Cecchetto, le anime del raboso Piave

Vitigno a bacca nera dell'area del Piave tra Venezia e Treviso, Cecchetto lo afferma come metodo classico, grande rosso e vino passito

L’azienda della famiglia Cecchetto, oggi guidata dai figli Marco, Sara e Alberto insieme a mamma Cristina, unisce ricerca e audacia nella valorizzazione del vitigno Raboso, interpretato nel tempo sia in versione passito che come pluripremiato spumante Metodo Classico rosé.

Cecchetto, le anime del raboso Piave
Il centro aziendale

Raboso Piave, quel vitigno ostico da domare

Particolarmente in questo caso, il nome del vitigno palesa le sue caratteristiche, ovvero tanta acidità, tanto tannino e tanto colore. La tradizione evidentemente consegna la vinificazione classica in rosso. Ma in passato, fino agli anni Novanta, queste caratteristiche permettevano di ottenere dei vini bilanciati solo nelle annate calde, equilibrate e con un autunno gentile e poco piovoso, che consentisse a questa varietà tardiva di arrivare a piena maturazione. Il cambiamento climatico ha probabilmente giovato al raboso Piave che, salvo in annate balorde dal punto di vista della siccità e con temperature medie estive troppo alte, arriva meglio alla completa maturazione, rendendosi meno difficile da interpretare. In un quadro del genere, è evidente che il vitigno richieda una competenza importante sia in vigna che in cantina, una dote che non manca in casa Cecchetto, dove oggi questi aspetti sono gestiti da Marco, enologo di famiglia, che ha preso le redini tecniche quando suo padre Giorgio è mancato precocemente. Tanta la sperimentazione che dal 1985 l’azienda ha sviluppato per interpretare al meglio l’ostico raboso Piave, che ha portato ad affinare ogni passaggio agronomico ed enologico, confermando che al di là di ogni tecnicismo, il tempo e la pazienza siano uno dei mezzi fondamentali per farlo esprimere. Un lavoro di approfondimento cominciato a fine anni Ottanta da Giorgio, dopo che il papà Sante aveva rilevato il podere che coltivava da mezzadro. Alle conoscenze empiriche e preziose di Sante, Giorgio aggiunge il diploma della scuola enologica di Conegliano e si sente pronto per la sfida al vitigno dal forte temperamento.

Cecchetto, le anime del raboso Piave

La firma di Cecchetto sul Raboso Piave

Abbiamo avuto la fortuna di incrociare Giorgio e Cristina, marito e moglie che insieme gestivano l’azienda, a inizio anni Duemila, quando era da poco nato il Gelsaia, l’antesignano della Docg Piave Malanotte, con la vendemmia 1997. In questo caso parte delle uve vanno in appassimento per domare la loro naturale irruenza. Il risultato di quella prima annata ci colpì subito: potenza, concentrazione e tanto frutto. Per quanto riguarda il rosso della tradizione, il Raboso del Piave Doc, fruiva e fruisce di una vendemmia leggermente tardiva e sempre di un lugo affinamento, consegnandosi all’assaggio bilanciato, di bella energia e dinamica. Poi nel 2007 ci trovammo ad assaggiare in anteprima il nuovo nato (aveva ancora un’etichetta provvisoria), quello che oggi è RP Veneto Raboso Passito, frutto dell’assemblaggio in quantità decrescenti delle vendemmie 2000, 2002, 2003 e 2005. Vino che nella nostra guida Passiti d’Italia definimmo pieno e appagante, dotato di olfatto ampio ed elegante, con un tannino appena giovane. Nel 2008, le sperimentazioni, la ricerca e anche l’audacia di Giorgio, portarono a declinare il raboso Piave in spumante metodo classico rosé, fruendo così del grande bagaglio acido del vitigno, tenendo però fuori la sua irruenza tannica. Nacque Rosa Bruna Brut, anch’esso figlio dello stesso approccio che considera il tempo un ingrediente necessario per il risultato finale. Quest’anno il Rosa Bruna Brut 2014 ha ottenuto 4 sfere e mezza in Sparkle 2026, rientrando tra i migliori 150 spumanti secchi italiani della nostra guida. Oggi l’azienda della famiglia Cecchetto vede Marco al timone tecnico e titolare dell’azienda, sua sorella Sara responsabile della sostenibilità declinata, oltre che in termini di impatto ambientale, anche in ottica sociale e inclusiva, suo fratello Alberto alle attività commerciali e mamma Cristina come responsabile della comunicazione.

