#Iltempodelvino – Ferghettina Franciacorta Satèn Una questione di stile

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Verticale di dodici annate dalla 2001 alla 2015 del Satèn di Ferghettina. Freschezza, charme, piacevolezza e abbinabilità sono caratteri che il tempo non spegne e che sono propri della grande interpretazione aziendale di questa tipologia

Di Francesco D’Agostino

Un Satèn messo a nudo, lasciato alla mercé di una “banda” di degustatori senza rete. Scherzi a parte, certamente la famiglia Gatti, proprietaria dell’azienda Ferghettina e coinvolta nella sua totalità, era consapevole dei propri mezzi quando ci ha consentito di effettuare una verticale molto profonda su Franciacorta sboccati al momento della commercializzazione, su bottiglie in evoluzione che non avevano più, da quel momento, la protezione delle fecce nobili dei lieviti di seconda fermentazione. Inoltre, avendo già fatto e raccontato l’esperienza della verticale del Brut e del Rosé aziendali, abbiamo focalizzato sul Satèn, tipologia caratterizzata da una carbonica meno decisa e che pertanto non gode del supporto, seppur piccolo, di questo antiossidante come in uno spumante a pressione piena.

Matteo, Andreina, Roberto e Laura Gatti

La tipologia Satèn, esclusivamente franciacortina, prevede una vinificazione solo di uve bianche (chardonnay prevalente e pinot bianco), una spumantizzazione con anidride carbonica residua a quattro-cinque atmosfere invece delle canoniche sei, un tempo di maturazione, a partire dalla vendemmia, di trentasette mesi (per i millesimati) ed esclusivamente il dosaggio brut. È un’etichetta, quella del Satèn millesimato di Fergehttina, chardonnay in purezza, che raccontiamo puntualmente ogni anno sulla nostra guida Sparkle e cominciammo proprio con la prima edizione, quando recensimmo la 1998. Quest’anno a luglio ci troveremo ad assaggiare il millesimo 2015, che qui trovate in anteprima, caratterizzato da un’importante novità, l’utilizzo della bottiglia a sezione quadrata, pensata e sviluppata in seguito agli esiti della tesi di Matteo Gatti, il più giovane della famiglia, laureato come la sorella Laura in agraria con indirizzo viticolo enologico: la superficie piana del lato della bottiglia dove si depositano lieviti quando il vino spumante è in catasta per anni, in fase di maturazione, consentono una più ampia interfaccia di scambio con i lieviti e, semplificando, un maggiore sviluppo di manno proteine, importanti per creare polpa e cremosità al vino. Già utilizzata in versione trasparente nei millesimati Franciacorta Milledì Brut e Franciacorta Rosé Brut, dotata di incarto trasparente che filtra gli ultravioletti, nel caso del Satèn è di vetro molto scuro, appena trasparente.

 

 

Memorie dell’assaggio

Siamo andati in sequenza dal millesimo più giovane, il 2015 in bottiglia a sezione quadra, fino al 2001. Una degustazione molto ritmata, in cui appena assaggiato e raccontato un vino, con i nostri tempi che non sono brevissimi, passavamo al successivo, senza pause. Non ce lo eravamo imposti, è avvenuto naturalmente, grazie a una continuità di assaggio che invitava a scoprire “la strofa “ successiva. Lo stile del vino era palese già all’assaggio del primo millesimo, nonostante si trattasse di un vino fin troppo giovane.

