#Iltempodelvino – L’abbraccio del Giardino, Verticale di dieci annate del cru di Adami

In Vinoby editorLeave a Comment

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Il racconto delle annate dalla 2008 alla 2017 del Valdobbiadene Prosecco Superiore Rive di Colbertaldo Vigneto Giardino Asciutto, identità, filosofia ed eredità della famiglia Adami. Le nostre emozioni, la grandezza del cru

Di Francesco D’Agostino

Non era la prima volta. Chi ci segue ricorderà quando nel 2011 raccontammo la nostra prima esperienza con undici annate, dalla 1997 alla 2009. Urge sottolineare questo aspetto perché assaggiare uno spumante metodo Martinotti, che nell’immaginario collettivo si consuma nell’anno successivo alla vendemmia, a distanza di oltre dieci anni sembra avere del miracoloso. Potete anche pensare che possa essere stato un esercizio tecnico, una sterile analisi di verifica del potenziale di un vino; la verità è che la piacevolezza della maggioranza dei millesimi più vecchi (e ovviamente dei giovani) era quella classica che si cerca in un vino, fatta di equilibrio, carattere, espressività, vitalità, insomma quelle caratteristiche riscontrabili in qualunque assaggio che ci fanno esclamare “buono!” e poi bere un altro calice.

Il Vigneto Giardino in Primavera

È il figlio di un vigneto particolare, ad anfiteatro, che abbraccia il visitatore. Trasferita in bottiglia l’anima del luogo, l’abbraccio del vino nelle sue dieci annate si percepisce e dà emozione.

 

Memorie dell’assaggio

Siamo partiti con il 2008, risalendo fino al 2017. Le incertezze si sono dissolte immediatamente, grazie a un calice subito disponibile, in grado di parlare un “linguaggio vinese” di grande piacevolezza e complessità, in cui i tratti caratteristici del Prosecco Superiore giovane  si perdono a favore di una complessità e una profondità inaspettate per molti, con una piacevolezza dai profili diversi, ma coerente per valore assoluto con la tipologia. Sulla nostra guida Sparkle abbiamo parlato di complessità, raccontando il vino dell’annata e in qualche modo ce lo aspettavamo su uno spumante di dieci anni. Ci ha stupito l’integrità del vino, presente in tutte le annate, la dinamica di assaggio, in alcuni casi straordinaria, che rende quei vecchi Prosecco degli spumanti unici, da godere in abbinamento, prediligendo piatti cucinati, fino alle carni. Più avanti troverete il racconto di ogni assaggio, frutto come sempre di un lavoro di team in cui non ci siamo dovuti sforzare per scoprire e riconoscere una eccezionale messe di aromi, anzi ci siamo limitati per non diventare noiosi nel racconto. Al di là dell’approccio aromatico deciso e articolato dei vini, siamo stati stupiti dal colore, sempre molto vivo, a significare che anche i vini più datati non erano ossidati.

Franco Adami

Tirando le somme, nella sequenza di degustazione si possono definire dei confini, seppur molto sfumati, ovvero raggruppare i millesimi dal 2008 al 2013 in una classe di espressività in cui la grande dialettica olfattiva e la piacevolezza di assaggio non riporta (salvo un millesimo) ai classici canoni della denominazione garantita di Conegliano Valdobbiadene nonostante si riscontri nei calici una certa leggiadria floreale: sono vini caratterizzati da un olfatto articolato e goloso nel proporre toni accattivanti di pasticceria e spezie, insieme a frutto e fiori. Il 2013 emerge. Il 2012 esce, invece, dal raggruppamento esprimendo in modo piuttosto nitido la denominazione, ancora sorprendentemente fresco e vitale. Poi c’è il 2014, annata difficilissima in cui freddo, pioggia e grandine hanno colpito mezza Italia e anche il vigneto Giardino, riducendo anche qui enormemente i quantitativi di uva di qualità da vinificare (quattordicimila bottiglie invece di quarantacinquemila); al di là dei quantitativi, il quadro acido era più ricco e teso e in evoluzione il vino ha sviluppato insolite note minerali che a distanza di cinque anni danno un’espressività diversa da tutti gli altri vini. E poi le ultime tre annate in assaggio, dove si percepisce in modo palese la denominazione.

