Ciao Tonino

Roma 7 ottobre. Antonio Pellegrino, per i familiari e gli amici Tonino, si è spento. Troppo presto. Uno di noi, del team che nel 2010 ha preso le redini di una nuova casa editrice per continuare a pubblicare la rivista Cucina & Vini e la guida Sparkle. Ma il suo legame con tutti noi è precedente e diventa collaborazione nel 2004, per preparare le guide 2005, Sparkle e Bere Dolce. Ventidue anni di relazioni quotidiane, diventate dal 2010 più frequenti, possiamo dire intense come con un familiare stretto. Un legame fatto anche di notti insonni, totalmente dedicate al lavoro, per l’uscita della guida. Era facile frequentare Tonino per il suo innato equilibrio che lo portava, anche nelle situazioni più critiche, a trovare le soluzioni migliori per tutti. Ma è intorno al vino che ci siamo conosciuti, parlando con un calice nelle mani, spesso con l’obiettivo di doverlo valutare formalmente.

“Magnifico”, era l’esclamazione che utilizzava Tonino davanti ai grandi assaggi, un aggettivo oggi stranamente poco utilizzato, che sintetizza una modalità di confrontarsi con gli altri con estremo rispetto; bilanciata infatti dal suo “diamogli tempo”, davanti a un calice con qualche incertezza. E lui era cosi anche con le persone, mai chiuso e inamovibile, sempre in cerca del dialogo. Ci mancherai enormemente. Siamo stati fortunati e privilegiati a conoscerti e frequentarti, ma questo non ci consola, non basta a mitigare il dolore. Il pensiero oggi va a quando insieme agli altri amici potevamo condividere qualche grande bottiglia, progettando il nostro futuro insieme, mossi da una passione enorme per l’enogastronomia e per il suo racconto. Erano momenti di sorrisi e scherzi che speravamo non finissero mai.

Ci piace pensare che quei momenti oggi li vivi in un’altra dimensione con i nostri amici che purtroppo ti hanno preceduto. Sono migliaia i pensieri e i ricordi che si affollano nella memoria perché di cose ne hai fatte tante fino ad arrivare a stupire noi, tuoi amici e colleghi, come nessun altro. Ricordiamo quando una sera ci consegnasti una bottiglia di un grande rosso dicendo che era opera della vostra azienda vitivinicola di famiglia, fondata pochi anni prima, e gestita con tua moglie Rosa e tuo cognato Michele, notizia di cui non avevamo avuto alcuna anticipazione. Una degustazione fatta in silenzio avvolti nella brezza dello stupore, assaggiando un grandissimo vino, a cui l’anno successivo si unirono bollicine impeccabili. Ogni volta che avremo la fortuna di aprire una bottiglia ci passeranno davanti oltre vent’anni di vita e di affetto. Lo faremo prestissimo immaginandoti lì vicino a noi.

Cin cin Tonino