L’esterno dell’azienda

Matteo, Laura e papà Roberto Gatti, un’istituzione del territorio papà Roberto, cercano e riescono a conservare nel vino gli aromi dell’uva, che siano quelli propri del frutto o quelli sviluppati nella fermentazione alcolica, aggiungendo, con i tre anni di maturazione sui lieviti di seconda fermentazione, toni minerali, di spezie, di pasticceria, fruttati e floreali più complessi di quelli dell’uva. Freschezza, integrità, articolazione e poi charme, equilibrio, vivacità, dinamica sono caratteri che si individuano immediatamente già dai primi millesimi: sinteticamente potremmo dire che si tratta di vini luminosi. In parallelo si palesano nella mente alcune riflessioni, ci si chiede quando il vino perderà questo ritmo, quando le componenti tostate avranno la meglio, quando una visione così femminile, solare e gentile perderà questi profili sempre vitali e dai risvolti balsamici. Non si tratta né di una sfida né della caccia all’errore, è semplicemente umano pensare che la leggiadria di stile, più o meno vibrante e vitale, possa giocoforza venire meno dopo più di qualche anno. Stupiti, dobbiamo arrivare fino al millesimo 2006 per riscontrare un Franciacorta dal piglio più maturo e scuro, per poi ricrederci con il 2004, dove l’integrità tiene banco, alimentando una coinvolgente dialettica di chiaro scuri; e poi il 2001, da quattordici anni chiuso in quella bottiglia si risveglia lentamente, manifestando prima i suoi caratteri complessi e “accigliati” per poi diventare goloso e coinvolgente, fino a regalare un vitale respiro di arancia rossa. Brividi.

La cantina di vinificazione

Come è naturale che sia, finito il primo giro e prese tutte le annotazioni di ogni degustazione, abbiamo rimesso insieme, uno a fianco a l’altro quegli assaggi che hanno lasciato un segno più deciso. Sono i millesimi 2011, 2009, 2007 e 2004, tutti veramente importanti, ma con quella dote di leggiadria e gentilezza che è il vero “esprit du Satèn”. Non pensateci, non diremo mai se ne abbiamo messo uno in cima alla classifica!

(L’articolo completo su Cucina & Vini n° 168)

 

La degustazione

A cura di Francesco D’Agostino, Fabio De Raffaele, Luciano Nebbia, Antonio Pellegrino

Franciacorta Satèn 2015 sboccato da due settimane al momento dell’assaggio
Primavera regolare, estate calda e siccitosa. Resa bassa, uve ricche
Aitante e dal potenziale importante

Giallo chiaro luminoso con perlage finissimo, è molto fresco, nitido, fine e rivela subito toni di fieno ed erba medica secchi, salvia, maggiorana e timo limone  che dialogano con il fiore di artemisia e sambuco, giustapposti a sentori di salgemma, accompagnati da intriganti timbri di legni balsamici, mentre si rivela il frutto di nespola, mapo, kiwi poco maturo, mandarino, mela, mandorla fresca, con speziature di anice. Freschissimo al palato, sapido e teso, ha di tessitura media e bella cremosità sottile; subito cresce la nota minerale di salgemma, che accompagna il frutto poco maturo e le note vegetali e di frutta secca, con finale ancora leggermente accigliato. Solo due settimane dalla tappatura e già si può piacevolmente bere.

 

2014 sboccatura 2018
12,5
Primavera anticipata seguita da un estate ricca di precipitazioni. Uve ricche di acidità
Di frutti e fiori freschi, giovanissimo

Giallo deciso, brillante, con bollicine sottili, è dolce di fiori di acacia e rosa, con cenni di rincospermo, che si fondono con toni di cedro in nettare, di arancia bionda, mela, pera, pesca dolci e mature, gelso, che dialogano con mandorla e nocciola pralinate, sfumate da respiri di melissa, con dolcezze di lingue di gatto allo zucchero a velo, accompagnate da fragranze di pane che crescono in progressione. Fresco e sapido, di effervescenza morbidissima, tessitura media e continua, scalpita nel finale sulla tensione acido-sapida che asciuga leggermente. Il retrolfatto è subito fruttato, molto fresco e agrumato con cenni floreali, segue lo stile verticale del gusto convergendo sui minerali.