Quando facciamo degustazione verticali non stiliamo mai un classifica dei migliori, dando votazioni, perché il vino in quelle bottiglie continua ad evolvere e, al di là dei vini che si staccano decisamente, le differenze sono minime e sei mesi dopo il risultato può essere diverso. La fotografia la nostro assaggio del 26 febbraio 2019 è ben definita andando a leggere il racconto di ciascun millesimo e il titolo che abbiamo dato per provare a sintetizzarlo. Emerge in modo chiaro, invece, l’attitudine di cru della vigna che, anche nelle annate difficile, esprime un valore realmente straordinario.

(L’articolo completo su Cucina & Vini n° 168)

 

La degustazione
A cura di Francesco D’Agostino, Fabio De Raffaele, Luciano Nebbia, Antonio Pellegrino

2008
Annata meno carica di zuccheri, ma con grande dote acida
Complesso, profondo, invitante e potente

Giallo dorato chiaro, veramente brillante, fonde subito gli agrumi con la zuppa inglese nei riconoscimenti di mandarancio, arancia, che si allargano a sentori di frutta candita, albicocca disidratata, in bel contrasto con freschezze di susina, nespola e mela annurca, tutti sfumati da note di zenzero candito, da nuance di curcuma mentre cresce la gentile nota di miele d’acacia con i suoi fiori, insieme a quella di caramella mou; e risale di tono su cenni di uva spina e gelso con note trasversali di anice, di salgemma e grafite, sfumature di fieno secco e tè… Fresco e salino, è morbido nel ricordare subito miele mille fiori, miele di castagno e di melata, in giustapposizione con la scia minerale invitante di salgemma, con gli agrumi e il frutto fresco, che arriva a cedro e lime, più deciso che al naso; insiste nella dialettica di chiaro scuri e si aggiungono confetture, frutta secca pralinata e fiori secchi su una dinamica di assaggio inaspettata, dotata di bollicina sottilissima che richiama la beva grazie anche a un finale asciutto e goloso al contempo.

2009
Annata molto equilibrata, dall’acidità meno aggressiva
Golosità evoluta

Giallo dorato chiaro, luminoso, è dolce e goloso al naso, subito su note di pan di Spagna e pasticceria alla crema con bagna delicata, accompagnate da marmellata di agrumi in contrasto con sentori di pepe, e ancora netti gli aromi di kiwi in piena maturazione e di pera sotto alcol; sale poi di tono su profili floreali di mimosa insieme a sentori di noce e di mandorla fresca, sfumati da ricordi di fieno piuttosto secco, rosa appassita, tè e maggiorana, con intriganti cenni di canfora. Il frutto vira poi su arancia rossa e giuggiola, avvolti da nuance di miele e caramella mou. Morbido e salino, meno strutturato e ritmato del precedente, è cremoso, subito caratterizzato da riflessi intensi di miele, con il frutto che si presenta sotto forma di gelatine, caramelle e canditi nei riconoscimenti dominanti di pompelmo rosa, lime, ananas; il finale è tutto di salgemma e selce con cenni di pera sotto spirito.

