Editoriale – 121 Giugno Luglio

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Doc, Docg, Igt, Dop, Igp, Stg. Sono acronimi che rappresentano la linfa dell’agroindustriale italiano, i prodotti di qualità garantita, espressioni golose e culturali dei territori di provenienza, ambasciatori dell’italian style a tavola. Il gusto italiano è apprezzatissimo nel mondo e va a completare un quadro fatto di arte, design,moda, cultura in cui il Paese eccelle. Non abbiamo ancora imparato a sfruttare al meglio le nostre eccellenze enogastronomiche, come se mancasse una certa “autostima”, quella convinzione che dà l’energia per affrontare il mercato globale con la consapevolezza di essere tra i più bravi.

Il mondo del vino, da sempre leader dell’export agroindustriale, soffre meno questa tensione e anche all’estero riesce a comunicare con maggior vigore; le altre produzioni, quantomeno quelle recentemente certificate di territorio e qualità, hanno bisogno di qualche spinta. La novità affacciatasi in quel di Verona, durante il Vinitaly, all’interno del grande stand del ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, è stato lo show delle nuove denominazioni, dei prodotti e territori che hanno visto accettare in sede Ue la richiesta della certificazione d’origine e qualità. È stato un vero “debutto in società”, un evento sapientemente originato dalla mente effervescente di Mauro Rosati, segretario generale di Qualivita e ideatore dell’Atlante europeo dei prodotti a Denominazione d’origine del Vecchio Continente. È andato in scena “Anteprima Dop”, un evento che promette di diventare un appuntamento sistematico con le nuove denominazioni, il trampolino di lancio per la loro comunicazione. I dettagli nell’intervista al protagonista.

Un focus nato quasi per caso da due viaggi, uno alla ricerca del vino, l’altro dei luoghi meno turistici e delle radici culturali (senza mai dimenticare il gusto), che la nostra redazione ha fatto in questa regione straordinaria della Spagna. Offre bellezze di ogni genere, per prima la sua inimitabile capitale, Barcellona, luogo di “culto” turistico per il mondo intero, per continuare con la bellissima costa mediterranea, divisa in costa Brava, costa del Garraf e costa Daurada: sono zone che raccolgono la stragrande maggioranza dei viaggiatori. Lo stesso dicasi per gli appassionati del vino, interessati a conoscere i territori e le cantine delle denominazioni più prestigiose: sbarcano tutti in Priorato, nuovo eldorado vitivinicolo,dove si producono vini di qualità superlativa. Abbiamo scelto la zona a ovest di Barcellona,meno conosciuta ma altrettanto bella e interessante alla ricerca delle radici di Gaudí e del modernismo catalano, in un itinerario che tocca luoghi di grande fascino.

Approfondiamo poi il vino gioviale della Catalogna, quel Cava che riscuote successo in tutto il mondo, a scapito delle bollicine francesi di Champagne e che in Italia non ha ancora fatto vera breccia. Torniamo in Italia e per restare in tema assaggiamo il Franciacorta di La Montina, un’azienda sempre più in sintonia con il pubblico dei consumatori appassionati; presentiamo la verticale del Millesimato con un taglio originale e, crediamo, molto interessante: accanto al classico assaggio di millesimi differenti abbiamo aggiunto un’ulteriore variabile,molto importante al consumo, la differente data di sboccatura della stessa annata. Argomento questo che meriterebbe da solo un articolo in quanto le vecchie sboccature sempre più spesso danno risultati sorprendenti.

Da nord a sud ecco un’idea diversa per scoprire la Puglia costiera: il pesce è ingrediente di base delle cucine pugliesi che in ogni zona hanno i propri prodotti di eccellenza. Ancora vino con due realtà laziali diverse: da una parte la grande novità del vino della Sabina nella produzione dell’azienda Tenuta Santa Lucia, dall’altra il racconto della presentazione della nuova annata della Docg Cesanese del Piglio, un rosso importante e piacevole che si è finalmente affermato. No nmanca la birra, con le interpretazioni brassicole di un personaggio creativo e flessibile, sono le etichette e le ricette di Sergio Ormea dal birrificio Grado Plato di Chieri. Dulcis in fundo, le ricette del mese scaturiscono dalla genialità di Ciccio Sultano chef e patron del Duomo di Ragusa Ibla, regno della miglior gastronomia siciliana. Le sue ricette, frutto di una sapiente rielaborazione del vissuto gastronomico siciliano, ci delizieranno in questo periodo estivo, invitiamo tutti i lettori a cimentarsi nella realizzazione delle belle creazioni proposte. Nonmancano le nostre rubriche e i nostri vini per un numero tutto da leggere, come amiamo sempre proporre.

(continua)

 

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Enrico Pozza

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