2013 sboccatura 2016
Primavera tardiva e umida, carico ridotto, vendemmia tardiva. Poca uva ma ottima
Sensuale e vibrante

Giallo vivace con bollicine fini, è dolce, invitante, intenso al naso nel porgere toni di mandorle in confetto, caramelle di zucchero, sentori di plum cake che si allargano alla scorza d’arancia candita, e poi mela, pera, pesca, gelso, albicocca, arancia e kiwi che dialogano con salvia e timo mentre torna sui toni golosi di gelatine di frutta, ananas in sciroppo, frutta secca pralinata,  ravvivati da sentori mentolati balsamici. Fresco, voluminoso, sapido, teso, vitale, dinamico in grado di coniugare la tensione, che sollecita la salivazione, con un retrolfatto accattivante e coerente col naso, denso di frutto, con bei risvolti di nocciola e noce brasiliana e vivo sostegno minerale.

 

2012 sboccatura 2015
Primavera fresca e variabile, carico ridotto, estate calda, ottima uva
Gentile di frutto balsamico, largo e musicale

Giallo vivace e brillante, è elegante e gentile al naso, fresco nel porgersi vegetale e balsamico di borragine, maggiorana con nuance di ortica, salvia e menta mentre sale il fiore di acacia con nuance di fiore di sambuco. Si avvertono poi aromi di mandorle e nocciole secche che aprono al frutto di mela, pesca, susina, cedro, arancia bionda, lime e mandarancio, percorsi da respiri minerali di cipria mentre propone spunti di mandorle tostate fino a fragranze di delizia al limone. Fresco, sapido, teso e piacevolmente vibrante, è cremoso, continuo, veramente vitale. Il retrolfatto è progressivo e parte con i toni di frutto dolce, per allargarsi alla pasticceria e svilupparsi sulla croccantezza fruttata, sull’agrume e i minerali, conservando vaghe dolcezze di frutta secca e confetti.

 

2011 sboccatura 2015
Primavera calda, estate fresca e con piogge adeguate, annata lunga ed eccellente
Eleganza, ampiezza, equilibrio

Giallo pieno, luminoso e con perlage sottile, accoglie su toni vegetali secchi balsamici di menta e tè insieme a note floreali di camomilla; lentamente si concede addolcendosi su sentori di mandorla e nocciola secche con scorza d’arancia e zenzero canditi, poi note di cedro, pesca, mela, albicocca, ananas per un quadro estremamente elegante che si allarga su fragranze di pane e dolci soffici, di miele di acacia, con risvolti minerali di cipria e selce che diventano pietra focaia e polvere da sparo, percorsi da freschi sentori di anice. Bocca bilanciatissima, di grande finezza, il vino è fresco e morbido, cremoso e progressivo, dinamico e invitante, di tensione vitale che rende larga l’interazione con il cavo orale e si ritrova la tavolozza del naso ampia, orizzontale e persistenze, con gli aromi meglio identificabili. Grande.

 

2010 sboccatura 2014
Primavera fredda, luglio piovoso, ma ottimo periodo vendemmiale
Goloso, invitante, immediato, dal finale appena austero

Giallo brillante con riflessi dorati e bel perlage, è goloso e accattivante nel porgere subito toni di frutto in nettare e gelatine insieme a toni vegetali di menta, maggiorana ed erba medica secche, e ancora scorza candita di agrumi, mela, pera, pesca, arancia e bergamotto, banana, ananas, mentre sale la componente fragrante e vagamente tostata di pasticceria soffice da forno e frutta secca, con respiri di gesso e selce. Cremoso morbido e bilanciato, dalla progressione gustativa salina che tiene banco e si giustappone alla morbidezza; il retrolfatto accoglie largo e goloso, riportando frutto e pasticceria poi sale la componente minerale vincente di salgemma insieme ai toni di mandorla e nocciola secche.

