Cantina della Volta, bollicine metodo classico per passione

Nelle fantastiche sale dell’Enoteca Pinchiorri
Cantina della Volta ha presentato i suoi due nuovi spumanti millesimati

 

 

Logo Cantina della Volta

c_della volta noirIl 4 maggio a Firenze all’Enoteca Pinchiorri – tempio del vino e del cibo – Cantine della Volta l’azienda di Bomporto (Mo), nata nel 2010, ha presentato due spumanti millesimati con ben sessanta mesi di affinamento sui lieviti: Il Mattaglio Blanc de Blancs Brut 2010 da uve chardonnay e il Mattaglio Blanc de Noirs Brut da uve pinot nero. I vigneti si trovano su terreni calcareo-argillosi, molto simili a quelli di Ay in Champagne, a 650 metri di altitudine. Due vini di grande finezza, caratterizzati da un’acidità spiccata, amalgamata in modo eccellente nella trama gustativa continua, già molto interessanti a pochi mesi dalla sboccatura. Lo Chardoanny non può non piacere a chi ama i vini raffinati, il Pinot Nero può entusiasmare gli amanti di questo vitigno quando, come nel Mattaglio, viene spumantizzato senza spogliarlo del suo colore carico e quindi dei suoi aromi polposi e di gran carattere. L’azienda è famosa per i suoi spumanti, sia il Brut e il non dosato da blend di uve chardonnay e pinot nero, sia la gamma da uve lambrusco di Sorbara: il Lambrusco di Modena Rosé Brut Doc 2010, il Rossoc_della volta blanc Brut Doc 2010, il Trentasei Rosso Brut Doc 2010 (selezione affinata per almeno trentasei mesi sui lieviti) e il Lambrusco di Sorbara frizzante Doc (ottenuto con fermentazione in bottiglia, i lieviti restano all’interno della bottiglia formando un piccolo sedimento). Perché tante bollicine ben realizzate? Il cognome di uno dei proprietari, enologo dell’azienda, è la risposta: Christian Bellei, nome famoso di una famiglia che fa vino e spumante metodo classico da generazione, di cui Christian ha ereditato passione e know-how (l’azienda Bellei è ora di proprietà di Cavicchioli), sviluppandolo ulteriormente in Cantina della Volta come i vini dimostrano. Oggi l’azienda commercializza circa centoventimila bottiglie con l’obiettivo di arrivare a raddoppiare la quantità con qualità sempre crescente. Una realtà giovane e molto caratterizzata che certamente porterà il nome di Sorbara nel mondo e che speriamo possa creare un movimento spumantistico sulle colline modenesi.

di Francesco D’Agostino