La cucina etica del resort agricolo nella campagna reatina
La natura, i prodotti del territorio, coltivazioni dirette e una cucina che diventa prima di tutto gesto agricolo
C’è un tempo più lento che scorre tra gli ulivi della Sabina, un tempo fatto di brace, erbe selvatiche e mani che impastano. È il tempo de La Tenuta Resort Agricolo, a Casaprota in provincia di Rieti, dove Gian Marco Greganti e Fabrizio Tegazio hanno scelto di ritornare per coltivare un’idea di cucina che è gesto agricolo, atto quotidiano e visione etica.

Due anime, unica visione
Dopo anni tra cucine stellate e capitali del gusto – da Bottura a Caceres, dal Quintonil di Jorge Vallejo, di Città del Messico nella top ten dei migliori ristoranti al mondo, fino alle osterie veraci di Roma – i due chef scelgono il silenzio fertile della campagna per rimettere al centro la materia prima, le mani, la terra. “Mangia la realtà”, dicono. Ed è molto più che uno slogan: è una dichiarazione d’intenti. Greganti e Tegazio si conoscono da ragazzi. Uno arriva dalla cucina d’autore, l’altro dall’osteria di sostanza. Diversi, ma complementari: tecnica e istinto, rigore e improvvisazione. E in questa diversità trovano la cifra comune che dà forma a una cucina contadina contemporanea. Essenziale, ma mai povera. Spoglia, ma mai banale. «Dopo tanta cucina “pensata”, avevamo voglia di qualcosa di reale», racconta Gian Marco.
«Qui cuciniamo quello che abbiamo. Il menù cambia con il clima, l’orto, l’umore. Lo chiamiamo “Come ce gira oggi” e non è per fare folklore: è per stare aderenti al vero», aggiunge Fabrizio, con un sorriso diretto quanto i suoi piatti.

Piatti che parlano la lingua della terra e vini del territorio
Il risultato è un menu che non rincorre le mode, ma racconta un luogo e un ritmo agricolo: lasagna con cinghiale e porcini, frittata di patate alla romana, maiale in umido, trippa, verdure di campagna “a foco vivo”. Non manca la barbacoa, una cottura sotterranea di ispirazione messicana che restituisce sapori profondi e memorie antiche. Ogni piatto nasce da materie prime locali e consapevoli, come quelle di Marco Zonetti (Podere Le Prata) e dell’azienda Poggi Agricoltura, giovani produttori che credono nel lavoro vero. Il bere si sceglie da una carta dei vini snella che punta sul territorio: etichette locali, scelte con attenzione e coerenza. Non serve stupire con bottiglie rare o nomi altisonanti. Bastano pochi produttori giusti, selezionati per affinità più che per status, che sappiano accompagnare – non coprire – un boccone di pecora alla scottadito o un raviolo di ricotta ed erbe spontanee.

Una bellezza che non ostenta
Anche il luogo parla lo stesso linguaggio: una struttura semplice, immersa in una vallata di ulivi, con camere indipendenti e appartamenti che odorano di legno e pietra. La piscina affacciata sul verde, le passeggiate a cavallo lungo il fiume Farfa, le attività per bambini. Non c’è décor, ma un’armonia rustica che accoglie con un’estetica non invadente, che crea comfort senza clamore, e lascia spazio al respiro. È come un paesaggio che ti abbraccia senza farti sentire piccolo. Tutto è pensato per durare e rispettare: pannelli solari, raccolta dell’acqua piovana, rifiuti ridotti al minimo. La sostenibilità qui non è un’operazione di marketing, ma una scelta quotidiana proprio come si faceva una volta. Nulla di più. La Tenuta è molto più di un ristorante o un agriturismo: è un luogo che si prende cura, che ospita senza invadere, che cucina senza esibire. È un posto dove fermarsi diventa naturale. Dove il cibo parla di chi lo fa e di chi lo vive. Greganti e Tegazio non stanno semplicemente cucinando: stanno mettendo radici. E con loro, chi sceglie di mangiare, dormire, respirare in questo angolo di Sabina riscopre un senso più ampio del verbo nutrire.
La Tenuta Resort Agricolo
Loc. Valle snc, Fraz. Collelungo
Casaprota (Rieti)
Tel. 329 331 3897
Aperto dal giovedì alla domenica