Agricola San Felice Chianti Classico: Il futuro della tradizione

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chianti san feliceDegustazione Agricola San Felice Chianti Classico

Per gli appassionati di vino “più maniaci” San Felice è una di quelle realtà intoccabili, un riferimento imprescindibile del Chianti Classico, del vino toscano e di tutto il vino italiano. Le “gesta” di Vigorello, primo Sangiovese in purezza del Chianti Classico, nato nel 1968, quando malvasia e trebbiano erano parte integrante dell’uvaggio della denominazione, hanno avuto risonanza nazionale e non solo. Determinò la consacrazione del sangiovese quale grande vitigno planetario, e le basi per una profonda riflessione che ha ridato anima al Chianti Classico, denominazione in cui Vigorello non poteva rientrare. Di proprietà di Ras dal 1978, entrata successivamente nel gruppo Allianz, San Felice ha nel suo Dna, codificato proprio negli anni Settanta, la tensione verso la ricerca e il cambiamento, che oggi sono gli assi portanti dell’azienda, la fucina che le sta dando nuova vita, riportandola in questi ultimi anni al rango che tutti i wine lover si aspettano.

Il nuovo Chianti Classico, uscito a inizio primavera col millesimo 2009, incarna questa filosofia: infatti, al sangiovese sono stati aggiunti due vitigni in quantità equivalenti (10%), il colorino e il pugnitello. Storico vitigno di zona, il colorino, rarità ampelografia il secondo, recuperato con moltissima pazienza da San Felice nel Vitiarium, una raccolta di viti nata nel 1974 su mezzo ettaro, oggi disposta su oltre due ettari, dotata di una collezione di oltre duecentosettanta vitigni, gestita in collaborazione con l’ateneo di Firenze. Prima di entrare in vari blend aziendali, il pugnitello ha dato vita nel 2003 a un eccellente rosso in purezza, di grande personalità.

L’utilizzo di un vitigno riscoperto può sembrare il colpo di genio per ridare effervescenza al vino base aziendale, legato alla denominazione più importante, il fatto reale è che il blend proposto ha una valenza importante, come scoprirete nell’assaggio: ovvero ritrovare nelle tradizioni più arcaiche un modello di vino che riflette certi profili valenti del passato in una chiave moderna, elegante, in cui il frutto è centrale nel vino, ma senza manierismi, senza eccessi sciropposi e gelatinosi, con una tensione gustativa di bella dinamica. In termini produttivi è un vino che gode della tecnologia del controllo della temperatura fino al termine della malolattica per poi elevarsi in botti di rovere di Slavonia durante dieci-dodici mesi. Un’ultima notazione relativa all’azienda e al luogo: siamo a Castelnuovo Berardenga, estremità meridionale del Chianti Classico, zona suggestiva e pacata, dove si può anche godere dell’ospitalità di Borgo San Felice, un albergo di charme di alto livello che propone anche una cucina “stellare”.

CHIANTI CLASSICO DOCG 2009
13% vol – € 10,50
Uve: sangiovese 80%,
colorino 10%, pugnitello 10%
Bottiglie prodotte: 300.000
www.agricolasanfelice.it

È un vino disponibile, confortevole, di spiccato equilibrio che non vuole stupire ma invitare alla tavola di qualità. Rubino luminoso, accoglie con una gentile speziatura di pepe, noce moscata e radice di liquirizia che si fonde col frutto di marasca e ciliegia con respiri garbati di acqua di rose e rosa canina, e ancora arancia rossa, melagrana, cachi, prugna fresca e disidratata, granatina, tutti sfumati da
grafite, ardesia e cenni tostati di nocciola. In bocca è bilanciato, morbido, di perfetta freschezza, di tannino sottile, pronto e vellutato, percorso da una pennellata salina per un insieme loquace, denso di una dialettica fruttata e speziata che poggia su una delicata e progressiva trama minerale.

Gustoso con una tagliata di manzo ai funghi porcini.

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silvio torterolo

280188


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