#Iltempodelvino – Cesarini Sforza, il nuovo millennio con il progetto Trento Riserva Aquila Reale

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Vino iconico della cantina trentina storica, da quasi venti anni di proprietà del gruppo La-Vis, lo abbiamo assaggiato in una verticale dalla prima annata del cambiamento, la 2001

Di Francesco D’Agostino

Abbiamo incontrato per la prima volta Aquila Reale di Cesarini Sforza nel 2009, l’annata 2001, ma in ritardo per la pubblicazione sulla guida Sparkle. Avvenne durante una visita alla cantina La-Vis, sul tema delle declinazioni dello Chardonnay. Evidente che ci fosse Aquila Reale. Assaggiammo anche il millesimo 2002 che raccontammo sia sulla rivista che sulla edizione 2010 di Sparkle, dove introducemmo il vino, fermatosi a mezza lunghezza dalle 5 sfere, in questo modo: “Seconda annata per questo eccellente vino, frutto di un progetto mirato e dedicato che lo porterà molto lontano…”. Certo, avevamo visitato la vigna, sentito il racconto appassionato dei cambiamenti che l’acquisto dell’azienda da parte di La-Vis stava portando, uno su tutti le vigne. Aquila Reale 2002 partecipò agli assaggi finali di Sparkle 2010, quando decretiamo le 5 sfere, e il piccolo appunto che gli fu fatto riguardava una salinità molto importante, non ancora del tutto integrata. Dall’annata 2003 alla 2008 lo spumante è sempre giunto agli assaggi finali, ottenendo le 5 sfere, poi un importante allungamento del processo, la decisione di incrementare il peso della variabile tempo, già importante nel vino, non ha ancora consentito l’assaggio dell’annata 2009 che trovate in questa verticale e farà parte di Sparkle 2020. Pensate, abbiamo assaggiato la Riserva 2008 nel 2015, sboccata a inizio anno, e oggi ci ritroviamo ad assaggiare il millesimo successivo, sboccato nella seconda metà del 2018, si è passati da settantadue mesi sui lieviti a novantasei, allungando anche i tempi di maturazione dopo sboccatura, prima della commercializzazione. Insomma, un progetto con radici solide che consentono di osare ancora di più. Un’ulteriore conferma della grandissima competenza nazionale nel produrre metodo classico di altissima qualità.

 

Memorie dell’assaggio

Arriviamo a Trento di mattina e ci dirigiamo nella zona di Ravina, periferia sud della città, dove ha sede Cesarini Sforza. Ci accolgono Federica Cazzara, responsabile marketing, e Ezio Dallagiacoma, enologo aziendale. La degustazione verticale è il focus della giornata e il nostro team si trova ad avere anche una sorpresa: cinque annate con sboccatura originale, 2009, 2006, 2005, 2004 e 2003, più una magnum di 2001, sboccato la mattina stessa e non dosato. In chiusura la degustazione dell’anteprima del millesimo 2010, sboccato da un mese e posto nei cestoni in cantina di affinamento in attesa della commercializzazione, che probabilmente avverrà a fine anno, come il mercato grida con forza, ma che forse potrebbe slittare.

Federica Cazzara ed Ezio Dallagiacoma

Una sequenza di assaggi che ha proposto vini integri e di grande fascino, che ha raggiunto forse un apice di suggestione con la 2005, ma che ha veramente stupito quando ci siamo trovati nel calice la prima annata del nuovo corso, la 2001, dotata di un’eleganza, di una precisione e di una freschezza vitale straordinarie, a ben diciassette anni dal tiraggio, posta in cesto su punta da inizio 2008. Abbiamo chiuso la degustazione con l’anteprima dell’Aquila Reale 2010, sboccata da un mese, destinata a riposare ancora sei mesi prima di uscire. Freschezza e salinità decise, ma non taglienti, di un vino che deve ancora rendere disponibile il suo ampio bouquet, ma che già al palato manifesta la sua stoffa e il rango.

 

Aquila Reale

La prima annata dell’Aquila Reale risale al 1986, ma è nel 2001 che il prodotto prende un corso diverso, diventando un cru, un’idea che parte dal fatto di mettere in bottiglia le uve di un solo vigneto. “Il terreno si era dimostrato adatto a fare spumante di lunga gittata – spiega Dallagiacoma – e quindi è stato scelto per percorrere una strada lunga, insomma un terreno adatto a creare futuro, uno spumante che non accusasse il tempo, ma che lo cavalcasse, con un percorso agronomico molto attento e con un percorso enologico di rispetto”. In questa frase dell’enologo c’è tutta la filosofia del prodotto, specialmente affermata da chi ha il suo grande spazio in cantina e che invece, nel caso di questo vino, fa un passo indietro per influenzare il meno possibile la sua espressione, avendo come obiettivo principale quello di dare spazio all’espressività propria dello spumante di quella vigna.

