Firriato Ecrù: un’antica contrada famosa nel mondo

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Firriato EcrùFirriato Ecrù: un’antica contrada famosa nel mondo

Sin dall’antichità la Sicilia è stata considerata luogo d’elezione per la produzione del vino ed è da molti anni che buona parte dei produttori di questa meravigliosa terra hanno deciso di intraprendere la strada della qualità, abbandonando quella di minor soddisfazione, e non solo economica, della quantità. Era la metà degli anni Ottanta dello scorso secolo e l’amore per la propria terra e la passione di un giovane imprenditore, Salvatore Di Gaetano, hanno portato alla creazione di una nuova realtà in un’antica contrada agricola di Trapani, Firriato.

All’inizio erano solo nero d’Avola, ansonica e catarratto, ma coltivati con un concetto ancor oggi alla base della produzione di vini di qualità: un’accorta gestione agronomica che consenta l’arrivo in cantina di uve sane e ricche di quelle proprietà organolettiche che il terreno è in grado di offrire. Per ottenere questo occorre che i frutti vengano raccolti al giusto momento di maturazione. Solo in questo modo si potranno ottenere vini di carattere internazionale adatti ai palati dei consumatori più attenti. Di anno in anno Salvatore Di Gaetano e sua moglie Vinzia Novara, chiamata negli anni Novanta a contribuire a tempo pieno al successo dell’azienda, sono riusciti a centrare il loro obiettivo. Lo dimostrano anche i molteplici riconoscimenti attribuiti ai loro prodotti.

Oggi la cantina estende i suoi vigneti in tre differenti zone della Sicilia, oltre l’originaria contrada Firriato, anche alle falde dell’Etna e a Favignana, offrendo così un ampio panorama delle diverse caratteristiche di questa vasta terra. È proprio dall’agro trapanese, per la precisione dalla tenuta di Borgo Guarini, che provengono le uve di zibibbo e in piccola parte di malvasia che vanno a formare l’Ecrù, l’unico vino dolce prodotto dall’azienda. La metà delle uve vengono raccolte nella prima decade di settembre e disposte sui graticci per tre settimane, in quello che viene definito “il giardino degli appassimenti” di Borgo Guarini, la restante metà continua a scurirsi sulla pianta aumentando così il suo tenore zuccherino. Al vino ottenuto da una pressatura soffice, si aggiunge l’uva passa precedentemente diraspata. Nella fase di macerazione l’uva passa cede tutto il suo patrimonio aromatico. In seguito il vino riposa per almeno sei mesi in vasca, quindi ancora quattro in bottiglia prima di concedersi al mercato.

ECRU 2008 SICILIA PASSITO IGT
14% vol – € 21,50
Uve: zibibbo e malvasia
Bottiglie prodotte: 30.000
www.firriato.it
Intenso e articolato, parla della sua terra e dei suoi frutti. Giallo oro con riflessi ambrati, al naso è dolce e fresco nei riconoscimenti di fichi freschi ed essiccati, albicocca in confettura e disidratata, pesca, melone, ananas sciroppata, datteri freschi, fiori di acacia e di zagara, e ancora cedro e arancia canditi, zenzero fresco e candito, toni balsamici di legno di canfora e nuance d’incenso. A chiudere miele, mandorla fresca e in confetto con curiose e intriganti percezioni di rosmarino. In bocca il vino è morbido, di dolcezza misurata, sostenuto e ravvivato da una giusta componente acida, anche se nel finale tende a prendere il proscenio. Al retrolfatto tornano i frutti della via diretta, arricchendosi di mandorla e nocciola tostate e pralinate che si accompagnano a toni di croccante alle mandorle. Buona la persistenza.

Adatto a un semifreddo al torroncino con sfoglia croccante alle mandorle o in alternativa con un caprino accompagnato a un miele di rosmarino.

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