Editoriale Sparkle 2021

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di Francesco D’Agostino

 

È stato molto più faticoso, ma ce l’abbiamo fatta a realizzare la diciannovesima edizione di Sparkle e desidero ringraziare con maggior vigore che nelle altre stagioni tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questa opera corale. Fisicamente isolati in casa o in redazione, durante la primavera scorsa sembrava impossibile poter produrre Sparkle 2021, non potendo incontrarsi. Poi l’estate ci ha consentito, con tutte le precauzioni, di realizzare la maggioranza degli assaggi, come sempre, presso i consorzi, che ringraziamo del supporto, e tutti gli altri vini in redazione. In autunno dobbiamo ringraziare la buona sorte se a Roma abbiamo potuto lavorare ancora una volta in modo collegiale fino agli assaggi finali in cui decretiamo le 5 sfere. Una guida sofferta quindi, ma solo per lo stato d’animo di incertezza riguardo la possibilità di alimentare la nostra appassionante tavola rotonda continua sul mondo del vino spumante italiano: una serie cospicua di incontri, presso i consorzi e in redazione, in cui si assaggia e si discute ciascun prodotto. Sono orgoglioso di presentare Sparkle 2021, il rapporto della nostra tavola rotonda su un mondo che dal punto di vista qualitativo non smette di stupirci, nonostante i quasi venti anni di degustazioni, per il livello medio raggiunto e per dei picchi di cui tutti, in veste di consumatori, dobbiamo essere orgogliosi. Da un lato l’orgoglio di essere in un Paese che è in grado di proporre una qualità altissima, dall’altro quello di sentirsi parte fondamentale dell’ingranaggio perché la crescita delle esigenze del consumatore in termini di qualità determina la necessità nei produttori di adeguarsi alla domanda. Non ultimo, e qui la mente va all’autunno del 2001, l’orgoglio di chi ha deciso di raccontare con una guida questo mondo, grazie a una sana dose di imprudenza. Insomma, l’esperienza del 2020 consegna al pubblico una edizione 2021 realizzata con l’impegno, la passione e l’entusiasmo dei primo anno, di chi desidera facilitare il consumatore nella scoperta dell’effervescente mondo delle bollicine italiane con la certezza di raccontare una storia bella e di altissima qualità.

Dopo avervi confermato che il calice è sempre più buono, è il momento di analizzare i dati produttivi del nostro Paese che, è bene ricordarlo, è l’unico luogo al mondo, parlando di vino, ma anche di olio extravergine di oliva, che è in grado di affermare in tempo reale quanto ce ne sia in produzione, quanto stoccato e in quali recipienti, quanto finito in attesa di commercializzazione, grazie alla completa digitalizzazione del sistema di registrazione della produzione. Parola ai numeri, forniti da Icqrf (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari), sapendo che ciascun periodo di conteggio coincide con la campagna viticola e va dal primo agosto di un anno al 31 luglio del successivo.

Docg Doc Igt Generici Varietali TOTALE
2019-2020 180,1 419,5 7,5 166,3 60,5 833,9
2018-2019 181,9 435,4 7,3 182,8 63,1 870,5
Variazione -0,99% -3,65% 2,74% -9,03% -4,12% -4,20%
milioni di bottiglie

Rispetto alla campagna 2018-2019, l’ultima registra una riduzione di produzione del 4,2% per un totale di quasi ottocentotrentaquattro milioni di bottiglie. La prima volta negli ultimi dieci anni, probabilmente, ma vista la congiuntura sanitaria ed economica è un dato confortante, auspicando che la prossima campagna non insista nella tendenza. Nella tabella trovate il dettaglio per tipologia di spumante. I prodotti di territorio hanno registrato un decremento più contenuto di quelli generici, vicini al 10% di riduzione, probabilmente perché l’ombrello della denominazione aiuta e dà anche coraggio in un’annata così particolare. Nei Doc la riduzione coincide grossomodo con quella segnata dalla Doc Prosecco che ha imbottigliato diciassette milioni di bottiglie in meno.

 

La guida

In un’annata lavorativa che si presentava veramente difficile abbiamo selezionato ben 890 vini quest’anno e ne siamo fieri. La Lombardia è saldamente al comando della classifica delle presenze con 334 vini, davanti come sempre al Veneto che segue con 276 etichette selezionate. Quanto alle 5 sfere di questa edizione, ovvero i vini che il nostro panel giudica da non perdere, sono 87 e vanno a premiare 67 aziende. Come sempre ci sono produttori pluridecorati, che evidentemente si presentano con una gamma di molti vertici, che non manchiamo di sottolineare. La classifica a squadre vede primeggiare la Lombardia con 31 allori, seguita dal Veneto con 18, dal Trentino con 16; subito fuori dal podio ma con il migliore risultato di sempre il Piemonte con 10 vini a 5 sfere, poi l’Alto Adige con 4, la Puglia con 3, l’Abruzzo con 2, Friuli Venezia Giulia, Umbria e Lazio con una, mettendo l’accento sul primo 5 sfere assegnato a un vino della regione di Roma dalla nascita della guida. Le guide sono fatte di classifiche e pensiamo sia giusto mettere in evidenza un aspetto, quei vini che giudichiamo ed elenchiamo come eccellenti, quelli che sono stati valutati con quattro sfere e mezza e che insieme ai premiati rappresentano uno spaccato del mondo spumantistico italiano veramente importante, motivo di orgoglio nazionale.

Alimentiamo la nostra passione di raccontare il mondo delle bollicine di alta qualità con la sezione Vintage che chiude la guida per la seconda volta e rappresenta un vero a proprio vanto per la produzione. Qui trovate vini che sono stati commercializzati da oltre tre anni, nel caso degli spumanti prodotti con metodo Martinotti, o sboccati da almeno cinque anni, nel caso di quelli elaborati con metodo classico. Sono bottiglie che potreste avere, ben custodite, nella vostra cantina e che vi riserveranno sorprese al momento dell’apertura. È strabiliante assaggiare una grande bollicina ben conservata, sa dare vere emozioni, un valore che non è solo appannaggio dei vini fermi molto importanti e che nel caso dello spumante è forse più diffuso.

Ultimo aspetto, nato con l’edizione 2017, la versione web su cucinaevini.it è sempre più ricca ed è collegata a quella cartacea inquadrando i codici Qr posti a fianco dei vini nelle pagine che seguono.

 

Vino dell’emozione

Questa ricerca, niente affatto faticosa, che ogni anno facciamo per selezionare un vino che sollecita qualche vibrazione in più, è mossa dalle stesse motivazioni che ci hanno portato a inserire la sezione Vintage. Il vino di alta qualità è puro edonismo, con risvolti culturali non comuni per chi vuole scoprirli. Con questa consapevolezza e il gioioso piacere di assaggiare e abbinare, quest’anno il nostro panel ha trovato la convergenza sensoriale sull’Alta Langa Riserva Cuvée 60 mesi Brut 2011 di Gancia, vino dell’emozione di Sparkle 2021.

Con l’augurio di ritrovare la serenità degli anni normali, speriamo di esservi sempre di maggiore compagnia con la guida cartacea e quella web di Sparkle 2021.

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Francesco D'Agostino

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