Cesarini Sforza, una storia di bollicine lunga 50 anni

Cesarini Sforza, pioniere del Trentodoc, festeggia i 50 anni, proiettando la storia nel futuro, affiancando alla tradizione l’innovazione

In occasione di questo anniversario l’Aquila Reale Riserva rivive in una preziosa edizione limitata con una tiratura esclusiva di sole 1.200 bottiglie. Infatti per questa speciale occasione è stata selezionata l’espressione della vendemmia 2004, come sempre da solo chardonnay, espressione di longevità, dopo un invecchiamento in cantina lungo venti anni.

Cesarini Sforza, una storia di bollicine lunga 50 anni

Cesarini Sforza nasce nel 1974 grazie alla volontà di alcuni qualificati imprenditori del settore vitivinicolo trentino, tra cui spiccano proprio il conte Lamberto Cesarini Sforza, che allora diede il nome all’azienda, e Giuseppe Andreaus, personaggio di rilievo nella produzione di spumante metodo classico. Il conte Lamberto dedicò allora il suo marchio, l’Aquila, simbolo della casata di cui porta il nome, a Cesarini Sforza conscio che il rapace è anche nello stemma della città di Trento.

In quei primi anni Settanta la Cesarini Sforza iniziò un ambizioso programma di selezione delle migliori zone del Trentino per la produzione di uve chardonnay da base spumante, che danno vita nel 1976 al primo spumante Cesarini Sforza elaborato secondo il metodo classico. Un primo spumante con cui l’azienda comincia così a farsi conoscere nel mondo delle etichette trentine e nazionali. Nel 1985 viene lanciato sul mercato un rosé metodo classico prodotto unicamente con uve pinot nero, coltivate sulle colline della Valle di Cembra. La continua ricerca viticola ed enologica e il desiderio di dar vita a un metodo classico di altissimo livello, prodotto in poche bottiglie, ma in grado di condensare in sé tutta l’energia e il potenziale del territorio trentino, porta alla nascita, nel 1986, della prima Riserva Aquila Reale, da sole uve chardonnay coltivate sopra i 500 metri di altitudine. I passi successivi portano nel 2001 all’acquisto dell’azienda da parte di Cantina di La-Vis. Nello stesso anno, l’Aquila Reale diviene un cru, creato con le uve dell’unico vigneto di Maso Sette Fontane in Valle di Cembra, fin dal 1700 dedito alla produzione di uve pregiate. Un ulteriore passaggio di proprietà è rappresentato nel 2019 dall’acquisto di Cavit che dà inizio a una fase di grandi investimenti sia nella struttura produttiva sia nella valorizzazione del brand.

Cesarini Sforza, una storia di bollicine lunga 50 anni

L’edizione speciale è ottenuta da un’annata segnata da un inverno piovoso, a cui è seguito un clima mite senza fenomeni atmosferici eccezionali. Nella fase finale della maturazione le uve hanno beneficiato di buone escursioni termiche, poi sono state raccolte a mano nella prima decade di settembre. Per tutte le selezioni, compresa l’Aquila Reale, Cesarini Sforza utilizza una pressa tradizionale, di tipo verticale che consente di estrarre il mosto in modo molto soffice preservando la qualità. Il vino è stato in parte affinato in carati di legno, fino a poco prima del tiraggio avvenuto a metà maggio 2005. Quando prima accennavamo agli investimenti nella struttura produttiva ci riferivamo anche al rinnovamento avvenuto nel 2021 di una nuova linea di sboccatura di ultima generazione che consente una perfetta preparazione di ogni singola bottiglia. Le 1200 bottiglie dell’edizione limitata, hanno riposato poi per 228 mesi in affinamento sur lies, fino alla sboccatura del 2024.

Nei nostri primi assaggi alla serata di festeggiamenti presso il Castello del Buonconsiglio di Trento, abbiamo trovato l’edizione limitata 2004 con una grande complessità olfattiva, delicati sentori di agrume candito, arricchiti da note di frutta secca. Al palato ha un perlage fine cremoso, una piacevole acidità che dona al vino freschezza, una grande persistenza.

Photo @ Alice Russolo