Il Benefizio di Frescobaldi compie 50 anni

Degustazione verticale di quattro annate dello Chardonnay Benefizio Pomino Bianco Riserva, dalla 1990 alla 2023

La famiglia Albizi, nel 1600, acquista la proprietà I Poderi a Pomino. Nel 1716 il granduca Cosimo III De Medici emana il “Decreto Motu proprio”; con quel “bando”, di fatto, regolamentava con norme precise la produzione, i limiti geografici, il commercio dei vini nelle zone più importanti del tempo: Chianti, Pomino/Rufina, Valdarno di Sopra e Carmignano. Si può parlare, di fatto, delle prime “Doc” al mondo. Nel tempo la proprietà cresce e, intorno al 1850, Castello Pomino raggiunge un’estensione di 1.600 ettari divisi in 46 poderi.

Il Benefizio di Frescobaldi compie 50 anni
Nicolò D’Afflitto

Marchesi Frescobaldi. Storia del vino italiano dal 1300

Nel 1855 Vittorio e Leonia degli Albizi piantano a Pomino le prime varietà francesi, tra cui chardonnay e pinot Nero. con l’idea di sfruttare le condizioni pedoclimatiche del luogo, simili a quelle della Borgogna. Poi, nel 1863, Leonia degli Albizi sposa Angiolo Frescobaldi riunendo i possedimenti delle due famiglie. La Marchesi Frescobaldi è sicuramente una delle aziende vitivinicole italiane di più antiche tradizioni; ha iniziato a produrre vino sin dai primi anni del 1300. Oggi è guidata da Lamberto Frescobaldi, che si avvale di un dirigente del calibro di Nicolò D’Afflitto, da oltre 30 anni in azienda. Ha nove tenute, quasi tutte in Toscana e in ognuna rispetta la diversità territoriale; i vini riflettono, quindi, ogni singolo areale, rispettandone la natura e l’autenticità. Le nove tenute sono: Castello Pomino (Pomino), Castello Nipozzano (Nipozzano), Tenuta Perano (Gaiole in Chianti), Tenuta Castiglioni (Montespertoli), Tenuta CastelGiocondo (Montalcino), Tenuta Ammiraglia (Magliano in Toscana), Remole (Sieci), Tenuta Calimaia (Montepulciano) e Gorgona. A queste vanno aggiunte le Tenute Ornellaia e Masseto a Bolgheri, Tenuta Luce a Montalcino, Attems nel Collio e, unica fuori dell’Italia, Domaine Roy & Fils in Oregon.

Il Benefizio di Frescobaldi compie 50 anni
Vigneti a Castello Pomino

Il territorio di Castello di Pomino

Castello Pomino ha vigneti che coprono un’estensione totale di 108 ettari, situati a un’altitudine compresa tra i 400 e i 750 metri. I suoli di Pomino si sono formati durante l’era miocenica; in origine erano depositi marini che si sono trasformati, nel corso del tempo, a causa del sollevamento dell’Appennino, fino a presentare oggi terreni composti prevalentemente da marne, arenarie e scisti, con un’alta percentuale di argilla e calcare. La combinazione di argille e calcare conferisce ai terreni di Pomino una notevole ricchezza minerale, che si riflette direttamente nelle caratteristiche organolettiche dei vini: straordinaria freschezza, complessità e una spiccata sapidità. Questa tipologia di suolo facilita un buon drenaggio e consentire alle radici delle viti di svilupparsi in profondità, dove trovano acqua, evitando sia eccessi di umidità in superficie sia di stress idrico in casi di siccità. L’altitudine, le temperature fresche e con importanti sbalzi termici tra giorno e notte, la luminosità in un territorio incontaminato, dove l’aria è tersa e priva di qualsiasi accenno di smog, e i terreni sciolti fanno si che Castello Pomino rappresenti il luogo ideale per la coltivazione dello chardonnay. I vini prodotti con questo varietale, si distinsero da subito per la particolare freschezza e longevità, ma solo nel 1973 iniziò la produzione di Benefizio con fini commerciali.

Il Benefizio di Frescobaldi compie 50 anni
Vigneto a Castello Pomino

La degustazione

Benefizio 2023
Pomino Bianco Riserva Doc
Paglierino intenso con qualche riflesso verdognolo. Il ventaglio olfattivo è variegato: l’attacco è intensamente floreale, poi frutta gialla, tostature, confetto di mandorla, un’idea di salvia e, infine, la mineralità del territorio che si manifesta con smalti e acqua ragia. Il sorso porta sapori decisi di frutta gialla in quantità, oltre a una intensa speziatura; inizialmente asciutto, ma solo per poco, perché acidità elevata e sapidità lo rendono disteso e deciso. È un vino di gran corpo, pulito scorrevole ed equilibrato. Di sicuro avrà lunga vita.

Benefizio 2014
Pomino Bianco Riserva Doc
Come fare un ottimo vino anche in annate martoriate dal tempo atmosferico! Giallo paglierino intenso, si concede con profumi floreali, frutta a pasta gialla, confetti di mandorla e salvia. Il sorso regala sapori di frutta gialla e di fichi; è molto asciutto, ma sapido e la freschezza torna sotto forma di agrumi; ha spezie piccanti ed è molto scorrevole. Non ha il gran corpo degli altri (l’annata non glielo ha dato), ma rimane un gran vino fluido ed equilibrato.

Il Benefizio di Frescobaldi compie 50 anni

Benefizio 2009
Pomino Bianco Riserva Doc
Nonostante l’età, si rasenta la perfezione! Già il colore ben dispone a una beva solenne: è giallo paglierino con qualche riflesso dorato. Dal calice emana profumi floreali intensi, frutta gialla esotica, cera, confetto di mandorla, salvia, tostature e note minerali di acqua ragia. Al palato arrivano sapori di frutta gialla matura, è inizialmente asciutto, poi arriva una sferzata di freschezza che ci svela sapidità e spezie fini in lunga persistenza. Sorso pulito, equilibrato ed armonico.

Benefizio 1990
Pomino Bianco Doc

Purtroppo il tappo di questa bottiglia non ci ha permesso di commuoverci; è un vino di quasi 35 anni che ancora regala emozioni giovanili! Scavando dietro quel fastidioso odore di tappo, seppur non esagerato, si apprezzano ancora profumi floreali, burro di nocciola, salvia e qualche nota liquorosa; al palato si apprezzano note fruttate, una buona freschezza e una notevole speziatura; peccato per quelle note amarognole conferitegli dal tricloroanisolo!