Bar in crisi? La soluzione l’ha trovata un imprenditore torinese
Un metodo standardizzato e replicabile, in centinaia di locali dislocati lungo tutto lo stivale. L'All Day Bar per rispondere alla crisi
Per combattere la crisi che da anni colpisce i bar, servono nuovi metodi di gestione, ovviamente sicuri ma anche standardizzati e replicabili. A questa nuova idea di bar ci ha pensato un imprenditore torinese, si chiama Ivan Daniele ed ha ideato Trivè.

Salvare i bar con un metodo gestionale replicabile
Ne abbiamo scritto qualche giorno fa – secondo i dati FIPE presentanti ad Host – i bar continuano ad arrancare; solo nel primo semestre del 2025, il saldo tra aperture e chiusure è stato negativo ed hanno chiuso 706 locali. Insomma il quadro della realtà attuale e ben diverso da quello del passato, quando si parlava della Milano da Bere e Torino da vivere anche grazie alla presenza di bar storici – ma non solo – che rappresentavano una base importante di quel “fuori casa” tutto italiano. Ma appunto, i numeri ci raccontano un’attualità ben diversa dal passato e che per aiutare il settore servono azioni concrete certamente istituzionali, ma ben vengano anche le soluzioni nate dalla lungimiranza di qualche imprenditore. Come nel caso di Trivè, frutto dell’intraprendenza di Ivan Daniele, che introduce il format dell’All Day Bar: un metodo gestionale replicabile che supera il milione di fatturato per locale.

Trivè lancia l’All Day Bar
La crisi italiana del settore dei bar, nasce fondamentalmente dalla difficoltà di conciliare sostenibilità economica e standard di servizio elevati per un settore che conta quasi 128 mila imprese, 400 mila addetti (di cui il 58,9% donne) e oltre 20 miliardi di euro di consumi annui. Sono dati che fotografano con chiarezza una crisi strutturale: i bar italiani continuano a ripetere modelli di gestione rimasti invariati dagli anni Ottanta, tra vetrine sovraffollate, sprechi e assenza di metodo. È in questo contesto che si inserisce Trivè, un format nato a Torino nel 2017 da un’idea di Ivan Daniele, con l’obiettivo di ridefinire il modello di business del bar italiano attraverso un metodo gestionale standardizzato e replicabile. L’All Day Bar è operativo dalle 8 del mattino alle 2 di notte e copre tutte le fasce orarie – colazione, pranzo, aperitivo, cena e dopocena – con un’offerta selezionata e coerente. “I dati sulla chiusura dei bar dimostrano che non è più sufficiente avere una buona idea o una clientela affezionata: serve un metodo,” spiega Ivan Daniele, fondatore di Trivè. “Ho lavorato in bar, pasticcerie, pizzerie e ho sempre visto lo stesso problema: realtà che si reggono sull’estro del singolo imprenditore, senza un modello gestionale solido. Trivè nasce proprio da qui: dall’esigenza di rendere il bar un’attività sostenibile, replicabile e con margini stabili nel tempo”.

Dal bar tradizionale al format replicabile
La difficoltà principale nel replicare un bar è sempre stata la complessità del modello: a differenza di un monoprodotto come la pizza o il panino, il bar attraversa cinque momenti diversi della giornata, ciascuno con logiche e prodotti propri. Trivè ha affrontato questa sfida analizzando a fondo il settore e individuando i prodotti più richiesti e le abitudini di consumo più diffuse, per poi scomporre la gestione del bar in obiettivi concreti e processi standardizzati. Il cuore di questa uniformità è un laboratorio di produzione centralizzato che serve tutti i punti vendita, sia diretti che in franchising, realizzando lavorati e semilavorati standardizzati. Questo sistema permette di garantire la stessa qualità, freschezza e coerenza dell’offerta in ogni locale, mantenendo margini stabili e un’esperienza omogenea per il cliente, indipendentemente dalla città.
I numeri della replicabilità: un milione di fatturato e cinque locali attivi
Ogni locale Trivè genera in media tra 1,2 e 1,8 milioni di euro di fatturato all’anno. In termini pratici significa che un singolo punto vendita riesce a sostenersi con margini stabili, grazie a un controllo dei costi: le materie prime incidono per meno del 30% e il personale per circa il 32%. A Torino sono operativi tre locali diretti – tra cui l’apertura recente in Piazza Vittorio – più un franchising in Via Duchessa Jolanda. A Milano, è attivo un punto vendita in Via Marghera. “Il vero traguardo non è soltanto il fatturato, ma aver dimostrato che un bar può essere replicabile”, commenta Ivan Daniele specificando che l’obiettivo è creare il primo brand italiano nel settore bar, una categoria nuova chiamata All Day Bar. “Vogliamo diventare quel posto comodo e affidabile per ogni occasione: un pranzo veloce, un appuntamento informale, un aperitivo con gli amici o una festa di laurea”, conclude l’imprenditore.

Prossimi passi: il consolidamento su Milano e l’espansione
Dopo aver consolidato il modello a Torino, Trivè guarda ora a Milano come città chiave per il prossimo sviluppo. Il nuovo punto vendita in zona Brera sarà il flagship store – un locale vetrina che racchiude tutte le caratteristiche del format e funge da modello per le aperture future – e farà da base per una crescita più ampia: sono già allo studio 8-9 aperture nei prossimi due anni nel capoluogo lombardo . Parallelamente, il franchising si prepara a uscire dai confini torinesi con le prime trattative in corso ad Alba, Milano, Legnano, Brescia, Vicenza, Firenze, Pordenone e Roma. Le prospettive economiche confermano la scalabilità del modello: il fatturato, oggi intorno ai 5 milioni di euro, è destinato a raddoppiare già nel 2026, con una traiettoria che punta ai 25 milioni entro il 2028.
Trivè
Trivè è il primo All Day Bar in Italia, nato a Torino nel 2017 dall’idea di Ivan Daniele e oggi presente anche a Milano. Il brand ha creato un format replicabile e standardizzato che copre tutte le fasce orarie della giornata, offrendo un modello scalabile per imprenditori e franchising. Con cinque locali già attivi e piani di espansione a Milano e in altre città italiane, Trivè punta a diventare il primo brand nazionale del settore bar.