Italia Centrale e Meridionale – Umbria Sparkle 2022

Le bollicine di Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna in Sparkle 2022

Nelle regioni contenute in questa sezione della guida la tradizione spumantistica non ha ancora creato dei distretti produttivi, anche se sono moltissime le aziende che si cimentano, e il nostro racconto ventennale ha messo in risalto quelle realtà che sono riuscite a distinguersi, arrivando tra le migliori del Paese, grazie solo alla loro capacità progettuale, tecnica e imprenditoriale. In realtà il successo di alcune sta iniziando a creare dei movimenti produttivi che ogni anno mostrano di crescere in termini di coesione, espressione comune, risultati. Se la qualità che alcune realtà riescono a esprimere è ormai altissima, i numeri in gioco in termini di territorio sono molto limitati. Dimensionare un fenomeno è un aspetto molto interessante per poterne capire le dinamiche, ma prima di addentrarci nei numeri diamo merito a quelle realtà che si sono distinte quest’anno. Partiamo dall’unica che arriva alle 5 sfere per la prima volta. Si tratta di un vitivinicoltore ormai famoso che abbiamo avuto il piacere di conoscere a inizio 2007, quando aveva prodotto due sole annate del suo Primitivo che ci aveva realmente sorpreso. Il suo successo da lì a pochissimo è diventato planetario, ma Gianfranco Fino e la moglie Simona Natale avevano una passione molto forte per le bollicine e qualche anno dopo cominciarono i primi tentativi con uve negroamaro per produrre un rosato metodo classico. Due anni fa sulla nostra guida ha fatto il suo ingresso con una ottima valutazione, 4 sfere, lo scorso anno è cresciuto di mezza lunghezza e Sparkle 2022 attribuisce al Salento Simone Natale Rosato Dosaggio Zero 2017 le 5 sfere. Continuando con gli allori del 2022, lo scorso anno avevamo premiato per la prima volta l’azienda Vigne del Patrimonio con il suo metodo classico Aladoro prodotto da uve chardonnay coltivate nella Tuscia viterbese, a Ischia di Castro, a due passi dal confine con la Toscana. Qui i proprietari nel 2007 hanno realizzato l’impianto viticolo e, con i tempi del metodo classico, hanno messo sul mercato le prime bottiglie nel 2015. Ribadiscono il successo dello scorso anno, ma con Alaenne Brut, un Pinot Nero che matura sessanta mesi sui lieviti. Spostandoci in Abruzzo ritroviamo ancora una volta i due metodo classico da chardonnay e pinot nero dell’azienda Marramiero con cinquanta mesi di maturazione sui lieviti: 5 sfere al Brut, che raggiunge la ragguardevole quota di dodici allori, e al Rosé Brut, arrivato al decimo premio. L’azienda del pescarese era affermata da anni nel mondo dei vini fermi, bianchi e rossi, quando decide di lanciarsi nel 1995 con un progetto minuziosamente dedicato allo spumante metodo classico. Già nel 2002, infatti, degustando per la prima edizione di Sparkle, assaggiamo il Brut attribuendo 4 sfere e mezza, praticamente a ridosso dei grandi vini del nord. Torniamo ora in Puglia, a San Severo, per una storia altrettanto stupefacente, quella di d’Araprì, azienda nata addirittura nel 1979 per produrre unicamente metodo classico utilizzando dapprincipio solo bombino bianco, uva autoctona ricca di freschezza di cui aveva una vigna. La passione, le prime soddisfazioni commerciali, il coraggio e forse anche un po’ di incoscienza e si aggiungono vigne di pinot nero e montepulciano, fino alle più recenti di nero di Troia, per costruire una gamma articolata ed eccellente per una produzione che oggi vale centoventimila bottiglie. Il primo 5 sfere con Sparkle nella seconda edizione del 2004 e poi mai una sosta. Sparkle 2022 assegna le 5 sfere al Daunia Bombino Bianco RN Brut 2017 e al Daunia Sansevieria Rosé Brut 2017, rispettivamente da uve bombino bianco e nero di Troia. Torna alla 5 sfere in Sicilia Firriato, questa volta, ed è la prima, con l’Etna Gaudensius Blanc de Noir Brut, figlio del progetto aziendale sull’Etna, insieme ai fermi rossi, bianchi e rosati e al neonato Rosé Brut, che ospitammo in guida la prima volta con l’edizione 2015. Qualche anno dopo l’azienda propose il Terre Siciliane Gaudensius Blanc de Blancs, che poi si è affermato per tre volte in guida, blend di carricante etneo e chardonnay trapanese. Quest’anno è finalmente il Nerello Mascalese in purezza, espressione specifica del terroir eteneo ad aggiudicarsi l’alloro e ad affermare che questo territorio sa dire la sua anche nel campo delle bollicine. Venendo ai numeri, sono ottantuno i vini in guida quest’anno, il record per questa sezione che cresce lentamente, un po’ come crescono i suoi dati produttivi. Fruendo come sempre dei numeri che Icqrf mette a disposizione, scopriamo che la produzione totale, dalla Liguria alla Sardegna, nella campagna 2020-2021 sfiora i dieci milioni di bottiglie, mentre nella campagna 2018-2019 non arrivava a otto milioni e mezzo, con una classifica per regione che vede al primo posto la Sicilia, seguita da Sardegna e Puglia a un’incollatura. Le quantità in gioco non sono paragonabili a quelle dei distretti del Nord Italia, ma la crescita è innegabile e anche in questa attività, che sembrava appannaggio solo delle aree più settentrionali, il Sud vuole dire la sua. Tutti i dati nella tabella.

Regionea indicazione geograficagenericivarietaliTotale
SICILIA1.536.809188.176107.0271.832.011
SARDEGNA763.598622.216407.4461.793.260
PUGLIA566.401969.939193.5891.729.929
CAMPANIA481.809565.189239.1401.286.138
TOSCANA155.757883.521161.9321.201.210
ABRUZZO82.280934.11017.8901.034.280
LAZIO317.411247.14213.537578.090
UMBRIA99.896122.52721.594244.017
BASILICATA14.20549.77021.31185.286
CALABRIA7.26468.092075.357
LIGURIA012.58716.93129.518
MOLISE7.4283.652011.080
Totale4.032.8574.666.9211.200.3979.900.174
Numero di bottiglie prodotte nella campangnavitivinicola 2020-2021 (elaborazione su dati Icqrf)

Umbria

Brut 2016

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