(L’articolo completo su Cucina & Vini n° 170)

 

La degustazione di Aquila Reale Trento Riserva Doc

A cura di Francesco D’Agostino, Rosa Capece, Fabio De Raffaele, Antonio Pellegrino

 

2009
Sboccatura 2018
12,5% vol – 2 grammi zucchero
Inverno rigido e abbondante di precipitazioni, seguito da una primavera calda e da un estate con la stessa tendenza, caratterizzata però da notti molto fresche. Qualità e stato sanitario uve eccellenti
Contrasti golosi, tensione avvincente

Giallo pieno luminoso con perlage fine, è intenso e deciso di tostature dolci negli aromi di mandorle in confetto, pralinate e tostate, accompagnate da nette note agrumate di bergamotto e arancia, che dialogano con respiri di fiori bianchi, e ancora i registri dolci di pan di Spagna con glassa, fino a toni di panettone, mentre si sviluppa il frutto goloso, declinato anche in sciroppo, di ananas, pesca, mango, albicocca; timbri di assenzio e lavanda percorrono il quadro, con note minerali scure e avvincenti di scisto mentre la dolcezza arriva a sentori di cotognata e carruba, insieme alla golosità dello strudel. Fresco, cremoso, salino, bilanciato, ha struttura importante e grande dinamica, è fitto e vitale, in grado di riprende subito il frutto anche in una versione croccante di susina, lime, pera, agrumi, allargandosi di slancio, ritrovando delicato la tavolozza del naso con la pasticceria articolata che fa da sfondo goloso e la mineralità che si allarga a selce e gesso.

2006
Sboccatura III trimestre 2014
12,5% vol – 6 grammi di zuccheri
Annata partita in ritardo per il prolungarsi del freddo. Un episodio di maltempo a giugno ha provocato colatura riducendo il carico. Estate molto calda e siccitosa, pioggia in agosto ha aiutato, come l’escursione termica
Complessità e ritmo, vino avvenente

Giallo dorato luminoso, con bollicine sottili, accoglie su eleganti respiri di fiori bianchi che rapidamente lasciano il campo alla frutta secca, mandorla, nocciola, noce e noce brasiliana, anche pralinata, e al torrone bianco, percorsi da decise note balsamiche di menta ed eucalipto, con sfumature di sandalo, da note minerali di selce e calcare; sale la componente golosa nei toni di pasticceria di frolle burrose con confetture di albicocche, cotogne e pesche, insieme a timbri agrumati di arancia e kumquat, con mango e papaia, mentre il balsamico va sulla corteccia di pino e si scopre l’assenzio, con ceni di timo e zenzero, giustapposti a sentori di ginestra, mimosa e miele di eucalipto. Fresco e di bollicine finissime e impalpabili, è croccante, dinamico, vitale, invitante, si allarga immediatamente sollecitando tutta la bocca e regalando un retrolfatto estremamente ampio, dai frutti freschi subito avvolti da toni di menta e di latte di mandorla, con il frutto anche in pasticceria in una progressione ritmata e coinvolgente, che non smettere di incentivare l’assaggio.

 

2005
Sboccatura IV trimestre 2010
12,5% vol – 6 grammi di zuccheri
Piccolo ritardo iniziale e poi caldo, anche afoso, spezzato da abbondanti precipitazioni a metà agosto che hanno riportato ad avere ottime escursioni termiche. Quantità inferiore, qualità ottima e aromi dell’uva intensi
Raffinata complessità, sensuale equilibrio

Giallo dorato con perlage minuto, è subito dolce e coinvolgente di tostature fini di pane, pasticceria e nocciole, che si allargano su toni di miele, cera e pappa reale mentre si evidenzia il frutto di agrumi dolci che sanno di arancia e bergamotto e si fondono con pesca, albicocca, mela, anche in sciroppo e disidratata, ananas, anche in nettare, banana, mandorla e nocciola secche, percorsi da toni balsamici di menta delicati e di essenze lignee orientali come sandalo e vetiver, con le note minerali che dai sentori di pietra focaia arrivano a polvere da sparo, insieme a sentori di caffè, gianduia, cioccolato bianco,… In bocca è goloso, salino, vivissimo di freschezza, di bella morbidezza ed equilibrio, dal ritmo musicale ed elegante, che consente una dialettica retronasale larga e coinvolgente, dal frutto fresco alla pasticceria, ai minerali, molto persistente con le note di miele e menta, delicate e lunghissime.