Cecchetto, le anime del raboso Piave
Sara e Marco Cecchetto

Gli assaggi

Le espressioni del vitigno raboso Piave nelle tre versioni principali sono state godute, ciascuna, in due annate. Aspetto necessario per dei prodotti che hanno nel tempo un ingrediente strategico.

Cecchetto, le anime del raboso Piave

Rosa Bruna

Rosa Bruna è uno spumante metodo classico figlio di una maturazione in bottiglia sui lieviti di quasi dieci anni.
2015
Sboccato da soli tre mesi, rivela la sua indole in un naso di chiaroscuri, in cui si trovano ancora petali di rosa, chinotto fresco e candito, melagrana e granatina, con ginepro, grafite e tostature di pasta frolla, percorsi da respiri di maggiorana, timo e origano. Bilanciata la bocca, di espressività coerente, appena segnata da un leggero tannino che non chiude.
2013
Sboccato a maggio 2022, si rivela lentamente, accogliendo con origano e maggiorana dai risvolti balsamici per poi porgere tostature di pandolce, nocciole, pane di segale, insieme toni più chiari e golosi di amarena e prugna, anche in confetture. Grande succosità in bocca che ribatte il naso, con un finale delicatamente austero a sottolineare le note baritone.

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Raboso del Piave Doc

Uve raccolte in lieve surmaturazione e fermentazione con macerazione limitata a dieci giorni. Maturazione di almeno 20 mesi in barrique di rovere francese.
2022
Invitante di frutto, la mora emerge, accompagnato da tostature di pane, pandolce e crostata alle confetture di visciole e di more. Bocca vivace, succosa e bilanciata, dal piglio dinamico e anche salino, in cui al tannino si giustappone perfettamente la secrezione sollecitata dall’acidità. Vino giovane e foriero di grande evoluzione.
2016
Grande naso, elegante e amalgamato tra frutto maturo e candito, con tratti scuri speziati e tostature gentili, caratterizzato anche da una delicata percezione verde, dai vaghi risvolti balsamici. Approccio gustativo estremamente bilanciato ed espressivo, poi si rivela appena giovane nella tessitura tannica che non asciuga.

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Gelsaia Piave Malanotte Docg

Il 15% delle uve resta ad appassire in fruttaio fino a metà dicembre. Dopo la vinificazione il vino matura in barrique nuove e usate per almeno 18 mesi nel caso del 2016, 20 mesi per il 2022
2022
Invitante e raffinato, complesso di frutto nero e rosso e pasticceria, anche al cioccolato, con note speziate decise, respiri di rabarbaro e intriganti soffi di pino mugo e osmanto. Bocca potente, dinamica e dai tannini stratificati e decisi, integrati dalla succosità e dalla morbidezza legata alla potenza alcolica (16,5%), non percepibile. Coerente l’espressività retronasale. Annata importante.
2016
Complesso nel porgere frutto e pasticceria fino a note ci caramello che avvolge la vivacità delle freschezze di mora, visciola, marasca. Intriganti le tostature avvincenti di pane, pandolce e panettone, sfumate da una nuance di peperone. Bocca vibrante e avvolgente, progressiva nel racconto persistente.

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Altri assaggi, altre emozioni

In abbinamento, abbiamo avuto conferma di vini assaggiati in passato: in particolare il Sante Rosso Marca Trevigiano Igt 2023 un Merlot di rara eleganza ed equilibrio, raffinato e poliedrico con una bevibilità non comune per il bilanciamento gustativo. E poi la sensualità straripante di RP Veneto Raboso Passito Igt, ricchissimo e profondo al naso, mai barocco, suadente e ritmato sul palato che gode di tanto equilibrio per un retrolfatto ampio e interminabile.