 

2009 sboccatura 2013
Annata regolare, estate calda con giusta quantità di pioggia
Ricco, elegante, invitante, ancora teso e preciso

Giallo pieno e luminoso, con bollicine fini, è leggiadro e fascinoso di fiori di rosa e glicine che dialogano col frutto di arancia, bergamotto, mela e pesca, con nuance di chinotto, toni di menta e fieno, nuance di ruta, giustapposti alla nota dolce di bignè alla crema e frutta, alle crostate di confetture di arancia; si avvertono poi intriganti aromi di fragola con note di frutta secca pralinata, mentre propone toni minerali scuri di scisto, con cenni di frutto sotto spirito. Morbido, strutturato, sapido e fresco, dallo sviluppo salino, conferma la ricchezza del naso, nell’accogliere potente di frutto che si fonde con la pasticceria; sullo sviluppo salino ancora teso, salgono le note minerali di salgemma insieme alla frutta secca e poi si ridistende in chiusura su frutto e panettone. Complesso.

 

2008 sboccatura 2012
Primavera fredda, carico ridotto, uve ottime
Invitante e maturo

Giallo dorato con perlage finissimo, è dolce ed elegante nell’accogliere con sentori di pan di Spagna alla confettura di albicocca, di lingue di gatto che si fondono con la frutta secca, pistacchio in evidenza, mentre salgono floreali e vegetali che ricordano tè, verbena, ruta, fiore d’acacia, e poi zenzero che si fonde con il frutto di mela, pesca, pera, arancia rossa, bergamotto, si addolcisce su banana e ananas accompagnati da timbri di Calvados e sentori di selce, mentre la scia dolce rivela torrone bianco. Sapido, cremoso, morbido, di acidità giusta, appena caldo, ha buona struttura; domina il frutto dolce e goloso, maturo e anche sotto spirito, accompagnato dalla frutta secca  mentre il finale si ravviva per la nota salina.

 

2007 sboccatura 2011
Annata precoce ed estate regolare. Stagione vegetativa lunga
Espressività e bilanciamento dinamico, sensuale

Giallo dorato luminoso, con bollicine fini, è dolce di frutto fresco e secco, fiore con respiri di cipria: riconosciamo pesca, rosa, mandorla, glicine, arancia, mela, pera, mandarancio, con nuance di frutto sotto spirito mentre sale la componente di pasticceria golosa che ricorda strudel con la speziatura di cannella e vaniglia, e ancora toni di fichi bianchi, di panettone, con sfumature balsamiche di menta, con cenni fragranti di pane per un insieme di grande fusione e d eleganza. Fresco, sapido, cremoso, bilanciato, dinamico e dalla progressione larga che sollecita sia i lati che la lingua, anche per la bella tessitura. Ne gode il retrolfatto che riporta ben distesa la tavolozza del naso e richiama l’assaggio.

 

2006 sboccatura 2010
Inizio regolare e sviluppo bollente, ma con ottime escursioni termiche
Maturo e austero

Giallo dorato deciso, al naso esita, per poi proporre toni minerali di selce e scisto insieme a sentori di erbe come ruta e mirto, che dialogano con chinotto, mentre si rivelano nocciola e mandorla secche, insieme a sentori di miele di castagno e di melata, note di fico secco informato, sfumati da timbri di caffè, con note di cotognata, noce con il suo mallo. Si rinfresca grazie ad aromi vivaci di mela e arancia rossa, giustapposti a tostature di pane e mostaccioli. Abbastanza fresco, ricco di sale, ha tessitura media e bella morbidezza; in progressione focalizza sulla sica salina, che tiene banco e il retrolfatto, dolce di frutto maturo e secco appena il vino entra in bocca, converge su toni di erbe officinali e salgemma.

