletta, Roberto e Michele (nella foto).
Merita una menzione anche la produzione olearia con un extravergine di oliva a base di nocellara del Belice, cerasuola e bianco lilla, da piante secolari poste nel comune di Mazara del Vallo.

Carinda 2020
Sicilia Insolia Doc
12,5% vol
Giallo vivo, è immediatamente fruttato al naso negli aromi di pesca, mandarino, limone d’Amalfi, pera, mela, mango, fusi con profumi fioriti di acacia e frangipani, percorsi da note di nocciola secca e mandorla fresca, da respiri di gesso e salgemma. Fresco, sapido, morbido, ha tessitura media per un insieme bilanciato, caratterizzato in progressione da una tessitura salina che dà spessore e sostiene la lunga scia di aromi: ritroviamo il frutto polposo e la bella verve floreale,poi il vino si allunga su mandarino, limone, mango e salgemma, con cenni di mandorla fresca.
Ottimo con un cous cous alla bisque di gamberi, con scorfano in guazzetto e zucchine.

Donna Angelica 2017
Sicilia Lucido Doc
13,5% vol
Di un bel giallo luminoso con nuance dorate, accoglie avvolgente nel fondere il frutto con respiri floreali, belle e gentili note tostate. Pesca, susina, albicocca, arancia sono accompagnate da profumi di ginestra e di lavanda mentre si avvertono delicate tostature di mandorle insieme a fragranze di pane bianco fresco e croccante; ecco toni di anice, sentori di macchia mediterranea che ricordano timo e mirto, respiri di salgemma, cenni di torta margherita con bagna alcolica al frutto sciroppato e crema pasticcera, per chiudere il cerchio tornando al frutto giallo. Avvolgente, salino, di freschezza succosa, è invitante e bilanciato, caratterizzato da una progressione calda e di tattile sapidità che allunga il sorso. Il frutto è subito in primo piano con cenni sotto spirito, insieme alla frutta secca con delicate tostature fragranti e una lunga scia di salgemma. Giova ricordare che lucido e catarratto sono vitigni molto vicini geneticamente.
Sposa perfettamente dei filetti di ombrina con Pachino, capperi e olive.