2010
Annata equilibrata, periodo vegetativo più lungo
Vitale, dinamico, musicale, coinvolgente

Giallo dorato chiaro, è molto fine nel fondere il frutto con le dolcezze, le note montane e il fiore. Accoglie “avvenente” di una torta all’ananas, per poi liberare il fiore di  biancospino con i confetti alla mandorla e cannella, il mughetto maturo, le gelatine di agrumi e ananas, con le freschezze di arancia e mandarancio che dialogano con erba medica, erica, ruta e timo limone; e ancora pesca, mela, mandorla fresca, kiwi, liquirizia in radice, zenzero fresco, accenni di nespola e susina, percorsi da fragranze di pan di Spagna con zucchero a velo e pasta choux. Fresco, salino, equilibrato, progressivo e ritmato, è invitante, dotato di uno slancio che consente  una dialettica retronasale vibrante, larga nel riportare il naso con il frutto fresco in evidenza. Uno spartito musicale che parte dall’uva fresca e dalla gelatina d’uva per ricordare gli altri aromi fruttati, con la pasticceria in secondo piano, mentre si prepara il finale asciutto che invita al nuovo assaggio.

2011
Annata calda e precoce, vendemmia anticipata per preservare acidità
Chiaro scuri e leggerezza

Giallo brillante con riflessi dorati, è dolce e complesso nel fondere immediati toni di fichi con erbe officinali come ruta e china, insieme a erica e timo, e poi si schiarisce su aromi di arancia, mela, cedro, giustapposti a dolcezze di miele di castagno e caramella mou, insieme a torta diplomatica. E ancora frutta secca e in confetto insieme a dolcezze di strudel, percorsi da sentori vivaci di melissa, da freschezze di zenzero e di buccia di mandarino, in bel contrasto con cenni di marron glacé sotto spirito. Bocca vibrante, fresca, sapida, morbida, meno fusa delle precedenti annate, dalla tessitura meno fitta. Il retrolfatto parte sulle dolcezze di pasticceria, gelatine e confetture mentre sul finale si ritrova l’uva, la mela cotogna, il fico fresco, la mela insieme a sentori salini e iodati, con nuance di erbe officinali.

2012
Annata molto calda, aiutata con l’irrigazione manuale. Il cru emerge
Eleganza, equilibrio, energia

Senza esitazioni riconosciamo il vino e il territorio. Giallo luminoso, è seducente ed elegante nel porgersi fresco e dolce, in grado di fondere il fiore di biancospino, rosa e giglio con toni di confetti, mentre si materializza deciso il frutto pieno di pesca gialla, pera e mela, declinate anche in nettare, susina e gelso, accompagnato dalle dolcezze di torta diplomatica, insieme a fragranze di pane. E ancora cedro e arancia bionda, sfumati da melissa e timo, da mandorla e nocciola secche, con nuance di strudel, rinfrescate da sentori di maggiorana; intanto la dolcezza del frutto arriva a banana e ananas con invitanti striature di zenzero. Bilanciato, fresco, sapido, cremoso, di bella tessitura, ha piglio vivace e dinamico, dal finale salino e  asciutto che rilancia la beva. Il retrolfatto ritrova il caleidoscopio del naso tra freschezza di frutto e golosità di pasticceria, sostenute dalla salinità iodata.

2013
Annata inizialmente fresca e poi molto calda. Irrigazione manuale e uve eccellenti. Grande millesimo
Estremo bilanciamento, ricchezza e finezza

Giallo brillante, è intenso, coinvolgente, profondo, elegante, fuso, nel porgere finissime fragranze di pane e di pasticceria soffice con confettura di albicocca, fuse con freschezze di rosa, melissa e zenzero che anticipano un frutto a piena maturazione di banana, ananas, arancia, cedro, kiwi, mandarino. Si aggiungono note di anice, pepe bianco, insieme a nocciole e mandorle secche, che troviamo anche in forma di croccante, mentre cresce lentamente la verve minerale di salgemma, gesso e  iodio. L’attitudine fusa e bilanciata si ritrova in bocca, dove la dinamica è prorompente e sollecita larga il palato che ritrova la dialettica del naso con una tensione particolare, in grado di tenere in primo piano il frutto fresco, adagiato su note di miele d’acacia e pasticceria, con una spessore salino che rivela anche gesso e selce, dando lunghezza, persistenza e quel finale intrigante tipico del Giardino.