 

2004
Sboccatura III trimestre 2010
12,5% vol – 5 grammi di zuccheri
Inverno mite e primavera giustamente piovosa, seguita da un estate regolare, non generosa in acqua ma non siccitosa, per un’annata regolare
Fascino e diversità

Giallo deciso luminoso, con perlage fine, accoglie con le note balsamiche di menta, eucalipto, alloro, e assenzio, con sentori di cannella in primo piano anche in confetto, con sfumature di infusi di carcadè e di malva; ecco che si rivela il frutto agrumato di chinotto e bergamotto, con mela e pera, che diventano strudel, accompagnati da note minerali di cipria, gesso e iodio che si giustappongono alla pasticcera alla frutta secca, alla torta diplomatica, ai bignè di pasta choux alla crema di nocciola. Fresco e salino, teso e progressivo, è molto vivace nel sollecitare la lingua, allargandosi grazie alla morbidezza e al bilanciamento d’insieme, che danno fascino. Il retrolfatto riprende il naso con una nota di menta piperita in bella evidenza, mentre toni scuri di cacao avvolgono pasticceria, lasciando il campo a minerali di selce e pietra focaia, e si torna su registri accattivanti di confetti, di frolle, di strudel…

 

2003
Sboccatura II trimestre 2011
12,5% vol – 4,5 grammi di zuccheri
Annata più calda della norma, con inizio anticipato ed evoluzione siccitosa e bollente, aiutata dall’irrigazione di soccorso. Maturazione precoce

Ricco e avvolgente

Oro con bollicine finissime, è deciso e intenso nel fondere subito pane tostato, con pietra focaia, polvere da sparo, melone bianco, zenzero e pepe. E poi le note di agrumi che ricordano arancia, bergamotto, cedro, anche in gelatine, con nuance di fiore e foglia di limone, con respiri floreali di rincospermo appena appassito. Ecco la mela, la pera, la pesca, con note di macchia mediterranea essiccata dal sole, insieme a sfumature di corteccia di abete a toni di pasticceria alla frutta secca e cioccolato, percorsi da cenni di idrocarburi. Cremoso, morbido, avvolgente, salino, di buona verve acida, per un insieme sensuale, tutto soffice, di struttura adeguata, che sollecita sinuoso il palato con le note di pasticceria e del frutto, avvolte dalle tostature e dalla caramella d’orzo.

 

2001
sboccatura 18 luglio 2019 senza dosaggio
12,5% vol – 0 zuccheri
Annata all’insegna della variabilità del tempo, con estate calda, caratterizzata da elevate escursioni termiche e da una maturazione molto influenzata dalle altitudini e dalle esposizioni, consentendo vendemmie ottimali

Aristocratica complessità e musicalità

Giallo dorato pieno vivace con perlage fine, è intenso e vitale di frutto declinato fresco, maturo, disidratato, sotto spirito e in distillato: pera, mela, susina, prugna, melone, ananas, papaia, mango, pesca, anche al vino, si alternano e ritornano senza superarsi. Si aggiunge una note di confettura di fichi bianchi, con sentori di biscotti di frolla e torta diplomatica, sfumati dalle mineralità di iodio, selce e salgemma, e ancora sui registri dolci delle crostate alla confetture chiare, con toni di bergamotto e arancia, percorsi da timbri balsamici di menta che dialogano con la carruba e la prugna disidratata. In bocca è estremamente preciso, strutturato, bilanciato, profondo, ritmato, fresco, progressivo e salino, in grado di proporre un retrolfatto complesso, che si allarga via via, sulla scia gustativa, partendo dal frutto salino, fino alle tostature, passando per mineralità decise; è lunghissimo con belle note di pasticceria.

 

Anteprima 2010 (sboccato da un mese)

Si può dire che questo assaggio sia la prima uscita del vino, poiché fino a oggi non è mai stato proposto a esterni alla Cantina.

Giallo brillante, con bollicine fini, è freschissimo e minerale di salgemma al naso, vivo di frutto fresco che sa di mela, pera, limone, arancia, susina e pompelmo, con note vegetali di timo e menta e poi la frutta secca anche in confetto, agrumi in gelatine e pepe; si aggiunge la mineralità di selce e gesso, con nuance di polvere da sparo. Bocca bilanciata, freschissima, molto salina, mai cruda, tesa, caratterizzata dal frutto avvolto da salgemma, insieme al pane croccante e friabile. Anche se non pronto è un vino che ha un bell’equilibrio di insieme, nonostante non siano stati aggiunti zuccheri, manifestando al palato il suo stile molto vivo, ma bilanciato.

 

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