Elisabetta Abrami Franciacorta Brut: Artigianato professionale

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franciacorta brut elisabetta abramiElisabetta Abrami Franciacorta Brut: Artigianato professionale

Ha entusiasmo da vendere Elisabetta Abrami, è un piacere essere contagiati dal suo coraggio imprenditoriale, dalla esperienza, dalla vitalità, dalla passione per il vino, per la sua piccola azienda, per le risorse del nostro Paese, purtroppo incapace di trovare una giusta velocità di crociera. Una donna con alle spalle venti anni di lavoro nell’industria automobilistica, e che nel 2005 si è rilanciata, riconvertita, in una nuova attività partendo da una vigna di proprietà, più l’acquisto di una cantina e alcuni terreni selezionati, e tanto amore per il vino. Tutto questo in Franciacorta. Quindici ettari sulle colline affacciate sul lago d’Iseo, tra Provaglio d’Iseo, Passirano e Paderno. Ora l’azienda è pronta per la certificazione biologica che partirà dal prossimo anno, perché Elisabetta ha le idee chiare. Uve solo della casa, nessun acquisto fuori. Una realtà per così dire artigianale-professionale, con l’ausilio di un validissimo cantiniere, da trenta anni “franciacortino” e di un enologo. Pochi ma buoni in azienda: due persone in cantina, due nei campi, Elisabetta a trecentosessanta gradi e forse più in là anche il figlio, che ora è ancora preso dagli studi. Si mira ai risultati migliori, dalla vigna alla cantina tutto è ben monitorato per ottenere vini d’eccellenza. E già si vede. “Ancora non siamo a regime, racconta l’Abrami, per ora produciamo cinquantamila bottiglie, dalle seimila del 2008 è un buon passo avanti, considerando la coltivazione biologica, ma puntiamo a centoventimila”. Oltre all’ottimo Franciacorta Brut (80% chardonnay, 20% pinot nero), producono un Franciacorta Rosé degno di nota (70% pinot nero, 30% chardonnay), un Franciacorta Satèn (chardonnay in purezza) e per Natale uscirà il Franciacorta Riserva 3V 2006 (70% chardonnay, 30% pinot nero), con una luminosa etichetta argentata, diversa dalle altre bottiglie che sfoggiano abito rosso, in onore del pinot nero che è il re del vigneto di Elisabetta Abrami, ben dodici ettari dei quindici totali sono dedicati a lui, un’eccezione in Franciacorta. È giustamente orgogliosa della sua realtà, piccola ma completa. Come lei, razionale e sentimentale, efficiente e motivata.

FRANCIACORTA BRUT DOCG
12,5% vol – € 20,00
Uve: chardonnay 80%, pinot nero 20%
Bottiglie prodotte: 15.000
www.vinielisabettaabrami.it

Un’etichetta giovane, esiste da un paio di anni, è il Franciacorta Brut della casa, anche se potrebbe essere un extra brut per i sei grammi di zucchero che ospita. Volutamente caratterizzato, è frutto di un lavoro attento e meticoloso, costante e severo in tutto il percorso, dalla scelta dei terreni alla selezione clonale, dalla densità dei ceppi alla raccolta, dalla pigiatura al lavoro nella efficiente cantina. Dopo la fermentazione in vasca di acciaio un affinamento minimo di diciotto mesi sui lieviti e almeno altri tre dopo la sboccatura. Arriva nel calice di un bel giallo paglierino chiaro, con riflessi verdolini, perlage sottile che esalta i sentori di tostature, crosta di pane, con fresche note di lavanda e salvia, su fiori di acacia. E poi il frutto chiaro di mela e nespola, arancia, susina, ananas con mandorla e nocciola. La bocca coerente risponde croccante e fresca alle sensazioni del naso in una continuità sensoriale aggraziata, di buona tessitura, equilibrata e allo stesso tempo dinamica, che prosegue nei ritorni aromatici dove si rinnovano il frutto e il fiore, sospinti dal vegetale che esalta la freschezza senza perdere golosità.

Ideale per accompagnare una tartara di tonno agli agrumi.

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