 

2005 sboccatura 2009
Inizio stagione variabile e poi secco con ottime escursioni termiche. Grande millesimo
Complesso, fonde maturità e grande ritmo. Emozionante

Giallo oro deciso e brillante, con perlage finissimo, è coinvolgente nella bella fusione di tostature e note di miele di castagno, poi si addolcisce nelle fragranze di panettone, golosità di torrone bianco mentre il frutto si rivela disidratato di ananas e albicocca, sottolineato dagli agrumi canditi e in gelatine che crescono in freschezza fino alla delizia al limone, solcata da spunti di cedro fresco. L’insieme è percorso da respiri minerali di scisto e pietra pomice, da spunti di anice, mandorla e nocciola secche e in confetto, nuance di ginestra fino a proporre una nota decisa di mela cotogna fresca, in bel contrasto con toni di mou. Bocca straordinariamente fresca e molto salina, dall’effervescenza sottile, di tessitura continua per un’insieme che ha grip e che fonde al retrolfatto golosità evolute con insospettate freschezze agrumate di limone, cedro, mapo, pompelmo, sostenute da uno sviluppo minerale di salgemma, pietra pomice e scisto, con frutta secca. Molto persistente. Grande.

 

2004 sboccatura 2008
Annata molto equilibrata, anche nell’ottima escursione termica giorno-notte
Grande complessità e integrità

Giallo dorato carico, intenso ma luminoso, al naso  accoglie scuro e di grande personalità nei toni di pietra focaia e polvere da sparo che si fondono con le tostature di pane, pandolce, con speziature di pepe, mentre si rivela il frutto di fico, dattero, chinotto, percorso da respiri di rabarbaro e cioccolato, e ancora mandorle, nocciole e noci tostate, con rivolti in confetto, mentre si scopre il panforte insieme a toni di mela, pera e banana essiccate, con il finale che sorprendentemente rivela cenni di mela, mandarino, lime. Ingresso armonico, vitale, sapido, cremoso, di bella struttura, progressivo, dalla salinità prorompente che sembra voler sovrastare invece vince il bilanciamento. La grande dinamica gustativa e la musicalità rendono il retrolfatto complesso e persistente, sostenuto dalla salinità. Emozione.

 

2003 sboccatura 2007
Inizio primavera fresco e poi stagione bollente. Poca uva, molto ricca
Maturo, tutto dolcezza, evoluto e austero in bocca

Dorato carico, con bollicine sottili. Accoglie subito fragrante di pane, fuso con note di nocciole secche e tostate; ecco che si materializza goloso il panettone, con miele, marzapane, lingue di gatto, burro di arachidi, mentre il frutto si rivela candito di agrumi, dolce di fico secco e dattero, con note di ananas e banana disidratate e cenni di frutto molto maturo. Si allarga su note di torta diplomatica alla crema pasticcera e di nocciola, sfumate da toni di erbe officinali secche e minerali di scisto. Bocca morbida e salina, di stile avvolgente, dotata di effervescenza fine, per un insieme maturo e un po’ austero che conferma in progressione la dialettica tra morbidezza e sapidità, sollecitando toni tostati di frutta secca, di noce con il suo mallo, con sostegno di salgemma.

 

2001 sboccatura 2005
Primavera fresca, ottima piovosità; estate calda, uve eccellenti
Di bella personalità evoluta, stupefacente

Di color oro antico, con riflessi topazio, non è facilmente leggibile. Tratti fumé insieme a sentori di ruta e minerali di scisto lentamente lasciano emergere tratti di confetture tra le tostature di mandorle, nocciole e noci, con note di fico secco infornato; si riconoscono albicocche in confettura, marmellata dia arance, limoni, con cenni di scorze candite, e ancora chinotto, pasticceria di crostate alla crema, balsamicità di eucalipto. Restando nel calice si distende e si fonde, arrivando a rivelare sentori di boero che vanno in primo piano e dialogano con la pietra focaia. La trama è ancora vitale, di buona freschezza e grande salinità, morbidezza adeguata e dote alcolica che emerge leggermente. Il retrolfatto focalizza sulle note più scure mentre l’arancia, declinata in modo articolato, dà vigore.

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