Italia Centrale e Meridionale Sparkle 2024
Le bollicine di Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna in Sparkle 2024
Usciamo dalla fascia nordica del Paese che da sempre esprime una produzione importante in termini di qualità e quantità per andare a visitare quelle regioni che da qualche anno si stanno lanciando nella produzione spumantistica, seguendo dei precursori al lavoro già da tempo. Qualche denominazione si sta muovendo e il dato più eclatante viene dalla Sicilia che ormai vanta oltre il 76% della sua produzione a origine certificata, principalmente Sicilia Doc. Nella tabella includiamo anche la Valle d’Aosta poiché in termini di classifica produttiva si posiziona in questa area. Quest’anno gran parte delle regioni registra crescite a doppia cifra, salvo Abruzzo e Campania che manifestano una piccola indecisione nel trend generale, ma che lo scorso anno avevano espresso rispettivamente una crescita del 33,91% e del 14,07%. Lo diciamo perché evidentemente tutte queste aree non risentono dell’andamento generale del mercato, vivendo molto spesso delle logiche di consumo piuttosto locali, salvo evidentemente i nostri premiati che esportano da anni fuori della propria regione. Rispetto alla campagna 2021-2022 le posizioni di classifica non sono cambiate, c’è finalmente l’ingresso del Molise, i cui vini dovremmo assaggiare già il prossimo anno
| Regione | A indicazione geografica | Generici | Varietali | Totale bottiglie | Variazione* |
| PUGLIA | 892.544 | 1.567.549 | 167.402 | 2.627.495 | 16,27% |
| SICILIA | 1.908.557 | 398.003 | 195.440 | 2.501.999 | 23,05% |
| SARDEGNA | 1.067.930 | 709.330 | 478.039 | 2.255.298 | 13,37% |
| CAMPANIA | 474.134 | 1.021.404 | 86.610 | 1.582.148 | 7,84% |
| ABRUZZO | 236.017 | 1.121.059 | 18.788 | 1.375.864 | -0,66% |
| TOSCANA | 201.852 | 696.617 | 200.838 | 1.099.307 | -5,22% |
| LAZIO | 386.672 | 286.012 | 0 | 672.684 | 23,13% |
| UMBRIA | 102.359 | 245.246 | 30.803 | 378.407 | 9,70% |
| CALABRIA | 57.269 | 108.115 | 1.267 | 166.650 | 23,80% |
| BASILICATA | 22.161 | 59.104 | 19.733 | 100.998 | 9,20% |
| VALLE D’AOSTA | 42.565 | 32.026 | 405 | 74.996 | 31,04% |
| LIGURIA | 20.300 | 34.779 | 16.824 | 71.903 | 73,13% |
| MOLISE | 9.207 | 0 | 0 | 9.207 | |
| 5.421.566 | 6.279.242 | 1.216.149 | 12.916.957 | 12,21% |
*Sulla campagna 2021-2022
Nel loro insieme queste regioni producono grossomodo quello che fanno le Marche, esprimendo così in tali numeri tutti i limiti commerciali. La tendenza generale alla crescita è però un segnale forte da parte di territori che vogliono dire la loro anche nel campo dello spumante, a dispetto di un cambiamento climatico che in modo semplicistico si potrebbe considerare più condizionante al Centro Sud, specialmente nella produzione di uve per produrre bollicine. La realtà dei numeri, invece, ci consegna una Sicilia molto agguerrita che tenta il sorpasso della Puglia. Anche nella produzione di bollicine la Sicilia si propone come un modello da copiare, in cui una denominazione e un consorzio forte fanno la differenza nel successo commerciale di una intera regione. Modello che tutte le regioni prive di una o più denominazioni forti dovrebbero utilizzare, il Friuli Venezia Giulia per primo e ovviamente tutte le altre presenti in questa sezione della guida.
E ora lanciamoci nel viaggio attraverso le 5 sfere di Sparkle 2024 salutando il primo alloro della Toscana nella storia di Sparkle. Il Borro viene premiato con il Bolle di Borro Rosé Brut 2017, dopo essersi avvicinato più volte al traguardo. Una scommessa, quella di puntare sul sangiovese, che l’azienda ha vinto e consolidato presentando anche un nuovo bianco dalle stesse uve. Proseguiamo il viaggio senza seguire il classico ordine geografico, da nord a sud, ma osservando la classifica produttiva delle regioni. Cominciamo dalla Puglia e con d’Araprì, azienda che nella prima edizione della guida non era affatto conosciuta e che inserimmo con una valutazione molto alta per quanto trovammo nel bicchiere. Ricordo che andammo fino a San Severo per verificare che la produzione fosse reale. Dalla guida 2004, la seconda, a questa i d’Araprì hanno sempre conquistato le 5 sfere, quest’anno per merito della Gran Cuvée XXI Secolo Brut 2017 al nono alloro nella storia della guida. Sempre in Puglia, secondo 5 sfere al Simona Natale Rosato Dosaggio Zero 2018, di Gianfranco Fino, realtà famosa per i rossi che si è proposta in punta di piedi nelle bollicine, con grandi risultati, grazie a un percorso fatto di ricerca e sperimentazione, tuttora in essere.
Andiamo ora in Sicilia per incontrare una vecchia conoscenza, l’azienda Firriato che non ha bisogno di presentazioni nel campo del vino fermo, ma che in quello delle bollicine siamo stati tra i primi a mostrarne i risultati: per la seconda volta 5 sfere all’Etna Gaudensius Blanc de Noir Brut. E poi, sorpresa, restiamo sulla montagna per accogliere nell’esclusivo club delle 5 sfere l’Etna Brut 2018 di Cottanera, azienda storica del territorio che si è cimentata con successo anche nello spumante da più di qualche anno, partendo da una vigna a ben settecentocinquanta metri di altitudine, con una filosofia palesemente orientata alla qualità.
La nostra classifica passa ora per l’Abruzzo, dove Marramiero, negli anni Novanta si è lanciata in un progetto produttivo di vini spumanti di qualità, partendo da uve francesi. In pochi anni sono arrivati i primi risultati qualitativi importanti e noi abbiamo cominciato a premiarli con la guida 2011 e non interrompendo mai con il Brut, giunto quest’anno al quattordicesimo alloro, qualche anno dopo con il Rosé, al dodicesimo 5 sfere in Sparkle 2024.
Ultima tappa nel Lazio, dove i fratelli Capece hanno iniziato la loro storia sulle colline vulcaniche del viterbese fondando Vigne del Patrimonio nel 2007, con l’intento di produrre bollicine di qualità da uve francesi. Anche quest’anno doppietta grazie ad Aladoro Brut, Chardonnay molto comunicativo e invitante, e ad Alaenne Brut, Pinot Nero elegantissimo e complesso nel suo gessato scuro. Sono 63 i vini che vi accolgono nel mondo dei tanti idiomi, dove la diversità raggiunge i picchi più alti nel Paese. (F.D’A.)