Ferghettina Franciacorta Rosè Brut 2009

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ferghettinaDegustazione Ferghettina Franciacorta Rosè Brut 2009

Siamo nel 2006 nell’azienda Ferghettina e Matteo e Laura propongono a papà Roberto l’idea di una ventata di novità, un’operazione di marketing, un remouage dell’azienda, qualcosa che possa far parlare il mondo del vino non soltanto della Ferghettina come sinonimo di vini di qualità, ma anche di innovazione. Matteo, neo studente della facoltà di agraria, ha un’intuizione: bisogna trovare qualcosa che oltre a caratterizzare immediatamente l’azienda, racchiuda in sé anche un’innovazione di carattere scientifico in grado di migliorare i loro Franciacorta.

Analizzando i fattori che influenzano la seconda fermentazione in bottiglia (temperatura di stoccaggio, durata dell’invecchiamento, superficie di contatto tra vino e feccia e coupe de poignée – scuotimento delle bottiglie in evoluzione sui lieviti di seconda fermentazione), Matteo capisce che l’unico fattore su cui si può tentare di agire in maniera innovativa è sicuramente la superficie che i lieviti hanno a disposizione per assolvere al meglio il loro compito e che bisogna aumentarla per facilitarne il lavoro.

Non rimane che cambiare la forma del contenitore, usare una bottiglia quadrata, con lato piatto quindi, che consentirebbe ai lieviti di disporsi su una superficie molto più ampia del fondo cilindrico di una bottiglia classica, consentendo così una maggiore produzione di mannoproteine.

Le mannoproteine

Sono delle glicoproteine che costituiscono una parte della parete cellulare dei saccaromiceti cerevisiae, i lieviti indispensabili alla trasformazione dello zucchero in alcol e anidride carbonica. Le mannoproteine rivestono una particolare importanza nei vini che effettuano la loro seconda fermentazione in bottiglia e non solo nella produzione e nella sottigliezza delle bollicine, ma influenzano e migliorano anche una parte di ciò che i nostri sensi sono in grado di percepire.

Per esempio favorisce la stabilità tartarica, ovvero contribuisce a evitare la precipitazione dell’acido tartarico, indispensabile per dare al vino la componente che definiamo freschezza. Sono importanti per lo svolgimento della fermentazione malolattica, quel processo di trasformazione dell’acido malico in acido lattico, quest’ultimo molto più gradito dal nostro palato, e non ultimo hanno delle proprietà antiossidanti, caratteristica molto importante per la serbevolezza dei vini.

Degustazione Ferghettina Rosé Brut 2009

Coerente ed elegante in ogni sua fase, già a partire dalla bella e innovativa bottiglia quadrata. Rosa tenue con delle bollicine sottilissime, il vino si caratterizza per un bel mix olfattivo di fiori, frutti, tostature dolci e toni minerali. Acacia, peonia, e glicine anticipano di poco la pesca, pompelmo rosa, susina, arancia anche in scorza candita, lampone e gelatine di agrumi. I toni di panificazione si fondono con quelli della frutta secca anche in pasticceria, in confetto e pralinata; nel finale si avverte una piacevole ed elegante nota di gesso. Bocca fresca, morbida, sapida ed equilibrata per un insieme di bella beva e buona progressione gustativa. Gli aromi di bocca tornano sui frutti e le tostature dolci, mentre il finale è tutto minerale.

Ottimo con un filetto di gallinella saltato su salsa ai peperoni rossi.

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