Biondi-Santi, nuove annate da Montalcino

La originale presentazione di primavera non poteva che essere digitale. La raccontiamo oggi con Rosso e Brunello disponibili a scaffale

La originale presentazione di primavera, come il periodo ha imposto, non poteva che essere digitale. La raccontiamo oggi con il vino disponibile a scaffale La differenza rispetto ad altri incontri è che si è voluto raccontare e assaggiare il vino sena dimenticare la sua vocazione ovvero la tavola. Per rendere la cosa possibile è stato coinvolto il Bistrot Da Francesco Su che ha preparato dei golosi kit sotto vuoto poche ore prima della riunione digitale, con le istruzioni per riscaldare e impiattare. Forse non ce n’era bisogno perché nell’immaginario collettivo i vini di questa azienda non sono mai stati pensati per la degustazione in assolo, ma per assolvere i doveri coniugali con il cibo; ciò non toglie che poterlo realizzare subito dopo la degustazione ha un plus che resta nella memoria, anche perché gli abbinamenti, neanche a dirlo, erano azzeccatissimi. Non tutti i partecipanti all’incontro si sono organizzati per la “funzione”, noi invece eravamo strapronti per scaldare a bagnomaria i nostri due piatti: animelle glassate, con crema di patate viola, e tortelli di brasato, con fondo bruno e tartufo nero, abbinati rispettivamente al Rosso e al Brunello.
Alla regia c’era Lene Lundvald Bucelli, responsabile marketing e comunicazione di Biondi Santi, mentre il racconto è passato per le parole di Giampiero Bertolini e Federico Radi, amministratore delegato e direttore tecnico dell’azienda. Giova ricordare che Biondi-Santi Tenuta Il Greppo dal 2017 è di proprietà della famiglia francese Descours.

Rosso di Montalcino Bondi Santi 2017

Rosso di Montalcino Doc 2017
13,5% vol – € 55,00

Rubino scuro, luminoso e trasparente, è gentile e di bella intensità a naso nel porgere profumi di rosa rossa, peonia, violetta e garofano che dialogano con il frutto di ciliegia, lampone, melagrana, susina rossa, arancia rossa e chinotto, con cenni più scuri di mirtillo e una speziatura che richiama la noce moscata, la radice di liquirizia, il pepe bianco e il ginepro per un insieme ben leggibile, invitante ed elegante, sfumato da respiri balsamici di menta. Bocca suadente e dinamica, fresca e succosa, sapida, dai tannini levigatissimi per un insieme molto bilanciato, avvolgente e dinamico. Ne gode il retrolfatto, dove il frutto spicca generoso nelle sue note rosse, accompagnato da nuance floreali e dalla decisa speziatura, con una progressione di frutto, pepe e liquirizia in terminabile. E richiama un nuovo calice.

Biondi Santi Brunello di Montalcino 2015

Brunello di Montalcino Docg 2015
14,5% vol – € 150,00

Una versione un po’ barocca questo 2015 al momento dell’uscita. Dal naso di bosco, palato polposo e di grande equilibrio, con una potenza alcolica desueta per l’etichetta. Un’annata calda e generosa che oggi rivela un vino strutturato, molto avvenente, piacevole, che richiede a nostro avviso più tempo per trovare la sua anima, vista l’esuberanza energetica delle uve. Si potrebbe pensare che la sua potenza non gli garantirà la longevità che questa etichetta vanta da oltre un secolo; in realtà crediamo che voglia stare più tempo in vetro, rispetto ad altri millesimi, per entrare in quella fase di stabilità ed eleganza che caratterizza l’anima di questo vino, ancora frastornata da un annata imponente. D’altro canto, assaggiando il vino senza conoscerne la storia non si può non apprezzare nel suo stile ricco, invitante e bilanciato. Siamo all’inizio dell’ennesima storia del Brunello di Montalcino di Biondi Santi, un vino che esprime territorio e annata in modo specifico e che dopo un lungo cammino, converge verso il genius loci, quell’espressività distintiva che le sapienti mani della dinastia Biondi-Santi hanno sempre saputo raggiungere e che gli attuali conduttori continueranno a ottenere, riuscendone forse, un giorno, a decodificare i segreti. Rubino scuro di buona luce e vaghi riflessi granati, accoglie scuro nei toni di grafite e pepe che avvolgono il frutto di mora, mirtillo, prugna, visciola, percorsi da note balsamiche di menta, legno di eucalipto e canfora. Sale una nota dolce che parte dalla nocciola secca per arrivare a cenni intriganti di gianduia che sposano respiri di tabacco da pipa, di noce moscata, cannella e vaniglia. Si aggiungono sentori di brutti ma buoni, di crostata alla confettura di prugne, di chinotto fresco e candito, con spunti di inchiostro. Energico, voluminoso, caldo e avvenente, dotato di una spinta acido-sapida che dà ritmo e di un tannino deciso,già ben polimerizzato, integrato dalla struttura importante. Il retrolfatto gioca sulla dialettica tra frutto scuro del naso, polposo, che incontra grafite, liquirizia e dense note balsamiche, tutto di grande lunghezza.