2014
Annata molto piovosa. Grandine. Carico ridotto e acidità eccezionali
Diverso, unico, vibrante e stupefacente

Giallo brillante, è diverso al naso nel fondere toni scuri di polvere da sparo e grafite con il frutto maturo di frutto della passione, susina, albicocca, fichi freschi e secchi, gelso e licci, sfumati da note di cera d’api, di pappa reale, miele, ginestra, con vaghe tostature di pane e nuance di tufo. E ancora anice, cenni di idrocarburi, note di erbe montane, nuance di tabacco e tratti fumé. Bocca freschissima, sapida, bilanciata, di grande dinamica, ha tessitura continua e progressione musicale, dal finale sapido e confortante. Appena in bocca si ritrova il naso articolato e goloso, poi il vino si sposta su frutto fresco che tiene banco nei sentori di cedro, ananas, mela, arancia, albicocca, percorsi da salgemma che dà lunghezza al frutto, conservando vaghi tratti fumé e le erbe montane.

2015
Annata molto calda e ricca. Irrigazione manuale necessaria
Pienezza territoriale e finezza

Giallo chiaro luminoso, è riconoscibile, territoriale, invitante nel porgere frutto, fiori e vegetali, tutti freschi e coinvolgenti: felce, biancospino e glicine dialogano con mela, cedro, arancia, pesca bianca, lime, mentre si avverte una nota di cipria e salgemma. E ancora sentori di acacia con tracce del suo miele, pera, ananas con note di menta, cenni di eucalipto e asparagina mentre si avverte un sentore goloso di torta margherita insieme a gelso. Bocca fresca, sapida, vivace e vitale, elegante e di tessitura continua e ritmata, integrata che richiama la beva e porta sul palato il frutto fresco e goloso del naso, sostenuto da una vibrazione gustativa finale che allarga la percezione. E con i frutti ci sono i fiori, i toni vegetali che arrivano al tè, sovrapposti a sentori minerali spessi che ricordano gesso, selce, salgemma.

2016
Annata inizialmente umida, poi molto calda, bilanciata, ricca in zuccheri
Giovane e aitante

Giallo chiaro con riflessi platino, brillante e luminoso, accoglie floreale e vegetale, esuberante di mughetto, glicine, magnolia, rosa e fiori di pesco, con foglia di limone, melissa, felce e maggiorana. Si inserisce il frutto croccante di pera, mela, gelso, pesca bianca, arancia, mandarancio, cedro, sfumato da respiri minerali di gesso e cipria, e ancora nespola susina, menta, melone bianco, con note di mandorla fresca e cenni di torta margherita. Vivace, elegante, vibrante, dinamico, cremoso e bilanciato, in bocca il vino è vibrante e teso, ancora giovanissimo, sapido e salino, tutto frutto fresco polposo che si fonde con la mineralità di gesso e selce, mentre il frutto è mai domo.

2017
Non ha risentito della gelata di aprile. Gran caldo estivo, anticipo e uva ricca e molto buona al gusto
Vitalità e potenziale

Giallo platino brillante, accoglie esprimendo subito la dote minerale di gesso e cipria che si fonde con il fiore bianco di rosa, gardenia, mughetto e glicine, in dialogo con respiri vegetali freschi di maggiorana, felce, melissa, salvia, origano e menta mentre il frutto è largo e intenso nella declinazione in cui riconosciamo pera, anche in nettare, ananas, mela, Limone d’Amalfi, anche in gelatine, arancia, mandarancio, pesca e gelso, banana, mango e ananas, per un insieme che ricorda la macedonia. E ancora è netta la mandorla in confetto, accompagnata da toni di sfoglie dolci con zucchero a velo. In bocca è fresco, salino, morbido e vibrante, dinamico e progressivo, tutto frutto, fiori e vegetali, con finale ricco di minerali che allungano la declinazione fruttata polposa e croccante.

About the Author

editor


Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Leave a Comment

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.